Adriano - racconti e altro

(V)Ocabolario

Un vocabolario diversamente serio e politicamente scorretto. Leggetelo a vostro rischio e pericolo.

Indice

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Nuovi vocaboli

apotropaico agg. che allontana o annulla una presunta influenza maligna. Fondamentalmente ogni tipo di portafortuna rientra in questa categoria, ma anche l’ombrello che portiamo con noi quando il cielo è coperto e noi vorremmo esorcizzare la pioggia.

balcone s.m. finestra aperta fino al pavimento e dotata di una piattaforma sporgente circondata da parapetto. Molto amato da dittatori e aspiranti tali come luogo da cui arringare le greggi dei fedeli, o anche solo per mettersi in pose ridicole e farsi fotografare, così da assicurare alla posterità materiale extra per deriderli.

cialtrone s.m. persona volgare, spregevole, arrogante, poco seria, trasandata in quello che fa, priva di serietà e correttezza nei rapporti personali e così via: chi più ne ha, più ne metta. Una persona di merda, in breve. In forma più attenuata, può indicare qualcuno che è trasandato nel vestirsi e negli atteggiamenti generali, oppure che lavora in fretta e male, fregandosene del risultato.

dissenso s.m. divergenza di opinioni. Quando una delle due parti è un regime dispotico o simile, la situazione è risolta spesso con una purga, non necessariamente indolore per chi la subisce.

escatologia s.f. dottrina che pretende di occuparsi del destino dell’uomo dopo la morte fisica e del fine ultimo dell’universo. Fondamentalmente il fantasy più consolatorio nelle religioni, col difetto di prendersi sul serio e credere davvero a quello che si inventa.

insaputa s.f. usato esclusivamente in espressioni avverbiali come all’insaputa di, a mia insaputa e così via, dove serve a indicare che qualcosa è avvenuto senza la diretta conoscenza della persona a cui è riferito. Tipicamente, questa persona è un politico (o facente funzione di) che è stato appena sorpreso mentre si fregava l’argenteria.

insetto s.f. termine con cui si indicano tutte le forme di vita animale appartenenti alla classe degli insetti, più altre che vi assomigliano e in genere ci fanno schifo, come ragni e miriapodi. Occupano un ruolo fondamentale nell’ecosistema della Terra, anche solo perché forniscono la principale fonte di cibo a moltissime altre specie, ma sono brutti, ronzano, a volte pungono e hanno tante zampe, per cui gli ominidi (anche vegani) li uccidono a vista, senza scrupoli.

invertebrato s.m. 1 privo di colonna vertebrale 2 (pl.) categoria generica in cui infilare tutte quelle forme di vita animale prive di vertebre e scheletro interno, ossia la stragrande maggioranza delle specie viventi, tipo insetti, crostacei, molluschi e così via.

mondo s.m. 1 un pianeta, di solito la Terra 2 l’universo inteso come totalità di tutte le cose esistenti 3 la società umana 4 qualcosa di genericamente grande, a cui ci si riferisce in una qualche iperbole. Può essere molto piccolo, a seconda di capienza cerebrale e immaginazione del parlante 5 antico gioco di strada a cui i bambini si dedicavano in epoche pre-digitali.

odio s.m. 1 spezia che rende più appetitosa la nostra minestra quotidiana, fornendoci un comodo bersaglio su cui scaricare tutte le nostre frustrazioni, proteggendoci così dalla necessità di scendere a patti con la fondamentale insignificanza della nostra patetica esistenza 2 sentimento di persistente e intensa avversione nei confronti di qualcuno o qualcosa, ma anche profonda ostilità e antipatia, di solito accompagnato dal desiderio che all’oggetto di questo sentimento accadano cose molto brutte, perché se le merita tutte.

perdere v.tr. 1 rimanere privo di qualcosa che, te lo giuro, l’avevo messo lì, si vede che qualcuno lo ha spostato senza dirmelo 2 sciupare, adoperare inutilmente 3 non vincere // -ersi v.rifl.pron. essere temporaneamente incerti sulla propria collocazione spaziale, pur mantenendo spesso la certezza della propria collocazione esistenziale all’interno della realtà, che può coincidere con l’immersione in materiale organico di scarto.

populismo s.m. 1 atteggiamento ideologico che mira a intontire il popolo convincendolo di essere la sola parte sana della società e così via, mentre tutti gli altri sono brutti e cattivi. A parte noi, che se ci votate poi vi faremo regali fantastici e miglioreremo la vostra vita, perché siamo come voi, mica una élite, quindi vi potete fidare. Davvero, eh! 2 (antiq.) movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra Ottocento e Novecento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita della classe contadina attraverso una intensa opera di propaganda da parte degli intellettuali, più qualche sana azione rivoluzionaria, tipo sparare a qualcuno.

