Adriano - racconti e altro

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(V)Ocabolario

anabattista s.m. e f. eretico cristiano che sosteneva (giustamente) che il battesimo dovesse essere impartito ai soli adulti consenzienti, invece di imporlo a neonati incapaci di intendere e di volere.

analfabeta agg. e s.m. e f. 1 che non sa né leggere né scrivere 2 in un senso meno stretto, chi sa più o meno leggere, ma è incapace di comprendere il contenuto di ciò che legge.

assolvere v.tr. 1 dichiarare un imputato prosciolto da un’accusa al termine di un processo, o perché è effettivamente risultato innocente, oppure perché ricco a sufficienza da potersi permettere stuoli di potenti avvocati 2 liberare qualcuno da un obbligo o impegno 3 portare a termine con successo un incarico ricevuto in precedenza.

battesimo s.m. rituale magico attraverso cui una persona, in genere un neonato, è arruolata nella chiesa cattolica, riceve un nome ed è assolta dal peccato originale, commesso da figure mitiche che vivevano in un altro mondo. Tutto questo con una semplice sciacquatina di testa e un paio di parole magiche recitate da un tizio in sottana.

boutique s.f.invar. negozio, ma se lo dici in francese lo fai sembrare qualcosa di esotico e raffinato, il che ti permette di gonfiare a dismisura i prezzi della mercanzia.

buggerare v.tr. 1 (fig.) truffare, ingannare, fregare, raggirare 2 (antiq.) sodomizzare, praticare sesso mediante penetrazione dell’ano.

eretico agg. e s.m. chi osa negare o anche solo mettere in dubbio uno o più dei dogmi di fede su cui si regge l’ideologia del gruppoo di cui fa parte. Spesso gli altri membri del gruppo lo invitano a un allegro barbecue societario come protagonista unico e indiscusso, nonché piatto forte.

finanziatore s.m. vedi sponsor, ma usato in occasioni in cui si vuole suonare più seri e ufficiali.

linciaggio s.m. 1 giustizia fai da te, per valori molto bassi di giustizia. Si verifica quando una folla di persone decide che raccogliere prove contro un sospetto e poi processarlo è una rottura di scatole e ci vuole troppo tempo, così si prende qualcuno che ha l’aria colpevole a sufficienza e lo si impicca al più vicino albero, oppure lo si uccide in altro modo 2 in senso figurato ma non troppo, situazione in cui un capo urlatore strilla il nome del “cattivo del giorno” ai suoi seguaci digitali, spesso tramite social network, e i mentecatti sommergono il bersaglio di insulti di ogni tipo, sentendosi grandi e nobili perché si sono lasciati manovrare da un farabutto.

negozio s.m. locale in cui sono esposte e vendute merci, spesso collocato a pianterreno e dotato di un qualche tipo di vetrina.

odontoiatra s.m. e f. dentista in incognito.

oftalmologo s.m. oculista in incognito.

partigiano s.m. e agg. 1 chi si schiera a favore di una determinata posizione, fazione, partito, idea o altro, e lo fa credendoci davvero 2 membro di una formazione armata irregolare che opera su un territorio occupato da un nemico e si dedica ad attività di disturbo e guerriglia per combatterlo.

pio agg. 1 chi si presenta in pubblico come devoto, religioso e così via 2 (letter.) mansueto, placido. s.m.invar. onomatopea per il verso del pulcino.

repubblichino s.m. italiano che, dopo l’armistizio del 1943, ha scelto di schierarsi dalla parte dello stato fantoccio nazifascista della Repubblica Sociale Italiana, continuando a combattere a difesa di Hitler contro gli Alleati e gli altri italiani.

sarcasmo s.m. variante di ironia che assume una forma particolarmente amara e cattiva, usata quasi sempre per ferire, offendere, insultare e ingiuriare in vario modo il destinatario.

sbruffone s.m. e agg. persona che straparla, vantandosi di capacità e qualità che non possiede, ma anche blaterando di imprese mai compiute e che non sarebbe in grado di compiere neanche volendo.

speculazione s.f. 1 operazione commerciale o finanziaria in cui si cerca di ottenere il profitto più alto possibile acquistando e vendendo qualcosa in periodi diversi, scommettendo che il prezzo di quel qualcosa aumenterà o calerà nel corso del tempo 2 gioco di società in cui tutti cercano di fare più soldi possibile truffando gli altri partecipanti e chi si trovava a passare di lì, causando il maggior danno possibile alla comunità e fregandosene allegramente delle leggi.

store s.m.invar. negozio, ma se lo dici in inglese sembra molto più professionale e all’avanguardia, per cui puoi gonfiare i prezzi della mercanzia e truffare meglio quei fessi dei clienti.

supercazzola [-cà-] s.f. frase o discorso formato da parole reali e inesistenti, buttate assieme a caso e mescolate a formare qualcosa che non ha alcun senso, ma può apparire profondo e anche filosofico a un ascolto distratto, perché pieno di termini difficili e accostati in modo curioso. Se ben fatta, sarà interpretata come corretta e sensata da chi la sente, anche se in realtà non ha alcun significato. Nella vita comune è utilizzata principalmente nei discorsi di politici, avvocati, amministratori delegati e per scrivere i testi di innumerevoli canzoni in ogni genere musicale.

terrorismo s.m. 1 crimine orrendo e imperdonabile, commesso da chiunque non sia d’accordo col governo in carica, le sue politiche o i suoi principali finanziatori. Deve essere subito represso con la massima violenza, per proteggere la pace mondiale 2 (antiq.) l’uso di violenza per incutere terrore nei membri di una comunità organizzata, al fine di destabilizzarne l’ordine e indebolirla.

vincitore s.m. chi si impone in un qualche tipo di sfida, sconfiggendo gli altri partecipanti. Saltare sul suo carro è da secoli lo sport più praticato dagli abitanti della penisola italica, in qualsiasi campo immaginabile e in molti di quelli che non avreste mai voluto immaginare.

vittimismo s.m. sindrome di quelle persone orrende che trascorrono la propria vita a lamentarsi di tutto, dando sempre la colpa agli altri per ogni evento negativo vero o presunto che accade loro. Può essere usata come strategia per cercare di attirare compassione e indulgenza dagli altri e assolversi da ogni responsabilità, perché è sempre colpa di un destino crudele, del mondo, dell’anima di suo nonno o di quello che capita a tiro. Molto apprezzato da politicanti grassi e barbuti.