Adriano - racconti e altro

(V)Ocabolario

Un vocabolario diversamente serio e politicamente scorretto. Leggetelo a vostro rischio e pericolo.

Indice

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

A

abbiocco s.m. (region.) quell’attacco di sonno che ci colpisce dopo pranzo, in ambienti molto caldi e in altre circostanze di generale rilassatezza fisica.

abigeato s.m. furto di un branco di bestiame. O altro nome collettivo a scelta, a seconda della specie rubata.

abiura s.f. atto pubblico e ufficiale con cui si ripudia una qualche religione o dottrina sostenuta fino a poco fa e sgradita al governo. È chiaramente una scelta spontanea e mai dovuta alle conseguenze anche letali che attendono chi persevera nella convinzione iniziale. Cospargersi il capo di cenere e battersi il petto in segno di profondo pentimento è un gesto opzionale, ma molto gradito all’autorità.

aborigeno s.m. persona che ha avuto il cattivo gusto di scoprire e abitare una terra, prima che un esploratore certificato la potesse raggiungere e scoprire ufficialmente. Per espiare questa tracotanza, deve spesso sottoporsi alle molestie e alle malattie importate da ferventi missionari.

aborto s.m. 1 interruzione anticipata e definitiva della gravidanza. Uno degli argomenti migliori per far degenerare qualunque discussione in una rissa verbale e a volte non solo. Buttate sul tavolo una opinione impopolare e godetevi lo spettacolo 2 cosa schifosa, ributtante. Mostro.

acqua s.f. 1 liquido inodore, incolore, insapore e trasparente, indispensabile per la vita sulla Terra. A seconda di cosa le è successo prima di arrivare da voi, tutti gli aggettivi che le abbiamo attribuito in precedenza possono essere negati: se è così, berla può diventare dannoso per la salute. Allo stato brado può contenere batteri, sostanze tossiche, amebe e altre schifezze che vi rinchiuderanno in bagno per un bel pezzo, se siete fortunati: meglio bollirla prima dell’uso, quantomeno 2 sinonimo di pioggia in certe espressioni colloquiali.

acronimo s.m. parola formata dalle iniziali di altre parole. Tipo una sigla, ma pronunciabile.

acrostico s.m. componimento poetico in cui le iniziali dei versi, lette in ordine, formano una parola o frase di senso compiuto. Alcuni usano questo termine anche per indicare un acronimo perché si divertono così, a quanto pare.

acufene s.m. fischio all’orecchio. Più in generale, qualunque rumore fastidioso che sentiamo di continuo in un orecchio e non ha cause esterne, tipo persone che non stanno zitte o vicini molesti.

addestrare v.tr. insegnare a un animale a due o più zampe a eseguire correttamente una certa serie di azioni, spesso in risposta a un certo stimolo o segnale proveniente dal suo superiore in grado. cfr. educare, istruire.

addomesticare v.tr. rendere domestica una specie animale selvatica, di solito attraverso un lungo processo di selezione e incroci mirati, per abituarla nel corso delle generazioni a convivere in pace con l’uomo, obbedirgli e rimuovere le tendenze più violente di quella specie. cfr. domare.

afa s.f. caldo opprimente, aria soffocante per il tasso abominevole di umidità. Frequente nei periodi di canicola, soprattutto in zone maledette dall’uomo come la pianura padana, può essere considerata un’altra prova indiretta della non esistenza di dio, oppure della sua fondamentale bastardaggine, a seconda dei punti di vista e delle inclinazioni personali.

affarista s.m. persona che pensa solo agli affari e li pratica senza alcuno scrupolo di coscienza o la minima traccia di morale. È tradizionalmente vile, specie quando è un banchiere.

affresco s.m. pittura eseguita con colori sciolti in acqua sull’intonaco fresco di una parete.

aforisma s.m. saggezza masticata, digerita ed espulsa dall’intestino, spesso contraddistinta da una tinta marrone prodotta dall’azione della bile.

albero s.m. pianta con fusto alto, legnoso, provvisto di rami nella parte superiore. Presso molti mammiferi, tra cui l’uomo, svolge un ruolo fondamentale nella vita sociale, fornendo un orinatoio di emergenza per gli esemplari di sesso maschile. Il suo utilizzo come strumento per perpetrare la giustizia, molto rilevante in passato, non è più così frequente oggigiorno.

alfanumerico agg. composto sia da lettere che da numeri, mischiati o alternati.

algoritmo s.m. 1 nome generico per indicare un procedimento di calcolo esplicito e descrivibile con un numero finito di regole, la cui applicazione sistematica porta a un risultato in un numero finito di operazioni 2 (pop.) potere magico infallibile, perfetto, oggettivo e onnipotente, che presto renderà il mondo un posto migliore, ma solo se è nelle mani di una élite ultraricca che si scrive le leggi su misura e che dunque può farne un uso più saggio rispetto al profano volgo. O così lo presentano i colossi dell’evasione fiscale e i loro leccapiedi, per cui è sicuramente vero. Fidatevi.

altare s.m. tavolo o parallelepipedo solido su cui si offrono sacrifici alla divinità, si celebrano riti e insomma tutta la paccottiglia di una religione.

alto agg. di cosa diversamente bassa. CONTR. basso.

ameba s.f. forma di vita unicellulare che vive in acqua o negli animali che la ingoiano. Famosa per i suoi effetti dirompenti sull’intestino umano.

amico agg. e s.m. 1 persona che si vede nel momento del bisogno. Ma solo se hai accesso al telescopio Hubble 2 uomo con cui una donna non può o non vuole accoppiarsi. Al momento 3 tizio di cui preferisci lasciare nel vago il rapporto che ha con te.

amore s.m. 1 termine accettato in pubblico e in società per descrivere il desiderio di accoppiarsi con un altro essere umano 2 abitudine ad avere attorno una certa persona, maturata nel corso del tempo, unita al desiderio che il presente stato di cose non si modifichi nell’immediato futuro 3 comoda giustificazione per qualsiasi azione ci sia venuto in mente di fare, meglio ancora se stupida e/o dannosa.

anabattista s.m. e f. eretico cristiano che sosteneva (giustamente) che il battesimo dovesse essere impartito ai soli adulti consenzienti, invece di imporlo a neonati incapaci di intendere e di volere.

analfabeta agg. e s.m. e f. 1 che non sa né leggere né scrivere 2 in un senso meno stretto, chi sa più o meno leggere, ma è incapace di comprendere il contenuto di ciò che legge.

analgesico agg. e s.m. di farmaco che non cura, ma per un po’ non ti fa sentire il dolore. Classico antidolorifico, ma detto così suona più serio.

analogia s.f. somiglianza tra due o più elementi in virtù di caratteristiche che hanno in comune. Può esistere solo nella nostra immaginazione, ma questo è un altro discorso ed è secondario.

analogico agg. 1 che ha a che fare con l’analogia 2 in campo elettronico e informatico, si riferisce a calcolatore che confronta grandezze, invee di macinare numeri. Contrapposto spesso a digitale.

anarchia s.f. 1 assenza di governo, o perché effettivamente non c’è nessuno che faccia anche solo finta di governare un territorio, oppure perché chi governa è così incapace che è come se non ci fosse 2 dottrina che promuove l’abolizione di ogni governo e dello stato in generale, da raggiungere tramite un estremo decentramento dei poteri amministrativi, per lasciare libere le persone di organizzarsi da sole e gestire assieme le proprietà e i mezzi di produzione. Con l’aggiunta magari di qualche bomba qui e là, che fa sempre la sua figura.

angelo s.m. postino e sguattero tuttofare della divinità nella mitologia giudaico-cristiana. Spesso è raffigurato con ali sulla schiena e un cerchietto luminoso sopra la testa, meglio noto come aureola, anche se nella descrizione data dalla Bibbia assomigliano molto di più a creature lovecraftiane.

anima s.f. 1 ipotetico e indimostrato principio vitale degli esseri viventi, o almeno di quegli esseri viventi che piacciono all’uomo e di solito non finiscono a tranci nel suo frigorifero 2 secondo molte religioni e fantasticherie di vario genere, parte immateriale e immortale dell’uomo (1), grazie a cui questo scimpanzé dal pelo corto pensa, vuole, agisce e vive in generale. Come poi funzionerebbe di preciso è raramente spiegato e comunque è cosa che va accettata per fede 3 (fig.) luogo socialmente accettato e riconosciuto in cui collocare affetti e sentimenti vari, perché posizionarli nelle ghiandole suona male ed è impoeticissimo.

animale s.m. organismo vivente dotato di sensi e capace di muoversi spontaneamente. Spesso è commestibile, almeno se non appartiene alla tua specie. Se appartiene alla tua specie, mangiarlo è considerato cannibalismo, un comportamento non apprezzato nella buona società.

antipatico agg. di persona che se la passa meglio di noi, anche se noi lo meriteremmo molto di più, come è evidente a chiunque abbia un minimo di cervello.

antisemitismo s.m. 1 atteggiamento di ostilità e intolleranza nei riguardi degli ebrei 2 (region.) ogni tipo di disaccordo o critica nei confronti delle politiche attuate dal governo israeliano, anche quando a criticarle è un altro ebreo.

anulare s.m. quarto dito della mano negli ominidi che non hanno subito spiacevoli incidenti. Fondamentalmente superfluo data la sua utilità quasi nulla nella vita quotidiana, deve il proprio nome alla diffusa abitudine di decorarlo con anelli, che invece potrebbero causare disagi anche dolorosi se li infilassimo su altre dita, ben più usate nei nostri svaghi domestici e non. Secondo una diversa e controversa scuola di pensiero, invece, il nome sarebbe dovuto all’orifizio in cui è inserito di preferenza.

ape s.f. insetto imenottero sociale ma non social, che vomita miele, passa il proprio tempo a favorire la riproduzione dei vegetali distribuendo il loro polline ed è dotato di pungiglione che usa solo come ultima risorsa, perché dopo averti punto muore sbudellata in una forma estrema di seppuku.

apocalisse s.f. 1 nella mitologia cristiana, cronaca della fine del mondo e di ciò che accadrà dopo, o più in generale la rivelazione del destino ultimo di umanità e dintorni 2 (fig.) evento catastrofico di rovina totale o quasi, a discrezione del parlante e del suo senso del dramma. A seconda dei casi, può essere anche solo un piede sbattuto contro uno spigolo. Scritto anche apocalissi.

aporia s.f. in filosofia, problema davanti a cui la ragione si deve prendere una pausa di riflessione, perché non presenta una soluzione immediata. La soluzione potrebbe anche esserci, ma ci si arriverà solo dopo parecchie chiacchiere, discussioni e magari pubblicando un libro o due, per cui è buona per gli affari e ai filosofi piace molto, anche perché li fa sentire più importanti.

apotropaico agg. che allontana o annulla una presunta influenza maligna. Fondamentalmente ogni tipo di portafortuna rientra in questa categoria, ma anche l’ombrello che portiamo con noi quando il cielo è coperto e noi vorremmo esorcizzare la pioggia.

app s.f.invar. programma di utilità variabile, che intrattiene l’utilizzatore con suoni e luci colorate, mentre gli munge una montagna di dati personali, che saranno poi rivenduti al migliore offerente perché l’utilizzatore stesso ha dato il consenso al momento della installazione (era scritto a pagina 4191 del file che non hai letto per cliccare subito OK). La suddetta suzione di dati include (ma non è limitata a) nome, cognome, data di nascita, indirizzo, foto, abitudini alimentari e di shopping, luogo in cui ci si trova, luoghi in cui ci si è trovati in qualsiasi momento della propria vita, elenco completo dei siti visitati, elenco completo delle azioni eseguite sui siti visitati, elenco completo del contenuto del dispositivo, colore delle mutande, numero di nei sul corpo, lunghezza delle ciglia e tanto altro, la cui conoscenza è palesemente indispensabile per poter garantire un corretto funzionamento di quel programma, anche quando si tratta di un semplice solitario con cui sperperare cinque minuti mentre aspetti il treno. Il sostantivo app è abbreviazione della parola applicazione, ridotta a tre sole lettere per andare incontro alle capacità mentali medie degli utenti di smartphone, il dispositivo che ne ha favorito la proliferazione.

arazzo s.m. pezzo di stoffa decorato, da appendere al muro per renderlo un poco meno noioso e per migliorarne l’isolamento termico.

arbitro s.m. persona che sbaglia sempre, a parte quando dà ragione a noi, ed è di conseguenza afflitta da ogni possibile difetto e complicazione familiare. Per ovviare a questa percezione comune, spesso il termine è usato in compagnia dell’aggettivo “imparziale”, a sottolineare come la persona in questione sia equa, incorruttibile e super partes, finché dà ragione a noi.

aria s.f. nome generico per il miscuglio di azoto, ossigeno, anidride carbonica, piccole percentuali di altri gas, polveri cancerogene e sostanze tossiche che forma l’atmosfera terrestre e che respiriamo in continuazione, almeno finché siamo vivi. Nei luoghi densamente abitati dall’uomo può nuocere gravemente alla salute e respirarla in continuazione può essere la prima causa del nostro non essere più vivi: consumatela con cautela.

aristocratico agg. e s.m. persona il cui unico pregio è di essere stata prodotta accidentalmente dal giusto spermatozoo e/o dal giusto ovulo; spesso è molto ricca, in virtù dei reati commessi dagli antenati, ormai prescritti e riabilitati socialmente.

armadio s.m. mobile rettangolare di legno o metallo, spesso alto, chiuso da una o più ante e dotato di ripiani e/o cassetti interni. Usato tradizionalmente per conservare indumenti, lenzuola, biancheria varia e a volte amanti, in mancanza di nascondigli migliori.

ascoltare v.tr. concentrarsi e seguire con attenzione i suoni raccolti dalle nostre orecchie. cfr. sentire.

ascoltatore s.m. persona che sorride e annuisce mentre noi parliamo.

asfaltare v.tr. 1 ricoprire di asfalto 2 (coll.) sconfiggere pesantemente.

asino s.m. equino spesso ingiuriato e ridicolizzato senza motivo, paragonandolo a esemplari di quel buffo primate, noto come “homo sapiens”, che a insindacabile giudizio del parlante risulterebbero difettosi o malriusciti, soprattutto sul piano mentale.

assente agg. e s.m. persona di cui saranno esposti con cura tutti i vizi e i difetti possibili nonché immaginabili, mentre si raccontano con dovizia di dettagli tutti gli aneddoti più imbarazzanti e vergognosi che la riguardano.

assicurazione s.f. forma legalizzata di gioco d’azzardo, in cui il giocatore, altresì detto assicurato, scommette contro il banco, altresì detto assicuratore, che un certo evento nocivo si verificherà a proprio danno prima di una data fissata dal banco. Se l’evento nocivo si verificherà prima di quella data, il banco pagherà la posta (forse, il più tardi possibile), altrimenti il giocatore perderà l’intera puntata.

assolutamente avv. 1 in modo assoluto, del tutto 2 nel linguaggio mutuato dagli abomini televisivi ha via via sostituito il semplice “sì” come risposta affermativa, probabilmente perché è un avverbio più lungo, fa scena e dà al parlante l’illusione di essere una persona che usa parole “grandi” e sa davvero quello che dice, mica come il “sì”, che è corto e scialbo e lo usano tutti. Noi conosciamo avverbi di sei sillabe, siamo veri duri!

assolvere v.tr. 1 dichiarare un imputato prosciolto da un’accusa al termine di un processo, o perché è effettivamente risultato innocente, oppure perché ricco a sufficienza da potersi permettere stuoli di potenti avvocati 2 liberare qualcuno da un obbligo o impegno 3 portare a termine con successo un incarico ricevuto in precedenza.

assurdo agg. di cosa contraria alle nostre opinioni e alle nostre convinzioni, per cui palesemente sbagliata.

astemio agg. e s.m. persona che si astiene dal consumo di bevande alcooliche, a volte in tutte le occasioni, a volte accettabilmente spesso.

astinenza s.f. pratica religiosa (o meno) che consiste nel tenersi lontano volontariamente (o meno) da cose e attività che consideriamo piacevoli. Di solito è limitata a un certo periodo di tempo.

astrologia s.f. arte che permette di guadagnarsi da vivere senza bisogno di lavorare, facendo credere di poter prevedere il futuro di cose e persone in base al presunto influsso che alcuni corpi celesti del sistema solare avrebbero sulle attività umane e che cambierebbe a seconda della loro posizione apparente, nonché di quanti soldi servono al praticante di quest’arte.

attimo s.m. quantità imprecisata di tempo, considerata breve da chi la usa ma spesso molto, molto lunga per il destinatario, specie se è abbinata a una richiesta di attesa. In linea generale, può durare pochi secondi, pochi minuti, poche ore, pochi giorni o fino alla morte entropica dell’universo.

austerity s.f. politica di forte restrizione dei consumi e taglio dei servizi pubblici per lasciare tutto ai privati, che sono molto più efficienti dello stato quando si tratta di rubare e delinquere. Richiede anche che i poveri siano spremuti il più possibile, perché loro in fondo esistono solo per questo.

autobiografia s.f. versione estremamente romanzata della vita di una persona scritta dalla persona stessa, in cui l’autore descrive in dettaglio il modo in cui è convinto di avere vissuto, ma soprattutto in cui vuole essere considerato dal pubblico e magari da una eventuale posterità. Potrebbe contenere lievi tracce di vero storico, sepolte sotto tonnellate di vero poetico. Per valori molto bassi di vero. E poetico.

autocritica s.f. esame accurato e approfondito di ciò che abbiamo fatto, spesso dopo un errore o un problema di qualche tipo, il cui scopo è assolverci da ogni responsabilità, perché è ovvio che siamo solo vittime della malvagità altrui, del destino avverso, della sfortuna, e comunque è tutta colpa di un altro: noi siamo innocenti.

autorità s.f. la posizione di chi riceve poteri e funzioni di comando: la sua forza dipende sia dalla fusione della sua volontà con la legge, sia dal riconoscimento ricevuto dal pubblico. Per estensione, la persona stessa che occupa questa posizione. È sempre e inevitabilmente malvagia.

avarizia s.f. insana e malvagia ostinazione a trattenere i soldi nelle proprie tasche, invece di permettere che defluiscano liberamente nelle nostre, dove sarebbero molto più utili al mondo. Per sua natura, è un termine sempre riferito a terze persone e mai al parlante.

avvocato s.m. persona ben vestita, pagata per tapparsi il naso e darci ragione in una particolare circostanza, di qualunque cosa si tratti. Spesso si riuniscono in branchi, per meglio proteggere dalla legge il ricco delinquente che li paga. Essere sociopatici costituisce un vantaggio in questa professione.

azione s.f. atto, gesto, cosa che qualcuno dovrebbe fare. Perché noi non abbiamo tempo e poi non ci possiamo fare niente, ma qualcuno dovrebbe impegnarsi e darsi una mossa, insomma.

B

baffo s.m. (spec. pl.) filamenti cheratinosi secreti dai follicoli del labbro superiore negli umani di sesso maschile. Ma anche in alcuni esemplari di sesso femminile. Molto utili per la loro funzione di trattenere il muco in caduta libera dalle narici, in assenza di fazzoletti o buone maniere.

balcone s.m. finestra aperta fino al pavimento e dotata di una piattaforma sporgente circondata da parapetto. Molto amato da dittatori e aspiranti tali come luogo da cui arringare le greggi dei fedeli, o anche solo per mettersi in pose ridicole e farsi fotografare, così da assicurare alla posterità materiale extra per deriderli.

balla s.f. (coll.) bugia, fandonia, dichiarazione di un politico.

banchiere s.m. pericoloso criminale che si arricchisce enormemente a spese dei clienti esercitando l’attività bancaria nel ruolo di proprietario, dirigente, amministratore, grande azionista o simili. Se la banca fallisce, non è mai uno di quelli ridotti in miseria. Se vi stringe la mano, contatevi con cura le dita: avrà cercato di rubarvene qualcuna, per abitudine.

bandiera s.f. 1 drappo di forma perlopiù rettangolare, spesso colorato, che una razza di scimpanzé dal pelo corto ama spargere attorno a sé per marcare il proprio territorio, in modo analogo a quanto fanno i canidi con gli schizzi di urina 2 antico gioco praticato in epoche predigitali, in cui due squadre si sfidavano, un componente alla volta, per afferrare un pezzo di stoffa e portarlo alla propria base senza essere fermati.

bankster s.m. e f.invar. banchiere o bancario criminale: da bank + gangster. Tipo Draghi, insomma.

barba s.f. insieme dei filamenti cheratinosi secreti dai follicoli di guance e mento negli umani di sesso maschile. Principalmente. Tra le varie funzioni svolte, rilevante è quella di raccogliere e conservare frammenti di cibo caduti dalla bocca, per consentire all’umano di nutrirsene in seguito e ridurre così lo spreco alimentare.

barbaro agg. incivile, selvaggio, primitivo, dotato di barba.

barbone s.m. persona che cerca di sopravvivere alla meglio ai margini della comunità, sprovvisto di casa e di un lavoro socialmente riconosciuto. Spesso è dotato di barba, perché non possiede soldi da spendere in rasoi. O non possiede soldi e basta.

basso agg. di cosa diversamente alta. CONTR. alto.

batraci s.m.pl. rane e altri anfibi. Celebri le loro guerre contro i topi, almeno secondo una parodia dei poemi omerici.

battere v.tr. 1 sconfiggere 2 colpire ripetutamente 3 (fig.) prostituirsi. In questa ultima accezione, il verbo è spesso usato in forma intransitiva.

battesimo s.m. rituale magico attraverso cui una persona, in genere un neonato, è arruolata nella chiesa cattolica, riceve un nome ed è assolta dal peccato originale, commesso da figure mitiche che vivevano in un altro mondo. Tutto questo con una semplice sciacquatina di testa e un paio di parole magiche recitate da un tizio in sottana.

bava s.f. miscuglio di schiuma e saliva emesso dalla bocca di bambini molto piccoli, vecchi molto andati, leghisti, pseudointellettuali che sbraitano in tv e in generale animali non contenti di vederti, se non forse come pranzo.

beghino s.m. persona particolarmente bigotta.

beneficenza s.f. azione che l’autore considera arbitrariamente buona, compiuta a favore di uno o più destinatari che l’autore considera arbitrariamente meritevoli, che i destinatari lo vogliano o meno. Il suo principale scopo è di gratificare coscienza e autostima dell’autore, oltre a migliorarne l’immagine pubblica e far dimenticare tutti i reati che ha commesso in precedenza, che sta tuttora commettendo o che commetterà a breve.

bestemmia s.f. accorata invocazione del nome di una divinità, carico di sentimento e accompagnato da tutti gli epiteti che sembrano più adatti al contesto o che soddisfano la creatività dell’invocatore.

biasimare v.tr. criticare aspramente, ma solo a parole. Muovere un dito sarebbe troppo faticoso.

bidello s.m. tizio che pulisce e mette in ordine la scuola dopo il passaggio degli studenti. È spesso preso in giro da loro, specie se ha qualche caratteristica che può sembrare insolita o anche solo per noia e stronzaggine innata di chi lo deride.

bidone s.m. 1 contenitore di forma cilindrica, utilizzato per liquidi come il latte, o per immondizia di vario tipo, in base alla creatività umana 2 (fam.) fregatura di vario tipo, a seconda del contesto in cui si utilizza: può essere un prodotto scadente, un atleta scadente, un veicolo di pessima qualità, un imbroglio, una promessa non mantenuta e così via, ma resta sempre una truffa.

bigotto agg. e s.m. persona che si preoccupa soltanto delle pratiche esterne di una religione e se ne frega altamente del suo spirito, si interessa solo alla forma dei rituali e se ne sbatte della sostanza, e così via. Il genere di persona che vuole inchiodare crocifissi ovunque, ma poi usa il vangelo come sostituto della carta igienica. SIN. cattolico, italiano, leghista.

bitume s.m. nome generico per quella porcheria nera e fetida, spesso derivata dal petrolio, che si usa per produrre asfalto o che si applica a varie superfici per impermeabilizzarle.

bivacco s.m. sosta notturna, di solito all’aperto e attorno a un fuoco, fatta da persone in viaggio. Un famigerato criminale del passato minacciava di trasformare il parlamento in uno di questi, a uso dei suoi picchiatori scelti.

blasfemo agg. che offende la divinità preferita del parlante in base alla suscettibilità di quest’ultimo e non della suddetta divinità.

blatta s.f. scarafaggio in incognito.

bohémien s.m. persona che vive alla giornata, tirando a campare di espedienti, spesso un artista male inserito in società e senza contatti con le persone “giuste”.

boicottare v.tr. astenersi dal comprare un prodotto, dall’eseguire un lavoro e più in generale dal fare una certa cosa, soprattutto quando si agisce in segno di protesta. Riceve maggiori adesioni quando si tratta di un prodotto che non ci interessa già in partenza o di qualcosa che non abbiamo comunque voglia di fare: la bontà della causa è secondaria ed è presa in considerazione soltanto da un ristretto numero di partecipanti.

boomer s.m.invar. persona appartenente alla generazione dei baby boomers (1946-1964), ma spesso usato per indicare in modo dispregiativo chiunque sia più vecchio del parlante, perché informarsi su cosa significhi davvero il termine richiederebbe troppa fatica e troppa attività cerebrale.

boss s.m.invar. capo di una qualche organizzazione criminale, legalizzata o meno.

bot s.m.invar. semplice programma per computer che ripete sempre una stessa operazione. Si usa di solito per setacciare il web in cerca di parole specifiche, per pubblicare periodicamente messaggi e affini, cliccare ripetutamente un pulsante e così via, tutta roba che farebbe annoiare in cinque minuti un ominide normale. Probabilmente.

botolo s.m. cane piccolo, tozzo e ringhioso, che abbaia di continuo ed è simpatico come la colite. Per estensione, ominidi che gli assomigliano.

boutique s.f.invar. negozio, ma se lo dici in francese lo fai sembrare qualcosa di esotico e raffinato, il che ti permette di gonfiare a dismisura i prezzi della mercanzia.

brand s.m.invar. marchio, ma se lo dici in inglese sembra qualcosa di più serio e professionale, così puoi gonfiare i prezzi quanto vuoi e fare contenti i grandi azionisti.

brodo s.m. tipo di alimento liquido che si ottiene cuocendo a lungo e lentamente verdure e carne in acqua, aggiungendo sale, spezie e condimenti vari. Oppure usi un dado e risparmi tempo e fatica. Spesso è rifilato ai malati, specie quando non si possono opporre.

broglio s.m. imbroglio, soprattutto in campo elettorale. Invocato spesso e volentieri da chi perde le elezioni, per dare la colpa a qualcun altro, una truffa, un complotto, una invasione aliena, invece di ammettere semplicemente la propria sconfitta.

bronzo s.m. lega costituita principalmente da rame e stagno, usata nella fabbricazione di svariati oggetti, tra cui le facce di tutti coloro che si dedicano alla politica o raggiungono alte cariche in società quotate in borsa.

browser s.m.invar. programma con cui si può accede al web e visitare siti internet. Se è sviluppato da Google, ne approfitterà anche per spiare ogni vostra mossa; se non lo è, potrebbe farlo lo stesso se non vi ricordate di modificate le impostazioni di base, rendendole più sicure.

bue s.m. toro sottoposto a mutilazione genitale.

bug s.m.invar. errore commesso da un programmatore mentre lavorava a un certo programma.

buggerare v.tr. 1 (fig.) truffare, ingannare, fregare, raggirare 2 (antiq.) sodomizzare, praticare sesso mediante penetrazione dell’ano.

bugia s.f. 1 deliberata falsificazione della realtà, perpetrata per ricavarne vantaggi personali di vario tipo, a seconda delle convinzioni e degli interessi di chi se ne serve 2 piccolo candeliere con la base a forma di piatto.

bullo s.m. persona arrogante, violenta, vigliacca, forte coi deboli e debole coi forti. SIN fascista, leghista.

burattino s.m. fantoccio costruito grossomodo come un guanto e manovrato attraverso una forma di fisting estremo. Spesso e volentieri questo termine è utilizzato anche per riferirsi alla marionetta, che invece è un oggetto completamente diverso, che funziona in un modo completamente diverso.

burocrazia s.f. inferno di carta, bolli, carta bollata e fotocopie, da presentare ad almeno dieci uffici diversi per qualunque scemenza ti sia richiesto di fare. Nasce per gestire l’amministrazione di uno stato, ma si sviluppa sempre in un enorme corpo parassitario in cui prosperano legioni di ominidi la cui unica funzione riconosciuta è interpretare leggi astruse ed erodere la vita dei cittadini. Funziona anche come strumento con cui il governo ricorda costantemente ai propri sudditi chi è il padrone da quelle parti.

buttero s.m. tizio a cavallo che lavora come guardiano di una mandria. Fondamentalmente è una versione nostrana del cowboy, ma senza una montagna di film e storie a renderlo una icona virile.

buyback s.m.invar. passatempo amato dai manager di multinazionali e altri grandi gruppi criminali: consiste nel ricomprare le azioni della propria società (se possibile usando soldi pubblici), al fine di pomparne artificialmente il valore sul mercato e incassare grossi bonus, perché grazie a loro sono salite le quotazioni della società e palle varie.