pregiudicato s.m. persona che ha già riportato una o più condanne penali.

purga s.f. medicamento che provoca un rapido e terminale svuotamento dell’intestino. In varianti più metaforiche, è spesso utilizzata da regimi dispotici per espellere il dissenso, anche se in questo caso è incerto a chi spetti davvero il ruolo più scatologico.

realtà s.f. 1 qualità posseduta da ciò che dovrebbe esistere effettivamente e concretamente, al di là di tutte le nostre fantasie e rappresentazioni. Almeno in teoria. Di fatto, è attributo che assegniamo di preferenza a ciò che ci piacerebbe esistesse davvero, o che esiste solo nella nostra mente malata 2 insieme di tutte le fantasie che ci avvolgono come un bozzolo durante il corso della nostra esistenza e con cui ci proteggiamo dal dover contemplare ciò che noi siamo davvero.

rumore s.m. qualsiasi perturbazione sonora sgradevole all’orecchio, prodotta sempre e solo da altri, spesso per puro dispetto nei nostri confronti. Noi ovviamente non ne produciamo mai, perché siamo il silenzio personificato. I nostri vicini, invece...

scatologia s.f. tutto ciò che si occupa del destino ultimo degli escrementi dopo la loro espulsione dall’organismo che li ha prodotti. Da non confondersi con escatologia, nonostante le chiare affinità.

soluzione s.f. il modo con cui si risolve un problema o una situazione difficile. Consiste di solito nel trovare qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa, indipendentemente dalla realtà, per poi lavarsene le mani e recitare il ruolo di santo martire, vittima di un destino iniquo e della malvagità altrui.

spia s.f. 1 chi riferisce di nascosto informazioni segrete 2 (pop.) persona la cui madre non si chiama Maria 3 indicatore luminoso che si accende quando un dispositivo si trova in un determinato stato di funzionamento.

tabacco s.m. pianta da cui si ricava la droga più accettata in società, nonché acquistabile legalmente più o meno ovunque nel mondo, anche da minorenni se il tabaccaio è compiacente o se si utilizza la scusa giusta, ossia che è per i genitori. Per estensione, è anche il nome della droga stessa.

trust s.m.invar. coalizione di imprese e altre società criminali che si fondono per costituire un complesso economico a direzione unitaria, allo scopo di ridurre i costi di produzione, controllare meglio il mercato, eliminare la concorrenza e sodomizzare meglio quei fessi dei loro clienti.

A

abbiocco s.m. (region.) quell’attacco di sonno che ci colpisce dopo pranzo, in ambienti molto caldi e in altre circostanze di generale rilassatezza fisica.

aborigeno s.m. persona che ha avuto il cattivo gusto di scoprire e abitare una terra, prima che un esploratore certificato la potesse raggiungere e scoprire ufficialmente. Per espiare questa tracotanza, deve spesso sottoporsi alle molestie e alle malattie importate da ferventi missionari.

afa s.f. caldo opprimente, aria soffocante per il tasso abominevole di umidità. Frequente nei periodi di canicola, soprattutto in zone maledette dall’uomo come la pianura padana, può essere considerata un’altra prova indiretta della non esistenza di dio, oppure della sua fondamentale bastardaggine, a seconda dei punti di vista e delle inclinazioni personali.

aforisma s.m. saggezza masticata, digerita ed espulsa dall’intestino, spesso contraddistinta da una tinta marrone prodotta dall’azione della bile.

albero s.m. pianta con fusto alto, legnoso, provvisto di rami nella parte superiore. Presso molti mammiferi, tra cui l’uomo, svolge un ruolo fondamentale nella vita sociale, fornendo un orinatoio di emergenza per gli esemplari di sesso maschile. Il suo utilizzo come strumento per perpetrare la giustizia, molto rilevante in passato, non è più così frequente oggigiorno.

alfanumerico agg. composto sia da lettere che da numeri, mischiati o alternati.

algoritmo s.m. 1 nome generico per indicare un procedimento di calcolo esplicito e descrivibile con un numero finito di regole, la cui applicazione sistematica porta a un risultato in un numero finito di operazioni 2 (pop.) potere magico infallibile, perfetto, oggettivo e onnipotente, che presto renderà il mondo un posto migliore, ma solo se è nelle mani di una élite ultraricca che si scrive le leggi su misura e che dunque può farne un uso più saggio rispetto al profano volgo. O così lo presentano i colossi dell’evasione fiscale e i loro leccapiedi, per cui è sicuramente vero. Fidatevi.

alto agg. di cosa diversamente bassa. CONTR. basso.