C

camice s.m. lunga casacca di tela bianca, indossata da medici, farmacisti e roba simile, per essere riconoscibili e darsi un qualche tipo di tono. Una sorta di divisa usata da quella gente, utile anche se ti vuoi fingere uno di loro: indossane uno e sarai scambiato per un medico.

cancro s.m. 1 una delle dodici costellazioni dello zodiaco 2 tumore, soprattutto maligno 3 (fig.) cosa o comportamento molto diffuso e molto nocivo, tanto da sembrare un tumore.

cane s.m. 1 mammifero domestico della famiglia dei canidi, suddiviso in un numero elevatissimo di razze diverse, più o meno ridicole a seconda della crudeltà degli allevatori che le hanno selezionate. È fondamentalmente un lupo in versione giocattolo e umanizzato, nel bene ma soprattutto nel male. Ha il vizio di leccare, saltarci addosso quando è sporco di fango, seguirci ovunque e dorme col naso sul culo, se la sua struttura fisica glielo consente. Quello dei vicini abbaia sempre nelle ore in cui ci dà più fastidio, e lo fa apposta, per puro dispetto 2 nella religione cristiana, il secondo epiteto con cui è invocata più spesso la divinità.

canicola s.f. periodo dell’anno in cui si crepa di caldo.

canizza s.f. sostantivo usatissimo nel linguaggio corrente (ma anche no), indica l’abbaiare frenetico e furioso tipico di una muta di cani da caccia, lanciati all’inseguimento della preda.

cannibale s.m. persona che mangia anche carne umana. Onnivoro estremo.

capitalismo s.m. gravissima forma di tumore maligno su scala planetaria, che consuma tutto ciò che trova sulla propria strada, trasformandolo in enormi ricchezze per un esiguo numero di criminali e in prodotti tossici per tutto il resto del mondo. I suoi tratti caratteristici sono la ricerca sfrenata del massimo profitto (per pochissimi) e la crescita continua a tutti i costi (tanto pagheranno gli altri); la seconda, peraltro, è quella che meglio ne mette in evidenza la natura tumorale.

capocchia s.f. estremità rotondeggiante e ingrossata di spilli e affini, su cui gli angeli amavano danzare mentre i bizantini li contavano.

cappuccino s.m. 1 frate dell’ordine dei francescani 2 caffè a cui si aggiunge latte, per fargli avere lo stesso colore della tunica dei suddetti frati.

capra s.f. mammifero ruminante domestico dotato di corna ricurve all’indietro ed elegante barba sotto il mento, allevato per il latte, la pelle, il pelo, la carne dei suoi figli e altre cose che pastori coraggiosi potrebbero decidere di farle. Molto intelligente, nonostante le calunnie diffuse da pseudointellettuali urlatori da avanspettacolo.

captcha s.m.inv. test a cui gli esseri umani si devono sottoporre per poter convincere un computer a riconoscerli come umani, in una bizzarra inversione del test di Turing. La versione base consiste in una sequenza alfanumerica sfocata, che dobbiamo ripetere correttamente; se invece ci chiede di identificare immagini a tema stradale, allora Google ci sta sfruttando come schiavi per raccogliere dati da usare a scopi commerciali e nella “educazione” di auto senza pilota umano.

carabiniere s.m. 1 (antiq.) soldato armato di carabina 2 militare dalla divisa buffa, che svolge ruoli di poliziotto in città ed è protagonista di un famoso ciclo di barzellette in suo onore, che ne vogliono immortalare la competenza, il coraggio e l’intelligenza. Nei secoli fedele, dicono. È spesso terrone.

cariatide s.f. 1 elemento architettonico di sostegno per mensole, balconi, architravi e roba simile, che è stato scolpito per farlo sembrare una figura umana che regge il peso sulle proprie spalle o con le braccia. Di solito è femmina 2 (fig.) persona vecchia, brutta e odiosa, che se ne sta sempre ferma lì in mezzo alle palle, almeno secondo il parlante.

carnevalata s.f. 1 mascherata di carnevale 2 messinscena priva di sostanza, spesso al solo scopo di distrarre il pubblico da problemi reali che non si ha alcuna intenzione di risolvere, o che non si sa come risolvere.

carnivoro agg. di animale che si nutre di forme di vita che non sono riuscite a scappare o che non lo hanno visto in tempo.

casa s.f. edificio in cui si sperimenta la convivenza pacifica tra specie diverse, come umani, cani, gatti, topi, scarafaggi, ragni, mosche, zanzare, cimici e molto altro ancora. La convivenza è riuscita, ma resta ancora molto da lavorare sulla sua componente pacifica.

casta s.f. 1 in India e dintorni, gruppo sociale chiuso a cui si appartiene quasi solo per nascita ed è spesso, ma non necessariamente, correlato a un lavoro specifico: i suoi membri si possono sposare solo coi propri simili, devono seguire un certo regime alimentare e possono sedersi a tavola solo coi colleghi. E altre cose, sempre più simpatiche 2 gruppo di persone che si mantiene attaccato al potere in un certo ambito sociale, permettendo l’accesso solo ai propri familiari, oppure a esterni del tipo giusto. Ne potete trovare ovunque ci siano molti soldi in ballo, come la politica e l’industria, nonché nel mondo dell’intrattenimento, dove però si preferisce parlare di “figli d’arte”, che suona meglio.

cavallo s.m. grosso mammifero erbivoro, addomesticato e sfruttato allegramente dagli ominidi che si spacciano per sapiens. Quando non è usato come cibo, trova impiego in varie forme nella società umana, soprattutto come mezzo di trasporto o come animale da tiro. In tempi recenti le sue attività si sono ristrette a varie forme di sport e passatempo, ma sempre col culo di un primate sulla schiena.

cavia s.f. piccolo roditore che ha riscosso grande successo come protagonista unico e indiscusso di ogni tipo di esperimento medico e variazioni sul tema. Oggi che viviamo in tempi illuminati e molto più progressisti, può essere sostituita da soggetti più economici e sacrificabili: i poveri.

celebrità s.f. persona famosa per essere famosa. Nella maggior parte dei casi è totalmente inutile sul piano pratico nella società; a volte può essere anche dannosa.

cemento s.m. materiale da costruzione composto da polvere grigia, sabbia, ghiaia e cadaveri di persone sgradite alla mafia, da mescolare all’acqua per produrre blocchi di roba solida che potrebbe durare per una cinquantina d’anni circa, se va bene.

censura s.f. esame condotto da un’autorità pubblica o da una società privata sul materiale che si vuole rendere accessibile al pubblico, allo scopo di rimuovere tutto ciò che potrebbe infrangere le leggi in vigore o le regole dell’azienda, oppure ledere in qualsivoglia modo l’immagine dell’autorità che sta conducendo l’esame, nonché dei suoi sponsor.

cerone s.m. fondotinta colorato che gli attori e i pagliacci amano spalmarsi sulla faccia.

cerume s.m. roba schifosa giallastra e unta che si forma nelle orecchie. Commestibile se davvero lo desiderate, ma a vostro rischio e pericolo.

cerusico s.m. (antiq.) chirurgo.

cervello s.m. parte del corpo con cui pensiamo di pensare. Spesso ma non necessariamente è collocato all’interno del cranio, almeno nei vertebrati.

chat s.f.invar. programma con cui si può parlare a distanza con una o più persone, in privato, mentre una multinazionale registra e salva ogni cosa che diciamo, per poterla usare contro di noi alla prima occasione utile o anche solo per ricavarne soldi e potere in modi che noi non sapremmo nemmeno immaginare.

chiasmo s.m. figura retorica che consiste nel contrapporre due o più espressioni, invertendo di volta in volta la posizione degli elementi che le compongono. Prende il nome dalla lettera “chi” [χ] dell’alfabeto greco, di cui imita idealmente la forma. I primi due versi dell’Orlando furioso ne sono un celebre esempio: “le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,/ le cortesie, l’audaci imprese io canto”.

chierichetto s.m. ragazzino che serve durante la messa e intrattiene il parroco in altre occasioni.

chiesa s.f. 1 versione cristiana di tempio 2 (fig.) con lettera maiuscola, il pacchetto completo di una particolare branca del cristianesimo: cattolica, protestante, eccetera.

chihuahua s.m. punto terminale di un esperimento genetico durato migliaia di anni, il cui scopo era scoprire quanto in basso si potesse trascinare un normale lupo mediante una serie di accoppiamenti orrendi. La natura ne è così disgustata che è spesso necessario un parto cesareo per farlo nascere.

chiocciola s.f. 1 mollusco gasteropode dotato di un largo guscio a spirale, in cui si può rifugiare quando ne ha voglia. Commestibile se davvero lo volete 2 per estensione, vari oggetti con forma simile al guscio dell’animale, tipo certe scale o la parte superiore del manico di un violino 3 termine usato colloquialmente per indicare il simbolo @ quando è all’interno di in un indirizzo. cfr. lumaca.

chiromanzia s.f. arte di inventarsi il futuro di una persona studiando le linee della sua mano.

cialtrone s.m. persona volgare, spregevole, arrogante, poco seria, trasandata in quello che fa, priva di serietà e correttezza nei rapporti personali e così via: chi più ne ha, più ne metta. Una persona di merda, in breve. In forma più attenuata, può indicare qualcuno che è trasandato nel vestirsi e negli atteggiamenti generali, oppure che lavora in fretta e male, fregandosene del risultato.

ciarlatano s.m. 1 chi tenta di vendere merci scadenti, spacciandole per buone 2 persona che sfrutta la credulità altrui a proprio vantaggio, spesso per rifilare incredibili panzane spacciandole per idee fantastiche, belle, buone e giuste. Tipici esempi di entrambe le categorie sono politici, ex comici riciclati come politici, amministratori delegati, colossi IT e affini.

ciarpame s.m. insieme di roba inutile, stracci, rifiuti e schifezze assortite. Spesso è venduto in uno store o in una boutique.

ciclista s.m. e f. ominide che utilizza una bicicletta per spostarsi all’interno di una città o perché si diverte a farlo. È forse la sola cosa che riesce a mettere d’accordo due categorie tradizionalmente nemiche come automobilisti e pedoni: entrambe lo odiano, perché intralcia la circolazione, non guarda mai dove va, si crede il padrone della strada, eccetera eccetera.

cilicio s.m. cintura ruvida e piena di nodi, da indossare a contatto con la pelle per penitenza. Molto amata da ferventi bigotti e altre persone affette da disturbi psichici.

cimice s.f. insetto emittero parassita dell’uomo, oppure di vegetali, a seconda della specie: sempre un parassita in ogni caso. Col suo gradevole ronzio nelle nostre stanze ci ricorda che l’estate è alla fine e che noi non abbiamo chiuso bene la finestra, oppure che non abbiamo controllato a dovere il bucato. Puzza se spiaccicata.

cimitero s.m. luogo deputato allo stoccaggio dei rifiuti solidi umani. Tipo una discarica, ma molto più elaborato e aperto al pubblico che lo volesse visitare. Punto di arrivo di un funerale.

cimosa s.f. striscia di panno arrotolata a spirale (o a chiocciola, se preferite) usata per cancellare le scritte in gesso su una lavagna, nonché per colpire i vostri compagni di classe quando vi annoiate.

circoncisione s.f. forma di mutilazione genitale maschile accettata e approvata socialmente. In età adulta è eseguita soprattutto su pornodivi consenzienti e uomini che aspirano a emularli, ma presso gli ebrei e altri popoli semitici persiste tuttora come antico e barbarico rito tribale, a cui sottoporre di preferenza soggetti incapaci di opporsi o esprimere una qualunque opinione in merito, come i bambini di pochi mesi. Dopotutto è tradizione.

cispa s.f. quelle caccole che si formano agli angoli degli occhi, specialmente mentre dormiamo.

citazione s.f. frase che avrebbe detto la persona X e che spesso è ripetuta attribuendola alla persona Y, perché in quel particolare periodo storico ha un punteggio sociale superiore rispetto a quello di X. Cosa significhi effettivamente la frase ripetuta è un dettaglio spesso ignorato e/o travisato.

s.f. gruppo di persone che si sistemano nelle prime fila di un concerto o evento simile, con il compito di applaudire entusiasti, fare confusione e in generale comportarsi come se lo spettacolo fosse fantastico, allo scopo di influenzare il resto del pubblico e farsi imitare. Versione umanoide di quelle risate finte che ti fanno sentire nei programmi tv, per dirti che quella è una scena divertente.

cleptomania<s.f. tendenza morbosa a rubare qualunque cosa non sia inchiodata a terra, anche se non ha grande valore. Tipica malattia dei politici.

cloaca s.f. 1 fogna 2 parte terminale dell’intestino in rettili, uccelli e roba simile, da cui escono tanto gli scarti organici (solidi e liquidi), quanto le uova.

clochard s.m.invar. barbone, ma se lo dici in francese sembra più elegante.

cloud s.f.invar. in campo informatico-divulgativo, fumosa etichetta di propaganda con cui si descrive una fantomatica “nuvolamagica digitale in cui gli utenti potrebbero salvare i propri dati e documenti, così da averli a portata di mano con ogni dispositivo e in ogni momento, anche mentre vomitano collassati davanti alla tazza del gabinetto. In termini più concreti e reali, la “nuvola” è un insieme di computer controllati da altre persone, ma più spesso multinazionali esperte di evasione fiscale, che offrono un servizio consistente nell’ospitare sui propri computer i dati e documenti altrui, in cambio del diritto di farne tutto ciò che vogliono, a cominciare dal dragarli senza pudore per ricavarne la maggiore quantità possibile di informazioni da sfruttare e condividere con terze parti, per scopi anche pubblicitari.

coerenza s.f. capacità di agire in un modo conforme a quello che pensiamo o diciamo, o crediamo di pensare, evitando di contraddirci in modo evidente. Sfruttarla per indurre le persone a compiere stupidaggini di ogni tipo è uno degli obiettivi della propaganda.

colpa s.f. causa involontaria di un effetto non desiderato. Per sua natura, appartiene sempre ad altre persone o entità, mai al parlante, che invece è una persona pura e innocente, mossa dalle migliori intenzioni ma costretta a lottare contro la malvagità innata del mondo.

comitato s.m. gruppo di persone formalmente delegato a studiare una soluzione per un qualche tipo di problema, ma di fatto è quasi sempre un club per amici e parenti di chi lo organizza, sistemati lì a ingrassarsi con soldi pubblici e fare salotto. Una sinecura sotto altro nome. Occasionalmente si può anche usare per sistemare una o più persone dove non possono causare danni, se non all’erario.

commercialista s.m. e f. persona specializzata nel favoreggiamento dell’evasione fiscale altrui, oltre a praticarla direttamente. Di tanto in tanto ama lamentarsi perché ci sono troppe tasse da evadere ed è una vergogna, davvero.

commercio s.m. l’arte di rifilare a qualcuno un oggetto di cui non ha davvero bisogno a un prezzo che non si potrebbe permettere di pagare. La pubblicità è spesso sua complice. SIN. truffa.

commestibile agg. di cosa che può essere mangiata senza causare gravi danni all’organismo, oppure i cui gravi danni all’organismo non sono ancora stati scoperti e/o resi pubblici.

complice s.m. e f. persona che collabora a un reato, facilitando, aiutando attivamente o difendendo il reo; nella sua ultima accezione può essere a volte considerata un sinonimo di avvocato difensore.

complimento s.m. forma politicamente corretta e socialmente accettata per esprimere la propria invidia nei confronti di un’altra persona.

complottista agg. e s.m. e f. 1 di persona convinta che esistano organizzazioni dal potere enorme che tramano in segreto per controllare la storia, alterare i campionati di calcio, far vincere quel cantante invece di quell’altro e così via, a seconda dei gusti. Come faccia quella persona a conoscere tutto su organizzazioni superpotenti e supersegrete è un dettaglio secondario e mai spiegato in modo chiaro, ma lo dovete accettare per fede 2 di persona che dice cose che noi non vogliamo sentire, perché rovinano il magico mondo incantato che la propaganda ha costruito dentro il nostro cranio.

compromesso s.m. accordo tra due parti in cui una si piega completamente a novanta gradi davanti all’altra, ma si sente comunque soddisfatta del risultato perché, sotto sotto, è convinta che non le sia andata poi così male, anzi ci ha praticamente guadagnato, davvero. Sul lungo termine. Se la guardi dalla giusta prospettiva.

comunismo s.m. ideologia fantasy che predicava la proprietà collettiva dei mezzi di produzione e la distribuzione equa dei beni prodotti in base alle necessità di ciascuno. Può essere riassunto nello slogan “da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni”. Ogni tentativo concreto di metterlo in pratica è degenerato in fretta in un regime totalitario, per cui non ci è ancora dato sapere se sia davvero possibile nel mondo reale. Probabilmente no.

concussione s.f. reato commesso da un pubblico ufficiale che approfitta del proprio incarico per ottenere soldi o vantaggi personali. Sport più amato dai politici italiani di ogni colore.

condono s.m. cancellazione di una pena o un debito, spesso in cambio di una mancetta che non copre neppure una minuscola frazione della pena estinta, giusto per far finta che un castigo ci sia stato, da qualche parte. Molto amata dai partiti per ringraziare evasori fiscali, costruttori abusivi e altra feccia che ha votato per loro.

conferenza s.f. 1 discorso tenuto in pubblico su un qualche argomento 2 riunione di persone che si considerano esperte e qualificate per affrontare questioni su cui si sentono competenti. Spesso è una versione per vecchi tromboni delle pizzate di fine anno scolastico.

confine s.m. linea immaginaria che separa i diritti immaginari di uno stato dai diritti immaginari di un altro stato.

confino s.m. provvedimento che costringe ad abitare in un luogo diverso dal proprio per un periodo di tempo determinato, di solito per un reato o perché siete un po’ antipatici al governo in carica.

conformismo s.m. atteggiamento di chi cambia il proprio comportamento per adeguarlo alle opinioni o alle azioni di altri. Pur essendo uno dei pilastri su cui poggia la società umana, è evidente che sono soltanto le altre persone a comportarsi così, mai il parlante: noi siamo sempre originali, per questo ci vestiamo come si vestono in milioni, amiamo le cose che amano in milioni, ripetiamo ciò che dicono in milioni, pensiamo ciò che pensano in milioni e siamo fondamentalmente indistinguibili da una qualunque persona pescata a caso tra i milioni che ci circondano.

coniglio s.m. mammifero roditore con orecchie lunghe, occhi sporgenti, arti corti, pelliccia fitta e una insaziabile bramosia sessuale. Commestibile contro la sua volontà, è famoso per il suo coraggio e la velocità con cui fugge da ogni cosa che potrebbe rappresentare una minaccia, pari a un leghista che fiuta la possibilità di un processo contro di lui o l’arrivo di una domanda non concordata.

connivente agg. che acconsente a un’azione disonesta attraverso il proprio silenzio o disinteresse.

conoscente s.m. e f. persona con cui intratteniamo rapporti sufficientemente stretti per poterle chiedere qualcosa in prestito, ma non sufficientemente stretti per prestarle qualcosa.

conservatore s.m. persona affezionata ai buoni vecchi mali di una volta, che guarda con sospetto ai nuovi mali del futuro.

consolazione s.f. consapevolezza che persone di gran lunga migliori di noi se la stanno passando molto peggio di noi, senza avere fatto qualcosa per meritarselo.

contenuto s.m. 1 ciò che si trova dentro qualcos’altro 2 in opere d’arte e affini, tutto ciò che il loro autore voleva presumibilmente esprimere, almeno secondo noi, in contrapposizione alla forma, cioè il modo in cui questo è rappresentato. O qualcosa del genere, ci siamo capiti.

convenzione s.f. 1 cosa che si fa così, perché in un qualche momento qualcuno ha deciso che quello è il modo giusto, anche se si potrebbe evitare o fare in modi migliori. Che corrisponda alla realtà è un fatto del tutto secondario 2 abitudine 3 trattato da rispettare, altrimenti gli altri stati ti biasimano.

coprofagia s.f. strana e molto discutibile perversione che porta a mangiare gli escrementi. È spesso causa di alito cattivo.

corno s.m. protuberanza ossea, a volte ramificata, che sporge in forma singola o in coppia sulla testa di varie specie animali, nonché di umani che hanno problemi col proprio partner. In questo ultimo caso, solitamente sono doppie e ramificate.

corrompere v.tr. 1 contaminare, guastare, peggiorare 2 pagare qualcuno per convincerlo a piegare le leggi a nostro favore, oppure a scriverne di nuove che ci favoriscano. Uno dei pilastri su cui ogni società umana si regge, più o meno in tutte le epoche.

corruzione s.f. atto che ci permette di ottenere cose a cui non avremmo avuto diritto, grazie a una somma di denaro concordabile da consegnare a una persona di alto profilo morale, tipo un politico o altri grossi criminali pubblici.

cortesia s.f. la forma di ipocrisia più generalmente approvata in società.

coscienza s.f. 1 consapevolezza di sé e del mondo esterno che ci circonda 2 consapevolezza del peso morale delle proprie azioni, collegata al sentimento del bene e del male. Politici, avvocati e imprenditori ne sono costituzionalmente sprovvisti, altrimenti non potrebbero svolgere quei lavori.

costellazione s.f. gruppo di stelle che, nel cielo notturno, sembrano formare una certa figura, se si ha sufficiente immaginazione e se si ama il vecchio gioco di “unisci i puntini e guarda che ne esce”. In realtà le stelle non sono davvero raggruppate, non hanno alcun rapporto tra loro e la figura che ti sembra di vedere ha una durata piuttosto limitata nel tempo, perché si deformerà non appena il moto delle stelle in questione le avrà spostate a sufficienza, ma sono belle da vedere e danno lavoro agli astrologi, nonché a volte anche ai poeti.

costituzionalista s.m. e f. ominide che si occupa di reinterpretare liberamente la costituzione di uno stato, per dimostrare che gli ultimi capricci dei suoi sponsor o del suo partito preferito sono in linea con la legge e quindi devono essere benedetti e adorati dalla cittadinanza intera.

costituzione s.f. 1 l’insieme delle norme giuridiche e legislative fondamentali che definiscono la struttura di base di uno stato e a cui ogni altra legge si deve adeguare. Amata e difesa con forza dai partiti che al momento si trovano all’opposizione; una volta arrivati al governo, quegli stessi partiti non avranno problemi a usarla come carta igienica alla prima occasione utile 2 l’insieme delle varie condizioni e qualità di un oggetto, in particolare le condizioni fisiche del corpo umano.

country agg. e s.m.invar. relativo alle campagne e altri territori agrari degli Stati Uniti anni ‘50 e dintorni. In particolare, genere musicale di origine campagnola i cui temi principali sono uomini, donne, tradimenti, birra e lacrime, mescolati a vostra scelta e perpetrati con un accompagnamento di tre o quattro accordi al massimo. Spesso include il ricorso al banjo.

cowboy s.m.invar. vaccaro che ha trovato un buon agente ed è diventato icona macho dei western. È tradizionalmente a cavallo, perché è più fico e gli animali nei film piacciono sempre.

cremazione s.f. smaltimento tramite inceneritore dei rifiuti solidi umani prodotti alla morte di un ominide. Assieme alla sepoltura rappresenta uno dei due modi principali per concludere un funerale.

criminale agg. e s.m. e f. chi è stato sorpreso a commettere un’azione delittuosa non approvata dalla buona società e non è sufficientemente ricco per essere considerato innocente o vittima della malvagità altrui.

criptozoologia s.f. pseudoscienza che studia (per valori molto bassi di studiare) animali inesistenti al di fuori di leggende metropolitane e altre storie inventate, come il mostro di Loch Ness, lo yeti, il chupacabra, imprenditori o politici onesti, il mokele mbembe e così via.

cristianesimo s.m. religione che prende il nome dal suo fondatore mitologico e supposto primo predicatore: Gesù Cristo. Oggigiorno è diffusa principalmente come religione da supermercato, in cui i suoi fedeli pescano liberamente le regole, gli aspetti e gli insegnamenti che sono più comodi da sbandierare al momento, lasciando invece sugli scaffali tutti quelli troppo faticosi, oppure che male si adattano al modo in cui amano vivere in società e in privato.

crittografia s.f. forma di scrittura protetta, di solito attraverso l’uso di un qualche tipo di codice che richiede una chiave per poter essere interpretato e letto. Odiata dai governi di tutto il mondo e di tutti i colori, perché rende più dispendiosa la sorveglianza totale dei sudditi.

crociata s.f. viaggio organizzato per esportare feudalesimo e cristianesimo, rastrellando anche terre, bottini e tutto quello che si può trovare in un paese orientale. Tipico passatempo del medioevo, una versione moderna forma la base della politica estera statunitense dopo la seconda guerra mondiale.

crocifisso s.m. feticcio della religione cristiana, che dovrebbe rappresentare il suo fondatore mitico, inchiodato a due assi di legno. È spesso utilizzato dai credenti di questa religione come mezzo per marcare il proprio territorio, nonché per ricordare a se stessi quale religione professino al momento, nel caso debbano dichiararlo in pubblico per fare bella figura.

cuculo s.m. uccello famoso per la sua abitudine di deporre il proprio uovo nel nido di un altro, così ci penserà lui a covarlo e allevarlo. Animale totemico di traditori e di parassiti sociali come i politici e i grandi imprenditori.

cugino s.m. figura mitologica a cui sono attribuiti poteri e conoscenze di ogni tipo. Può essere figlio di uno zio o una zia, ma non è strettamente necessario e comunque a nessuno interessa davvero.

culo s.m. 1 (volg.) deretano, sedere, parte del corpo che usiamo per occupare sedie e poltrone, ma anche per espellere gli scarti solidi della digestione o per praticare sesso anale 2 fortuna, ma solo in senso positivo.

cuore s.m. muscolo cavo, situato nella parte mediana della cavità toracica, che permette la circolazione sanguigna attraverso una serie di contrazioni e dilatazioni. Per qualche ragione, questo muscolo è spesso accusato a torto delle peggiori nefandezze e più mielose banalità, soprattutto in campo poetico.

curculione s.m. insetto dei coleotteri considerato molto dannoso in agricoltura, anche se non potrà mai eguagliare la voracità di un politico o di una multinazionale.

curioso agg. 1 che desidera sapere, nel bene e nel male. Spesso tende al ficcanaso 2 che è insolito e attira l’attenzione 3 di qualcosa che non sappiamo in quale altro modo descrivere per fingere che sia interessante.

customizzare v.tr. personalizzare, ma se lo dici in uno pseudoinglese demenziale lo fai sembrare un lavoro più serio e professionale, e probabilmente puoi gonfiare i prezzi impunemente.

D

dado s.m. cubo di piccole dimensioni con un numero disegnato su ogni faccia, usato principalmente in giochi di vario tipo come strumento per produrre risultati casuali: lo lanci e guardi che numero esce. Può anche essere usato per fare il brodo, ma in quel caso raramente lo lanci e di solito non ha numeri.

dato s.m. materia prima da cui si ricavano informazioni; elemento ottenuto con una indagine o altro modo e che sarà poi utilizzato per scoprire qualcosa o ottenere qualcosa.

debbiare v.tr. bruciare erba e sterpaglie che coprono un terreno agricolo, per aumentarne la fertilità. Uno dei verbi più usati nell’italiano moderno, ma anche no.

debito s.m. obbligo morale o materiale di ripagare qualcuno. Molto rapidi nell’esigerlo quando è dovuto a noi, diventiamo molto più lenti quando siamo noi a doverlo pagare a qualcuno.

decidere v.tr. cedere all’attrazione di un certo gruppo di influenze, spesso esterne, invece che a un altro gruppo di influenze.

decimare v.tr. 1 uccidere una persona su dieci, che nell’antica Roma era la punizione più tipica per i soldati di una legione ribelle 2 nell’uso attuale, uccidere la maggior parte delle persone in un gruppo o comunque un gran numero di gente, un vero massacro, sangue e budella ovunque, e così via.

deiezione s.f. azione tramite cui l’intestino si svuota dei propri contenuti di scarto. Usato perlopiù al plurale quando ci si riferisce al materiale espulso (gli escrementi), specie per aggirare un qualche tipo di censura in contesti in cui usare la parola “merda” sarebbe considerato volgare.

demanio s.m. l’insieme dei beni che appartengono allo stato e agli enti pubblici, che sono pronti per essere svenduti agli amichetti dei politici e ai loro sponsor ogni volta che bisogna rifornire il sacro trogolo in cui il governo si sfama.

democrazia s.f. 1 forma di governo in cui il potere è esercitato dai più ricchi attraverso uomini di paglia liberamente scelti dai cittadini tra i candidati messi a disposizione da altri 2nella sua versione italiana, forma di governo dove una persona scelta da qualcuno che tu non hai scelto decide cosa devi fare e come devi vivere.

denaro s.m. grande gioco di società su scala planetaria, in cui numeri, spesso impressi su rettangoli di carta colorata o dischetti di metallo, sono la cosa più importante che esista e puoi ottenere tutto ciò che vuoi semplicemente scambiandoli con altre persone in base a certe regole spesso insensate e decise da altri.

deretano s.m. parte del corpo con cui manager, politici e altri criminali scaldano le ricche e comode poltrone che hanno ottenuto in un qualche modo.

deridere v.tr. prendere in giro, offendere, umiliare, insultare, comportarsi da stronzo con qualcuno per motivi più o meno validi a nostro parere, ma sempre sbagliati a parere della vittima.

device s.m.invar. aggeggio, ma se lo dici in inglese suona molto più serio e professionale.

diamante s.m. pezzo di carbone tirato a lucido e palestrato.

diaria s.f. compenso giornaliero pagato a un lavoratore per un incarico fuori sede. L’ammontare del compenso è variabile a seconda del lavoro e del datore, ma l’etimologia della parola ci fornisce un suggerimento sulla sua entità più probabile: “di-aria”.

diario s.m. registrazione giornaliera o quasi di ricordi, pensieri e avvenimenti di cui possiamo parlare con noi stessi senza sentirci troppo in imbarazzo, oppure per i quali abbiamo già provveduto a inventare una buona giustificazione. Se destinato a una fruizione pubblica e non privata, pratico mezzo per alterare la nostra immagine e adattarla a quello che noi vorremmo che gli altri pensassero di noi.

difetto s.m. mancanza, imperfezione fisica o morale. Per sua natura lo possiedono solo gli altri e noi siamo sempre pronti a farlo notare. I nostri sono irrilevanti e comunque non ci impediscono mai di essere persone fantastiche.

diffamare v.tr. 1 creare a qualcuno una cattiva fama, raccontando menzogne sul suo conto 2 creare a qualcuno una cattiva fama, raccontando la verità sul suo conto.

digitale agg. 1 che ha a che fare con le dita 2 che ha a che fare coi numeri 3 che ha a che fare con una truffa a vostro danno e a beneficio di qualche multinazionale 4 che ha a che fare con un device che converte ogni cosa in numeri, nello specifico in codice binario o variazioni sul tema, per manipolarlo meglio e ricavarne quello che serve per svolgere un certo lavoro. In generale, che ha a che fare coi computer. Contrapposto spesso ad analogico.

dimettersi v.rifl. abbandonare volontariamente un ufficio o una carica, di solito perché la poltrona sta diventando troppo calda e una prolungata permanenza in loco potrebbe causare gravi danni alla nostra persona e/o alle nostre tasche.

dio s.m. comodo amico invisibile a cui possiamo attribuire arbitrariamente la colpa o il merito per qualsiasi cosa accada. Spesso e volentieri è invocato per motivare e giustificare le azioni più assurde e insensate.

diploma s.m. titolo conseguito al completamento di un corso di studi. Se è stampato su carta non troppo ruvida, è utile in caso di improvvise emergenze mentre si è un bagno.

diritto s.m. facoltà che uno stato riconosce ai suoi cittadini a patto che i cittadini non insistano mai per esercitarla o farla valere, se non quando lo stato stesso glielo richiede e comunque solo nei termini limitati in cui lo stato lo richiede. Non montatevi la testa, chiaro?

disastro s.m. grave calamità che causa danni ingenti a cose e persone, meglio ancora se con tanti morti, che piacciono molto al pubblico. Offre anche una fantastica possibilità di arricchirsi ancora di più a un esiguo numero di criminali, spesso quotati in borsa, che si affretteranno a lucrare più che possono sui danni altrui, talvolta riutilizzando poi qualche briciola del bottino per fare donazioni a scopo pubblicitario e solo alle cause che offrono maggiore visibilità e adorazione servile.

discesa s.f. salita che se la prende comoda.

discriminare v.tr. 1 distinguere, fare una differenza, separare 2 trattare in modo diverso e peggiore una singola persona o un gruppo sociale, ma solo se il governo in carica non è consenziente. Se al governo non piace il gruppo preso di mira, maltrattarlo è cosa buona e giusta e merita un premio.

discutere v.tr. esaminare un argomento mettendo a confronto varie opinioni, fino a dimostrare che abbiamo ragione noi e gli altri devono solo tacere e obbedire. Per il loro bene.

dispari s.m. numero che precede o segue un pari.

dispetto s.m. atto compiuto solo per dare noia o dispiacere a qualcuno: da sempre un pilastro della interazione sociale in quanto uno dei principali moventi di ogni azione umana. cfr. reattanza, ripicca.

display s.m.invar. schermo di un dispositivo, ma detto in inglese sembra una cosa molto più seria e professionale.

dissenso s.m. divergenza di opinioni. Quando una delle due parti è un regime dispotico o simile, la situazione è risolta spesso con una purga, non necessariamente indolore per chi la subisce.

dissenteria s.f. malattia epidemica dell’intestino, caratterizzata da forte divergenza di opinioni tra ciò che deve essere conservato e ciò che deve essere espulso in fretta.

ditirambo s.m. nell’antica Grecia, tipo di poesia lirica corale in onore di Dioniso. Per ovvie ragioni si è poi evoluto a indicare un generico tipo di poesia in cui si lodano vino e amore (diciamo così).

dito s.m. ciascuna delle parti mobili e articolate con cui termina una mano o un piede. Una delle più grandi gioie dell’umanità, che li usa per passatempi e attività di ogni tipo, in gran pare biasimate in pubblico, almeno da chi non le sta facendo.

dittatura s.f. forma di governo in cui il potere è esercitato dai più ricchi attraverso un uomo di paglia imposto direttamente da loro.

ditteri s.m.pl. ordine di insetti con un solo paio di ali sviluppate, bocca a proboscide per succhiare meglio, testa fornita di due antenne, grandi occhi composti. Include mosche, zanzare e altri nostri amatissimi coinquilini.

diuresi s.f. pisciata, soprattutto nel linguaggio medico (dove è considerata come quantità totale in un certo periodo di tempo e non come singolo atto momentaneo) o nelle pubblicità.

divinazione s.f. l’arte di inventarsi previsioni per il futuro sulla base di segni che si immagina siano stati inviati da ipotetiche divinità.

divisa s.f. abito di foggia e colore particolare, indossato dagli appartenenti a una certa categoria, per renderli immediatamente distinguibili da tutte le altre persone. Spesso e volentieri è indossata anche da grassi pagliacci in spregio di ogni regolamento, con la speranza di poter assorbire per osmosi una parte dell’autorevolezza posseduta dalle categorie a cui l’abito appartiene di diritto. Secondo strane forme di folklore, poi, provocherebbe improvvise e selvagge tempeste ormonali in ominidi di sesso femminile, ma non esistono prove scientifiche a riguardo.

dizionario s.m. opera di proprietà di un parente dal nome alquanto insolito, dove sono raccolti vocaboli e locuzioni di una certa lingua.

doccia s.f. getto d’acqua diviso in colonnine sottili, che si fa cadere sul corpo per pulirlo, nonché il sistema idraulico che lo produce e gestisce. A seconda degli ambienti, può esporre a rischi di morte o di sodomia non consenziente. Meglio informarsi prima.

dogma s.m. verità che è stata rivelata da dio o da chi ne fa le veci, e in cui tutti i fedeli di quella religione o di quel movimento politico sono obbligati a credere, non importa quanto stupida sia.

domare v.tr. rendere docile, sottomettere un singolo esemplare di animale selvatico.

dossier s.m.invar. insieme di note e documenti su uno stesso argomento. I colossi della tecnologia amano compilarli su tutti gli utenti che passano nelle loro vicinanze, per riutilizzarli anche a scopo di lucro. Le dittature amano compilarli e basta, perché possono sempre tornare comodi.

dote s.f. 1 l’insieme dei soldi e degli altri beni materiali con cui i genitori di una ragazza cercavano di comprare un marito alla figlia 2 qualità positiva che una persona possiede dalla nascita o giù di lì, vera o falsa che sia.

dottrina s.f. l’insieme dei precetti, delle teorie, degli slogan e delle balle su cui si fonda un qualche tipo di movimento, sia esso politico, filosofico, religioso o altro ancora.

drone s.m. velivolo guidato a distanza, tipo i modellini radiocomandati di una volta, ma utilizzato principalmente per spiare, sorvegliare, uccidere e altre attività ricreative.