amico agg. e s.m. 1 persona che si vede nel momento del bisogno. Ma solo se hai accesso al telescopio Hubble 2 uomo con cui una donna non può o non vuole accoppiarsi. Al momento 3 tizio di cui preferisci lasciare nel vago il rapporto che ha con te.

amore s.m. 1 termine accettato in pubblico e in società per descrivere il desiderio di accoppiarsi con un altro essere umano 2 abitudine ad avere attorno una certa persona, maturata nel corso del tempo, unita al desiderio che il presente stato di cose non si modifichi nell’immediato futuro 3 comoda giustificazione per qualsiasi azione ci sia venuto in mente di fare, meglio ancora se stupida e/o dannosa.

angelo s.m. postino e sguattero tuttofare della divinità nella mitologia giudaico-cristiana. Spesso è raffigurato con ali sulla schiena e un cerchietto luminoso sopra la testa, meglio noto come aureola, anche se nella descrizione data dalla Bibbia assomigliano molto di più a creature lovecraftiane.

anima s.f. 1 ipotetico e indimostrato principio vitale degli esseri viventi, o almeno di quegli esseri viventi che piacciono all’uomo e di solito non finiscono a tranci nel suo frigorifero 2 secondo molte religioni e fantasticherie di vario genere, parte immateriale e immortale dell’uomo (1), grazie a cui questo scimpanzé dal pelo corto pensa, vuole, agisce e vive in generale. Come poi funzionerebbe di preciso è raramente spiegato e comunque è cosa che va accettata per fede 3 (fig.) luogo socialmente accettato e riconosciuto in cui collocare affetti e sentimenti vari, perché posizionarli nelle ghiandole suona male ed è impoeticissimo.

antipatico agg. di persona che se la passa meglio di noi, anche se noi lo meriteremmo molto di più, come è evidente a chiunque abbia un minimo di cervello.

antisemitismo s.m. 1 atteggiamento di ostilità e intolleranza nei riguardi degli ebrei 2 (region.) ogni tipo di disaccordo o critica nei confronti delle politiche attuate dal governo israeliano, anche quando a criticarle è un altro ebreo.

anulare s.m. quarto dito della mano negli ominidi che non hanno subito spiacevoli incidenti. Fondamentalmente superfluo data la sua utilità quasi nulla nella vita quotidiana, deve il proprio nome alla diffusa abitudine di decorarlo con anelli, che invece potrebbero causare disagi anche dolorosi se li infilassimo su altre dita, ben più usate nei nostri svaghi domestici e non. Secondo una diversa e controversa scuola di pensiero, invece, il nome sarebbe dovuto all’orifizio in cui è inserito di preferenza.

apotropaico agg. che allontana o annulla una presunta influenza maligna. Fondamentalmente ogni tipo di portafortuna rientra in questa categoria, ma anche l’ombrello che portiamo con noi quando il cielo è coperto e noi vorremmo esorcizzare la pioggia.

app s.f.invar. programma di utilità variabile, che intrattiene l’utilizzatore con suoni e luci colorate, mentre gli munge una montagna di dati personali, che saranno poi rivenduti al migliore offerente perché l’utilizzatore stesso ha dato il consenso al momento della installazione (era scritto a pagina 4191 del file che non hai letto per cliccare subito OK). La suddetta suzione di dati include (ma non è limitata a) nome, cognome, data di nascita, indirizzo, foto, abitudini alimentari e di shopping, luogo in cui ci si trova, luoghi in cui ci si è trovati in qualsiasi momento della propria vita, elenco completo dei siti visitati, elenco completo delle azioni eseguite sui siti visitati, elenco completo del contenuto del dispositivo, colore delle mutande, numero di nei sul corpo, lunghezza delle ciglia e tanto altro, la cui conoscenza è palesemente indispensabile per poter garantire un corretto funzionamento di quel programma, anche quando si tratta di un semplice solitario con cui sperperare cinque minuti mentre aspetti il treno. Il sostantivo app è abbreviazione della parola applicazione, ridotta a tre sole lettere per andare incontro alle capacità mentali medie degli utenti di smartphone, il dispositivo che ne ha favorito la proliferazione.

arbitro s.m. persona che sbaglia sempre, a parte quando dà ragione a noi, ed è di conseguenza afflitta da ogni possibile difetto e complicazione familiare. Per ovviare a questa percezione comune, spesso il termine è usato in compagnia dell’aggettivo “imparziale”, a sottolineare come la persona in questione sia equa, incorruttibile e super partes, finché dà ragione a noi.

aristocratico agg. e s.m. persona il cui unico pregio è di essere stata prodotta accidentalmente dal giusto spermatozoo e/o dal giusto ovulo; spesso è molto ricca, in virtù dei reati commessi dagli antenati, ormai prescritti e riabilitati socialmente.

asino s.m. equino spesso ingiuriato e ridicolizzato senza motivo, paragonandolo a esemplari di quel buffo primate, noto come “homo sapiens”, che a insindacabile giudizio del parlante risulterebbero difettosi o malriusciti, soprattutto sul piano mentale.

assente agg. e s.m. persona di cui saranno esposti con cura tutti i vizi e i difetti possibili nonché immaginabili, mentre si raccontano con dovizia di dettagli tutti gli aneddoti più imbarazzanti e vergognosi che la riguardano.

assicurazione s.f. forma legalizzata di gioco d’azzardo, in cui il giocatore, altresì detto assicurato, scommette contro il banco, altresì detto assicuratore, che un certo evento nocivo si verificherà a proprio danno prima di una data fissata dal banco. Se l’evento nocivo si verificherà prima di quella data, il banco pagherà la posta (forse, il più tardi possibile), altrimenti il giocatore perderà l’intera puntata.

assolutamente avv. 1 in modo assoluto, del tutto 2 nel linguaggio mutuato dagli abomini televisivi ha via via sostituito il semplice “sì” come risposta affermativa, probabilmente perché è un avverbio più lungo, fa scena e dà al parlante l’illusione di essere una persona che usa parole “grandi” e sa davvero quello che dice, mica come il “sì”, che è corto e scialbo e lo usano tutti. Noi conosciamo avverbi di sei sillabe, siamo veri duri!

assurdo agg. di cosa contraria alle nostre opinioni e alle nostre convinzioni, per cui palesemente sbagliata.

astemio agg. e s.m. persona che si astiene dal consumo di bevande alcooliche, a volte in tutte le occasioni, a volte accettabilmente spesso.

attimo s.m. quantità imprecisata di tempo, considerata breve da chi la usa ma spesso molto, molto lunga per il destinatario, specie se è abbinata a una richiesta di attesa. In linea generale, può durare pochi secondi, pochi minuti, poche ore, pochi giorni o fino alla morte entropica dell’universo.

avarizia s.f. insana e malvagia ostinazione a trattenere i soldi nelle proprie tasche, invece di permettere che defluiscano liberamente nelle nostre, dove sarebbero molto più utili al mondo. Per sua natura, è un termine sempre riferito a terze persone e mai al parlante.

avvocato s.m. persona ben vestita, pagata per tapparsi il naso e darci ragione in una particolare circostanza, di qualunque cosa si tratti.

B

baffo s.m. (spec. pl.) filamenti cheratinosi secreti dai follicoli del labbro superiore negli umani di sesso maschile. Ma anche in alcuni esemplari di sesso femminile. Molto utili per la loro funzione di trattenere il muco in caduta libera dalle narici, in assenza di fazzoletti o buone maniere.

balcone s.m. finestra aperta fino al pavimento e dotata di una piattaforma sporgente circondata da parapetto. Molto amato da dittatori e aspiranti tali come luogo da cui arringare le greggi dei fedeli, o anche solo per mettersi in pose ridicole e farsi fotografare, così da assicurare alla posterità materiale extra per deriderli.

bandiera s.f. drappo di forma perlopiù rettangolare, spesso colorato, che una razza di scimpanzé dal pelo corto ama spargere attorno a sé per marcare il proprio territorio, in modo analogo a quanto fanno i canidi con gli schizzi di urina.

barba s.f. insieme dei filamenti cheratinosi secreti dai follicoli di guance e mento negli umani di sesso maschile. Principalmente. Tra le varie funzioni svolte, rilevante è quella di raccogliere e conservare frammenti di cibo caduti dalla bocca, per consentire all’umano di nutrirsene in seguito e ridurre così lo spreco alimentare.

barbaro agg. incivile, selvaggio, primitivo, dotato di barba.

basso agg. di cosa diversamente alta. CONTR. alto.

batraci s.m.pl. rane e altri anfibi. Celebri le loro guerre contro i topi, almeno secondo una parodia dei poemi omerici.

beneficenza s.f. azione che l’autore considera arbitrariamente buona, compiuta a favore di uno o più destinatari che l’autore considera arbitrariamente meritevoli, che i destinatari lo vogliano o meno. Il suo principale scopo è di gratificare coscienza e autostima dell’autore, oltre a migliorarne l’immagine pubblica e far dimenticare tutti i reati che ha commesso in precedenza, che sta tuttora commettendo o che commetterà a breve.

bestemmia s.f. accorata invocazione del nome di una divinità, carico di sentimento e accompagnato da tutti gli epiteti che sembrano più adatti al contesto o che soddisfano la creatività dell’invocatore.