E

ecatombe s.f. nell’antica Grecia, sacrificio rituale di cento buoi agli dei. Per affinità, oggi si usa per indicare una strage particolarmente grande, anche quando non sono coinvolte divinità, bovini o divinità bovine.

eccentrico agg. di chi soffre di chiari disturbi mentali, ma è anche molto ricco, per cui non lo si può offendere chiamandolo matto o pazzo, come si fa invece coi luridi pezzenti.

economia s.f. 1 pseudoscienza che dichiara di studiare le leggi che regolerebbero la produzione, la distribuzione e il consumo delle merci, in riferimento sia all’attività del singolo agente economico, sia all’assetto sociale di uno stato. Di fatto, molto più spesso chi la pratica ha già deciso a priori le leggi che fanno comodo alla sua visione del mondo e cerca di incastrarle in un ristretto modello di realtà che ha selezionato con cura, per dimostrare che il mondo funziona proprio come dice lui 2 tentativo di usare i propri soldi in modo razionale, per ricavarne il massimo vantaggio possibile col minimo dispendio. Non funziona mai.

ecumenico agg. universale, ma si usa quasi solo per parlare di un concilio presieduto dal papa a cui partecipano tutti i vescovi della chiesa cattolica. Roba religiosa, insomma.

educare v.tr. sviluppare le facoltà fisiche, intellettuali e morali di un giovane ominide, seguendo un certo principio guida. Idealmente dovrebbe renderlo capace di condurre una esistenza indipendente e consapevole, magari anche renderlo capace di pensiero critico e di analizzare le situazioni in cui si trova a vivere, per poi decidere con la propria testa invece di rispondere solo a stimoli dall’esterno, ma tanti auguri a farcela davvero. cfr. addestrare, istruire.

educato agg. di persona che si comporta come diciamo noi e non ci rompe le scatole.

efelide s.f. lentiggine che vuole darsi arie da intellettuale.

efferato agg. feroce, tipicamente umano; usato soprattutto nel descrivere azioni violente o che il parlante considera violente e che lui non commetterebbe mai, se non quando proprio lo vuole.

egloga s.f. antico componimento poetico di argomento pastorale in cui spesso si cantavano le bellezze della vita nei campi, normalmente composto da chi non avrebbe mai fatto il pastore in vita propria, neppure sotto minaccia di morte.

egocentrismo s.m. malattia di chi è convinto di essere il centro dell’universo, attorno a cui tutto il resto ruota senza fine. Il punto di vista altrui non ha alcun valore, perché l’unico a esistere davvero è il nostro, così come l’unico giudizio valido è sempre e solo il nostro.

egoismo s.m. amore esagerato di se stessi e dei propri interessi, anche a costo di danneggiare gli egoismi altrui.

egoista s.m. e f. persona che soffre di egoismo, in quanto si rifiuta di ascoltarci e fare quello che noi vorremmo che facesse, ossia qualcosa che ci tornerebbe comodo e/o utile.

elettore s.m. chi ha il diritto di votare per le persone scelte da altre persone.

élite s.f. esiguo gruppo di ominidi che si ritengono superiori a tutti gli altri in virtù di straordinarie doti che dichiarano di possedere soltanto loro e che li rendono i prescelti. Per questo motivo pretendono che siano concessi loro, e solo a loro, tutti i privilegi possibili e immaginabili e poi qualcuno in più, per stare sul sicuro e perché, ehi, è evidente che se li meritano.

elucubrazione s.f. sega mentale. Atto di onanismo praticato col cervello, giusto per passatempo.

emergenza s.f. 1 evento imprevisto 2 favolosa occasione per il governo in carica di commettere il maggior numero possibile di abusi di potere e crimini di ogni tipo, con la quasi certezza di poterne uscire impunito dichiarando che è stato tutto indispensabile per il “bene comune”.

emorroidi s.f.pl. malattia dovuta a rigonfiamenti nelle vene del retto e dell’ano. Pare essere molto sgradevole in certe attività quotidiane. Presso molte culture sono usate come augurio a persone che non ci sono simpatiche, esprimendo il desiderio che possano venire nel suo culo al più presto.

empatia s.f. capacità di comprendere lo stato d’animo di un’altra persona senza bisogno che te lo dica lei, unita alla capacità di immedesimarsi e fare proprie le emozioni altrui. Esserne privi, ma saperla simulare in pubblico, è un ingrediente base per raggiungere il successo in campo economico nei regimi capitalistici, dove le altre persone sono solo oggetti da usare e gettare.

encomio s.m. raccolta di menzogne pronunciate da una persona che ritiene di essere famosa, con cui tesse lodi false e infondate sul conto di un’altra persona ritenuta famosa e/o importante.

entropia s.f. tendenza di tutte le cose a funzionare sempre peggio col passare del tempo. Principio per cui tutto quanto tende gradualmente ad andare a puttane. Può anche avere a che fare col secondo principio della termodinamica, ma a nessuno interessa e lo possiamo ignorare.

epicureo s.m. strenuo oppositore del filosofo greco Epicuro, il quale poneva come supremo bene il piacere, inteso come sereno distacco e assenza di dolore, e non perdeva dunque tempo a gratificare i sensi e soddisfare i capricci della scimmia che vive in ogni umano.

epitaffio s.m. iscrizione aggiunta a una lapide nel tentativo di rendere retroattive tutte le qualità che il morto in questione avrebbe magicamente ottenuto al momento (e in virtù) del decesso.

epulone s.m. persona molto ghiotta e vorace, che si mangia tutto ciò che vede. SIN. politico.

erba s.f. 1 roba che cresce per terra, non ha fusto rigido, è verdastra e gli erbivori la mangiano, altrimenti non si chiamerebbero così 2 (gerg.) droga da fumare.

erbivoro agg. di animale che si nutre di forme di vita incapaci di fuggire, difendersi, lamentarsi od opporsi in qualsivoglia modo, in quanto radicate al suolo e prive di voce.

eremita s.m. e f. persona che si è davvero rotta le palle della società e manda tutti a quel paese, per ritirarsi a vivere da solo in un posto molto isolato. Lo stilita è la sua forma più estrema. Può avere a che fare con la religione, ma non è necessario.

eretico agg. e s.m. chi osa negare o anche solo mettere in dubbio uno o più dei dogmi di fede su cui si regge l’ideologia del gruppo di cui fa parte. Spesso gli altri membri del gruppo lo invitano a un allegro barbecue societario come protagonista unico e indiscusso, nonché piatto forte.

eroe s.m. criminale esperto di pubbliche relazioni, oppure dotato di un buon agente.

errare v.intr. 1 girare a casaccio, volontariamente o meno 2 sbagliare, commettere un errore.

errore s.m. deviazione dal corretto modo di fare qualcosa. Per sua natura, è un atto che possono compiere soltanto altre persone, mai noi: se può sembrare che ne abbiamo commesso uno, siete voi che avete capito male, oppure è intervenuta la sfortuna a modificare magicamente ciò che prima era corretto.

escatologia s.f. dottrina che pretende di occuparsi del destino dell’uomo dopo la morte fisica e del fine ultimo dell’universo. Fondamentalmente il fantasy più consolatorio nelle religioni, col difetto di prendersi sul serio e credere davvero a quello che si inventa.

escort s.f. prostituta con tariffe molto alte.

escremento s.m. rimanenza bioattiva dei processi naturali rinnovabili di trasformazione energetica. SIN. merda.

esibizionismo s.m. 1 spiccata tendenza a mettersi in mostra in ogni occasione possibile, e in molte di quelle in cui sarebbe meglio evitare, anche solo per umana decenza 2 perversione sessuale che consiste nel ricavare piacere dal mostrare ad altri, e in luoghi pubblici, le proprie parti genitali. Tipo togliersi il cappello, nel caso di certe persone.

esondazione s.f. modo più elegante per indicare lo straripamento di fiumi e affini.

esperienza s.f. saggezza costruita sulla base di ciò che ci è accaduto in passato e che ci permette di conoscere in anticipo quali errori commetteremo di nuovo alla prima occasione utile.

esperto s.m. persona che sa quasi tutto di un determinato argomento e quasi niente di tutti gli altri. Per ragioni misteriose, sembra possedere una tendenza innata a parlare quasi sempre di tutti gli altri argomenti.

esploratore s.m. persona che ha ricevuto dal proprio sovrano e/o governo il diritto di scoprire per primo terre dove altre persone vivevano già da secoli, ma senza autorizzazione ufficiale.

esproprio s.m. furto commesso dallo stato. Per il bene pubblico, ovvio: sempre per il bene pubblico.

estate s.f. la stagione dell’anno in cui i telegiornali ci annunciano sorpresi che farà caldo, qualora non ce ne fossimo già accorti uscendo di casa o semplicemente guardando un termometro. Comincia ufficialmente col solstizio d’estate, almeno nell’emisfero boreale, e finisce sempre troppo presto o troppo tardi, a seconda delle inclinazioni personali. Rende le città ancora più inabitabili del solito.

estorcere v.tr. costringere qualcuno a fare qualcosa che porterà benefici a noi e danni a lui. Tipico passatempo di uno stato democratico, specie quando è governato da un bankster.

estro s.m. 1 stimolo, ispirazione artistica (per un dato valore di arte) 2 periodo in cui si è in calore e si cerca l’accoppiamento, in un modo o nell’altro.

eterno agg. 1 che si estende senza limiti nel tempo, senza inizio e senza fine 2 che ha avuto un inizio, ma non avrà una fine 3 che durerà per un po’, poi troveremo qualcosa di più interessante e tanti saluti.

eterosessuale agg. e s.m. e f. persona attratta sessualmente da persone del sesso opposto.

eutanasia s.f. il porre volontariamente termine alla vita di qualcuno in forma indolore, di solito per risparmiargli una lunga agonia causata da malattie incurabili. Assieme all’aborto, uno dei migliori argomenti per fare incazzare i preti, in quanto amano la sofferenza altrui e vorrebbero prolungarla il più possibile. Dopotutto, il dolore ingrassa la Chiesa.

evasore s.m. chi commette una evasione fiscale e non è abbastanza ricco e/o famoso per rimanere impunito, pagando al massimo una multa irrisoria a fronte di somme enormi sottratte al fisco. SIN. attore, cantante, sportivo professionista, imprenditore, amministratore delegato, politico, avvocato e più o meno chiunque abbia un reddito (non necessariamente dichiarato) ad almeno sei cifre, in Italia o all’estero.

evoluzione s.f. processo in cui una specie vivente si modifica pian piano nel corso delle generazioni per adattarsi meglio all’ambiente in cui vive, sfruttarne le risorse in modo più efficiente e così via. In senso figurato, modo in cui qualcosa o qualcosa si adatta ai nuovi tempi per tirare a campare.

eziologia s.f. lo studio delle cause di un qualche fenomeno, soprattutto in campo medico, dove oltre ad analizzare le cause di una malattia si estende anche a studiare il modo in cui agisce. Nonostante le apparenze non ha alcun collegamento col nome Ezio.

F

faccia s.f. 1 parte anteriore della testa umana, più o meno dalla fronte al mento. Ominidi come ad esempio i politici ne possiedono spesso una seconda e coincide col culo 2 apparenza, atteggiamento.

facocero s.m. versione africana del cinghiale, con zanne robuste e grugno parecchio largo.

fake agg.invar. falso, usato soprattutto per le notizie diffuse sui social network e altra roba che gira a getto continuo in Rete, spesso accompagnate da pessimi fotomontaggi, errori ortografici, titoli di colori accesi, punti esclamativi, riferimenti a presunti esperti mondiali che nessuno aveva mai visto o sentito prima e insomma tutto l’armamentario che un tempo si riservava per il primo di aprile. Spesso sfidano i giornalisti ufficiali in uanto a invenzioni e propaganda.

fama s.f. 1 voce o notizia che si diffonde in fretta e dappertutto 2 reputazione di una persona, è positiva se non è esplicitamente indicato il contrario.

famigerato agg. che ha raggiunto la pubblica notorietà per le sue pessime azioni o doti.

fan s.m.invar. tifoso, ma applicato anche a campi non sportivi.

fango s.m. terra molto bagnata, che ti si appiccica addosso e ti appesantisce le scarpe. In senso figurato, cosa che ti sporca e rovina la tua immagine pubblica: scagliarlo addosso agli avversari è il passatempo preferito dei politici, con la complicità dei giornalisti che hanno assoldato.

fantascienza s.f. genere letterario ambientato in un mondo simile al nostro, ma differente sulla base di una qualche idea che lo cambia a sufficienza da renderlo un ambiente nuovo e (per adesso) non possibile nella realtà. Viaggi spaziali, nuove tecnologie, alieni e roba simile sono frequenti, ma non strettamente necessari.

fantasy s.m. genere letterario caratterizzato da ambientazione fantastica, che non si preoccupa tanto di avere contatti con la realtà o il realismo e in cui finiscono elementi tipici di fiabe, saghe, miti e più o meno di tutto, purché ci stia bene. Spesso ma non necessariamente l’ambientazione ricorda un poco il medioevo, almeno a livello tecnologico e sociale. La magia è frequente.

fantoccio s.m. 1 pupazzo vagamente antropomorfo, fatto di stracci o roba simile, usato per giocare, come spaventapasseri, come bersaglio e così via 2 persona priva di volontà, incapace totale.

farfalla s.f. insetto dell’ordine dei lepidotteri dotato di un ottimo ufficio stampa e capace di vendere al meglio la propria immagine: grazie a questo, si è costruito una immagine molto positiva presso numerosi gruppi di ominidi, pur essendo fondamentalmente un bruco con quattro ali colorate e una bocca a proboscide.

farmaco s.m. sostanza che in teoria ti dovrebbe curare, o almeno farti qualcosa di buono. A volte lo fa davvero. Deriva da una parola greca che può significare sia medicina che veleno: riassume più o meno tutto ciò che hai bisogno di sapere sull’argomento.

fascista agg. e s.m. e f. 1 esponente o simpatizzante del regime di Mussolini 2 ominide dagli schemi di pensiero molto semplici, capace di esprimersi solo attraverso brevi slogan imparati a memoria, di cui spesso non conosce il significato. Abitualmente si muove in branchi per aggredire prede isolate e molto più deboli di lui, di preferenza in agguati o comunque colpendo alle spalle. Di fronte a chi è più ricco e/o forte, invece, si rotola subito a pancia all’aria, un gesto simbolico attraverso cui lo riconosce come nuovo capobranco e gli giura fedeltà eterna, o almeno fino a quando non lo potrà tradire con qualcuno ancora più ricco e/o forte 3 persona che non approva al 100% l'ideologia approvata dal partito che controlla la maggior parte dei cosiddetti intellettuali.

fatica s.f. sforzo fisico o intellettuale che genera stanchezza e dunque se ne deve occupare qualcun altro, perché noi non ne abbiamo voglia e poi abbiamo cose più importanti da fare, davvero.

fattoide s.m. fatto che non esisteva prima di essere diffuso dai mezzi di comunicazione. Evento o informazione spacciati per veri anche se non supportati da evidenze concrete. Molto amato dalla propaganda, tende a diventare più vero della verità in un tempo molto breve.

fauno s.m. figura mitologica romana, umanoide con gambe e corna di capra. Molto più civile e pacifico del satiro, con cui spesso è mischiato, si dedicava a proteggere le bestie al pascolo e fare scherzi molto divertenti (ma non per chi li subiva) agli umani che passavano dalle sue parti.

favoritismo s.m. benevolenza usata nei confronti di qualcun altro a nostro danno. Se la benevolenza è usata invece a nostro favore, allora è cosa buona e giusta e non c’è niente di male, perché lo fanno tutti e poi a noi serviva davvero, mica balle.

fazioso agg. di persona che abbandona ogni oggettività e pensa sempre e solo a fare gli interessi della propria ideologia, che è diversa dalla nostra e quindi malvagia per natura. Non si applica mai a chi la pensa come noi e fa gli interessi della nostra ideologia: quella è sempre una persona saggia e onesta, oggettiva e imparziale, un modello per tutti.

feccia s.f. 1 deposito melmoso e schifido che si forma sul fondo delle botti in cui fermenta il vino 2 (fig.) l’insieme degli ominidi che raggiungono i vertici in società, specialmente in campo politico ed economico. In generale, la parte più sporca e spregevole di qualcosa.

fede s.f. atto del credere, senza alcuna evidenza, a quanto dichiarato da un’altra persona, spesso ma non necessariamente vestita in modo strano e/o ridicolo. Per sua natura, questa credenza non può essere spiegata o giustificata in alcun modo, ma deve essere accettata così come è, in virtù della supposta autorevolezza di chi ne parla.

fedele s.m. e f. chi decide di rinunciare all’uso del proprio cervello per credere ciecamente a storie inventate e raccontate da qualcun altro. Di preferenza, queste storie non possiedono alcun riscontro concreto nei fatti, non sono dimostrabili e in generale sono molto più affascinanti della realtà. Se poi offrono una comoda giustificazione per tutti gli egoismi del fedele e gli danno l’illusione di essere una persona nobile, pura e intelligente, tanto di guadagnato.

ferace agg. (lett.) fertile.

ferale agg. (lett.) funesto, che porta o simboleggia morte.

feticcio s.m. cosa, oggetto o essere inanimato a cui è attribuito un qualche tipo di forza magica o potere spirituale, per ragioni note solo alla mente di chi lo venera, e attorno a cui spesso si sviluppa un culto religioso o roba simile.

feudo s.m. territorio che un sovrano concedeva come premio a uno dei suoi tirapiedi più fedeli, con la promessa di ricevere in cambio tasse e supporto militare.

fiato s.m. aria emessa dai polmoni attraverso la bocca. A seconda delle abitudini alimentati e igieniche del proprietario della bocca in questione, può trasformarsi in un’arma impropria, nonché estremamente sgradevole.

fidanzato s.m. 1 (antiq.) persona con cui si è scambiata una promessa di matrimonio 2 persona con cui ci si accoppia in forma esclusiva da almeno una manciata di giorni.

fidarsi v.rifl.pron. credere senza riserve in qualcuno o qualcosa, soprattutto quando non si ha alcuna prova che il destinatario della nostra fiducia se lo meriti. Tende a finire molto male, soprattutto nei casi in cui all’inizio sembrava andare bene. Azione da compiere a proprio rischio e pericolo.

filantropo s.m. persona ricca e spesso, ma non necessariamente, vecchia e calva, che ritiene di aver ormai soddisfatto tutte le proprie voglie e decide di reinvestire una piccola parte della refurtiva per migliorare la propria immagine pubblica attraverso opere di beneficenza a favore dei poveri che, a suo parere, sono più meritevoli di riceverle.

finanza s.f. contorto e convoluto sistema progettato per concentrare tutte le risorse e ricchezze del mondo nelle mani di un ristretto gruppo di pericolosi criminali, attraverso cortine fumogene, giochi di specchi, trucchi, truffe e inganni di ogni tipo, per convincere le innumerevoli vittime condotte al macello che tutto ciò accade per il bene superiore dell’umanità ed è comunque una legge di natura e non c’è niente da fare.

finanziatore s.m. vedi sponsor, ma usato in occasioni in cui si vuole suonare più seri e ufficiali.

fisarmonica s.f. strumento musicale costituito da una o due serie di ance libere fatte vibrare grazie a un mantice azionato dalle braccia del suonatore. Possiede due tastiere: a destra quella per la melodia e a sinistra quella per l’accompagnamento. Nell’immaginario popolare è suonata esclusivamente da un vecchio alle sagre di paese, mentre altri vecchi ballano il liscio o variazioni sul tema.

fischione s.m. 1 specie di anitra selvatica 2 (region.) improvviso e lancinante disturbo intestinale.

fogna s.f. 1 condotto sotterraneo in cui si raccolgono liquidi di scarto, scarichi dei gabinetti e altre schifezze, che saranno poi scaricate dove capita perché è più economico 2 (fig.) luogo schifoso e/o frequentato dalla cosiddetta alta società.

folla s.f. forma di vita collettiva, composta da un grande numero di ominidi raccolti in un luogo per una ragione qualunque, condivisa grossomodo da tutti, anche se magari non tutti la capiscono. La sua intelligenza è pari a quella del suo ominide più stupido, divisa per il numero dei presenti.

forfora s.f. insieme delle squame che si staccano dal cuoio capelluto e si depositano allegramente sulle spalle degli abiti, con pregevole effetto-neve.

formica s.f. insetto imenottero di piccole dimensioni, che vive in comunità molto ben organizzate e strutturate. Se ti siedi in un prato, ne sarai ricoperto nel giro di pochi minuti, soprattutto in stagioni calde o caldicce. Molto sgradevole se ti entra nelle mutande.

fortuna s.f. potere sovrannaturale che regala il successo a persone che non lo meriterebbero, perché dotate di scarse capacità e infima tempra morale, nonché palesemente inferiori a noi. Per sua natura, si usa soltanto per giustificare i risultati altrui, a meno che il parlante non voglia fingersi modesto.

freelancer s.m.invar. disoccupato smart, che si arrangia a fare qualsiasi cosa per pochi spiccioli. In inglese indicava originariamente un mercenario che metteva le proprie armi (la lancia) al servizio di chi offriva di più, senza garantire alcuna fedeltà personale o alla causa. Non è cambiato molto.

frenologia s.f. pseudoscienza popolare nell’Ottocento, secondo cui ogni funzione psichica si trova in un punto ben preciso del cervello e a questi punti corrispondono rilievi sulla calotta cranica: con l’analisi della forma del cranio, dunque, sarebbe stato possibile determinare anche le caratteristiche psichiche di una persona. Vabbè.

frottola s.f. 1 bugia, balla, dichiarazione di un politico 2 tipo di componimento popolare, di metro vario, formato da pensieri privi di senso, motti e più o meno quello che capita. Versione più o meno poetica di una supercazzola.

frutto s.m. 1 parte della pianta che contiene i semi ed è espulsa per riprodursi. Più in generale, la parte commestibile di un albero, se non siete troppo pignoli 2 (fig.) prodotto, risultato 3 profitto, guadagno, refurtiva, bottino.

fumatore s.m. suicida pigro.

funerale s.m. elaborato, variegato e spesso dispendioso complesso di riti e operazioni, tramite cui si procede allo smaltimento o allo stoccaggio dei rifiuti solidi umani prodotti al momento della dipartita di qualcuno.

fungo s.m. pianta inferiore priva di clorofilla, che ama luoghi bui e umidi. Alcuni esemplari sono commestibili anche più di una volta; altri possono causare esperienze molto interessanti, anche se non necessariamente di lunga durata e a lieto fine.

furbo agg. di persona che sfrutta la stupidità altrui per risparmiarsi il lavoro di pensare, attività a cui spesso la natura non lo avrebbe comunque predisposto.

furto s.m. 1 impadronirsi di oggetti e roba simile che appartengono a un'altra persona. A volte è un'azione eseguita di nascosto e a volte no, a seconda di quanto siete sfacciati o famosi. In linguaggio formale o ufficiale, può essere descritto come "redistribuzione più equa delle risorse disponibili", o variazioni sul tema 2 proprietà.

futuro s.m. periodo luminoso in cui tutti i desideri si realizzeranno, ci sarà pace perenne, povertà e malattia saranno dimenticate, tutti potranno mangiare a sazietà, i governi saranno resi onesti dalla nobile e pura sorveglianza dei popoli illuminati, non dovremo più lavorare e insomma il mondo sarà diventato un paradiso smart. Davvero! cfr. passato, presente.