bigotto agg. e s.m. persona che si preoccupa soltanto delle pratiche esterne di una religione e se ne frega altamente del suo spirito, si interessa solo alla forma dei rituali e se ne sbatte della sostanza, e così via. Il genere di persona che vuole inchiodare crocifissi ovunque, ma poi usa il vangelo come sostituto della carta igienica. SIN. cattolico, italiano, leghista.

blasfemo agg. che offende la divinità preferita del parlante in base alla suscettibilità di quest’ultimo e non della suddetta divinità.

blatta s.f. scarafaggio in incognito.

boicottare v.tr. astenersi dal comprare un prodotto, dall’eseguire un lavoro e più in generale dal fare una certa cosa, soprattutto quando si agisce in segno di protesta. Riceve maggiori adesioni quando si tratta di un prodotto che non ci interessa già in partenza o di qualcosa che non abbiamo comunque voglia di fare: la bontà della causa è secondaria ed è presa in considerazione soltanto da un ristretto numero di partecipanti.

bronzo s.m. lega costituita principalmente da rame e stagno, usata nella fabbricazione di svariati oggetti, tra cui le facce di tutti coloro che si dedicano alla politica o raggiungono alte cariche in società quotate in borsa.

bue s.m. toro sottoposto a mutilazione genitale.

bugia s.f. 1 deliberata falsificazione della realtà, perpetrata per ricavarne vantaggi personali di vario tipo, a seconda delle convinzioni e degli interessi di chi se ne serve 2 piccolo candeliere con la base a forma di piatto.

burattino s.m. fantoccio costruito grossomodo come un guanto e manovrato attraverso una forma di fisting estremo. Spesso e volentieri questo termine è utilizzato anche per riferirsi alla marionetta, che invece è un oggetto completamente diverso, che funziona in un modo completamente diverso.

C

canicola s.f. periodo dell’anno in cui si crepa di caldo.

canizza s.f. sostantivo usatissimo nel linguaggio corrente (ma anche no), indica l’abbaiare frenetico e furioso tipico di una muta di cani da caccia, lanciati all’inseguimento della preda.

capocchia s.f. estremità rotondeggiante e ingrossata di spilli e affini, su cui gli angeli amavano danzare mentre i bizantini li contavano.

capra s.f. mammifero ruminante domestico dotato di corna ricurve all’indietro ed elegante barba al mento, allevato per il latte, la pelle, il pelo, la carne dei suoi figli e altre cose che pastori coraggiosi potrebbero decidere di farle. Molto intelligente, nonostante le calunnie diffuse da pseudointellettuali urlatori da avanspettacolo.

captcha s.m.inv. test a cui gli esseri umani si devono sottoporre per poter convincere un computer a riconoscerli come umani, in una bizzarra inversione del test di Turing. La versione base consiste in una sequenza alfanumerica sfocata, che dobbiamo ripetere correttamente; se invece ci chiede di identificare immagini a tema stradale, allora Google ci sta sfruttando come schiavi per raccogliere dati da rivendere e usare nella “educazione” di auto senza pilota.

carnevalata s.f. 1 mascherata di carnevale 2 messinscena priva di sostanza, spesso al solo scopo di distrarre il pubblico da problemi reali che non si ha alcuna intenzione di risolvere, o che non si sa come risolvere.

carnivoro agg. di animale che si nutre di forme di vita che non sono riuscite a scappare o che non lo hanno visto in tempo.

casa s.f. edificio in cui si sperimenta la convivenza pacifica tra specie diverse, come umani, cani, gatti, topi, scarafaggi, ragni, mosche, zanzare, cimici e molto altro ancora. La convivenza è riuscita, ma resta ancora molto da lavorare sulla sua componente pacifica.

censura s.f. esame condotto da un’autorità pubblica o da una società privata sul materiale che si vuole rendere accessibile al pubblico, allo scopo di rimuovere tutto ciò che potrebbe infrangere le leggi in vigore o le regole dell’azienda, oppure ledere in qualsivoglia modo l’immagine dell’autorità che sta conducendo l’esame, nonché dei suoi sponsor.

cervello s.m. parte del corpo con cui pensiamo di pensare. Spesso ma non necessariamente è collocato all’interno del cranio.

cialtrone s.m. persona volgare, spregevole, arrogante, poco seria, trasandata in quello che fa, priva di serietà e correttezza nei rapporti personali e così via: chi più ne ha, più ne metta. Una persona di merda, in breve. In forma più attenuata, può indicare qualcuno che è trasandato nel vestirsi e negli atteggiamenti generali, oppure che lavora in fretta e male, fregandosene del risultato.

ciarlatano s.m. 1 chi tenta di vendere merci scadenti, spacciandole per buone 2 persona che sfrutta la credulità altrui a proprio vantaggio, spesso per rifilare incredibili panzane spacciandole per idee fantastiche, belle, buone e giuste. Tipici esempi di entrambe le categorie sono politici, ex comici riciclati come politici, amministratori delegati, colossi IT e affini.

cimice s.f. insetto emittero parassita dell’uomo, oppure di vegetali, a seconda della specie: sempre un parassita in ogni caso. Col suo gradevole ronzio nelle nostre stanze ci ricorda che l’estate è alla fine e che noi non abbiamo chiuso bene la finestra, oppure che non abbiamo controllato a dovere il bucato. Puzza se spiaccicata.

circoncisione s.f. forma di mutilazione genitale maschile accettata e approvata socialmente. In età adulta è eseguita soprattutto su pornodivi consenzienti e uomini che aspirano a emularli, ma presso gli ebrei e altri popoli semitici persiste tuttora come antico e barbarico rito tribale, a cui sottoporre di preferenza soggetti incapaci di opporsi o esprimere una qualunque opinione in merito, come i bambini di pochi mesi. Dopotutto è tradizione.

cispa s.f. quelle caccole che si formano agli angoli degli occhi, specialmente mentre dormiamo.

citazione s.f. frase che avrebbe detto la persona X e che spesso è ripetuta attribuendola alla persona Y, perché in quel particolare periodo storico ha un punteggio sociale superiore rispetto a quello di X. Cosa significhi effettivamente la frase ripetuta è un dettaglio spesso ignorato e/o travisato.

cloud s.f.invar. in campo informatico-divulgativo, fumosa etichetta di propaganda con cui si descrive una fantomatica “nuvola” magica digitale in cui gli utenti potrebbero salvare i propri dati e documenti, così da averli a portata di mano con ogni dispositivo e in ogni momento, anche mentre vomitano collassati davanti alla tazza del gabinetto. In termini più concreti e reali, la “nuvola” è un insieme di computer controllati da altre persone, ma più spesso multinazionali esperte di evasione fiscale, che offrono un servizio consistente nell’ospitare sui propri computer i dati e documenti altrui, in cambio del diritto di farne tutto ciò che vogliono, a cominciare dal dragarli senza pudore per ricavarne la maggiore quantità possibile di informazioni da rivendere a terze parti, per scopi anche pubblicitari.

colpa s.f. causa involontaria di un effetto non desiderato. Per sua natura, appartiene sempre ad altre persone o entità, mai al parlante, che invece è una persona pura e innocente, mossa dalle migliori intenzioni ma costretta a lottare contro la malvagità innata del mondo.

commercio s.m. l’arte di rifilare a qualcuno un oggetto di cui non ha davvero bisogno a un prezzo che non si potrebbe permettere di pagare. La pubblicità è spesso sua complice. SIN. truffa.

commestibile agg. di cosa che può essere mangiata senza causare gravi danni all’organismo, oppure i cui gravi danni all’organismo non sono ancora stati scoperti e/o resi pubblici.

complice s.m. e f. persona che collabora a un reato, facilitando, aiutando attivamente o difendendo il reo; nella sua ultima accezione può essere a volte considerata un sinonimo di avvocato difensore.

complimento s.m. forma politicamente corretta e socialmente accettata per esprimere la propria invidia nei confronti di un’altra persona.

confine s.m. linea immaginaria che separa i diritti immaginari di uno stato dai diritti immaginari di un altro stato.

conformismo s.m. atteggiamento di chi cambia il proprio comportamento per adeguarlo alle opinioni o alle azioni di altri. Pur essendo uno dei pilastri su cui poggia la società umana, è evidente che sono soltanto le altre persone a comportarsi così, mai il parlante: noi siamo sempre originali, per questo ci vestiamo come si vestono in milioni, amiamo le cose che amano in milioni, ripetiamo ciò che dicono in milioni, pensiamo ciò che pensano in milioni e siamo fondamentalmente indistinguibili da una qualunque persona pescata a caso tra i milioni che ci circondano.

conoscente s.m. e f. persona con cui intratteniamo rapporti sufficientemente stretti per poterle chiedere qualcosa in prestito, ma non sufficientemente stretti per prestarle qualcosa.

conservatore s.m. persona affezionata ai buoni vecchi mali di una volta, che guarda con sospetto ai nuovi mali del futuro.

consolazione s.f. consapevolezza che persone di gran lunga migliori di noi se la stanno passando molto peggio di noi, senza avere fatto qualcosa per meritarselo.

contenuto s.m. 1 ciò che si trova dentro qualcos’altro 2 in opere d’arte e affini, tutto ciò che il loro autore voleva presumibilmente esprimere, almeno secondo noi, in contrapposizione alla forma, cioè il modo in cui questo è rappresentato. O qualcosa del genere.