G

gabbiano s.m. uccello mangiatore di carogne, che vive in prossimità del mare o delle discariche. Ha saputo vendere molto bene la propria immagine pubblica, diventando così un simbolo di libertà e di altra roba molto poetica, nonostante sia fondamentalmente uno spazzino ben vestito.

galla s.f. specie di bubbone che si forma su rami e altre parti di alcuni alberi, causato da punture di insetti. Perché alcuni insetti dovrebbero decidere di pungere un pezzo di legno è un altro discorso e noi non lo affronteremo in questa sede.

gallina s.f. uccello domestico commestibile contro la propria volontà, così come lo sono anche gli ovuli che espelle dal proprio organismo. Proverbiale la sua intelligenza quasi umana.

gallo s.m. maschio della gallina, molto aggressivo, famoso perché comincia a cantare verso l’alba e poi continua fino a che qualcuno non lo fa tacere, oppure non si stanca lui.

ganghero s.m. cardine da cui escono le persone che si arrabbiano o perdono la pazienza.

garage s.m.invar. luogo mitico in cui si inventano nuove tecnologie, si diventa supermusicisti e ogni tanto si parcheggia anche la propria auto, se avanza un poco di spazio.

garanzia s.f. impegno a riparare, sostituire o rimborsare un prodotto in caso di problemi, difetti o se non corrisponde a quanto promesso. Si chiama così perché garantisce che i problemi cominceranno subito dopo la sua scadenza.

gatto s.m. mammifero carnivoro domestico di piccole dimensioni, con unghie retrattili, buco del culo in esibizione e baffetti di ordinanza. Ha fama di essere saggio e misterioso, perché trascorre la maggior parte del tempo a dormire o fissare il vuoto con sguardo imbambolato.

gelosia s.f. ansietà tormentosa di perdere qualcosa che, se perso, dimostra all’istante che non valeva poi neppure la pena di preoccuparsi tanto di conservarlo.

genealogia s.f. scienza che studia e compila il pedigree di un essere umano.

genocidio s.m. distruzione sistematica e precisa di un gruppo etnico o religioso, condotta attraverso lo sterminio degli individui che lo compongono, la dispersione dei superstiti, la demolizione di ogni sua struttura sociale, culturale ed economica, e tante altre cose allegre. Nel continente americano, in particolare al nord, è stato a lungo utilizzato come forma molto intensa di sfratto forzato per liberare terreni dai luridi indigeni che li infestavano e osavano ostacolare, con la loro esistenza, il luminoso progresso della pura razza bianca (o almeno bianchiccia), portatrice di civiltà e nuove malattie.

geodetica s.f. la linea più breve che unisce due punti su una superficie. Quando si tratta di opinioni e politica, spesso risulta essere un arabesco.

geofagia s.f. curiosa perversione che spinge una persona a cibarsi di terra, cenere e variazioni sul tema. Meglio non farsi domande, sono cose che succedono.

gerarchia s.f. ordine in cui sono distribuite le varie cariche di una istituzione, ognuna con un grado e un potere diverso. Serve fondamentalmente a farli sentire tutti importanti, anche se poi a decidere davvero è sempre e solo il boss.

gerontocrazia s.f. sistema politico in cui i poteri e le responsabilità sono interamente o quasi nelle grinfie di vecchi bacucchi, privilegiati solo in base all’età avanzata e non per effettive competenze.

ghoul s.m. demone del folklore arabo, che si nutre di cadaveri umani. SIN. giornalista, politico.

giornalista s.m. e f. chi si guadagna da vivere scrivendo per quotidiani e affini varie storie ispirate a eventi reali. Di preferenza sceglie argomenti che siano in linea con le politiche dei padroni, oppure che facciano vendere più numeri o aumentare le visualizzazioni. Che siano storie vere è un optional.

giorno s.m. periodo di tempo di ventiquattro ore, perlopiù sprecate.

giovane agg. 1 (antiq.) che è nell’età tra l’adolescenza e la maturità 2 che appartiene grossomodo alla stessa fascia di età del parlante o di una persona a lui cara, indipendentemente da cosa direbbe l’anagrafe.

giurista s.m. e f. sacerdote che interpreta oracoli e sentenze dei giudici, in cerca di principi generali da etichettare come “precedenti” e utilizzare in seguito per prevedere nuovi oracoli e sentenze degli stessi giudici, oppure di altri.

giustificare v.tr. cercare di fare coincidere il fantastico mondo che abbiamo creato dentro la nostra testa col mondo che invece esiste all’esterno di essa e che non ha alcun interesse per quello che noi immaginiamo. Nei casi più comuni comporta l’invenzione di una o più scuse per spiegare come mai l’azione da noi appena compiuta non sia stupida, sbagliata o riprovevole, ma perfettamente sensata, logica e sacrosanta; se non funziona, è comunque colpa di qualcun altro.

giustizia s.f. 1 virtù per cui si dà a noi tutto ciò che riteniamo ci sia dovuto 2 situazione conforme all’insieme delle leggi al momento in vigore, di qualunque tipo esse siano.

glittica s.f. l’arte di intagliare le pietre preziose, come tutti sanno bene.

globale agg. 1 di cosa presa in blocco, nella sua interezza 2 di cosa che riguarda tutto il mondo. Per sua natura è quasi sempre una fregatura o qualcosa di nocivo per noi, ma ottimo per i ricchi.

gonade s.f. ghiandola sessuale produttrice dei gameti, ossia le cellule riproduttive. Presenti spesso in coppia, in pratica sono i testicoli negli animali di sesso maschile e le ovaie in quelli di sesso femminile. Normalmente.

gossip s.m.invar. pettegolezzi e variazioni sul tema, ma se lo dici in inglese sembra meno viscido.

gota s.f. termine ricercato per indicare la guancia, utilizzato principalmente da adolescenti affetti da sindrome poetica, oppure in canzoni che, secondo tradizione, dovrebbero essere cantate in spiaggia attorno a un fuoco, con accompagnamento di chitarra, come rito per propiziare l’accoppiamento tra giovani ominidi.

governance s.f.invar. gestione, soprattutto per imprese e altre attività criminali. Il ricorso all’inglese è dovuto solo alla volontà di farla sembrare una cosa più professionale e complicata. cfr. device, display, location.

governo s.m. 1 gruppo di persone che si ingrassano coi soldi pubblici e si tengono sempre pronte a obbedire agli ordini dei finanziatori che li hanno sistemati lì per tutelare i loro interessi e che adesso si aspettano leggi a loro favore, altrimenti a casa 2 (scherz.) l’insieme delle istituzioni a cui compete il potere esecutivo e che spesso si appropria anche di quello legislativo, se non ci state attenti.

grasso agg. di persona o animale in cui il tessuto adiposo è presente in quantità notevole. Un chiaro indizio del raggiungimento di questo livello, almeno negli ominidi, è la necessità di ricorrere a uno specchio per vedere ciò che si trova al di sotto del proprio ombelico.

gratis agg.invar. di qualcosa a cui non è assegnato un prezzo in denaro ed è dunque possibile averla senza apparentemente dover pagare. Se a offrirlo è una multinazionale o un altro tipo di azienda, di solito il prezzo c’è ed è altissimo, ma ce lo farà pagare a rate e in forme che non ci saranno subito evidenti, per truffarci meglio e guadagnarci ancora di più. Timeo danaos et dona ferentis.

gregge s.m. 1 ampio gruppo di pecore o altri ovini 2 ampio gruppo di omnidi che hanno rinunciato a pensiero e iniziativa, obbedendo a tutto senza discutere.

grillo s.m. 1 insetto ortottero di colore nero, dotato di lunghe antenne e capace di grandi salti. Il maschio emette un suono stridulo particolarmente fastidioso, specie nelle notti estive 2 (fam.) pene.

grullo agg. che ha scarsa intelligenza, che si lascia ingannare. SIN. elettore italiano.

guano s.m. sostanza ricca di fosforo e azoto, utilizzabile come fertilizzante, proveniente da depositi naturali di escrementi di uccelli, come i monumenti o le automobili parcheggiate in vie alberate.

guardare v.tr. rivolgere intenzionalmente il proprio sguardo verso qualcosa/qualcuno; osservare con attenzione. cfr. vedere.

guardone s.m. persona che trae godimento dallo spiare altre persone mentre si spogliano, oppure mentre svolgono attività in cui la presenza di vestiti è sconsigliata e/o scomoda.

H

habitat s.m. l’insieme delle condizioni ambientali in cui una certa specie animale o vegetale vive e prospera. Tende a distruggersi quando ci mette mano l’uomo.

hacker s.m. e f. 1 persona che si diverte a escogitare soluzioni ingegnose e insolite a un problema o a una situazione in generale. Non è necessariamente collegato ai computer 2 nel linguaggio tipico di giornali e mezzi di comunicazione in genere, persona cattiva che viola la sicurezza di computer e altri sistemi informatici e fa dispetti alle povere, tenere multinazionali indifese, che invece vogliono solo proteggerci dal male e quindi dobbiamo regalare loro tutta la nostra vita. Davvero, eh!

hobby s.m.invar. passatempo, ma se lo dici in inglese sembra molto più serio e professionale.

humus s.m. una specie di terriccio di colore marrone scuro, quasi nero, prodotto col decomporsi di resti animali e vegetali, più altra robaccia con cui svariati batteri si sono divertiti. È considerato molto nutriente per erba, fiori, piante e il resto della compagnia.

I

ibernazione s.f. strategia adottata da diverse specie animali per trascorrere in pace l’inverno e le sue festività moleste. I dettagli possono variare, ma l’idea di base è di chiudersi in casa, non aprire a nessuno e dormire fino a primavera.

idea s.f. 1 rappresentazione mentale di un oggetto, reale o meno che sia 2 cosa che ci viene in mente all’improvviso e ci sembra buona, geniale, fantastica, anche e soprattutto quando in realtà non lo è. Nella maggior parte dei casi è una cagata pazzesca, ma ci sono eccezioni. Forse.

ideologia s.f. sistema di convinzioni generalmente arbitrarie e spesso stupide, ma piuttosto saporite e affascinanti per chi non le esamina troppo da vicino, che compongono la base su cui poggia un movimento culturale, politico, religioso o roba simile.

idillio s.m. 1 breve poesia di carattere campestre o pastorale. Più in generale, ogni componimento in cui ci si dedica alla contemplazione della pace della natura 2 tipo di vita serena e tranquilla.

ignorante agg. che non sa di non sapere.

illusione s.f. tutto ciò che contraddice il fantastico disegno che abbiamo creato dentro le nostre teste. Usata spesso in filosofia e nelle scienze, quando si incontrano elementi che non si riescono a fare rientrare in nessun aspetto di una teoria o di una ipotesi.

impalare v.tr. 1 praticare un fisting estremo 2 infilzare da parte a parte con un palo appuntito o altro oggetto equipollente. Tipo spiedino, ma di solito eseguito su un soggetto ancora vivo e raramente consenziente.

imparziale agg. di qualcuno che darà ragione a noi, perché è dalla nostra parte o almeno agisce come se lo fosse, che è fondamentalmente la stessa cosa.

importante agg. si usa per dare risalto a cose, eventi, azioni o persone che, per qualunque motivo, vogliamo accentuare, ma per cui non sappiamo trovare un aggettivo migliore, almeno in positivo.

impunità s.f. esenzione dalla pena che sarebbe prevista per una colpa o un reato commesso. Di solito è dovuta alla ricchezza o alla fama del reo.

inappropriato agg. 1 di qualcosa che non è coerente col suo contesto 2 di qualcosa che non piace al parlante e quindi deve essere punito in qualunque modo, perché io non lo voglio vedere o sentire.

incaprettare v.tr. legare una persona in modo che abbia mani e piedi dietro la schiena e facendole poi passare la corda attorno al collo, così la vittima si strangolerà da sola se si muove troppo.

incel s.m.invar. maschio etero che non riesce a trovare una donna gratis, perché fa troppo schifo. Per ovvie ragioni finisce spesso per diventare un devoto seguace della Venere Solitaria, nel cui nome celebra regolarmente i misteri sacri dei tre volti di Ecate: Federica, Roberta e Manola.

inceneritore s.m. apparecchio utilizzato per bruciare e incenerire i rifiuti e altre cose indesiderate. Quando lo si usa per eliminare i rifiuti solidi umani prodotti dalla morte di qualcuno, di solito lo si chiama “forno crematorio”, per farlo sembrare diverso.

incesto s.m. sesso tra parenti stretti e consanguinei. Può dare origine a figli deformi, pazzi, politici, malati e altre schifezze, specie se praticato regolarmente, di generazione in generazione. Tipico passatempo degli aristocratici europei del passato, che si sposavano spesso tra cugini.

inciucio s.m. accordo tra due o più partiti da cui è rimasto escluso quello per cui tifavamo noi. Per sua natura è un atto malvagio a prescindere, perché non fanno giocare anche noi.

incorruttibile agg. di persona con tariffe molto alte, che solo pochi possono permettersi di pagare.

indecisione s.f. mancanza di sicurezza nelle proprie scelte. Credo. Però potrebbe anche essere qualcosa di diverso, adesso che ci penso bene. Non so.

indiano s.m. 1 nativo delle Indie 2 nativo delle Americhe 3 nativo della terra in cui l’esploratore di turno crede di essere arrivato, prima di accorgersi di aver tenuto la mappa al contrario.

indignazione s.f. sdegno morale che rafforza temporaneamente la nostra autostima, illudendoci di essere migliori di quello che in realtà siamo. È anche un condimento che rende più saporite tutte le vivande consumate davanti al telegiornale, nel caldo confortevole delle nostre case.

indovino s.m. persona che sostiene di saper prevedere il futuro, soprattutto dopo copiose libagioni a base di bevande derivate dall’uva.

inetto agg. e s.m. chi è privo di attitudine per svolgere un determinato compito, oppure per qualsiasi compito. SIN. grillino.

infanzia s.f. 1 primo periodo della vita di un ominide, di solito dalla nascita fino verso la pubertà. Per ragioni curiose, chi lo sta vivendo non vede l’ora di superarlo, mentre chi lo ha già superato tende a trascorrere il resto della vita rimpiangendolo e desiderando di poterci tornare 2 per estensione, i bambini nel loro insieme.

influencer s.m. e f. persona che utilizza la propria immagine per cercare di rifilarti ciarpame fisico o ideologico, da cui ricaverà soldi senza bisogno di lavorare. Fondamentalmente un piazzista digitale, ma con molta meno dignità. Erede dell’untore, utilizza tag nei suoi messaggi per diffondere la peste.

informazione s.f. notizia o altro elemento che ci consente di avere una conoscenza migliore e più precisa di una certa situazione, un fatto e variazioni sul tema. Può essere manipolata a piacimento, per modificare di conseguenza l’opinione di chi la riceverà. Se ci sono di mezzo denaro o potere, sarà sicuramente manipolata da chi ne otterrà il maggiore beneficio.

ingiustizia s.f. situazione in cui altre persone godono di tutti quei privilegi che vorremmo noi e che sappiamo di meritare di più, in virtù delle nostre superiori doti morali.

inglese s.m. 1 abitante dell’Inghilterra 2 lingua parlata in Inghilterra e in molti dei territori che ha schiavizzato. Quando la trovate mischiata a un’altra lingua, di solito serve a rendere più affascinante un qualche concetto, a seguire una moda, oppure a nascondere una fregatura. O tutte e tre assieme. Utile anche per aumentare il prezzo di qualcosa agg. che ha a che fare con l’Inghilterra.

ingrato agg. persona a cui abbiamo fatto un beneficio, a prescindere dalla effettiva entità del beneficio.

inno s.m. 1 canzoncina patriottica dal testo imbottito di retorica e piena di altre scemenze, a seconda di quale ideologia lo stato voglia imporre ai suoi abitanti 2 componimento poetico, spesso associato a canto e magari danza, che elogia una divinità e ne descrive le virtù, nel tentativo di guadagnarsi i suoi favori e un qualche tipo di aiuto.

innocente agg. 1 che non ha colpa, in termini generali o specifici 2 che è incapace di far male a qualcuno, perché guardatelo bene, è proprio un angioletto, gli mancano solo ali e aureola.

innovatore s.m. persona che fa cose vecchie in abito nuovo, nascondendosi spesso dietro a parole inglesi.

inquinamento s.m. bieca invenzione dei comunisti per diffamare le attività di onesti galantuomini e pregiate multinazionali, che danno lavoro a molte persone e quindi sono automaticamente buone e pure, anche se non pagano le tasse. Continuate quindi a respirare a pieni polmoni la frizzante aria di città, bevete le chiare fresche dolci acque delle campagne e rimpinzatevi coi sani cibi genuini che riempiono i supermercati. Fanno bene alla salute. Davvero! Ogni eventuale caso di tumore o peggio è del tutto accidentale e non ha niente a che vedere con l’immondizia che spargiamo ogni giorno nel mondo, i veleni industriali che beviamo o i chili di polveri tossiche che inaliamo a ogni respiro. È la verità. E comunque è il progresso e non c’è niente da fare.

insaputa s.f. usato esclusivamente in espressioni avverbiali come all’insaputa di, a mia insaputa e così via, dove serve a indicare che qualcosa è avvenuto senza la diretta conoscenza della persona a cui è riferito. Tipicamente, questa persona è un politico (o facente funzione di) che è stato appena sorpreso mentre si fregava l’argenteria.

insetto s.f. termine con cui si indicano tutte le forme di vita animale appartenenti alla classe degli insetti, più altre che vi assomigliano e in genere ci fanno schifo, come ragni e miriapodi. Occupano un ruolo fondamentale nell’ecosistema della Terra, anche solo perché forniscono la principale fonte di cibo a moltissime altre specie, ma sono brutti, ronzano, a volte pungono e hanno tante zampe, per cui gli ominidi (anche vegani) li uccidono a vista, senza scrupoli.

insulto s.m. formula moderna per esprimere dissenso nei confronti di qualcosa o qualcuno, nonché per esporre critiche costruttive. Ha sostituito formule più antiquate e palesemente inadatte allo scopo, come la discussione e il confronto tra opinioni.

integralismo s.m. tendenza tipicamente infantile a imporre la propria ideologia così come è, senza sconti o modifiche, fregandosene di tutti gli altri e dei loro eventuali diritti civili. Perché se no non vi sto più amico e porto via il pallone. Gnè!

internet s.m.invar. nome generico per un larghissimo insieme di computer collegati tra loro così da consentire l’accesso a una parte dei loro dati a qualunque utente abbia le autorizzazioni necessarie. Se in origine era un sistema per condividere e rendere accessibili informazioni a grande distanza, oggi è principalmente uno strumento di sorveglianza e manipolazione del pubblico, controllato da alcune multinazionali ed entità grossomodo governative.

intonaco s.m. strato di malta applicato a un muro per farlo sembrare liscio e uniforme, ma anche a certe facce prima di affrescarle con un trucco pesantissimo.

inverno s.m. la stagione dell’anno in cui i telegiornali ci annunciano sorpresi che potrebbe fare freddo e a volte addirittura nevicare, qualora non ce ne fossimo già accorti uscendo di casa, oppure guardando il calendario. Comincia ufficialmente col solstizio di inverno, almeno nell’emisfero boreale, che poi è quello in cui viviamo noi.

invertebrato s.m. 1 privo di colonna vertebrale 2 (pl.) categoria generica in cui infilare tutte quelle forme di vita animale prive di vertebre e scheletro interno, ossia la stragrande maggioranza delle specie viventi, tipo insetti, crostacei, molluschi e così via.

investire v.tr. 1 travolgere qualcuno o qualcosa, specie con veicolo o affini 2 farsi sodomizzare a sangue dalla finanza, proprio quando si pensava di stare facendo un vero affare. Un banchiere può partecipare nel ruolo di prosseneta.

ipocrisia s.f. simulazione di virtù e buoni sentimenti eseguita da chi non li possiede, al fine di fare bella figura e guadagnarsi la simpatia di altre persone. In una forma più o meno consapevole e deliberata è uno dei pilastri su cui poggia la natura umana, assieme al conformismo.

ironia s.f. strumento retorico utilizzato spesso per insultare o deridere una persona, senza che questa se ne accorga subito: consiste fondamentalmente nel dire l’opposto di ciò che si pensa, ma in modo elegante e talvolta divertente (almeno secondo il parlante).

istruire v.tr. riempire la testa di qualcuno con svariate nozioni di una disciplina, mestiere, arte e così via, attraverso un insegnamento teorico e magari anche pratico, se non si può proprio evitare e ti avanza il tempo. cfr. addestrare, educare.

ittico agg. che ha a che fare coi pesci e altra roba che trovi in mare.

iurta s.f. tenda a forma di cilindro con sopra un cono, piuttosto schiacciata e aperta al centro, che le popolazioni della Mongolia e dintorni usavano come residenza estiva. E magari le usano ancora.

J

jazz s.m.invar. musica di origine afroamericana, caratterizzata da ritmo molto sincopato e un ampio ricorso alla improvvisazione melodica. La si può considerare un gusto acquisito, per molti versi.

jodel s.m.invar. -> vedi jodler

jodler s.m.invar. canto popolare gorgheggiato tipico dei tedeschi (o simili) che abitano sulle Alpi e composto principalmente da vocali e sillabe prive di senso, che servono solo per avere qualcosa da cantare. Può essere praticato indossando abiti molto ridicoli e accompagnato da danze ancora più ridicole, specie se nei dintorni ci sono turisti che potrebbero essere indotti a sganciare qualche soldo da convertire in birra. Detto anche jodel.

jogging s.m.invar. tipo di corsetta non competitiva, spesso praticata nei parchi e altri luoghi di città da persone che vogliono mantenersi in forma o almeno farlo credere a chi le vede passare.

jolly s.m.invar. carta che può assumere qualunque valore, a seconda dei casi. Per estensione, cosa o persona che può fare o essere un po’ di tutto, a seconda di cosa ci serve al momento.

K

karma s.f.invar. 1 nel mondo indiano, sorta di deposito che ogni azione compiuta lascia sullo spirito di chi la compie. Col tempo, questo deposito maturerà e porterà frutti positivi o negativi, a seconda del tipo di azione che lo ha prodotto. In pratica tutto ciò che fai ti torna indietro, nel bene o nel male 2 (coll.) forza magica che ti colpisce all’improvviso, punendoti per il male che hai fatto.

kapò s.m. e f. nei campi di concentramento nazisti, prigioniero che riceveva in premio l’incarico di far rispettare la disciplina ai suoi compagni di sventura e di baracca, e ne approfittava con gioia, ricorrendo a tutti i metodi più abominevoli per rendere il più possibile schifosa la vita degli altri prigionieri, godendo del briciolo di autorità che aveva ricevuto.

ketchup s.m.invar. salsa agrodolce da tavola, a base di pomodoro, peperone e aceto. E altre cose. Si trova spesso assieme a cibi di ispirazione nordamericana, anche per nasconderne il sapore reale.

killer s.m. alchimista che ha scoperto un modo efficace per trasformare il piombo in oro.

kilt s.m.invar. tradizionale gonnellino a pieghe scozzese, con decorazioni a quadri e rigorosamente per uomini. Se siete davvero tradizionalisti, dovreste indossarlo senza mutande. A vostro rischio e pericolo.

L

lacrima s.f. secrezione ghiandolare dell’occhio. Può essere utilizzata come arma da certe categorie di ominidi. Per estensione, può indicare anche oggetti che hanno una forma simile.

ladro s.m. persona che ruba poco, non indossa abiti eleganti ed è disapprovata nella buona società, a differenza di colleghi di alto bordo quali imprenditori, industriali, politici, banchieri o amministratori delegati.

lampione s.m. lume sostenuto da una colonna di metallo, distribuito lungo le strade cittadine con la funzione di bacheca dei messaggi per canidi di sesso maschile e visibile punto di incontro sociale per ominidi di sesso femminile.

lana s.f. filamento cheratinoso secreto dai bulbi piliferi delle pecore; gli umani amano tagliarlo e usarlo per ricoprire il proprio corpo, come difesa dal freddo o semplicemente perché è bello farlo.

lapin s.m.invar. nome d’arte del coniglio, quando è utilizzato per produrre pellicce.

lasciapassare s.m.invar. permesso scritto che autorizza il suo possessore ad accedere a luoghi che in altri casi gli sarebbero vietati. Più in generale, autorizza a passare dove altrimenti non si potrebbe: il nome stesso dovrebbe avervi già dato un indizio, ma è sempre meglio specificare.

latitante agg. e s.m. e f. chi decide di sottrarsi all’esecuzione di un mandato di cattura tramite la fuga, invece di fondare un proprio partito e dichiararsi perseguitato politico. Spesso questo stato di cose si protrae in attesa dell’arrivo di un governo più amico che offra la dovuta riabilitazione a quell’onesto galantuomo, puro come un angioletto.

latte s.m. secrezione ghiandolare dei mammiferi femmina, con cui nutrono i propri piccoli. Alcuni ominidi amano usare come alimento quello prodotto da altre specie animali, a prescindere dall’età.

laurea s.f. titolo di studio conferito da una università al termine di un particolare percorso formativo che include parecchi esami e in teoria anche parecchio studio. È tradizionalmente seguita da periodi più o meno lunghi di disoccupazione, a seconda dei casi e delle conoscenze personali.

lavagna s.f. superficie rettangolare molto usata nelle scuole, su cui si scrive con gesso o pennarelli: nel primo caso è di solito nera e rigida, mentre nel secondo è bianca e plastificata. Può essere usata anche come strumento per punire i bambini più rompiballe, che sono spediti per un certo periodo di tempo a fissarne il retro.

lavoro s.m. modo in cui molte persone non ricche e non nobili cercano di procurarsi il necessario per il proprio sostentamento, ma con cui di solito finiscono solo per arricchire altri.

leccaculo s.m. e f.invar. (volg.) adulatore, persona che striscia ai piedi di un suo superiore.

leccapiedi s.m. e f.invar. vedi leccaculo, di cui è versione non volgare.

legge s.f. 1 norma di condotta etica, sociale o giuridica a cui deve obbedire chi non è abbastanza ricco e/o privilegiato da potersene fregare con la certezza della totale impunità 2 enunciato che individua e descrive una regolarità osservata in certi fenomeni e che possiamo considerare valido in tutti i casi in via provvisoria, fino a che non saremo contraddetti da una eccezione.

leggenda s.f. narrazione di un fatto imbottita di elementi fantastici e irreali. Simile alla notizia di un telegiornale, ma più avvincente e poetica.

lenone s.m. sfruttatore della prostituzione. Vedi anche prosseneta, protettore (2).

lenza s.f. filo a cui si fissa l’amo quando si pesca.

liberismo s.m. ideologia che predica un capitalismo selvaggio e sfrenato, dove lo stato resta seduto a guardare mentre multinazionali e altri grandi criminali spolpano i cittadini e si spartiscono pure le loro ossa, fornendo in cambio ciarpame e servizi scadenti (quando va bene). In molte sue applicazioni pratiche, gli interventi dello stato sono accettati quando aiutano i ricchi donando loro soldi pubblici, perché se lo meritano e ne hanno davvero bisogno, mentre tutti gli altri devono essere lasciati morire il più presto possibile, quei luridi pezzenti.

libertà s.f. diritto immaginario di poter fare tutto quello che vogliamo, senza doverci poi assumere la responsabilità di ciò che abbiamo fatto e pagarne le eventuali conseguenze.

limone s.m. albero con foglie sempreverdi, nonché il frutto aspro da esso prodotto. Molto amato dai poeti liguri, che lo sniffano spesso e volentieri come difesa dal male di vivere.

linciaggio s.m. 1 giustizia fai da te, per valori molto bassi di giustizia. Si verifica quando una folla di persone decide che raccogliere prove contro un sospetto e poi processarlo è una rottura di scatole e ci vuole troppo tempo, così si prende qualcuno che ha l’aria colpevole a sufficienza e lo si impicca al più vicino albero, oppure lo si uccide in altro modo 2 in senso figurato ma non troppo, situazione in cui un capo urlatore strilla il nome del “cattivo del giorno” ai suoi seguaci digitali, spesso tramite social network, e i mentecatti sommergono il bersaglio di insulti di ogni tipo, sentendosi grandi e nobili perché si sono lasciati manovrare da un farabutto.

lobby s.f. gruppo di persone che nessuno ha mai eletto e che non appartengono al governo, ma che utilizzano la propria influenza e i propri soldi per farsi scrivere leggi su misura, oppure a beneficio dei propri “clienti” e a danno di tutto il resto della società.

location s.f.invar. luogo, ma detto in inglese sembra chissà che. cfr. device, display, governance.

lockdown s.m.invar. soluzione drastica con cui un governo dichiara la propria incapacità totale di risolvere una emergenza, spesso ma non necessariamente sanitaria. Consiste nel mettere agli arresti domiciliari l’intera popolazione, o buona parte di essa, e starsene seduti a girare i pollici in attesa di tempi migliori e che tutto si risolva magicamente da solo, magari per intervento divino.

locusta s.f. cavalletta che si è montata la testa e ha invitato amici e parenti a un grande buffet.

longevità s.f. prolungamento notevole della durata della vecchiaia, con dubbi benefici per chi ne è affetto e sicuri svantaggi per il governo, che è costretto a versargli la pensione per più anni di quanti se ne augurasse (zero).

lubrico agg. che offende il pudore di chi ne parla, almeno in pubblico. Aggettivo che si può trovare usato quando serve una rima insolita, altrimenti è molto raro.

lucciola s.f. 1 piccolo insetto dei coleotteri, tipico delle sere estive e caratterizzato dalla luminosità degli ultimi segmenti dell’addome 2 puttana, ma detto in forma elegante e poetica.

luce s.f. radiazione elettromagnetica che colpisce gli oggetti e rimbalza sugli occhi, causando così l’impressione della vista. Ci sarebbe poi tutto il discorso su lunghezze d’onda, velocità e così via, ma a nessuno interessa, per cui passiamo oltre. È quella cosa che ti permette di vedere, ecco.

luddita s.m. 1 persona che non è contraria a prescindere alla tecnologia, ma che vuole metterne in discussione le applicazioni concrete nella vita quotidiana, invece di accettarle passivamente come un evento naturale a cui non ci si può opporre. Storicamente, ludditi erano piccoli artigiani e altri lavoratori del diciannovesimo secolo britannico, che cercavano di rivendicare migliori condizioni di lavoro e di vita ricorrendo anche alla distruzione dei macchinari come alternativa più efficace allo sciopero, in una epoca in cui i lavoratori possedevano meno diritti dell’escherichia coli 2 secondo la falsificazione semplicistica di uso comune oggigiorno, persona vecchia e retrograda che rifiuta la tecnologia e non corre felice verso le magnifiche sorti e progressive col prefisso smart-, che sono chiaramente cosa bella, buona e giusta perché lo dicono tutti i colossi mondiali dell’evasione fiscale e loro sì che ne sanno, eh.

lumaca s.f. 1 gasteropode molliccio e dotato di antenne, senza guscio, che vive in luoghi umidi e si muove strisciando sul ventre, come certi leghisti grassi e barbuti 2 (fig.) persona molto lenta. cft. chiocciola.

lupo s.m. carnivoro appartenente alla famiglia dei canidi, come il normale cane domestico di cui è parente stretto. Vive e caccia in branchi dalla struttura gerarchica molto rigida, dominati di solito da un maschio e una femmina. Ripetutamente vilipeso e calunniato dagli ominidi, è spesso raffigurato nelle storie come una incarnazione di difetti tipicamente umani, come ingordigia, avidità, violenza e prepotenza verso i più deboli e indifesi.

M

macrantropo s.m. nella mitologia di svariate culture, uomo gigante che sarebbe esistito all’inizio. Il suo smembramento avrebbe prodotto il mondo, che sarebbe formato dai suoi pezzi. A voi decidere quale pezzo avrebbero usato per fare il vostro paese.

mafia s.f. multinazionale italiana di maggiore successo nel mondo, anche più di una famigerata casa automobilistica piemontese. Il termine è utilizzato anche per descrivere in generale la vasta gamma di organizzazioni che operano in forme simili, cioè innestandosi in un territorio per assumere il controllo e la gestione delle sue principali attività produttive con metodi spesso criminali, nonché con l’acquisto di politici. A differenza di molte altre aziende che agiscono in modo simile, spesso le mafie non sono ancora quotate in borsa.

magia s.f. 1 arte occulta che permetterebbe di controllare la natura e modificare la realtà usando riti, formule e roba simile. Tipica delle storie fantasy, ma anche di tutto ciò che nel mondo quotidiano non sappiamo spiegare, ma per qualche motivo “funziona” o succede 2 incanto, fascino.

maiale s.m. 1 dispensa che cammina 2 animale brutalmente diffamato, paragonandolo a esseri umani grassi, sporchi o dalle abitudini sessuali non apprezzate pubblicamente.

malacologia s.f. parte della zoologia che studia i molluschi, di solito contro la loro volontà.

malalingua s.f. (antiq.) persona diversa da noi, che si diverte a spettegolare sugli altri e diffondere notizie vere o false sul loro conto; noi non lo siamo mai, perché esprimiamo sempre e solo pareri oggettivi e verificabili e comunque non ci mettiamo cattiveria, quindi non c’è nulla di male.

malato agg. e s.m. che è affetto da una qualche malattia, vera o immaginaria.

malinconia s.f. stato d’animo caratterizzato da un dolore blando, calmo e spesso accompagnato da una certa dolcezza. Frequente quando si pensa al passato, può indurre a chiudersi in camera al buio e ascoltare certi cantautori italiani fioriti nella seconda metà del secolo scorso.

malizia s.f. 1 disposizione altrui ad agire deliberatamente contro onestà, virtù e giustizia. Per sua natura non si applica mai al parlante, il quale agisce sempre a scopo di bene (proprio) e comunque non lo ha fatto con cattiveria 2 capacità di vedere ovunque doppi sensi di natura sessuale e ghignare di conseguenza: praticata principalmente da Freud, bambini, adolescenti e chiunque non abbia mai superato del tutto quel periodo della propria esistenza.

malware s.m.invar. programma che esegue operazioni su cui l’utente non ha alcun controllo, non le può impedire e spesso non le vede neppure. Nella maggior parte dei casi sono dannose per l’utente, il computer o entrambi. Tipici esempi sono i virus e lo spyware.

manetta s.f. aggeggio in ferro di forma e aspetto variabile, usato in coppia dalla polizia per serrare i polsi degli arrestati, nonché in certe attività erotiche che non richiedono necessariamente una divisa e un distintivo, anche se possono contribuire all’atmosfera.

manodopera s.f. l’insieme degli schiavi che svolgono un lavoro, soprattutto manuale, per i begli occhi del sciur parùn. Studiare modi per sfruttarla il più possibile è uno dei fini dell’economia.

marciapiede s.m. 1 parte della sede stradale riservata ai pedoni, ma che molti automobilisti ancora più stronzi della media non hanno problemi a usare come parcheggio 2 in una stazione ferroviaria o di metropolitana, spazio parallelo ai binari su cui i viaggiatori possono attendere il treno, ma senza superare la linea gialla 3 (fig.) area in cui si svolgono attività di prostituzione, di solito battendolo.

mare s.m. grande distesa di acqua salata, di solito circondata quasi per intero da terra. Non potabile, ma pieno di cose commestibili, spazzatura, veleni, rottami e altri segni del passaggio dell’uomo. I mistici di classe più elevata possono camminare sulla sua superficie o separarne le acque, almeno secondo certe storie.

marionetta s.f. fantoccio costruito in legno e manovrato attraverso fili attaccati alle sue estremità, che nella variante siciliana è solitamente chiamato pupo. È confuso spesso e volentieri col burattino, per ragioni dovute forse alla limitata capienza cranica del parlante, che avrebbe dunque problemi a ricordare un numero troppo elevato di parole diverse.

masochismo s.m. perversione di chi prova piacere anche sessuale nell’essere umiliato e ferito.

masturbazione s.f. attività più o meno religiosa alla base del culto della Venere Solitaria. Pratica sessuale per gli amanti del faidaté.

matricida s.m. e f. persona che non ha gradito molto l’essere nata e lo ha fatto notare in modo assai diretto a chi l’ha partorita. Orfano fai-da-te.

matrimonio s.m. contratto di coabitazione e schiavitù reciproca stipulato tra due persone, almeno in teoria consenzienti. In caso di inadempienza, può prevedere orribili penali sul piano economico.

mattone s.m. 1 materiale di costruzione, perlopiù a forma di parallelepipedo 2 libro, spettacolo, persona o altro di grandissimo interesse, al punto che potrebbe essere usato per curare l’insonnia.

medioevo s.m. periodo storico compreso tra la caduta dell’impero romano d’occidente e la scoperta dell’America. Siccome è durato così tanto e in mezzo è successo più o meno di tutto, in positivo e in negativo, può essere descritto come un’epoca bella, brutta o altro ancora, a seconda di cosa fa più comodo a chi ne parla. Di solito include feudi, cavalieri, crociate, pestilenze, monasteri e cilici.

medley s.m.invar. esibizione musicale, di solito dal vivo, in cui varie canzoni o brani musicali sono eseguiti uno dopo l’altro, senza stacchi, arrangiati in modo da farli fondere tra loro.

mela s.f. frutto commestibile del melo, che secondo una tradizione popolare può essere utilizzato per allontanare i medici molesti, specie se si ha una buona mira.

melancolia s.f. vedi malinconia.

melina s.f. continuare a passarsi la palla senza concludere alcunché, solo per perdere tempo e non lasciar giocare gli altri. Praticata anche fuori dello sport, con vari nomi ma lo stesso risultato.

melodia s.f. successione di suoni che costituisce un pensiero musicale organico. La parte che canti o fischietti di una canzone o di un altro brano, insomma.

membro s.m. 1 ognuna delle parti esterne di un corpo: braccia e gambe, per intenderci 2 individuo che è parte di un gruppo 3 pene.

memoria s.f. facoltà della mente di conservare e rievocare esperienze e conoscenze passate, ma solo nel modo e nelle occasioni in cui ci fa comodo. Il suo contenuto non è fissato definitivamente, ma si modifica ogni volta che lo recuperiamo e ci dedichiamo a un qualche flashback solitario, in quanto lo coloriamo con gli stati d’animo del momento e poi ne salviamo una nuova versione modificata, che sovrascrive quella precedente.

mensa s.f. locale dove i membri di una comunità si riuniscono per consumare materiale più o meno organico, che qualcuno ha deciso di considerare cibo.

meriggio s.m. (lett.) le ore intorno al mezzogiorno, considerate le più calde della giornata anche se non è necessariamente vero che lo siano.

meritocrazia s.f. modello sociale in cui a noi, e solo a noi, sono garantiti per diritto divino tutti quei privilegi e premi che sappiamo di meritare in virtù delle nostre indiscutibili doti superiori, ma che gli altri finora ci hanno sempre malvagiamente negato, agendo di certo per puro dispetto e invidia.

merlo s.m. uccello dalle piume nere e il becco giallo. Molto intelligente, a differenza degli ominidi a cui è accomunato dalla tradizione.

metafora s.f. figura retorica con cui si esprime, sulla base di una similitudine, una cosa diversa da quella nominata: è fondamentalmente una comparazione tagliata corta, tramite amputazione a volte indolore di aggettivo e “come”.

metallofono s.m. è come lo xilofono, ma le tavolette da percuotere sono fatte di metallo anziché di legno. Come dice il nome stesso. Il glockenspiel è probabilmente lo strumento più famoso di questo tipo.

meteorologia s.f. scienza che studia i fenomeni atmosferici in cerca di regolarità che rendano i loro cambiamenti il più possibile comprensibili e prevedibili. Insultarla è uno dei passatempi preferiti in società, preferendo studi basati sul “secondo me”, osservazioni di punti geografici o dolori ai calli.

metonimia s.f. figura retorica che consiste nell’utilizzo del nome di una cosa in sostituzione del nome di un’altra cosa a essa correlata: la causa al posto dell’effetto, l’autore al posto dell’opera, il contenitore al posto del contenuto e così via (p.e. bere un bicchiere, leggere Leopardi). La funzione principale di questa figura retorica è consentire a persone spiritose (o autopresunte tali) di esibirsi in battute di gusto assai discutibile quando noi la usiamo inconsapevolmente.

mezzadro s.m. persona che coltiva un terreno di proprietà di qualcun altro e poi divide con lui tutti i prodotti che ne ricava. Le percentuali sono a discrezione del padrone, ovviamente.

mignatta s.f. sanguisuga sotto altro nome.

mignolo s.m. il quinto e più piccolo dito della mano, se non vi sono capitati brutti incidenti o se non lavorate per la yakuza. Usato perlopiù per scaccolarsi o tirare cocaina, specie con unghia lunga.

mignotta s.f. puttana, ma usato perlopiù negli insulti.

migrante s.m. e f. chi abbandona la propria terra di origine, spesso resa inabitabile da guerre, carestie, persecuzioni o dal cosiddetto riscaldamento globale, e fugge all’estero in cerca di una vita migliore, o anche solo di una vita. Secondo la dottrina leghista è la causa prima di ogni male al mondo, incluse le emorroidi del loro capotribù Barbaciccio, nonché i milioni di soldi pubblici rubati dai dirigenti di quel partito e nascosti in paradisi fiscali.

milite s.m. chi fa parte di un corpo militare o militarizzato: soldato o roba simile.

milza s.f. grossa ghiandola situata nella parte superiore sinistra dell’addome, la cui unica funzione socialmente riconosciuta è di farci male quando corriamo troppo.

minchione s.m. (volg.) persona sciocca, credulona, facile da ingannare. Elettore italiano.

minzione s.f. pisciata. cfr. diuresi.

missile s.m. strumento principale con cui si esporta democrazia, si risolvono contese internazionali e si aprono nuovi mercati da sfruttare selvaggiamente, che i mercati lo vogliano oppure no.

missionario s.m. persona che si sente in dovere di andare il più possibile lontano da casa propria e infestare i paesi altrui, portando agli abitanti del posto una religione non richiesta e malattie di ogni tipo, spesso mortali. Tende a essere ipocrita e bigotto. Celebre la sua posizione.

mitilo s.m. mollusco marino dei lamellibranchi, commestibile perché non può opporsi, solitamente appiccicato a scogli e superfici analoghe: meglio noto come cozza.

mito s.m. storiella fantastica che racconta le imprese di divinità e grandi eroi, ma anche il modo in cui varie cose sono nate e perché il mondo funziona proprio così. Tipo i telegiornali, ma più colorito e divertente. Può includere sesso strano.

mitologia s.f. 1 l’insieme dei miti inventati da una particolare cultura o da un quotidiano 2 lo studio dei miti, che i miti lo vogliano o meno.

mitridatismo s.m. assuefazione dell’organismo all’effetto di veleni, ottenuta assumendoli a piccole dosi progressive. Non provatelo a casa! Prende il nome da re Mitridate VI di Ponto, il quale avrebbe bevuto ogni giorno qualche goccia di un miscuglio di veleni, per proteggersi contro eventuali tentativi di assassinarlo tramite avvelenamento. Ma poi è morto accoltellato.

mobbing s.m.invar. 1 strategia usata da certe aziende per liberarsi da un dipendente scomodo, come alternativa al licenziamento diretto. Consiste nel rendergli sempre più orrenda la vita in ufficio, fino a prenderlo per sfinimento e spingerlo a fuggire di propria spontanea volontà, così non sei stato tu a licenziarlo, ma è lui che se n’è andato 2 per estensione, ogni pratica in cui non si obbliga qualcuno a fare qualcosa, ma lo si costringe a prendere la direzione che vogliamo noi togliendogli a poco a poco tutte le alternative. Ai giornalisti piace descrivere questa pratica come “persuasione morale”, specie in ambito politico, oppure “moral suasion” se amano l’inglese, per far credere che sia bella, buona e nobile. Non lo è, ma così è la vita.

moda s.f. 1 strategia che incentiva i consumi, convincendo che oggetti perfettamente funzionanti siano ormai superati e da sostituire con oggetti nuovi e più costosi. cfr. obsolescenza 2 cosa che seguono gli altri: noi siamo sempre originali.

moderato agg. di cosa contenuta entro certi limiti, non eccessiva e così via s.m. creatura mitologica inseguita a parole da tutti i partiti. Secondo la criptozoologia costituisce il grosso della società umana, ma il mondo scientifico è diviso in merito e tende a considerarlo solo un’allucinazione collettiva.

mollusco s.m. animale invertebrato dal corpo molliccio e un po’ schifoso, spesso rinchiuso in una conchiglia per proteggersi. In senso figurato, persona priva di volontà ed energia, un po’ schifosa.

monarchia s.f. forma di governo in cui il potere è esercitato dai più ricchi attraverso un uomo di paglia selezionato in base al pedigree.

mondo s.m. 1 un pianeta, di solito la Terra 2 l’universo inteso come totalità di tutte le cose esistenti 3 la società umana 4 qualcosa di genericamente grande, a cui ci si riferisce in una qualche iperbole. Può essere molto piccolo, a seconda di capienza cerebrale e immaginazione del parlante 5 antico gioco di strada a cui i bambini si dedicavano in epoche pre-digitali.

monopolio s.m. 1 accentramento della offerta di un dato bene sul mercato nelle mani di un unico venditore, che può fare tutto ciò che vuole alla faccia di quei fessi dei compratori. Versione commerciale della dittatura 2 in senso figurato, possesso esclusivo o quasi di un bene (concreto o astratto) in un certo ambito.

monumento s.m. lussuoso ed elaborato bagno pubblico per piccioni.

morale s.f. 1 insieme di norme arbitrarie tramite cui possiamo spettegolare sul comportamento degli altri e sentirci superiori a loro 2 insegnamento contenuto in una favola, almeno secondo l’autore.

moroso agg. e s.m. 1 di qualcuno che è in ritardo nell’adempiere a un qualche obbligo, sopratutto se si tratta di un pagamento 2 s.m. (region.) vedi ragazzo 3.

mosca s.f. insetto dei ditteri, che ha discutibili abitudini alimentari e trova molto difficile uscire al primo tentativo da una finestra aperta solo a metà.

moschea s.f. versione musulmana di tempio. Non ha a che fare con gli amati ditteri. Davvero.

movimento s.m. gregge di ominidi spesso raggruppati attorno a uno o più leader carismatici, di cui condividono la visione e bevono le menzogne. In questo secondo elemento troviamo l’etimologia della parola stessa: “mo’ vi mento”.

muffa s.f. insieme di funghi piccolissimi, biancastri o verdognoli, che amano svilupparsi su cibi e altro materiale organico. Commestibile se davvero lo desiderate, ma in questo caso potrebbe essere utile mantenersi nelle vicinanze di un bagno. Giusto per sicurezza.

multa s.f. pena pecuniaria stabilita da una qualche legge come punizione per chi commette un reato o un’azione percepita come reato dallo sbirro che lo ferma. Di solito è indirettamente proporzionale alla ricchezza di chi la riceve: più sei ricco e più bassa è la multa. Se sei una multinazionale, può essere anche solo un dito agitato davanti a te e accompagnato da uno sguardo severo e dalle parole «Non si fa! Cattivo!».

multinazionale s.f. società fondata da uno o più cittadini dello stato A, con sede fiscale nello stato B, luoghi di produzione dislocati negli stati C e D dove la schiavitù è lecita, refurtiva nascosta nello stato E e larghi profitti con cui farsi belli nello stato F. Tutto questo arraffando la maggior quantità possibile di finanziamenti e incentivi pubblici da qualunque stato e sfruttando ogni scappatoia, lecita e non, per pagare la minore quantità possibile di tasse.

multitasking agg. e s.m.invar. capacità di svolgere più operazioni diverse contemporaneamente. Se si parla di esseri umani, in realtà indica solo la capacità di alternare più attività molto in fretta, senza causare disastri troppo grandi in nessuna di esse. Se ti va bene.

muro s.m. costruzione verticale composta da pietre, mattoni o quello che capita, tenuti assieme da calcina, cemento o quello che costava di meno. Per estensione, qualunque altra cosa figurata o reale che serve a separare e dividere. Può anche essere usato come orinatoio di emergenza.

musica s.f. arte di mettere assieme suoni seguendo varie regole, per ottenere qualcosa di gradevole all’orecchio umano. Per estensione, le varie opere prodotte in questo modo. Gran parte della roba che oggi si sente alla radio, in tv e altrove non rientra in questa categoria, per ovvie ragioni di scarsa gradevolezza all’orecchio umano.

N

naia s.f. 1 (scherz.) servizio militare, inteso sia come periodo di tempo, sia come attività svolte in quel periodo 2 genere di serpenti molto velenosi, capaci di inarcare e sollevare la parte anteriore del corpo: il cobra ne è probabilmente l’esemplare più famoso.

nano s.m. 1 persona affetta da nanismo 2 persona di bassa statura che vogliamo offendere 3 una delle classiche razze non umane in storie fantasy di ispirazione tolkieniana, composta da tizi bassi, barbuti, armati di ascia e sempre musoni agg. di dimensioni inferiori alla media.

narcisismo s.m. tendenza di chi è interessato unicamente alla propria persona e alle proprie attività di qualsiasi tipo e in qualsiasi campo, mentre se ne sbatte altamente del resto del mondo. Un ricorso compulsivo all’uso di selfie è un chiaro sintomo di questo disturbo, sempre più diffuso tra gli utenti di tutto ciò che è accompagnato dall’aggettivo social.

narice s.f. ciascuna delle due cavità del naso, le cui funzioni principali sono permettere la respirazione e offrire agli ominidi un passatempo rapido ed economico, grazie a un affascinante sistema di grotte aperte all’esplorazione digitale.

naupatia s.f. nome utilizzato dal mal di mare quando si presenta in pubblico in giacca e cravatta.

nazionalismo s.m. ideologia demenziale secondo cui dovremmo servire, onorare e venerare il paese in cui siamo casualmente nati, le cui indubbie qualità lo rendono per natura superiore a tutti gli altri paesi, ed esserne sempre e solo orgogliosi anche quando è un letamaio completo, perché questo è il nostro letamaio. Morte a tutti gli altri!

nebbia s.f. ammasso di goccioline d’acqua e (spesso) sostanze tossiche, che si forma in prossimità del suolo e riduce di molto la visibilità. Frequente in pianura padana, dove le sostanze tossiche sono ben più numerose delle goccioline d’acqua, ma è tutta salute e non c’è ragione di preoccuparsi.

necrofilia s.f. attrazione morbosa e spesso sessuale per i morti e tutto ciò che li riguarda. Il culto delle reliquie ne è una variante religiosa socialmente accettata.

necroforo s.m. becchino in incognito.

necromanzia s.f. arte con cui ci si immagina di poter evocare gli spiriti dei morti, per riceverne in cambio profezie o previsioni del proprio futuro. Tipo Odisseo con Tiresia nell’Odissea, ma anche le fantomatiche apparizioni di mitici personaggi religiosi per annunciare disastri e affini si possono inserire nella categoria.

negazionista agg. e s.m. e f. di persona che ha deciso che una certa cosa non è vera a prescindere e rifiuta ogni argomento contrario alla sua opinione: posizione che possiamo raggiungere o di nostra spontanea volontà, oppure perché ce lo ha spiegato il tizio che abbiamo incontrato ieri sera al bar. In origine si riferiva a chi negava i crimini commessi dalle dittature nazifasciste, ma oggi si applica a qualunque campo dove ci sia qualcuno che si tappa le orecchie e urla «Ba ba ba, non ti sento!» di fronte a ragionamenti logici o spiegazioni basate sui fatti che contraddicono il suo magico mondo. Può anche essere usato come insulto generico verso chi non è d'accordo con la dottrina imposta da un governo o variazioni sul tema, se all'autorità non viene in mente di meglio.

negozio s.m. locale in cui sono esposte e vendute merci, spesso collocato a pianterreno e dotato di un qualche tipo di vetrina.

neve s.f. vapore acqueo condensato nell’atmosfera sotto forma di finissimi aghetti di ghiaccio, cristallizzati attorno a un granello di polvere o altra porcheria analoga, che svolazzava allegramente sospesa nell’aria. Commestibile se bianca; se di colore differente, commestibile a proprio rischio e pericolo.

nictalope agg. e s.m. che presenta nictalopia, cioè che ci vede bene di notte.

nictalopia s.f. buona capacità visiva durante le ore notturne. Alterazione della capacità visiva, per cui si vede meglio in penombra o con luce scarsa che in piena luce.

nictofobia s.f. paura del buio in versione per adulti.

nobile agg. dotato di tempra morale così salda, da essere quasi paragonabile a noi. s.m. e f. vedi aristocratico.

nomea s.f. versione solo negativa della fama.

nosocomio s.m. ospedale in incognito.

nostalgia s.f. desiderio vivissimo di persone, cose o luoghi lontani, dopo che una protratta distanza spaziale o temporale ha operato una profonda selezione dei nostri ricordi, conservando solo quelli positivi o comodi e rimuovendo tutto il resto. In altri termini, desiderio di ritornare a un luogo o un tempo che non è mai esistito al di fuori della nostra mente.

notizia s.f. storia che ci conferma quello che già sapevamo o sospettavamo, oppure ci informa sulla morte di qualcuno, le ultime buffe porcherie fatte da persone ricche e famose, storie commoventi di animali non umani, eccetera. Se invece ci racconta qualcosa che va contro le nostre convinzioni più irrazionali, allora è sicuramente fake: lo dice anche il tizio che abbiamo incontrato al bar ieri sera.

notiziario s.m. raccolta di tutte quelle storie che il regime ha deciso di spacciare per notizie.

novena s.f. insieme di preghiere che devono essere recitate per nove giorni consecutivi per ottenere una grazia, per prepararsi a una festa o perché ti va di fare così.

nozione s.f. conoscenza di base in un qualche campo. Chi la possiede tende spesso a considerarsi un grande esperto e avverte il bisogno di dimostrare agli altri quanto siano ignoranti paragonati a lui.

nullatenente agg. e s.m. e f. che, chi dichiara di non possedere alcunché, o perché effettivamente non possiede nulla, oppure perché tutto ciò che possiede è intestato ad altre persone.

nutria s.f. specie di ratto gigante sudamericano, allevato per scuoiarlo e farne pellicce (castorino).

nuvola s.f. 1 ammasso di goccioline di acqua, a volte cristalli di ghiaccio e spesso sostanze tossiche che sta sospeso in aria e può impedire in parte o del tutto la vista del cielo. Molto odiata da chi è in vacanza, soprattutto al mare, ma piuttosto amata da chi è costretto a cuocere in città durante l’estate 2 per estensione, ogni altro ammasso di sostanze varie che ha una forma più o meno simile.

O

obbligo s.m. vincolo imposto da un’autorità, legge o morale, per costringere le persone a fare cose che non farebbero mai spontaneamente. Forma di bullismo di stato.

obsolescenza s.f. lo scadimento di un oggetto che ci impone la necessità di sostituirlo, quando è causato non dal logorio materiale ma dal progresso tecnologico e/o un produttore particolarmente viscido, che vi ha rifilato un prodotto “a tempo” perché ha bisogno di continuare a vendervi nuovi modelli con cui mantenere grassi e contenti i suoi maggiori azionisti.

oca s.f. uccello palmipede dal collo lungo e il verso fastidioso, allevato per mangiarlo e spennarlo, ma anche per ingozzarlo fino a fargli esplodere il fegato. Spesso diffamato paragonandolo a ominidi particolarmente stupidi, specialmente di sesso femminile.

ocarina s.f. tipo di flauto globulare, costruito di solito in argilla in vari stadi di cottura, ma oggi lo si può trovare anche in plastica. cfr. xun.

occulto agg. 1 che non vediamo, tipo molta propaganda 2 che è misterioso, non può essere studiato dalla scienza. Può includere criptozoologia e varie forme di magia, a seconda dei gusti.

odio s.m. 1 spezia che rende più appetitosa la nostra minestra quotidiana, fornendoci un comodo bersaglio su cui scaricare tutte le nostre frustrazioni, proteggendoci così dalla necessità di scendere a patti con la fondamentale insignificanza della nostra patetica esistenza 2 sentimento di persistente e intensa avversione nei confronti di qualcuno o qualcosa, ma anche profonda ostilità e antipatia, di solito accompagnato dal desiderio che all’oggetto di questo sentimento accadano cose molto brutte, perché se lo merita.

odontoiatra s.m. e f. dentista in incognito.

oggettivo agg. di qualcosa che si presume dovrebbe esistere all’esterno delle nostre interpretazioni e non esserne contaminato. Se possibile, una cosa che corrisponde alla realtà dei fatti e non è stata influenzata in alcun modo dai nostri pregiudizi. In breve, un aggettivo che usiamo quasi sempre per appiccicare falsa autorevolezza all’ultimo parto delle nostre menti malate e per fingere che le cose stiano davvero così. CONTR. soggettivo.

olocausto s.m. 1 nel mondo antico, sacrificio in cui la vittima era bruciata interamente come offerta a una qualche divinità 2 scritto spesso con lettera maiuscola, il massacro di milioni di ebrei nei campi di sterminio nazisti durante la seconda guerra mondiale, con la complicità della dittatura fascista italiana. Anche in questo caso, in effetti, le vittime del sacrificio tendevano a essere bruciate per intero, così da facilitarne lo smaltimento attraverso apposite canne fumarie.

ombelico s.m. concavità tondeggiane nell’addome, la cui funzione principale è accumulare lanugine e altre cose strane.

ombra s.f. zona di oscurità prodotta da un corpo opaco che intercetta e blocca la luce. Molto ricercata durante la stagione estiva.

ombrello s.m. oggetto usato per ripararsi da pioggia o sole, formato da un’asta rigida sormontata da una cupola di stoffa che può essere aperta o chiusa. Se il cielo è coperto e tu non lo hai portato, ne avrai bisogno quasi di sicuro.

omeopatia s.f. pratica basata sulla bizzarra convinzione di poter curare davvero una persona malata, somministrandole in piccolissime dosi quelle stesse sostanze che, se assunte in dosi ben maggiori, causerebbero l’insorgere della malattia in un organismo sano.

omertà s.f. 1 legge del silenzio in vigore nella mafia e nelle sue varianti locali, in base a cui non si doveva mai fare il nome davanti alle forze dell’ordine di chi aveva commesso un delitto, perché il compito di vendicarsi sul colpevole spettava solo a chi era stato danneggiato 2 in generale, forma di solidarietà interna che porta un gruppo a rimanere zitto e proteggere un colpevole che è parte dello stesso gruppo. Molto amata da criminali di ogni tipo, sia in divisa sia quotati in borsa.

ominidi s.m.pl. famiglia di primati noti anche come grandi scimmie, che include l’uomo e i suoi cugini più intelligenti: scimpanzé, gorilla e orango, con annesse varianti locali.

omosessuale agg. e s.m. e f. persona attratta sessualmente da persone del suo stesso sesso.

onanismo s.m. vedi masturbazione, ma se la chiami così sembra un’attività un poco più seria.

onesto agg. e s.m. 1 persona che non si è ancora fatta sorprendere mentre commetteva un reato 2 persona che sostiene di non avere mai commesso un reato, al massimo qualche piccolo peccatuccio che però non conta davvero, perché dai, tanto lo fanno tutti, si sa, e comunque il passato è passato 3 persona che non ha ancora avuto l’opportunità di commettere un reato come si deve e goderselo in santa pace 3 (di politico) che rimane fedele a chi lo ha comprato, invece di vendersi di nuovo alla prima occasione.

onicofagia s.f. termine colto ed elegante con cui si descrive il vizio di mangiare le unghie (proprie o anche altrui, se davvero volete), ingurgitando così le civiltà di batteri che si stavano pacificamente sviluppando nello sporco accumulato sotto di esse.

onnivoro agg. di animale di bocca buona, che non si pone troppi problemi sulla origine del cibo e mangia più o meno tutto ciò che resta fermo abbastanza a lungo.

opinione s.f. quello che noi pensiamo riguardo qualcuno o qualcosa. Pur essendo solo un giudizio arbitrario e privo di basi oggettive, è evidente che la nostra è sempre corretta, mentre gli altri dicono solo stupidaggini.

opinionista s.m. e f. persona pagata per fare presenza in una qualche trasmissione e dire di tanto in tanto la prima cosa che le passa per la testa su argomenti di cui spesso non ha alcuna conoscenza e/o competenza. Di solito è considerata di bell’aspetto o almeno è famosa, per attirare più pubblico.

optional s.m.invar. cosa facoltativa, extra.

orchite s.f. infiammazione del testicolo, che lo fa ingrossare e causa parecchio dolore. Può essere provocata da varie infezioni, nonché da eventi molto, molto noiosi.

orecchio s.m. ciascuna delle due sporgenze ai lati della testa in un ominide normale, usate per appendervi decorazioni, sorreggere occhiali, produrre cerume e ogni tanto anche come organo dell’udito, se funzionano ancora.

orgoglio s.m. esagerata stima di sé e dei propri meriti, reali o più spesso immaginari. Può indurre nel corpo di chi ne è affetto (noto anche come “orgoglione”) una tendenza a fluttuare in aria, gonfio dei propri gas.

orifizio s.m. buco, soprattutto quelli che hai nel tuo corpo e che si possono aprire e chiudere a seconda dei casi.

origliare v.intr. semplice modo per scoprire cose che avresti preferito non sapere, incluso ciò che gli altri pensano davvero sul tuo conto. Azione da eseguire a proprio rischio e pericolo.

orina s.f. -> vedi urina.

orinatoio s.m. luogo di pubblico accesso per orinare, spesso a pagamento se in una zona turistica o se gira così agli amministratori: dopotutto, pecunia non olet. All’occorrenza, diverse superfici non progettate inizialmente per questo scopo ne possono comunque svolgere le funzioni, a seconda della creatività dei bisognosi: alberi, pali, muri, angoli, piante in vaso, cassetti e più o meno qualunque altra cosa ci sia nelle vicinanze.

ornitorinco s.m. mammifero australiano di medie dimensioni, con becco da papera, corpo peloso e una grossa coda a spatola. Gli arti posteriori dei maschi sono dotati di speroni orribilmente velenosi e le femmine depongono uova, pur essendo mammiferi. Non fate domande, ognuno ha le sue manie.

orologio s.m. strumento atto a misurare il ritmo del meccanismo che lo fa funzionare.

oroscopo s.m. insieme di previsioni e consigli sul futuro basati su osservazioni astrologiche e altre scemenze assortite, che non possiedono alcuna realtà concreta ma servono a tenere occupate per un paio di minuti le persone, a regalare giustificazioni per stupidaggini che potrebbero commettere nel corso del giorno e a portare soldi nelle tasche di chi se li inventa. Di solito sono rivolti a tutti quelli nati sotto lo stesso segno zodiacale, a tappeto, perché inventarsi previsioni per ogni singola persona sarebbe troppo faticoso e troppo vicino a un lavoro, quindi sono disponibili solo su richiesta e molto più costose.

ortaggio s.m. nome generico per tutta quella roba che coltivi in un orto per mangiartela. Quella che coltivi per fumartela o variazioni su tema non rientra nella categoria. Meglio specificare.

osmosi s.f. 1 fenomeno fisico di diffusione tra due liquidi separati da membrana semipermeabile, in virtù del quale i liquidi si mescolano progressivamente, fino a raggiungere uno stato di equilibrio 2 in senso figurato, presunta capacità di assimilare conoscenze e altre doti da una persona o cosa con cui siamo in contatto, oppure che si trova nelle nostre vicinanze. Spesso praticata da studenti che si siedono in biblioteca per non studiare, sperando che il sapere si trasmetta spontaneamente a loro dai libri che li circondano.

ospedale s.m. luogo in cui si ricoverano e a volte si curano i malati. Sai quando entri, ma non sai mai quando o come ne uscirai. A volte coi piedi in avanti, ma sono cose che capitano.

ospitalità s.f.invar. l’offrire accoglienza, vitto ed eventuale alloggio a una persona che, sul piano economico, potrebbe tranquillamente permettersi di pagare per tutto questo.

ospite s.m. e f. chi accoglie in casa propria un’altra persona, ma anche una persona che è accolta in casa d’altri, giusto per non confondere troppo le idee. Nel secondo caso, se rimane troppo a lungo tende a puzzare come il pesce, almeno in base alla tradizione.

ospizio s.m. luogo in cui scaricare quei vecchi rompipalle che non si decidono a crepare e che non sono abbastanza ricchi da meritarsi la nostra pura e disinteressata ospitalità.

ostia s.f. sottile pezzo di pane, molto simile a carta, trasformato magicamente in carne umana da uno stregone nel corso di una cerimonia e successivamente distribuito tra i seguaci, senza osservare le più basilari norme igieniche per il trattamento degli alimenti.

ottimizzare v.tr. 1 rendere ottimo, migliorare al massimo 2 in campo informatico, ritoccare qui e là un programma per renderlo leggermente più veloce, almeno sulla base di test molto specifici e scollegati dalla vita reale, farlo sembrare un poco più efficiente rispetto alle versioni precedenti, oppure farlo funzionare meglio in un determinato ambiente e gli altri si attaccano.

ovazione s.f. espulsione di un uovo accompagnata da fragorosi applausi.

oviparo agg. di animale che si riproduce deponendo uova fecondate.

ozono s.m. gas dall’odore caratteristico, usato per varie cose che non ci interessano. Famosi il suo strato e il suo buco, provocato da deodoranti, lacche e qualunque altra cosa serva al panico sociale che si vuole scatenare al momento.