corno s.m. protuberanza ossea, a volte ramificata, che sporge in forma singola o in coppia sulla testa di varie specie animali, nonché di umani che hanno problemi col proprio partner. In questo ultimo caso, solitamente sono doppie e ramificate.

cortesia s.f. la forma di ipocrisia più generalmente approvata in società.

criminale agg. e s.m. e f. chi è stato sorpreso a commettere un’azione delittuosa non approvata dalla buona società e non è sufficientemente ricco.

cristianesimo s.m. religione che prende il nome dal suo fondatore mitologico e supposto primo predicatore: Gesù Cristo. Oggigiorno è diffusa principalmente come religione da supermercato, in cui i suoi fedeli pescano liberamente le regole, gli aspetti e gli insegnamenti che sono più comodi da sbandierare al momento, lasciando invece sugli scaffali tutti quelli troppo faticosi, oppure che male si adattano al modo in cui amano vivere in società e in privato.

crocifisso s.m. feticcio della religione cristiana, che dovrebbe rappresentare il suo fondatore mitico, inchiodato a due assi di legno. È spesso utilizzato dai credenti di questa religione come mezzo per marcare il proprio territorio, nonché per ricordare a se stessi quale religione professino al momento, nel caso debbano dichiararlo in pubblico per fare bella figura.

cuore s.m. muscolo cavo, situato nella parte mediana della cavità toracica, che permette la circolazione sanguigna attraverso una serie di contrazioni e dilatazioni. Per qualche ragione, questo muscolo è spesso accusato a torto delle peggiori nefandezze e più mielose banalità, soprattutto in campo poetico.

D

decidere v.tr. cedere all’attrazione di un certo gruppo di influenze, spesso esterne, invece che a un altro gruppo di influenze.

democrazia s.f. forma di governo in cui il potere è esercitato dai più ricchi attraverso uomini di paglia liberamente eletti dai cittadini.

device s.m.invar. aggeggio, ma se lo dici in inglese suona molto più serio e professionale.

diaria s.f. compenso giornaliero pagato a un lavoratore per un incarico fuori sede. L’ammontare del compenso è variabile a seconda del lavoro e del datore, ma l’etimologia della parola ci fornisce un suggerimento sulla sua entità più probabile: “di-aria”.

diario s.m. registrazione giornaliera o quasi di ricordi, pensieri e avvenimenti di cui possiamo parlare con noi stessi senza sentirci troppo in imbarazzo, oppure per i quali abbiamo già provveduto a inventare una buona giustificazione. Se destinato a una fruizione pubblica e non privata, pratico mezzo per alterare la nostra immagine e adattarla a quello che noi vorremmo che gli altri pensassero di noi.

diffamare v.tr. 1 creare a qualcuno una cattiva fama, raccontando menzogne sul suo conto 2 creare a qualcuno una cattiva fama, raccontando la verità sul suo conto.

dimettersi v.rifl. abbandonare volontariamente un ufficio o una carica, di solito perché la poltrona sta diventando troppo calda e una prolungata permanenza in loco potrebbe causare gravi danni alla nostra persona e/o alle nostre tasche.

dio s.m. comodo amico invisibile a cui possiamo attribuire arbitrariamente la colpa o il merito per qualsiasi cosa accada. Spesso e volentieri è invocato per motivare e giustificare le azioni più assurde e insensate.

diploma s.m. titolo conseguito al completamento di un corso di studi. Se è stampato su carta non troppo ruvida, è utile in caso di improvvise emergenze mentre si è un bagno.

dispetto s.m. atto compiuto solo per dare noia o dispiacere a qualcuno: da sempre un pilastro della interazione sociale in quanto uno dei principali moventi di ogni azione umana.

display s.m.invar. schermo di un dispositivo, ma detto in inglese sembra una cosa molto più seria e professionale.

dissenso s.m. divergenza di opinioni. Quando una delle due parti è un regime dispotico o simile, la situazione è risolta spesso con una purga, non necessariamente indolore per chi la subisce.

dissenteria s.f. malattia epidemica dell’intestino, caratterizzata da forte divergenza di opinioni tra ciò che deve essere conservato e ciò che deve essere espulso in fretta.

dittatura s.f. forma di governo in cui il potere è esercitato dai più ricchi attraverso un uomo di paglia imposto direttamente da loro.

divinazione s.f. l’arte di inventarsi previsioni per il futuro sulla base di segni che si immagina siano stati inviati da ipotetiche divinità.

divisa s.f. abito di foggia e colore particolare, indossato dagli appartenenti a una certa categoria, per renderli immediatamente distinguibili da tutte le altre persone. Spesso e volentieri è indossata anche da grassi pagliacci in spregio di ogni regolamento, con la speranza di poter assorbire per osmosi una parte dell’autorevolezza posseduta dalle categorie a cui l’abito appartiene di diritto. Secondo strane forme di folklore, poi, provocherebbe improvvise e selvagge tempeste ormonali in ominidi di sesso femminile, ma non esistono prove scientifiche a riguardo.