P

pacchia s.f. 1 grande abbuffata 2 (fam.) vita condotta in modo comodo e spensierato. La fine di quella altrui è spesso invocata da grassi parassiti sociali la cui pacchia prosegue ininterrotta da anni.

paccottiglia s.f. roba di poco valore. Cianfrusaglie.

pacificare v.tr. 1 indurre qualcuno a fare pace con qualcun altro 2 ridurre in macerie un territorio e sterminare la sua popolazione, ma solo se lo fai in nome della libertà e della democrazia.

paguro s.m. crostaceo marino sprovvisto di guscio o corazza, che si infila nelle conchiglie lasciate incustodite o abbandonate e le usa come casa. Animale totemico degli squatter.

paladino s.m. 1 nelle leggende, ciascuno dei dodici cavalieri che Carlo Magno avrebbe scelto come guardia del corpo personale 2 termine con cui si descrive in modo positivo un fanatico ossessionato da qualcosa.

palmipedi s.m.pl. uccelli coi piedi palmati, che trovi nei laghetti in città o nel piatto al ristorante.

panda s.m. mammifero simile a un orso, che è potenzialmente carnivoro ma preferisce mangiare il bambù perché è meno faticoso procurarselo e lui non ha proprio voglia di andare a caccia.

panico s.m. 1 senso di ansia e paura intensa che si prova davanti a un pericolo inaspettato e spinge a reazioni confuse e irrazionali. Può essere molto contagioso 2 psicosi collettiva causata da notizie di tipo molto allarmante, che possono avere o non avere cause reali. Spesso diffusa deliberatamente e rivolta verso bersagli di comodo, per rendere ancora più stupido il pubblico e lucrare su tutte le sue più insensate reazioni, che casualmente finiranno sempre per fare gli interessi dei diffusori di quelle notizie allarmanti e incrementarne la ricchezza e/o il potere.

paraffo s.m. sigla usata al posto della normale firma in un documento, soprattutto diplomatico. Uno dei sostantivi più usati nell’italiano moderno, ma anche no.

paranoia s.f. psicosi per cui una persona sviluppa un delirio cronico di qualche tipo e lo coltiva in forma lucida, sistematica e dotata di una solida logica interna, senza che ci sia un deterioramento delle sue normali facoltà mentali. La sua forma più famosa, soprattutto nel linguaggio comune, è il delirio di persecuzione, in cui la persona è convinta di essere spiata e sorvegliata di continuo; il che corrisponde effettivamente alla verità, se nei suoi paraggi si trovano aggeggi “smart”, ma questo è indipendente dalla psicosi ed è un altro tipo di problema.

parassita agg. e s.m. 1 di essere vivente capace di sopravvivere solo attaccandosi a un altro essere vivente per succhiare le sue energie 2 (fig.) di persona o società improduttiva, che vive e prospera a spese di altri. Spesso è quotata in borsa, gravita attorno a Silicon Valley e ha sede fiscale in un paese dove può pagare una miseria di tasse, se proprio non può evitare neppure quelle.

parere s.m. quello che noi pensiamo di pensare relativamente a qualcosa. Vedi anche opinione.

pari s.m. numero intero divisibile esattamente per due. Numero che precede o segue un dispari.

parricida s.m. e f. persona che non ha gradito molto l’essere nata e lo ha fatto notare in modo assai diretto a chi ha collaborato a produrla. Orfano fai-da-te.

parsimonia s.f. saggia e lungimirante scelta di trattenere i soldi nelle nostre tasche, invece di lasciare che altri se ne approprino per fini sicuramente malvagi e impuri. Per sua natura, è un termine sempre riferito al parlante e mai a terze persone, nel cui caso è solo avarizia.

partigiano s.m. e agg. 1 chi si schiera a favore di una determinata posizione, fazione, partito, idea o altro, e lo fa credendoci davvero 2 membro di una formazione armata irregolare che opera su un territorio occupato da un nemico e si dedica ad attività di disturbo e guerriglia per combatterlo.

passatempo s.m. attività piacevole che si pratica per divertimento a livello non professionale, giusto per tenersi occupati quando non si ha altro da fare. Quando chi pratica questa attività la prende pure troppo sul serio, fino quasi a farne una mania o un secondo lavoro (non retribuito), la si può anche descrivere col termine inglese hobby.

passato s.m. mitica età dell’oro in cui ogni cosa funzionava meglio, il cibo era più buono, i giovani rispettavano gli anziani, nel quartiere ci si conosceva tutti, non c’era bisogno di chiudere a chiave le porte, i governi erano più onesti, i treni arrivavano in orario, le mezze stagioni esistevano ancora, gli uomini erano veri uomini, le donne erano vere donne e le piccole creature pelose di Alpha Centauri erano vere piccole creature pelose di Alpha Centauri. E così via. cfr. futuro, presente.

patria s.f. posto in cui ti è capitato per caso di nascere. Può causare attacchi di nazionalismo in chi la prende sul serio.

paziente agg. che ha pazienza s.m. malato che ha bisogno di molta pazienza per attendere il proprio turno di essere visitato o curato.

pazienza s.f. virtù che ci permette di non uccidere all’istante un buon novanta per cento degli esseri umani che ci troviamo attorno in un qualsiasi momento. Testarne la tenuta è uno sport estremo che può avere conseguenze anche gravi per chi lo pratica: meglio evitare, grazie.

pecora s.f. mammifero ruminante allevato per il latte, la lana, la carne e forse per soddisfare certi bisogni dei pastori. Per la sua natura mite e la propensione a lasciarsi spingere dove vogliono il pastore e i cani, la religione cristiana lo ha eletto a modello di fedele ideale: un decerebrato che obbedisce ai preti. Lo stesso vale in molti partiti di estrema destra, col capo urlatore al posto del prete. Celebre la sua posizione.

perdere v.tr. 1 rimanere privo di qualcosa che, te lo giuro, l’avevo messo lì, si vede che qualcuno lo ha spostato senza dirmelo 2 sciupare, adoperare inutilmente 3 non vincere // -ersi v.rifl.pron. essere temporaneamente incerti sulla propria collocazione spaziale, pur mantenendo spesso la certezza della propria collocazione esistenziale all’interno della realtà, che può coincidere con l’immersione in materiale organico di scarto.

perdonare v.tr. astenersi in via del tutto temporanea dal punire un danno o una offesa che qualcuno ci ha causato, al solo scopo di poterglielo rinfacciare alla prima occasione utile.

perla s.f. granello di polvere o altro corpo estraneo, introdotto nel guscio di un mollusco marino e da quest’ultimo ricoperto di secrezioni mucose durante la propria agonia. Per ragioni non chiare, pare essere molto apprezzato dagli umani, soprattutto di sesso femminile.

permalosità s.f. caratteristica che possiedono solo le altre persone e che le porta a reagire male ai nostri scherzi più simpatici e intelligenti.

permaloso agg. di persona che, per motivi misteriosi, non gradisce i nostri scherzi o le nostre battute. Per sua natura, è un aggettivo che non si riferisce mai al parlante.

persona s.f. un individuo qualunque appartenenze alla specie umana, senza distinzione di sesso, età, censo o altro ancora. Che anticamente questa parola indicasse una maschera indossata dagli attori a teatro, poi, può dirci molto su come noi stessi ci consideriamo, anche solo a livello inconscio.

persuadere v.tr. indurre qualcuno a convincersi di qualcosa o a fare qualcosa, anche quando non è nel suo interesse. Lo scopo di ogni tipo di propaganda.

pesce s.m. animale vertebrato acquatico, con squame e branchie, spesso commestibile contro la sua volontà. Famoso per le sue grandi capacità oratorie, il suo canto armonioso e la grande manualità. Ma anche no.

peto s.m. scoreggia, ma meno volgare.

petroliere s.m. pericoloso criminale, che si arricchisce enormemente uccidendo il maggior numero possibile di persone e avvelenando tutto il resto. Spesso e volentieri racconta balle di ogni tipo per arraffare grandi sovvenzioni pubbliche da governi compiacenti, per poi fregarsene delle promesse e continuare a uccidere e inquinare come prima.

piazzista s.m. e f. rappresentante di una o più ditte, che provvede al collocamento e alla propaganda dei prodotti presso i clienti. Se in passato l’attività poteva comportare uno spostamento di porta in porta per molestare le persone, oggigiorno è svolta principalmente attraverso computer e aggeggi smart e chi la pratica preferisce farsi chiamare influencer, perché in inglese sembra più fico.

piccione s.m. uccello domestico o selvatico molto diffuso in città, dove preferisce camminare che volare. Famoso per i suoi bombardamenti aerei, il modo in cui decora edifici, auto e monumenti e il caratteristico moto oscillante del capo quando cammina. Commestibile se proprio lo volete.

pidocchio s.m. 1 piccolo insetto dal corpo piatto, che vive come parassita tra i capelli degli umani, nutrendosi di sangue 2 (fig.) persona estremamente avara, che si rifiuta di darci i soldi che le abbiamo chiesto o di comprarci quello che vorremmo.

pigro agg. lento e svogliato nell’operare, perché è fatto così, oppure perché è cazzone di natura.

pio agg. 1 chi si presenta in pubblico come devoto, religioso e così via 2 (letter.) mansueto, placido. s.m.invar. onomatopea per il verso del pulcino.

pioggia s.f. precipitazione di acqua dal cielo, per condensazione del vapore acqueo nelle nubi. Pur essendo un fenomeno del tutto normale e piuttosto frequente, almeno in zone non desertiche, negli ultimi anni è diventato anche sinonimo di catastrofe naturale, specie in quei territori che sono stati urbanizzati utilizzando parti dell’anatomia umana non originariamente preposte alla progettazione e realizzazione di aree urbane: quasi tutta l’Italia, in pratica.

piovra s.f. nome generico per tutti quei grossi molluschi marini pieni di tentacoli e di ventose. Usata anche come simbolo per le attività criminali che hanno le mani in pasta ovunque, tipo la mafia e le altre multinazionali.

pirateria s.f. 1 variante del commercio che richiede meno fatture, meno certificati e meno carta bollata in generale 2 in contesti digitali, utilizzo di un qualche bene virtuale senza averlo acquistato virtualmente dai suoi rivenditori virtuali ufficiali, i quali comunque non ti venderebbero davvero il bene, ma si limiterebbero ad affittartelo con un contratto-capestro e prezzi gonfiatissimi.

pisello s.m. 1 pianta erbacea rampicante, caratterizzata da semi verdi e rotondi, racchiusi in baccelli 2 seme verde e rotondo della suddetta pianta. Commestibile 3 (fam.) pene.

pistola s.f. 1 arma da fuoco corta, portatile, usata per bersagli a breve distanza 2 primo strumento per la risoluzione di ogni problema personale negli USA. s.m. (region.) persona sciocca, stupida, inetta; leghista.

pitale s.m. vaso dentro cui si piscia, perché in quel tempo/luogo non esistono ancora i gabinetti o perché esistono ma non avete fatto in tempo a raggiungerne uno e vi siete dovuti arrangiare con la prima cosa che vi è capitata sottomano.

pizzata s.f. incontro tra amici, colleghi o altro, che di solito comincia mangiando la pizza da qualche parte e può finire in qualunque modo, a seconda dei casi e della quantità di alcol consumata.

placebo s.m.invar. finto farmaco che si somministra per fingere di curare una persona. A volte può succedere che la cavia si senta davvero meglio, perché si autoconvince di essere stata curata. Magie della mente umana, o di ciò che ne fa le veci.

plastica s.f. materiale molto malleabile e inquinante, derivato dal petrolio. Parte integrante della vita moderna, lo si trova in diverse forme e quantità più o meno ovunque: attorno agli alimenti, dentro gli alimenti, nei vestiti, negli oceani, nel terreno, nell’aria, negli esseri viventi e così via, chi più ne ha più ne metta. Componente fondamentale degli ominidi che si dedicano a vita pubblica e il cui reddito dipende in gran parte dal loro aspetto fisico.

plauso s.m. 1 applauso con una sillaba in meno, per risparmiare 2 approvazione generale.

plutocrazia s.f. sistema politico e sociale in cui i più ricchi detengono il predominio nella vita pubblica ed esercitano il potere politico ed economico, facendo prevalere sempre i propri interessi a danno di tutta la collettività. Ogni forma di governo attuale rientra di fatto in questa categoria, con sfumature differenti a seconda delle tradizioni culturali locali: monarchia, democrazia, dittatura e il resto della banda.

pogrom s.m.invar. violenta persecuzione di minoranze etniche o religiose all’interno di uno stato, perpetrato con la connivenza o la collaborazione del governo centrale. Storicamente si riferiva alle persecuzioni degli ebrei in Russia e in altri paesi slavi, ma oggi viviamo in epoche più illuminate e le persecuzioni sono aperte a qualunque minoranza, a seconda di cosa faccia più comodo al governo in carica.

politico s.m. 1 persona che non aveva alcuna voglia di lavorare ed è riuscita a convincere altri a mantenerla il più a lungo possibile a spese pubbliche. Per arrotondare i lauti guadagni, spesso vende il proprio appoggio incondizionato alla lobby che gli offre di più 2 (antiq. o scherz.) persona che si dedica all’amministrazione della cosa pubblica, conosce l’arte del governo, esercita poteri pubblici ed è eletto da persone convinte della sua capacità di risolvere problemi complessi in un contesto di interazioni spesso conflittuali tra le varie parti sociali che compongono un paese. Secondo alcuni si sarebe estinto secoli fa; secondo altri non sarebbe mai esistito ed è una creatura fantastica alla pari di unicorni, draghi e chimere. Se vi capita di avvistarne un esemplare, avvisate il WWF.

polizia s.f. gruppo paramilitare a orientamento reazionario e fascista. Sempre pronta a servire ricchi e [pre]potenti, la sua funzione principale in società è di assicurarsi anche con la forza che il grosso della popolazione stia zitto e obbedisca ai capricci della élite al potere. Di fatto, cani da pastore in forma perlopiù umanoide.

pollo s.m. 1 termine generico per indicare gallo o gallina. Nello specifico, sarebbe un esemplare giovane dalla carne tenera 2 sempliciotto, credulone, elettore medio.

polpetta s.f. pietanza di piccole dimensioni, forma tondeggiante e schiacciata, preparata mischiando gli avanzi dei giorni precedenti, più tutto ciò che passava di lì e non è fuggito in tempo. Spesso è ricoperta da una impanatura, a preservare la salute mentale di chi la mangerà.

poltrona s.f. 1 sedia ampia e comoda, imbottita e dotata di braccioli 2 obiettivo di ogni politico, in suo nome venderebbe a tranci la propria madre senza alcuna esitazione. Dopo il primo impatto, tra i due si stabilisce un rapporto di dipendenza che rende quasi impossibile staccare il culo del politico, senza ricorrere alla violenza fisica o almeno alla chirurgia.

polvere s.f. sostanza magica che si genera in continuazione, costringendoci a pulire le superfici di casa quando vogliamo fare bella figura con gli ospiti. Lo spazio sotto ai letti ne è uno dei maggiori produttori.

popolo s.m. entità fantastica che è immaginata abitare un paese e che non ha alcuna relazione con il concreto insieme degli ominidi che vi risiedono. Spesso è invocata da stregoni e altri ciarlatani che si esibiscono in pubblico, nella convinzione che il magico tocco di questa entità possa nobilitare in un attimo qualunque cosa stiano dicendo. Particolarmente famosa è la sua Volontà, invocata solo nelle occasioni in cui coincide con quanto pensiamo o vogliamo noi; in tutti gli altri casi è palesemente il risultato di un broglio, un inganno o il prodotto di povere menti inferiori, che non sanno pensare pensieri elevati come quelli del parlante.

populismo s.m. 1 atteggiamento ideologico che mira a intontire il popolo convincendolo di essere la sola parte sana della società e così via, mentre tutti gli altri sono brutti e cattivi. A parte noi, che se ci votate poi vi faremo regali fantastici e miglioreremo la vostra vita, perché siamo come voi, mica una élite, quindi vi potete fidare. Davvero, eh! Tende a prosperare nei paesi dove i partiti si sono fatti elitari e disprezzano il grosso della popolazione, in quanto composta da bifolchi sporchi e ignoranti, che non sanno neanche come ci si comporta a un cocktail parrty. 2 (antiq.) movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra Ottocento e Novecento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita della classe contadina attraverso una intensa opera di propaganda da parte degli intellettuali, più qualche sana azione rivoluzionaria, tipo sparare a qualcuno.

porca s.f. 1 la striscia di terra rialzata lasciata dall’aratro, tra un solco e l’altro 2 donna dalla morale e dalle abitudini sessuali molto biasimate in pubblico, ma molto apprezzate in privato.

porco s.m. 1 vedi maiale, ma più offensivo 2 nella religione cristiana, il più diffuso epiteto con cui è invocata quotidianamente la divinità.

potere s.m. 1 capacità di fare qualcosa 2 capacità di influire sulle azioni altrui, specie quando gli altri non gradiscono 3 autorità concessa a una persona in virtù della carica che ricopre: finisce quasi sempre per avere conseguenze negative 4 in termini assoluti, predominio totale o quasi in un certo campo: politico, economico e così via. Sarà sempre malvagio, perché non ci sono poteri buoni.

povero agg. che ha scarsità di qualcosa. s.m. persona pigra e sfaccendata, che si ostina a deturpare l’estetica delle città e importunare la gente perbene (cioè dotata di reddito superiore a una certa soglia, oppure il parlante). Nemico pubblico numero uno dei ricchi, da eliminare con ogni mezzo possibile.

prefetch s.m.invar. nei computer, operazione che carica in anticipo qualcosa, nel caso ti dovesse poi venire voglia di usarlo. Usato ampiamente per le anteprime durante la navigazione del web, così un sito ti può spiare senza bisogno che tu lo visiti davvero, perché a visitarlo sarà il browser in automatico.

prefica [prè-] s.f. in epoca romana, donna pagata per piangere e lamentarsi durante i funerali. Oggi, che viviamo in epoche molto più illuminate e progressiste, la professione è aperta a entrambi i sessi ed è praticata con entusiasmo su ogni mezzo di comunicazione da chiunque voglia farsi pubblicità o ricordare al mondo la propria esistenza. Anche gratis.

pregiudicato s.m. persona che ha già riportato una o più condanne penali.

prepotente agg. vigliacco che usa la forza per far valere la propria volontà, ma solo nei casi in cui ha la certezza di poterla fare franca e uscirne illeso e possibilmente vincitore. SIN. fascista, leghista.

prescrizione s.f. 1 comando dato da qualcuno che ritiene di possederne l’autorità 2 indicazione data da un medico su come e quando assumere un farmaco 3 (giur.) magia tramite cui un reato smette di esistere se il colpevole è riuscito a tirarla in lungo a sufficienza ed evitare una condanna entro un certo termine di tempo. Grazie a questa magia, molto amata in Italia, i processi smettono anche di fingersi una ricerca di giustizia, per diventare una semplice gara di velocità tra la corte e gli avvocati difensori, che si inventano ogni scusa per allungare i tempi in attesa del “tana libera tutti”.

presente s.m. periodo di estrema degenerazione, in cui niente funziona come si deve. cfr. futuro, passato.

prestito s.m. atto di dare qualcosa a qualcuno col sottinteso che poi ci sarà restituito. A volte accade davvero. Per natura, è una cosa che siamo molto più inclini a chiedere che a concedere, soprattutto se ci sono di mezzo dei soldi.

prezzemolo s.m. pianta erbacea coltivata come condimento. Tradizionalmente va dappertutto.

prezzo s.m. quantità di denaro necessaria per procurarsi un bene, calcolata sommando il costo di produzione del bene, la disonestà e avidità del produttore, la disonestà e avidità del venditore, la stupidità dell’acquirente, più varie ed eventuali.

primate s.m. arcivescovo che ha il primato ecclesiastico in una regione; è chiamato così in quanto di solito appartiene all’ordine omonimo (primati), a meno che in quella regione non siano successe cose molto insolite.

primati s.m.pl. ordine di mammiferi comprendente scimmie e ominidi. Sì, anche noi.

privatizzare v.tr. trasferire a proprietà privata i profitti derivanti da un bene o un servizio pubblico, di solito mantenendo a carico della comunità tutti i suoi debiti e le spese. Nella maggior parte dei casi questa azione è seguita da un aumento dei prezzi e un peggioramento nella qualità dei servizi.

privilegio s.m. legge ad personam. Un diritto speciale che scavalca la legge valida per tutti gli altri e si applica solo a una persona o a un gruppo. Una legge fatta su misura, a vantaggio di chi la riceve, e che per questo rende il suo destinatario superiore ai luridi pezzenti che hanno la sfacciataggine di voler esistere nelle vicinanze del Prescelto.

problema s.m. qualsiasi situazione che, in pubblico o in privato, presenti difficoltà che dovranno essere risolte da altri. Perché, insomma, voglio dire, non dovremo mica pensare a tutto noi, no? Fate qualcosa anche voi, per una volta! Datevi una mossa.

procrastinare v.tr. rinviare qualcosa a data da destinarsi, il più possibile lontana nel futuro, con la speranza che nel frattempo non ci sia più bisogno di occuparsene, o perché qualcun altro ci ha già pensato al posto nostro, oppure perché tutto si è magicamente risolto da solo nel bene o nel male.

profeta s.m. persona che predice il futuro perché ha capito in anticipo come sarebbero andate le cose, perché ha ricevuto una soffiata o perché ha avuto culo. Quelli di classe più elevata sarebbero in contatto diretto con dio, o almeno sono bravi a sufficienza da fartelo credere. Demims Roussos non lo sarà.

profitto s.m. fine ultimo del capitalismo e di ogni sua attività, indipendentemente da quale fine sia dichiarato a scopo pubblicitario e per migliorare la propria immagine sociale.

progressista s.m. persona che disprezza i vecchi mali del passato e guarda con entusiasmo ai nuovi mali che il futuro gli porterà.

promessa s.f. impegno formale a fare qualcosa che alla fine non faremo e probabilmente neppure avevamo davvero intenzione di fare fin dall’inizio, ma lo diciamo lo stesso perché in quel momento ci fa comodo che gli altri ci credano diversi da quello che siamo davvero. Molto usata da politici di ogni bandiera nel periodo delle elezioni.

propaganda s.f. altro nome della pubblicità, quando è praticata per scopi che non sono solamente commerciali. Di solito non contiene alcuna traccia di verità oggettiva, ma abbonda di vero poetico. Fa largo uso di slogan e ignora con scrupolo ogni forma di onestà.

proprietà s.f. 1 diritto di disporre e godere di un certo bene, nei limiti stabiliti dalla legge o dalle vostre "amicizie" 2 l'oggetto posseduto, soprattutto se si parla di case, terreni e roba simile 3 la persona o le persone che possiedono quella determinata cosa, intese come potere astratto 4 furto.

prosseneta s.m. mediatore, ma usato soprattutto in senso dispregiativo, almeno oggi. Indica spesso un intermediario che aiuta a mettere in contatto prostitute e clienti. SIN. mezzano, ruffiano.

prostituta s.f. dispensatrice di affetto negoziabile. Donna che fa sesso per denaro e dispone di un apposito tariffario, a differenza di quelle che sposano milionari vecchi e obesi per amore (3).

protettore s.m. 1 chi protegge qualcosa 2 chi sfrutta una puttana.

proverbio s.m. cosa che diceva mio nonno; formuletta precompilata e precotta, comoda da usare quando non si ha voglia di pensare in proprio o non si sa come riempire un discorso.

provocazione s.f. cosa detta o fatta per stimolare una qualche reazione nel destinatario. La si invoca spesso e volentieri per giustificarsi e autoasssolversi, quando ci si accorge di avere appena pestato una merda particolarmente grande e qualcuno si è arrabbiato con te.

pubblicità s.f. il complesso dei sistemi e dei mezzi con si inculca nel pubblico la convinzione che soltanto un determinato prodotto potrà soddisfare un bisogno vitale che, fino a poco prima, nessuno sapeva nemmeno di possedere.

pubblico agg. 1 che riguarda tutti 2 aperto a tutti, accessibile a tutti 3 che appartiene a tutti s.m. termine generico per indicare un gruppo di persone, considerate non individualmente ma nel loro insieme, tipo gli spettatori a un evento e roba simile. Tende ad agire e pensare come un gregge

pulire v.tr. trasferire lo sporco da una superficie visibile a una molto meno visibile.

pupazzo s.m. fantoccio con disturbi psichici.

purga s.f. medicamento che provoca un rapido e terminale svuotamento dell’intestino. In varianti più metaforiche, è spesso utilizzata da regimi dispotici per espellere il dissenso, anche se in questo caso è incerto a chi spetti davvero il ruolo più scatologico.

puritano agg. di persona che in pubblico sembra seguire una morale molto rigida, ma che in privato diventa spesso un porco senza confini.

pusher s.m.invar. spacciatore, ma detto in inglese suona meglio.

puttana s.f. vedi prostituta, ma più volgare.

puzza s.f. odore sgradevole causato da qualcun altro, perché noi certe cose non le facciamo, chiaro?

Q

quadricipite s.m. largo muscolo anteriore della coscia. Fa molto male se colpito da una ginocchiata.

quadrifoglio s.m. trifoglio difettoso, che è nato con quattro foglie anziché tre. Secondo la tradizione porterebbe fortuna, anche se non è chiaro perché.

quadrupede agg. e s.m. animale che ha quattro zampe e le usa tutte e quattro per camminare, per la maggior parte del tempo. Di solito è un mammifero.

quaglia s.f. uccello migratore con coda corta e piume scure, maculate; commestibile contro la propria volontà. Celebre il suo salto.

qualcuno pron.indef. mitica creatura invocata per risolvere tutti i nostri problemi, dalla lampadina bruciata al riscaldamento globale. Deve sempre essere pronto a pensare per noi e occuparsi di tutto ciò che ci accade attorno, così noi ci possiamo risparmiare la fatica di alzare il culo e fare qualcosa di utile al mondo. Dopotutto, perché non ci pensa qualcuno?

quantistico agg. relativo alla teoria dei quanti. Aggettivo che si appiccica spesso e volentieri a una cosa che vogliamo far sembrare seria e complicata, anche e soprattutto se non abbiamo idea di cosa sia o come spiegarla. Tanto quasi nessuno sa cosa siano davvero i quanti, per cui la maggior parte degli ascoltatori ci prenderà sul serio e ci considererà molto istruiti.

quena s.f.invar. flauto tradizionale delle Ande, è fondamentalmente un tubo di bambù (o variazioni sul tema) aperto a entrambe le estremità, con sette fori per le dita e una tacca contro cui soffiare, per produrre un suono malinconico e lamentoso.

querela s.f. dichiarazione con cui la presunta vittima denuncia un presunto torto che avrebbe subito, quando non si tratta di un reato perseguibile d’ufficio. Che il torto sia reale è irrilevante, perché un qualche avvocato ci guadagnerà comunque qualcosa e giustizia sarà fatta, a modo suo.

questua s.f. raccolta di elemosina, mascherata dietro una parola insolita per farla suonare più elegante.

quiete s.f. calma estrema che tradizionalmente precede la tempesta, quella gran rompiscatole.

quisquilia s.f. cosa insignificante, di nessuna importanza, specie quando riguarda qualcun altro.

quorum s.m.invar. numero legalmente necessario perché alcuni tipi di votazione siano considerati validi.

quotidiano agg. che avviene ogni giorno; ordinario s.m. giornale pubblicato ogni giorno per dare al mondo le notizie che piacciono al suo proprietario, tacendo tutto il resto.

quoziente s.m. 1 risultato di una divisione 2 numero che esprime qualche tipo di rapporto statistico.

R

rabdomante s.m. e f. 1 persona convinta di poter predire il futuro giocando con un bastone magico 2 persona convinta di poter trovare acqua giocando con un bastone magico.

ragazzo s.m. 1 (antiq.) giovinetto che non ha ancora raggiunto l’età della pubertà 2 persona che appartiene grossomodo alla stessa fascia di età del parlante e che quindi non può per natura essere vecchia 3 (fam.) persona di sesso maschile con cui ci si accoppia quando si è giovani.

ragnatela s.f. secrezione anale del ragno, con la quale quest’ultimo si procura il cibo e occupa militarmente gli angoli meno frequentati e dunque meno puliti delle nostre case.

ragno s.m. coinquilino peloso a otto zampe che è sempre vicino a noi, soprattutto quando non lo vediamo: il suo nemico naturale è la scopa.

ramarro s.m. grossa lucertola di colore verde, impronunciabile per i nativi di Parma e dintorni.

random agg.invar. o avv. casuale, a caso. In campo informatico, spesso usato per indicare qualcosa che dà l’illusione di essere puramente casuale, ma in realtà è calcolato e ripetibile.

re s.m. parassita antropomorfo che finge di governare un certo paese in virtù del suo pedigree, ma di fatto serve solo a scaldare un trono e distrarre il pubblico mentre altri decidono al suo posto.

realtà s.f. 1 qualità posseduta da ciò che dovrebbe esistere effettivamente e concretamente, al di là di tutte le nostre fantasie e rappresentazioni. Almeno in teoria. Di fatto, è attributo che assegniamo di preferenza a ciò che ci piacerebbe esistesse davvero, o che esiste solo nella nostra mente malata 2 insieme di tutte le fantasie che ci avvolgono come un bozzolo durante il corso della nostra esistenza e con cui ci proteggiamo dal dover contemplare ciò che noi siamo davvero.

reattanza s.f. in psicologia, tendenza a fare l’opposto di quello che ti ordinano di fare. In pratica è un modo colto per descrivere il comportamento di bambini e adolescenti, nonché più in generale lo spirito di contraddizione: se mi vieti di fare una cosa, io corro subito a farla alla faccia tua, così impari. Il termine si usava ancora prima per indicare qualcosa che succede nei circuiti elettrici, ma ci sono di mezzo unità immaginarie e comunque a nessuno interessa, per cui lo possiamo ignorare. cfr. ripicca.

recessione s.f. rallentamento generale dell’attività produttiva, che può condurre a una depressione se va avanti troppo. Provocarne una è un passatempo molto amato dai ricchi che si annoiano.

reddito s.m. 1 misura principale della rispettabilità di una persona all’interno della società 2 l’utile che si ricava da un mestiere, una professione, un crimine.

refurtiva s.f. beni rubati a qualcun altro. Bottino di un furto. Per diverse categorie di persone, tende a coincidere col reddito.

regime s.m. forma di governo particolarmente autoritaria, che se ne sbatte totalmente dei diritti dei cittadini. Ma per il loro bene, ovvio: potrebbero mettersi in testa strane idee, senza qualcuno a farli rigare dritti.

regina s.f. versione femminile del re, con cui a volte può decidere di accoppiarsi, in mancanza di alternative migliori.

religione s.f. avanzata forma di alchimia, che consente di trasformare la superstizione in oro.

reliquia s.f. ciò che resta di qualcosa. Nell’uso comune indica di solito i frammenti del cadavere di una qualche persona, che secondo una qualche religione sarebbe stata santa: come premio per la sua supposta santità, i suoi fedeli ne hanno smembrato il corpo, sparpagliandolo in varie città. Che tutto ciò un tempo accadesse anche ad alcune categorie di criminali ci può dire molto sulla natura della santità e della religione in generale, oltre che sulla natura umana.

reprimere v.tr. usare la forza per impedire qualcosa, di solito una manifestazione sgradita al regime. Potete trovarla in ogni democrazia che si rispetti, sempre in nome della libertà e della giustizia.

repubblica s.f. forma di governo in cui il potere appartiene al popolo, a patto che non si sogni mai di cercare di esercitarlo davvero, altrimenti i ricchi si arrabbiano ed è necessaria un po’ di sana e giusta repressione per rimettere tutto in regola.

repubblichino s.m. italiano che, dopo l’armistizio del 1943, ha scelto di schierarsi dalla parte dello stato fantoccio nazifascista della Repubblica Sociale Italiana, continuando a combattere a difesa di Hitler contro gli Alleati e gli altri italiani.

resilienza s.f. 1 nei materiali, capacità di resistere alla rottura e alle botte 2 parlando di tessuti, filati e roba simile, indica la loro tendenza a recuperare l’aspetto originale dopo essere stati sottoposti a una qualche deformazione.

responsabile agg. e s.m. e f. 1 di chi deve rendere ragione delle azioni proprie o altrui, anche su un piano giuridico. Come sostantivo, può indicare anche il colpevole di un’azione 2 in politica, persona che si vende a miglior offerente per collaborare a qualsuasi abominio, dichiarando di averlo fatto per il bene della patria, per dio e per la torta di mele della mamma. Un prodigio di ipocrisia interessata, insomma.

responsabilità s.f.invar. il poter essere chiamati a rispondere degli effetti (spesso) dannosi delle azioni proprie o altrui, a seconda del contesto. Di solito è usata in una simpatica variante del ballo della scopa, in cui tutti i partecipanti cercano di rifilarla a qualcun altro, fino a che l’ultimo rimasto se la deve pigliare.

rete s.f. 1 oggetto costruito con fune, spago, filo o roba simile, intrecciati a maglia e usato di solito per catturare animali di vario tipo, a seconda dei casi 2 per estensione, qualunque altra cosa formata da un intreccio di linee che produca una forma simile 3 vedi web.

ricattare v.tr. estorcere qualcosa a qualcuno contro la sua volontà, usando come arma minacce varie e assortite, spesso ma non necessariamente legate a scandali, danni fisici e non, e così via. Tecnica molto amata dai regimi, specie quando sono guidati da un bankster.

ricco agg. che possiede qualcosa in abbondanza. s.m. persona che ha accumulato molto più denaro di quanto ne potrà mai spendere in almeno tre generazioni, grazie all’intelligenza e al duro lavoro degli altri, oppure grazie ai reati commessi dai suoi avi.

ricorsivo agg. di cosa che è ricorsiva.

riforma s.f. il modificare uno stato di cose per migliorarne il funzionamento, ossia renderlo più conforme agli interessi personali di chi ordina la riforma.

rimorso s.m. dolore che proviamo pensando a una colpa commessa. Siccome la colpa è sempre di qualcun altro per definizione, oggigiorno possiamo considerarlo un sentimento quasi estinto.

rimpasto s.m. 1 atto dell’impastare nuovamente, nonché la cosa rimpastata 2 (fig.) il rifacimento di qualcosa, compiuto modificandone in parte la struttura o il contenuto. In campo politico, di solito si riferisce alla redistribuzione dei posti disponibili attorno a una particolare mangiatoia pubblica.

rimpianto s.m. ricordo di cose, persone o situazioni che non ci sono più o non abbiamo più. Simile alla nostalgia, ma è di solito unito al desiderio di riavere quelle cose e al rammarico perché non le potremo mai riavere. Spesso si abbina a qualche occasione persa.

ripetizione s.f. 1 atto del ripetere 2 nella comunicazione quotidiana tra ominidi, modo per attribuire verità a una qualche affermazione, in assenza di prove e per quanto assurda o stupida l’affermazione sia. Sostituisce argomentazioni e spiegazioni. Probabile causa del fenomeno è la capienza limitata del cervello umano: se lo si bombarda più e più volte con la stessa frase, alla fine la frase occuperà l’intero spazio disponibile e tutto il resto sarà di conseguenza cancellato e/o sovrascritto.

ripicca s.f. il piacere di fare il contrario di quello che ci dicono di fare, proprio perché ce lo dicono. cfr. reattanza.

risacca s.f. moto di ritorno dell’onda, quando si è infranta contro un ostacolo. Che alcuni popoli abbiano avvertito il bisogno di dare un nome a questo fenomeno può fornirci interessanti squarci della loro psicologia, anche se forse è meglio che certi particolari rimangano nell’oscurità.

rissa s.f. dibattito che prende la via del botte, sangue e violenza sempre più, dopo aver appurato che quello è il sistema più efficace per risolvere certe differenze dialettiche tra i partecipanti.

rivoluzione s.f. in politica, sostituzione improvvisa e spesso, ma non necessariamente, cruenta di una forma di malgoverno con una nuova forma di malgoverno. Il nome deriva dalla sua natura circolare, che riporta sempre al punto di partenza: a cambiare sono solo i nomi dei tizi seduti in poltrona a dare ordini e ingrassarsi a spese altrui.

rompere v.tr. 1 spezzare, dividere 2 danneggiare, rendere inutilizzabile 3 (fig.) causare fastidio, dare sui nervi, essere molesti in generale. Forma abbreviata della espressione “rompere le palle”.

rosario s.m. 1 lunga sfilza di preghiere recitate ad altissima velocità dalle vecchie che infestano le chiese 2 lunga sfilza di palline di dimensioni diverse, legate assieme da un filo. Oggetto che compare in varie religioni con leggere differenze estetiche, può essere considerato una metafora della idea stessa di religione: una sfilza di palle. Grassi politici da avanspettacolo amano tenerlo in mano e ciucciarlo in pubblico, per dimostrare quanto sono bigotti.

rottamare v.tr. sostituire una parte politica avversa, dopo averla accusata di ogni empietà e di essere vecchia, per poi cominciare subito a fare le stesse cose che faceva la parte politica appena sostituita.

ruga s.f. un chiaro segno che i muscoli stanno perdendo l’eterna lotta contro la forza di gravità.

rumore s.m. qualsiasi perturbazione sonora sgradevole all’orecchio, prodotta sempre e solo da altri, spesso per puro dispetto nei nostri confronti. Noi ovviamente non ne produciamo mai, perché siamo il silenzio personificato. I nostri vicini, invece...

rutilante agg. che risplende di rosso, ma nella maggior parte dei casi lo troverete usato per il suono della parola e non per il suo reale significato. Così è la vita.

S

sacrificio s.m. mazzetta offerta a una divinità con la speranza di riceverne in cambio un “favore”, oppure per ringraziarla di un “favore” già ricevuto.

sadico agg. e s.m. che gode nel vedere e fare soffrire gli altri, sia sul piano fisico che psicologico. SIN. prete cattolico.

salita s.f. discesa che si è montata la testa.

santo agg. e s.m. peccatore morto e sepolto, riabilitato da una successiva interpretazione dei suoi atti compiuta da giudici conniventi e/o interessati.

saprofito [-prò-] agg. e s.m. di organismo vegetale o animale privo di clorofilla, tipo funghi e batteri, che vive a spese di cadaveri e di altra roba in decomposizione. Può essere quotato in borsa. SIN. politico italiano.

sarcasmo s.m. variante di ironia che assume una forma particolarmente amara e cattiva, usata quasi sempre per ferire, offendere, insultare e ingiuriare in vario modo il destinatario.

satira s.f. composizione letteraria di antica origine, in cui vizi e difetti dei nemici dell’autore sono ridicolizzati e derisi senza pietà. Un tempo questa composizione doveva anche indurre al riso i suoi fruitori, ma oggigiorno questa caratteristica è andata definitivamente perduta, in quanto desueta, ed è stata sostituita dal più moderno insulto.

satiro s.m. figura mitologica greca, dal corpo umano piuttosto tarchiato, con coda, orecchie e pene di cavallo. Personificazione della vita naturale, nonché dedito allo stupro di ninfe e chiunque non si allontanasse in fretta dal suo bosco, nel tempo libero amava suonare il flauto e ubriacarsi.

sbadiglio s.m. atto involontario con il quale manifestiamo tutto il nostro interesse verso quello che ci sta accadendo attorno.

sbafare v.intr. abbuffarsi, mangiare come un porco, soprattutto se a spese altrui.

sbirro s.m. membro di una forza di repressione al servizio del governo e dei suoi tirapiedi. Famoso e famigerato per i suoi metodi brutali e la sua acuta ottusità. Volgarmente detto poliziotto.

sbruffone s.m. e agg. persona che straparla, vantandosi di capacità e qualità che non possiede, ma anche blaterando di imprese mai compiute e che non sarebbe in grado di compiere neanche volendo.

scacciapensieri s.m. strumento di tortura che si inserisce tra i denti e si colpisce ripetutamente con un dito. Ha la duplice funzione di torturare sia chi lo sta usando, il quale rischia di continuo gli incisivi, sia chi è costretto a sentire il rumore prodotto.

scagnozzo s.m. tirapiedi di un potente e/o criminale, nonché di un potente criminale.

scarafaggio s.m. insetto dal corpo ovale, piatto, scuro, con lunghissime antenne filiformi e molto, molto coriaceo. Forma di vita dominante nelle case umane, in alcuni paesi è riuscito anche a salire al governo, riunendosi in movimenti e leghe. Può capitare che un commesso viaggiatore si svegli e scopra di essersi trasformato in uno di essi, per ragioni misteriose ma simboliche.

scatologia s.f. tutto ciò che si occupa del destino ultimo degli escrementi dopo la loro espulsione dall’organismo che li ha prodotti. Da non confondersi con escatologia, nonostante le chiare affinità.

schiavista s.m. e f. manager specializzato nello sfruttamento delle risorse umane e/o del capitale umano a disposizione, a seconda del vocabolario preferito dall’azienda dove lavora.

schiavo agg. e s.m. lavoratore smart.

scimpanzé s.m. il parente più stretto dell’essere umano, anche se preferisce non farlo sapere troppo in giro e finge di non conoscerci quando ci incontra.

scientismo s.m. ideologia secondo cui le scienze esatte e sperimentali sono l’unica base accettabile e legittima per qualsivoglia tipo di filosofia umana. Se non lo puoi quantificare e misurare, non ha alcun valore. Lo dice la Scienza! Sempre sia lodato il Suo nome!

scienza s.f. insieme di conoscenze ordinate e coerenti almeno in superficie, organizzate secondo una qualche forma di logica, basate su criteri univoci e ottenute con metodi rigorosi quanto basta, a discrezione dei suoi praticanti. Finisce quando cominciano i soldi, per essere sostituita dal business.

scimunito agg. 1 dotato di sci 2 incapace di ragionae; scemo, deficiente e chi più ne ha più ne metta.

sciopero s.m. astensione volontaria dal lavoro dei lavoratori dipendenti, di solito per protesta o per rivendicare qualcosa. I ricchi non lo amano e tendono a farlo reprimere con la violenza dagli sbirri.

scoiattolo s.m. grosso topo dalla coda folta, che vive sugli alberi e ricopre spesso ruoli positivi e simpatici in storie e cartoni animati, in quanto ha saputo procurarsi un PR migliore rispetto a molti altri roditori.

scomparire v.intr. 1 sottrarsi alla vista 2 morire, quando lo si vuole dire in forma eufemistica per non urtare la sensibilità degli ascoltatori.

scomunica s.f. censura ecclesiastica in virtù della quale la Chiesa (e in subordine dio) non ti sta più amica e tu perdi tutti i supposti benefici spirituali e materiali che ti verrebbero dall’appartenete alla sua congrega.

scoreggia s.f. emissione rumorosa e sgradevole (per i nasi altrui) di gas intestinali prodotti dalla fermentazione del cibo che abbiamo precedentemente ingerito. Testarne l’infiammabilità in un buffo esperimento scientifico pare essere un rito molto diffuso tra la gioventù di numerose zone d’Italia, e non solo.

scrollare v.tr. scuotere vigorosamente. Tipico gesto degli ominidi maschi al termine di certe attività.

scrupolo s.m. 1 antica unità di misura, pari alla ventiquattresima parte di un’oncia e usata per lo più in farmacia e affini 2 dubbio, timore di avere agito male, preoccupazione 3 cura, attenzione estrema nel fare qualcosa, tendente a una forma blanda di personalità ossessivo-compulsiva.

scrupoloso agg. persona estremamente pignola, che controlla ogni briciola (da scrupolo 1) e che tende per questo a urtare i nervi di chiunque le stia attorno.

scuola s.f. istituzione organizzata allo scopo di domare e addestrare i bambini, producendo il genere di adulto che la società richiede in quel particolare periodo e indipendentemente dal parere dei bambini. Ottimo strumento di propaganda e indottrinamento.

scusa s.f. 1 motivazione fittizia di una nostra azione, dietro a cui vogliamo nascondere quella vera 2 parola magica tramite cui pretendiamo di autoassolverci da ogni danno che abbiamo commesso, per schivare sia la responsabilità, sia le conseguenze delle nostre pessime azioni 3 attenuante per certi tipi di reati o attività illecite/stupide.

secondino s.m. sbirro incaricato di sorvegliare i detenuti in un carcere e variazioni sul tema. Spesso e volentieri intrattiene gli ospiti forzati con fantastici giochi di società come il pestaggio di massa, la , il linciaggio e più o meno tutto quello che gli passa per la mente per rendere il più possibile infernale e breve la vita dei carcerati. Ma è solo per il bene della società, sia chiaro.

selfie s.m. fotografia scattata a se stessi, di solito tramite l’uso di uno smartphone, in cui il soggetto avrà immancabilmente l’espressione di un nasello ritardato. Quando gli va molto bene. Se il selfie è condiviso con altri, specie attraverso social network, normalmente è accompagnato da una quantità imprecisata di tag, a volte esplicativi e a volte messi a casaccio. Tre sono le ragioni principali per cui si ricorre a questa fotografia usa e getta: per fare pubblicità a qualcosa/qualcuno; per suscitare invidia negli altri; per mostrare la “merce” a osservatori interessati all’accoppiamento.

semplificare v.tr. modificare qualcosa allo scopo di eliminare vecchie complicazioni ormai superate dal tempo e dalla moda, per rimpiazzarle con complicazioni molto più moderne e all’avanguardia. A volte la modifica porterà benefici a chi la propone o ai suoi sponsor, ma questo è un altro discorso.

sempre avv. 1 con una durata continua ininterrotta 2 per qualcosa che accade abbastanza spesso a giudizio del parlante da sembrare quasi una costante 3 con una durata che a noi sembra lunga, anche se poi sono sono due minuti o giù di lì. cfr. eterno, attimo.

sentimento s.m. secrezione ghiandolare che, una volta immessa nella circolazione sanguigna, altera il normale funzionamento di un organismo. Numerosi ominidi tendono a prendere troppo sul serio questo fenomeno del tutto naturale, spesso associandolo a una fantomatica anima, oppure ad attività cardiache anomale, anche quando la suddetta secrezione ghiandolare non causa un’accelerazione o un rallentamento dei suoi battiti.

sentire v.tr. raccogliere i suoni che ricadono nella portata delle nostre orecchie, senza prestare molta attenzione a cosa siano. Tipica azione svolta quando non ci interessa quello che gli altri dicono. cfr. ascoltare.

seppuku s.m.invar. forma di suicidio rituale giapponese molto onorevole, che consiste nell’aprirsi la pancia con una lama corta. Di solito c’è poi qualcuno dietro di te pronto a decapitarti, perché anche il masochismo ha i suoi limiti.

server s.m.invar. computer che gestisce il trasferimento di file da e verso computer all’interno di una rete. Se la rete in questione è il web, quasi sempre è controllato da una multinazionale, che lo usa per rastrellare la maggiore quantità possibile di vostri dati personali e controllarvi meglio.

seta s.f. secrezione anale di alcuni bachi, che la utilizzano per avvolgersi e ripararsi durante una fase assai delicata e personale della propria esistenza. Molti esemplari di ominidi amano raccoglierne i filamenti e utilizzarli per avvolgere se stessi a imitazione dell’insetto, incuranti del fatto che in quel modo si stanno ricoprendo il corpo con sostanze organiche uscite dal culo di un verme.

sfortuna s.f. unica spiegazione per i nostri insuccessi. Potere sovrannaturale che ci impedisce di ottenere i risultati che meriteremmo in virtù delle nostre indicibili capacità e della nostra suprema tempra morale. Per sua natura, non può mai essere causata da un errore di chi la invoca.

sharing agg. 1 abbinato a un sostantivo indicante un bene fisico, significa di solito che permettiamo ad altri di utilizzare una cosa di nostra proprietà ricavandone in cambio pochi spiccioli al massimo, mentre una multinazionale parassitaria ne approfitta rastrellando miliardi alla faccia nostra, senza pagare un centesimo di tasse 2 abbinato a un bene non fisico, come un file di testo o audio, indica la pirateria (2), il male assoluto che sta distruggendo l’universo, almeno secondo qualche manciata di corporazioni straricche che non pagano le tasse.

siccità s.f. assenza totale o quasi di pioggia che dura per un periodo molto lungo, col rischio di un prosciugamento totale o quasi delle riserve idriche di un territorio. Dicono che grazie al riscaldamento globale sia un fenomeno sempre più frequente dalle nostre parti e non solo.

sicurezza s.f. 1 spauracchio moderno in nome del quale si distruggono una dopo l’altra tutte le libertà e i diritti individuali conquistati nel corso dei secoli precedenti, agitando lo spettro di pericoli nulli e orrori indicibili, pronti a ghermire chiunque osi uscire di casa. Siccome il solo modo per garantire a tutti una sicurezza assoluta consiste nell’incatenare l’intera popolazione in celle d’isolamento, dove potrà essere sorvegliata a vista ventiquattro ore su ventiquattro, l’obiettivo di quei governi che la inseguono è di rendere la vita dei propri cittadini il più possibile simile a quella di carcerati. Ma per il loro bene, sia chiaro. Funziona ancora meglio dopo avere individuato e pubblicizzato un qualunque nemico di comodo, da costruire come il nuovo babau 2 in campo informatico e affini, sinonimo di sorveglianza, eseguita di solito da una o più multinaizonali alo scopo di impadronirsi di tutti i vostri dati personali e aumentare il controllo che possono esercitare sugli utenti, oltre a farci montagne di soldi esentasse. Alla faccia vostra.

siepe s.f. fila di arbusti disposti a recinzione di un terreno, oppure come semplice linea di confine. A volte ostacola la visuale di poeti gobbi marchigiani.

silenzio s.m. assenza di suoni e rumori che siano degni di nota per la persona che utilizza questa parola. Di per sé è una condizione artificiale, esistendo solo raramente in natura.

simbolo s.m. oggetto concreto che rappresenta un concetto astratto, la cui funzione è più o meno equivalente a quella di un promemoria o un post-it: guardandolo, noi ci ricordiamo del concetto importante a cui si riferisce. Quando poi a diventare importante è l’oggetto in quanto tale e si perde di vista il concetto a cui si dovrebbe riferire, allora il simbolo si trasforma in feticcio.

simpatico agg. 1 di persona a cui non sappiamo quale altro pregio attribuire nel descriverla a terzi 2 di persona il cui aspetto fisico ci disgusta, ma che non vogliamo offendere.

sinecura s.f. lavoro che non richiede impegno o fatica e non comporta alcuna responsabilità, ma ha un buono stipendio e praticamente si è pagati per girare i pollici tutto il giorno. SIN. parlamentare, qualunque titolo accompagnato da “onorario” o “emerito”.

sinergia s.f. collaborazione tra più elementi per raggiungere uno scopo comune. Parola usata molto spesso da ciarlatani e altri venditori di chiacchiere per alzare cortine fumogene e nascondere quello che hanno in mente, qualunque cosa possa essere. Se la sentite, scappate: c’è una fregatura in arrivo. Lo stesso vale anche per i suoi derivati, aggettivi o avverbi che siano.

sinonimo agg. e s.m. di parola che ha un significato più o meno simile a quello di un’altra e con cui si può scambiare liberamente, se non siete pignoli o se vi fa comodo per falsificare meglio la realtà.

sirena s.f. 1 dispositivo che emette suoni prolungati e acuti, utilizzato di solito come avviso, come allarme, oppure per semplice sadismo 2 nella mitologia greca, creatura dal corpo di uccello e la testa di donna, che viveva su piccole isole e attirava i marinai col suo splendido canto, per cibarsi poi dei loro cadaveri quando le navi si sfracellavano sugli scogli attorno all’isola. Durante l’epoca ellenistica il suo aspetto è stato aggiornato aggiungendo anche un petto di donna, per garantire agli artisti una scusa in più per usare modelle nude.

slogan s.m.invar. breve frase pubblicitaria, facile da ricordare e comprensibile anche a un ominide medio, che descrive accuratamente ciò che il suo autore non fa, ma vuole fare credere al pubblico. Forma di propaganda spesso in rima e sempre di poche parole.

smart agg.invar. di oggetto che può dare l’impressione di essere intelligente, eseguendo in modo rapido comandi che non presuppongono intelligenza in chi lo usa. Spesso ha il vizio di spiare e schedare il proprio utente. Quando lo sentite usare abbinato a qualcosa, implica sempre una forma di controllo e sorveglinza centralizzati, su cui gli utenti non hanno alcun potere.

smartphone s.m. lo strumento di sorveglianza e raccolta dati personali più apprezzato socialmente. Funziona come il braccialetto elettronico di un carcerato, ma costa molto di più e può causare dipendenza in chi ne è usato.

social agg.invar. che utilizza la Rete come luogo per mettersi in vetrina e regalare tutti i propri dati personali a una o più multinazionali, che se ne serviranno sia come merce, sia per aumentare ancora di più il controllo già esercitato sui propri utenti e manipolare le loro vite in modo più efficiente.

società s.f. 1 insieme di persone unite da vincoli, leggi, convenzioni e altra paccottiglia ideologica, a formare una specie di branco che coesiste per poter approfittare meglio gli uni degli altri, anche se alla fine a guadagnarci davvero è solo il governo, assieme ai suoi sponsor 2 impresa commerciale formata da due o più persone.

soddisfazione s.f. stato d’animo indotto dalla contemplazione dell’infelicità altrui.

sodomia s.f. omosessualità maschile, resa famosa da una città biblica molto apprezzata da dio.

soggettivo agg. relativo al singolo individuo, in contrapposizione alla realtà che dovrebbe essere condivisa da tutti. Ammesso che ce ne sia una. Si usa per indicare dati ed esperienze a cui non si può attribuire un valore indipendente dal giudizio di chi le sta vivendo, in quanto non misurabili da chi è all’esterno, e dunque la cui rilevanza è arbitraria e molto, molto dubbia. CONTR. oggettivo.

sogno s.m. peto cerebrale, prodotto solitamente durante il sonno.

sole s.m. la stella più vicina a noi. Appena dietro l’angolo, giusto otto minuti alla velocità della luce.

solo agg. di persona che frequenta pessime compagnie.

soluzione s.f. il modo con cui si risolve un problema o una situazione difficile. Consiste di solito nel trovare qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa, indipendentemente dalla realtà, per poi lavarsene le mani e recitare il ruolo di santo martire, vittima di un destino iniquo e della malvagità altrui.

sonno s.m. 1 fenomeno magico che si verifica regolarmente dopo i pasti sotto forma di abbiocco, o a tarda sera per periodi prolungati. Consiste in una temporanea sospensione di coscienza e volontà allo scopo di riposare, far passare il tempo più in fretta e dimenticarsi per un poco quanto la tua vita sia schifosa 2 bisogno di dormire.

sovranismo s.m. ideologia che inneggia alla difesa o alla riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno stato, riservandosi magari il diritto di rivenderla in seguito al boss straniero che offre di più o che è più simpatico.

spacciatore s.m. commerciante che vende droga ad altri ominidi di passaggio, ma la cui attività non ha ancora ricevuto riconoscimento ufficiale ed è dunque considerata illegale, a differenza di quelle dei colleghi tabaccai e baristi.

specchio s.m. superficie liscia che riflette la luce, permettendo a chi ci si trova davanti di vedere la propria immagine. Il migliore amico dei narcisisti, che spesso lo usano per pratiche onanistiche.

speculazione s.f. 1 operazione commerciale o finanziaria in cui si cerca di ottenere il profitto più alto possibile acquistando e vendendo qualcosa in periodi diversi, scommettendo che il prezzo di quel qualcosa aumenterà o calerà nel corso del tempo 2 gioco di società in cui tutti cercano di fare più soldi possibile truffando gli altri partecipanti e chi si trovava a passare di lì, causando il maggior danno possibile alla comunità e fregandosene allegramente delle leggi.

spia s.f. 1 chi riferisce di nascosto informazioni segrete 2 (pop.) persona la cui madre non si chiama Maria 3 indicatore luminoso che si accende quando un dispositivo si trova in un determinato stato di funzionamento.

spiare v.tr. osservare di nascosto il comportamento e l’attività di qualcuno. Quasi mai accade per un motivo buono e nobile. Passatempo preferito dai guardoni.

spiccagnolo agg. di frutto la cui polpa si stacca con facilità dal nocciolo. Uno degli aggettivi più usati della lingua italiana contemporanea. Non è vero.

spiegare v.tr. 1 distendere un oggetto che era piegato o avvolto 2 fare comprendere qualcosa a qualcuno, che la vittima lo voglia o meno. Può essere un’attività molto sgradevole per entrambi.

spigolo s.m. linea di intersezione tra due superfici contigue, contro cui molti ominidi hanno la tendenza a sbattere il dito più piccolo del piede, soprattutto quando non guardano dove stiano andando. Spesso questo incidente è seguito da una bestemmia.

spoiler s.m.invar. anticipazione spesso non gradita di cosa succederà in una storia dopo il punto a cui tu sei arrivato con la lettura o la visione.

spontaneo agg. 1 istintivo 2 fatto liberamente, senza ordini o imposizioni di altre persone 3 fatto su ordine di qualcuno, ma in modo che non si noti troppo che è tutta una pagliacciata.

spyware s.m.invar. programma che ha la funzione extra di spiare le tue attività e inviare poi tutto ai server della casa madre, che le sfrutterà a dovere. Quasi ogni app lo è, di fatto.

squadra s.f. 1 strumento a forma di triangolo rettangolo che ti fanno comprare per la scuola e che poi non userai mai più nella vita, se non in certe professioni molto specifiche 2 gruppo di ominidi che eseguono uno stesso lavoro e in teoria dovrebbero essere addestrati per coordinarsi tra loro.

squadraccia s.f. branco di picchiatori fascisti che usa la violenza come strumento di persuasione gentile.

squatter s.m. e f.invar. persona che si infila in edifici abbandonati e li occupa, usandoli come casa o variazioni sul tema. Fondamentalmente un paguro in forma umanoide.

stagione s.f. ciascuno dei quattro periodi di tempo in cui è diviso convenzionalmente un anno: sono lunghi circa tre mesi ciascuno, si distinguono per la quantità delle ore di luce durante il giorno e un tempo anche per il clima, poi è arrivato il riscaldamento globale, dicono. Secondo tradizione, quelle mezze non esistono più.

standard s.m.invar. 1 livello medio di qualcosa, considerato normale. Per qualunque valore abbia il termine “normale” per il parlante 2 modello o regola a cui si devono adeguare tutti gli oggetti o le attività di un certo campo, per poter essere considerati buoni e giusti.

stella s.f. corpo celeste di forma grossomodo sferica, costituito da miliardi e miliardi di tonnellate di gas incandescente, la cui massa è così elevata da distorcere lo spazio attorno a sé per svariati milioni di chilometri in ogni direzione. Per un qualche motivo ancora da chiarire, molti ominidi considerano un complimento essere paragonati a questa colossale centrale nucleare orbitante; altri ominidi tendono invece ad attribuirle inspiegabili poteri magici, uniti alla capacità di indicare il futuro e influenzare le attività di piccole forme di vita che arrancano su pianeti distanti milioni di miliardi di chilometri (come minimo) dalla stella stessa e che morirebbero vaporizzate in un attimo se mai vi si dovessero avvicinare.

stetoscopio s.m. strumento con una vaga forma a Y, due estremità che si infilano nelle orecchie e la terza che finisce con una specie di ventosa metallica sempre fredda, da appoggiare sui pazienti per ascoltare cuore, polmoni e roba simile. Alcuni medici amano tenerlo sempre appeso al collo, perché conferisce un’aria molto professionale e seria.

stilita s.m. persona affetta da gravi disordini mentali, che si ritira a vivere sulla sommità di una colonna. Non ci è dato sapere in quanti sopravvivano alla prima notte di sonno.

store s.m.invar. negozio, ma se lo dici in inglese sembra molto più professionale e all’avanguardia, per cui puoi gonfiare i prezzi della mercanzia e truffare meglio quei fessi dei clienti.

streaming s.m.invar. trasmissione di video o audio in tempo reale su una piattaforma web, che si può seguire in diretta ma è difficile da salvare sul proprio dispositivo, in quanto limitata da sistemi di protezione di ogni tipo e se lo fai, le multinazionali piangono e non ti stanno più amiche.

strozzino s.m. vedi usuraio. Ma anche banchiere, se li preferite in giacca e cravatta.

strumento s.m. aggeggio usato per svolgere attività tipiche di un mestiere, una tecnica, un’arte e così via.

struzzo s.m. uccello corridore africano di grossa taglia, almeno in relazione a tutti gli altri pennuti ancora in vita. Proverbiale la sua presunta abitudine di infilare la testa sotto la sabbia, metafora della esistenza umana nel suo complesso, specie quando confrontata da una realtà non gradita.

stupido agg. di persona che la pensa o agisce in modo diverso da noi e che soprattutto non vuole darci ragione: è pertanto evidente che deve soffrire di un grave malfunzionamento cerebrale.

suicidio s.m. suprema forma di bricolage.

supercazzola [-cà-] s.f. frase o discorso formato da parole reali e inesistenti, buttate assieme a caso e mescolate a formare qualcosa che non ha alcun senso, ma può apparire profondo e anche filosofico a un ascolto distratto, perché pieno di termini difficili e accostati in modo curioso. Se ben fatta, sarà interpretata come corretta e sensata da chi la sente, anche se in realtà non ha alcun significato. Nella vita comune è utilizzata principalmente nei discorsi di politici, avvocati, amministratori delegati e per scrivere i testi di innumerevoli canzoni in ogni genere musicale.

supporter s.m.invar. tifoso, ma detto in inglese suona meglio.

T

tabacco s.m. pianta da cui si ricava la droga più accettata in società, nonché acquistabile legalmente più o meno ovunque nel mondo, anche da minorenni se il tabaccaio è compiacente o se si utilizza la scusa giusta, ossia che è per i genitori. Per estensione, è anche il nome della droga stessa.

tag s.m. etichetta costituita solitamente dal carattere # o affini, che si appiccica davanti a una parola o a una breve espressione per fare capire a una piattaforma digitale e ai suoi utenti che, ehi, questa è una parola particolare, chiaro? Quindi evidenziala come si deve, con un bel link e tutto il resto, che mi serve per dare visibilità al mio inutile post sulla lunghezza dei peli del naso.

tangente s.f. denaro pagato a un politico per facilitare un affare. Può anche avere a che fare con la geometria e con rette che toccano circonferenze, ma a nessuno interessa davvero e lo possiamo ignorare.

tappeto s.m. drappo di tessuto realizzato con tecniche particolari e utilizzato in arredamento per coprire i pavimenti. È predestinato ad accumulare sotto di sé tutta la polvere di cui non ci vogliamo davvero liberare, ma che sarebbe sgradevole mostrare agli ospiti. Potete metafora di un certo tipo di umanità: quello predominante.

tappo s.m. 1 oggetto spesso in sughero o plastica, usato per chiudere bottiglie e altri contenitori 2 (fam.) persona di bassa statura, meglio ancora se cicciottella.

tassazione s.f. metodo con cui uno stato redistribuisce equamente la ricchezza interna dalle classi meno abbienti verso quelle più abbienti.

tatuaggio s.m. disegno indelebile tracciato sulla pelle tramite iniezione di sostanze coloranti o altre tecniche. Presso alcune tribù di ominidi è utilizzato per indicare la propria appartenenza a un clan o ad altri tipi di gruppo, ma può anche svolgere funzione di promemoria, passatempo, pubblicità, rito iniziatico, o anche solo testimonianza di quella volta in cui avevi bevuto davvero l’impossibile. Versione indossabile dei graffiti da bagno pubblico.

telegiornale s.m. notiziario trasmesso per televisione e arricchito di video e altra paccottiglia utile a fare scena. Racconta la versione delle notizie giornaliere approvata dal governo in carica, più tutto ciò che serve a riempire spazio fino alla sigla.

televisione s.f. trasmissione a distanza di immagini che sembrano in movimento. Tutta la robaccia che potete vedere sullo schermo di un televisore: programmi, film, serie, telegiornali, pubblicità, sport, reality e chi più be ha, più ne metta. Pericolosissima arma di distrazione di massa.

televisore s.m. elettrodomestico nocivo, usato per ricevere e guardare la televisione. Può causare dipendenza e ridurre drasticamente le capacità mentali. Se è smart, vi spia e vi controlla.

temperino s.m. 1 oggetto usato per fare la punta alle matite 2 coltellino a serramanico tascabile, che forse un tempo era usato anche per affilare le matite, oltre ad attività più creative.

tempio s.m. luogo spesso ricco e pacchiano, dove i sacerdoti di una religione seppelliscono la loro divinità, così da non averla più fra i piedi mentre fanno i propri comodi in suo nome.

tempo s.m. successione illimitata di istanti in cui si svolgono gli eventi, ma anche misura della successione degli istanti, misura del cambiamento e più o meno tutto quello che vi pare. Quello di tempo è un concetto così vago, utilizzato per etichettare una idea ancora più vaga, che qualsiasi tipo di descrizione può andare bene, perché sarà sempre e comunque fondamentalmente priva di senso, ma suonerà molto profonda. Definitelo come preferite e tanti saluti.

tentacolo s.m. appendice mobile e molto flessibile presente sul corpo di alcuni animali. È usata per muoversi, per afferrare le prede e per dedicarsi a stupri di ogni tipo, almeno secondo un certo tipo di immaginario giapponese.

termovalorizzatore s.m. inceneritore a cui è stato cambiato il nome per migliorare la sua immagine pubblica.

terracotta s.f. argilla modellata e cotta in una fornace, di solito usata per produrre utensili, oggetti artistici o per l'edilizia.

terrone s.m. (spreg.) persona proveniente dalle regioni meridionali dell’Italia. Fino a pochi anni fa i leghisti lo consideravano la causa di tutti i mali nel mondo; di recente si sono accorti che anche lui può votare e raramente vota per loro, così hanno cambiato bersaglio per il loro odio e disprezzo, puntando su una categoria che ancora non ha diritto di voto: il migrante.

terrorismo s.m. 1 crimine orrendo e imperdonabile, commesso da chiunque non sia d’accordo col governo in carica, le sue politiche o i suoi principali finanziatori. Deve essere subito represso con la massima violenza, per proteggere la pace mondiale 2 (antiq.) l’uso di violenza per incutere terrore nei membri di una comunità organizzata, al fine di destabilizzarne l’ordine e indebolirla.

terzina s.f. 1 strofa poetica di tre versi, dove il primo e il terzo rimano tra loro e il secondo rima col primo e il terzo della strofa successiva. Pensate alla Divina Commedia, insomma 2 (mus.) gruppo di tre note della stessa lunghezza, suonate come se fossero due. Molto usata nel blues e affini.

tiranno s.m. 1 nell’antica Grecia, persona che governava una città prendendo per sé tutti i poteri dopo avere deposto i precedenti governatori, di solito tramite rivoluzione 2 capo dispotico e crudele: in azienda, in società, in famiglia, dovunque.

tirapiedi s.m.invar. persona priva di dignità, che si mette al completo servizio di qualcun altro e non sa fare altro che assecondarne ogni delirio, a volte per soldi e a volte perché ci crede davvero.

tortura s.f. divertente gioco di società con cui si può convincere un prigioniero o un indiziato a rilasciare esattamente il tipo di confessione che ti fa più comodo al momento. Talvolta è usato anche solo come passatempo da poliziotti annoiati. Disponibile in tutte le democrazie moderne, in nome di dio, della patria e della torta di mele della mamma.

tossico agg. velenoso, che danneggia gravemente l’organismo. In senso figurato, si usa anche per indicare attività, comportamenti e cose che danneggiano chi ne è vittima. s.m. (fam.) drogato.

totalitarismo s.m. sistema politico in cui i più ricchi governano attraverso un partito unico e un capo fantoccio, o un gruppo di dirigenti fantocci. Sua caratteristica principale è la presenza di una ideologia unica e ufficiale, imposta alle masse attraverso il monopolio dei mezzi di comunicazione, che bombardano continuamente le persone con gli stessi quattro concetti in croce, finché non sono stati assimilati con le buone o le cattive e la popolazione è diventata un gruppo omogeneo di poveri decerebrati. Presto disponibile anche per voi sul vostro social network preferito.

totano s.m. nome comune di quegli anelli impanati che siamo soliti trovare nelle fritture miste di pesce. Per alcuni si riferirebbe anche a diversi tipi di molluschi simili al calamaro, che fornirebbero contro la propria volontà la materia prima per i suddetti anelli impanati, ma è chiaro che si tratta solo di una leggenda metropolitana.

totem s.m.invar. feticcio da cui sarebbero nati per magia tutti gli appartenenti a una tribù, che così si sentono uniti tra loro in una grande famiglia. Indica sia l’animale sacro, sia la sua raffigurazione.

tradizione s.f. azione che si continua a ripetere perché una volta si faceva così, anche se ormai è diventata superflua, inutile, dannosa o stupida.

transumanza s.f. spostamento stagionale delle greggi dai monti alla pianura o viceversa, a seconda della stagione. Tipico indizio che si sta svolgendo è vedere all’improvviso le colline diventare bianche di lana, per poi assumere un colorito più nerastro quando le pecore se ne vanno, lasciando dietro di sé tracce tangibili e calpestabili del proprio passaggio.

trendy agg.invar. alla moda, ma se lo dici in inglese sembra molto più serio e professionale.

triage s.m.invar. 1 sistema utilizzato in ospedali e variazioni sul tema, per smistare e distribuire i pazienti in base a gravità, quadro clinico e roba simile, così da decidere chi curare per primo. In un certo tipo di luoghi, la ricchezza del paziente può essere un fattore di prima importanza per ottenere cure più rapide, ma questo è un altro discorso 2 in statistiche e roba simile, eliminazione di tutti quei dati che guastano il risultato che vorremmo ottenere noi e che sono dunque irrilevanti, lo capirebbe chiunque.

trifoglio s.m. pianta erbacea con tre foglie e fiori bianchicci. Famosa solo perché alcuni esemplari sono difettosi e hanno una foglia in più: i quadrifogli.

trogolo s.m. lunga vasca rettangolare dove si abbuffano maiali e politici.

trono s.m. sedia speciale su cui hanno l’onore di scoreggiare i re e le regine, più variazioni sul tema.

troll s.m.invar. 1 nel folklore scandinavo, creatura dalle caratteristiche fisiche e abitudini variabili a seconda di regione, periodo e storia in cui compare: può essere gigantesco, nano, abitare nei boschi, sotto i ponti, sulle montagne, dentro le montagne, e così via. In genere non è favorevole agli umani, ma vi sono eccezioni 2 in internet e dintorni, utente che interviene in discussioni e in comunità con messaggi e atteggiamenti provocatori, offensivi e/o insensati, al solo scopo di impedire le normali interazioni tra i partecipanti. Se il contesto è politico, è possibile che stia facendo gli interessi di qualcuno. Oppure ci crede davvero, nel qual caso è ancora più pericoloso.

truffa s.f. azione che permette di ricavare guadagni illeciti ingannando o raggirando qualcuno. Se a farlo è il governo o un ente autorizzato da lui, allora va tutto bene ed è indice di sana democrazia.

trust s.m.invar. coalizione di imprese e altre società criminali che si fondono per costituire un complesso economico a direzione unitaria, allo scopo di ridurre i costi di produzione, controllare meglio il mercato, eliminare la concorrenza e sodomizzare meglio quei fessi dei loro clienti.

tumore s.m. formazione cellulare che pratica con entusiasmo la crescita continua, fino a distruggere l’organismo in cui si trova. Molto amata dal liberismo, che vi si identifica.

tutorial s.m.invar. guida che dovrebbe insegnarti a fare qualcosa attraverso una serie di istruzioni semplici e precise, accompagnate spesso da illustrazioni. Non è detto che funzioni, ma tant’è.

U

ubbia s.f. [-bì-] pregiudizio, convinzione priva di fondamento che causa timori, sospetti e simili. Un tipo di sega mentale piuttosto ridicola, in altri termini.

ubriaco s.m. persona molesta che ha fatto il pieno di alcolici ed è pronta a vomitarli dove capita.

uccello s.m. 1 animale oviparo dotato di becco, piume, due ali e due zampe. La maggior parte delle specie è capace di volare, anche se non tutti ne hanno voglia. Discende dai dinosauri 2 (fam.) pene.

udito s.m. senso con cui percepiamo rumori e suoni. Non ha a che fare con le dita, nonostante molte battute di persone che hanno subito l’asportazione chirurgica del senso dell’umorismo.

uggiolare v.intr. tipico verso emesso da un cane che mugola piano ma in modo continuo, perché è spaventato, soffre, ha fame o perché gli gira così.

umanoide agg. e s.m. che ha l’aspetto di un umano e magari potrebbe esserlo davvero, a seconda.

unghia s.f. formazione cornea dell’epidermide che riveste l’estremità delle dita, gentilmente fornita dall’evoluzione come pratico strumento per grattarci in modo più efficace, come antistress sempre a portata di mano, o infine come riserva alimentare di emergenza.

ungulati s.m.pl. termine generico per mammiferi con le dita munite di zoccoli, tipo cavallo, bue e il resto della compagnia.

uniforme agg. che ha la stessa forma s.f. abito uguale indossato da tutti i membri di un certo gruppo per creare l’illusione di uguaglianza e cameratismo, uno per tutti e tutti per uno e palle varie. È una specie di divisa, in pratica.

unigenito agg. che è figlio unico, ma se lo usate per qualcuno che non è Gesù potrebbero guardarvi male.

unto agg. insudiciato di roba grassa s.m. termine generico per indicare la roba grassa e luccicante che ricopre certi cibi.

untore s.m. in passato, persona che era ritenuta colpevole di diffondere la peste ungendo con sostanze infette le porte e i muri delle case. Antenato virtuale dello influencer.

uomo s.m. 1 scimpanzé dal pelo corto. Mediamente 2 scimpanzé dal pelo corto, di sesso maschile.

uovo s.m. cellula prodotta dalle femmine di moltissime specie animali, da cui si forma l’embrione di un nuovo essere vivente, se fecondata. Quello di gallina e di altri uccelli può essere commestibile per chi lo gradisce.

urina s.f. liquido giallastro espulso dall’organismo per liberarsi da schifezze di vario tipo che non gli servono più o non gli sono mai servite. Diversi animali lo utilizzano per segnare il proprio territorio, innaffiando alberi, pali, muri e altre superfici nei dintorni. Ominidi di sesso maschile lo possono utilizzare anche come inchiostro per scrivere sulla neve, perché lo trovano divertente. Nota anche come orina.

urna s.f. 1 cassetta in cui si infilano le schede elettorali quando si vota, oppure da cui si estraggono i numeri del lotto e giochi analoghi 2 vaso in cui si infilano le ceneri di un cadavere cremato.

urticante agg. che brucia e prude tantissimo quando lo tocchi, tipo l’ortica.

usciere s.m. persona che sta accanto all’uscio di un ufficio, per annunciare i visitatori. Assieme a scienza e coscienza formava una celebre trinità della grammatica italiana.

uscio s.m. porta, usato oggi perlopiù come termine regionale o antiquato.

usuraio s.m. banchiere in versione meno formale, meno ipocrita e leggermente meno disonesta, in quanto non cerca di fingersi diverso da ciò che è realmente, cioè un delinquente.

utente s.m. e f. persona che si serve di qualcosa, come un oggetto o un servizio, pubblico o meno. In ambiente informatico e digitale si riferisce solitamente a chi crede di stare facendo uso di un servizio, mentre in realtà è il servizio a fare uso dell’utente per fini pubblicitari nel migliore dei casi, trasformandolo così in “usato”. Esempi tipici ne sono tutti gli aggeggi che contengono la parola “smart” nel nome, le piattaforme raggruppate sotto l’etichetta “social network”, i programmi e sistemi operativi proprietari, colossi della ricerca web, colossi del commercio web e insomma quasi tutto ciò con cui avete a che fare nel web.

utopia s.f. 1 luogo che non esiste, di solito immaginato per presentare il proprio modello ideale di società, per criticare una società esistente e variazioni sul tema 2 cosa in cui si spera, ma che non si potrà mai ottenere.

uxoricida s.m. e f. persona che ha scelto un’alternativa più rapida ed economica al divorzio.

V

vaccino s.m. 1 sostanza iniettata in un organismo animale al fine di indurre immunità nei confronti di una specifica malattia. Funziona simulando la malattia stessa in forma controllata, per facilitare la produzione di anticorpi nell’organismo, e riguarda di solito malattie “classiche” come morbillo, rosolia, vaiolo e compagnia bella 2 sostanza iniettata in un organismo animale, al fine di aumentarne (in teoria) la resistenza contro malattia “variabili”, come l’influenza 3 (antiq.) siero ricavato dal pus di vacche ammalate di vaiolo, inoculato nel corpo umano per immunizzarlo contro quella malattia. È il nonno dei significati 1 e 2, da cui prendono tuttora il nome.

vademecum s.m. manualetto tascabile che contiene informazioni considerate utili da chi lo ha scritto.

vampiro s.m. 1 in molte credenze popolari, spettro che di notte abbandonerebbe la propria tomba, per assalire altri esseri umani e succhiarne il sangue. Per estensione (fig.), chiunque sia privo di una propria vita, ma possa conservarne una parvenza rubando le altrui energie vitali: imprenditore, politico, colosso IT 2 dall’Ottocento in poi, figura utilizzata in campo letterario (stiracchiando al limite il significato dell’aggettivo “letterario”) per incarnare le fantasie erotiche più represse di un autore (o autrice) e di chi ne legge le opere.

vandalo s.m. 1 persona che si diverte a danneggiare e distruggere tutto quello che vede, specie se è di valore, e non indossa una divisa 2 agg. e s.m. che apparteneva alla tribù barbarica dei Vandali.

vaporetto s.m. 1 piccola nave a vapore usata per la navigazione di laghi e fiumi 2 (region.) versione veneziana dell’autobus.

vaselina s.f. miscela di idrocarburi che si presenta come una massa molle, unta e spesso incolore. È insolubile in acqua e trova largo impiego nella produzione di pomate, lubrificanti, antiruggine e nel mondo del porno.

vecchio agg. e s.m. 1 persona nata almeno due decenni pieni prima di noi; almeno tre se abbiamo già raggiunto i trenta 2 persona che odia tutti, specialmente i giovani. E quelli che fanno rumore. E che non lo rispettano. E che calpestano le aiuole. E che suonano alla porta. E ascoltano la musica. E i cani che abbaiano. E le auto che strombazzano coi clacson. E più o meno qualunque altra forma di vita, a seconda delle fasce orarie e di come si è svegliato quel giorno 3 persona che attacca bottone all’improvviso per strada o alla fermata di un mezzo pubblico e ti racconta tutta la storia della sua vita, perché non sa come far passare il tempo in attesa del prossimo telegiornale.

vedere v.tr. percepire una forma che ricade all’interno del proprio campo visivo. cfr. guardare.

vegano s.m. vegetariano estremista.

vegetariano agg. vedi erbivoro, ma riferito a un umano.

veleno s.m. sostanza di varia origine e natura che può causare danni gravi all’organismo, inclusa la morte. Ma è tutta salute, da un certo punto di vista, e poi sono esperienze. Bevi, bevi!

vendetta s.f. danno morale o materiale che si arreca a qualcuno, per ripagarlo di un danno morale o materiale che, secondo noi, quella persona ci avrebbe causato. Per sua natura, tende facilmente a innescare una reazione a catena totalmente priva di senso, ammesso e non concesso che all’inizio ne possedesse uno. Praticata con entusiasmo dai bambini in età prescolare, sotto il titolo di “dare indietro”.

venire v.intr. 1 raggiungere il luogo dove già si trova o dove ha intenzione di andare il parlante 2 essere prodotto come risultato, specie quando si parla di calcoli matematici, lavori e roba simile 3 in forma ausiliaria, può sostituire il verbo “essere” nel passivo, soprattutto in campo informatico, dove costituisce una vera piaga sociale 4 (volg.) raggiungere l’orgasmo.

verità s.f. 1 tutto ciò che corrisponde alle nostre opinioni, non importa quanto infondate e contraddittorie siano 2 cosa che noi diciamo sempre, perché siamo persone profondamente sincere, a differenza degli altri. Se a volte può sembrare che abbiamo detto qualcosa di falso, significa che è la realtà a essere bugiarda, non noi.

verme s.m. invertebrato dal corpo molle, contrattile, privo di arti e diviso per lo più in segmenti. Si dedica di tanto in tanto alla pesca contro la propria volontà. Proverbiale il suo alto profilo morale, in virtù del quale è spesso paragonato agli ominidi al vertice della società, o almeno che galleggiano a pelo d’acqua.

vespa s.f. insetto imenottero famoso per la sua vita stretta e il suo caratteraccio: rompile le scatole e ti pungerà ripetutamente, con grande entusiasmo.

vespasiano s.m. bagno pubblico, principalmente un orinatoio, ma non ci sono limiti alla creatività umana. Chiamato così in onore dell’imperatore romano che ne avrebbe tassato l’utilizzo per fare cassa, in modo analogo a quanto avviene oggi nelle stazioni ferroviarie e in altri luoghi affini, dove devi pagare anche per pisciare.

viado s.m. uomo che si prostituisce, di solito un travestito o transessuale di origine sudamericana.

viaggio s.m. spostamento dal luogo A al luogo B, specie se si trovano a una distanza sufficiente da giustificare ritardi, strade sbagliate, soste per spendere soldi e così via.

vicino s.m. 1 persona la cui erba è sempre più verde 2 persona che si diverte a causare ogni rumore possibile e immaginabile al solo scopo di infastidire noi, che invece siamo il silenzio personificato.

vile agg. di persona priva di coraggio, forte coi deboli e debole coi forti. Tipico di certi affaristi nostrani.

vincitore s.m. chi si impone in un qualche tipo di sfida, sconfiggendo gli altri partecipanti. Saltare sul suo carro è da secoli lo sport più praticato dagli abitanti della penisola italica, in qualsiasi campo immaginabile e in molti di quelli che non avreste mai voluto immaginare.

vintage s.m. 1 vino di buona annata 2 anche agg.invar. cosa vecchia che si cerca di far tornare di moda (spesso a prezzi gonfiati) per svuotare i magazzini e liberarsi di ciarpame vario.

virus s.m.invar. 1 agente patogeno non cellulare e submicroscopico, che si attacca come parassita a cellule animali o vegetali 2 programma per computer e affini, sviluppato per danneggiare il device a cui si attacca o per fargli eseguire operazioni all’insaputa dell’utente. O entrambe le cose.

vista s.f. senso esercitato dal cervello, il quale ricostruisce soggettivamente una certa immagine del cosiddetto mondo esterno, basandosi sulle impressioni luminose raccolte dagli occhi e aggiungendo a volte del suo.

vita s.f. 1 conservante naturale che impedisce al corpo di decomporsi 2 la cosa più a buon mercato sulla Terra e forse anche nel resto dell’universo.

vitalizio agg. che dura per tutta la vita s.m. cospicua somma di denaro che un politico continuerà a ricevere per tutto il resto della vita, se riesce a rimanere in parlamento per più di un certo tempo senza interruzioni. Ottenerlo è lo scopo principale di ogni persona che si candida alle elezioni, a prescindere dal partito e dalle eventuali promesse fatte.

vittima s.f. 1 protagonista unico e indiscusso di un sacrificio 2 persona uccisa o danneggiata senza avere una colpa diretta 3 noi, poveri innocenti perseguitati da un mondo crudele e malvagio.

vittimismo s.m. sindrome di quelle persone orrende che trascorrono la propria vita a lamentarsi di tutto, dando sempre la colpa agli altri per ogni evento negativo vero o presunto che accade loro. Può essere usata come strategia per cercare di attirare compassione e indulgenza dagli altri e assolversi da ogni responsabilità, perché è sempre colpa di un destino crudele, del mondo, dell’anima di suo nonno o di quello che capita a tiro. Molto apprezzato da politicanti grassi e barbuti.

viviparo agg. di animale che si riproduce tramite gravidanza e parto, come quasi tutti i mammiferi.

vocabolario s.m. vedi dizionario, ma non appartiene ad alcun parente. Più nello specifico, lunga lista di parole e dei loro singificati, ma priva di locuzioni, a differenza del dizionario.

vomitare v.tr. espellere dalla bocca la roba semidigerita contenuta nel tuo stomaco, perché non ti senti bene, perché hai bevuto troppo, perché ti annoi o perché stai assistendo a qualcosa di davvero disgustoso. Sciacquarsi la bocca alla fine può migliorare la tua vita sociale.

votare v.tr. e intr. 1 offrire qualcosa (se transitivo) o se stessi (se riflessivo) a una divinità a scelta 2 esprimere la propria preferenza per una delle alternative imposte da qualcun altro.

voyeur s.m. guardone, ma detto in modo elegante e raffinato, quasi trasformato in una cosa bella.

vuoto agg. che è pieno d’aria, oppure di niente. È rappresentato di solito dallo zero.

W

wafer s.m.invar. specie di biscotto costituito da due cialde che racchiudono una densa crema spesso alla vaniglia o al cioccolato, oppure qualche sostanza chimica dal sapore vagamente simile.

web s.m.invar. termine generico per indicare la rete di computer connessi tra loro attraverso cui funziona internet.

welfare s.m.invar. in Italia, usato principalmente per indicare un sistema sociale che garantisce a tutti i cittadini l’accesso ai servizi e alle fondamentali forme di assistenza. Almeno in teoria. Di per sé, la parola significa solo “benessere”, ma con un poco di benevolenza la possiamo considerare una abbreviazione consapevole di “welfare state”, cioè stato assistenziale.

western agg. e s.m.invar. relativo alle regioni occidentali degli Stati Uniti. Come genere letterario e cinematografico, si riferisce di solito a opere in cui si racconta una versione molto romanzata della colonizzazione da parte di bianchi e bianchicci dei territori dell’Ovest, con successiva nascita degli USA. Tipici elementi sono l’avventura, le sparatorie, i cespugli che rotolano, i vaccari (o cowboys, se preferite), banditi, cacciatori di taglie, uomini coraggiosi e il genocidio delle popolazioni native per fare spazio ai prodi pionieri.

X

x s.m. e f. lettera dell’alfabeto che non si trova spesso in parole italiane, così è utilizzata in attività di altro genere, giusto per non farla sentire emarginata. Può essere la firma di un analfabeta, il simbolo del pareggio nella schedina, la più usata incognita in algebra, il punto in cui scavare, eccetera. Se le appiccicate davanti “mister”, può anche funzionare come nome per un personaggio, se non sapete inventare niente di meglio.

xenofobia s.f. 1 versione per adulti della paura dell’Uomo Nero 2 strategia per indirizzare l’odio delle masse verso un bersaglio di comodo, possibilmente povero e piacevole da percepire come inferiore a sé, per distogliere l’attenzione dai veri colpevoli di un problema sociale, cioè chi finanzia gli istigatori all’odio.

xilofono s.m. strumento musicale composto da una serie di tavolette di legno o bambù, disposte più o meno come i tasti di un pianoforte, che sono poi percosse con due o più martelletti.

xun s.m.invar. strumento a fiato cinese, è fondamentalmente una specie di ocarina a forma di uovo, con un suono che ricorda un poco quello che ottieni soffiando sul collo di una bottiglia.

Y

yakuza s.f.invar. una specie di mafia giapponese. Può essere usato anche per indicare i suoi singoli componenti, oppure come aggettivo.

yankee agg. e s.m.invar. come sostantivo, indicherebbe gli abitanti degli stati del nordest negli USA, la cosiddetta Nuova Inghilterra (New England), ma è anche utilizzato per indicare in termini generali qualunque cittadino americano, a volte con un certo disprezzo. Come aggettivo, indica una qualunque cosa statunitense, senza altre distinzioni sull’area geografica di provenienza.

yesman s.m.invar. leccapiedi che è sempre d’accordo col padrone e lo venera in pubblico.

yogurt s.m.invar. formaggio che non ha voglia di fare uno sforzo e impegnarsi sul serio.

yuppie s.m.invar. giovane professionista che tiene molto al proprio aspetto, si veste con eleganza, si finge ricco, raffinato e lecca tutto ciò che vede, per arrampicarsi il più possibile in società.

Z

zagara s.f. fiore degli agrumi, usato soprattutto per limone e arancio. Come tutti ben sanno, ovvio.

zampirone s.m. piccolo oggetto spesso a forma di spirale: se ne accendi una estremità, brucia lentamente emanando un fumo che dovrebbe tenere lontane zanzare e affini. A volte succede. Tipico odore delle serate estive, specie in passato.

zampogna s.f. strumento musicale simile alla cornamusa, di origine pastorale. Nel periodo natalizio la si poteva sentire suonare per strada, di tanto in tanto, ma è una tradizione ormai pressoché morta.

zanzara s.f. 1 entità che si ingrassa col sangue di altri esseri viventi e non è quotata in borsa 2 prova indiretta della non esistenza di dio, o al limite della sua profonda malvagità.

zappa s.f. strumento manuale agricolo, composto da una lama triangolare o trapezoidale attaccate in perpendicolare a un manico di legno. Si usa per rompere le zolle, tracciare solchi e darsela sui piedi.

zecca s.f. 1 insetto che produce denaro per conto di uno stato 2 vedi zanzara, 1.

zerbino s.m. 1 piccolo tappeto rettangolare sistemato davanti alla porta di ingresso, per pulirsi le suole delle scarpe prima di entrare in casa 2 (fig.) esemplare molto servile di ominide, che ama farsi mettere i piedi in testa da chi capita.

zero s.m. numero che non ha alcun valore e rappresenta dunque una quantità nulla.

zigare v.intr. verso emesso dal coniglio. Come tutti ben sanno.

zio s.m. fratello di tuo padre o di tua madre. Usato anche come jolly per parenti più vecchi di noi, se non sappiamo o non vogliamo indicare la nostra parentela precisa.

zitella s.f. termine non proprio elogiativo per indicare una donna non sposata, specie quando non è più considerata giovane ma al massimo giovanile.

zoccola s.f. (region.) 1 topo di fogna 2 prostituta.

zoccolo s.m. calzatura costituita da un unico pezzo scavato nel legno e tenuto attaccato al piede da una fascia di pelle o stoffa. Indossato prevalentemente dai vicini del piano di sopra nelle mattine dei giorni festivi.

zoo s.m.invar. luogo in cui animali delle specie non dominanti sono rinchiusi ed esposti al pubblico ludibrio da animali appartenenti alla specie dominante in quella società.

zoofobia s.f. paura morbosa degli animali di una specie diversa dalla propria.

zooiatra s.m. e f. veterinario in incognito.

zoppicare v.intr. camminare male, trascinando o tenendo rigida una gamba, di solito per malattia o ferite, oppure per una imperfezione negli arti. O perché si è trascorso troppo tempo con uno zoppo.

zoppo agg. e s.m. che o chi cammina zoppicando. Secondo una tradizione popolare, può contagiare chi va assieme a lui.

zucchero s.m. causa prima di carie e obesità per gli ominidi di tutto il mondo. Se la iniziale è maiuscola, può causare anche seri danni all’udito.

zuppa s.f. 1 nome generico per vari tipi di minestre in brodo, in cui si mischia quello che si trova a portata di mano e sembra commestibile. Tradizionalmente include pezzi di pane, che diventerà bagnato 2 per analogia, un miscuglio di cose di vario tipo. Famosa quella primordiale.