dizionario s.m. opera di proprietà di un parente dal nome alquanto insolito, dove sono raccolti vocaboli e locuzioni di una certa lingua.

dogma s.m. verità che è stata rivelata da dio o da chi ne fa le veci, e in cui tutti i fedeli di quella religione o di quel movimento politico sono obbligati a credere, non importa quanto stupida sia.

dottrina s.f. l’insieme dei precetti, delle teorie, degli slogan e delle balle su cui si fonda un qualche tipo di movimento, sia esso politico, filosofico, religioso o altro ancora.

E

economia s.f. 1 pseudoscienza che dichiara di studiare le leggi che regolerebbero la produzione, la distribuzione e il consumo delle merci, in riferimento sia all’attività del singolo agente economico, sia all’assetto sociale di uno stato. Di fatto, molto più spesso chi la pratica ha già deciso a priori le leggi che fanno comodo alla sua visione del mondo e cerca di incastrarle in un ristretto modello di realtà che ha selezionato con cura, per dimostrare che il mondo funziona proprio come dice lui 2 tentativo di usare i propri soldi in modo razionale, per ricavarne il massimo vantaggio possibile col minimo dispendio. Non funziona mai.

educato agg. di persona che si comporta come diciamo noi e non ci rompe le scatole.

efferato agg. feroce, tipicamente umano; usato soprattutto nel descrivere azioni violente o che il parlante considera violente e che lui non commetterebbe mai, se non quando proprio lo vuole.

egloga s.f. antico componimento poetico di argomento pastorale, normalmente composto da chi non avrebbe mai fatto il pastore in vita propria, neppure sotto minaccia di morte.

egocentrismo s.m. malattia di chi è convinto di essere il centro dell’universo, attorno a cui tutto il resto ruota senza fine. Il punto di vista altrui non ha alcun valore, perché l’unico a esistere davvero è il nostro, così come l’unico giudizio valido è sempre e solo il nostro.

egoismo s.m. amore esagerato di se stessi e dei propri interessi, anche a costo di danneggiare gli egoismi altrui.

egoista s.m. e f. persona che soffre di egoismo, in quanto si rifiuta di ascoltarci e fare quello che noi vorremmo che facesse, ossia qualcosa che ci tornerebbe comodo e/o utile.

elettore s.m. chi ha il diritto di votare per le persone scelte da altre persone.

encomio s.m. raccolta di menzogne pronunciate da una persona che ritiene di essere famosa, con cui tesse lodi false e infondate sul conto di un’altra persona ritenuta famosa e/o importante.

epicureo s.m. strenuo oppositore del filosofo greco Epicuro, il quale poneva come supremo bene il piacere, inteso come sereno distacco e assenza di dolore, e non perdeva dunque tempo a gratificare i sensi e soddisfare i capricci della scimmia che vive in ogni umano.

epitaffio s.m. iscrizione aggiunta a una lapide nel tentativo di rendere retroattive tutte le qualità che il morto in questione avrebbe magicamente ottenuto al momento (e in virtù) del decesso.

erbivoro agg. di animale che si nutre di forme di vita incapaci di fuggire, difendersi, lamentarsi od opporsi in qualsivoglia modo, in quanto radicate al suolo e prive di voce.

eroe s.m. criminale esperto di pubbliche relazioni, o dotato di un buon agente.

escatologia s.f. dottrina che pretende di occuparsi del destino dell’uomo dopo la morte fisica e del fine ultimo dell’universo. Fondamentalmente il fantasy più consolatorio nelle religioni, col difetto di prendersi sul serio e credere davvero a quello che si inventa.

escort s.f. prostituta con tariffe molto alte.

esibizionismo s.m. 1 spiccata tendenza a mettersi in mostra in ogni occasione possibile, e in molte di quelle in cui sarebbe meglio evitare, anche solo per umana decenza 2 perversione sessuale che consiste nel ricavare piacere dal mostrare ad altri, e in luoghi pubblici, le proprie parti genitali. Tipo togliersi il cappello, nel caso di certe persone.

esperienza s.f. saggezza costruita sulla base di ciò che ci è accaduto in passato e che ci permette di conoscere in anticipo quali errori commetteremo di nuovo alla prima occasione utile.

esperto s.m. persona che sa quasi tutto di un determinato argomento e quasi niente di tutti gli altri. Per ragioni misteriose, sembra possedere una tendenza innata a parlare quasi sempre di tutti gli altri argomenti.

esploratore s.m. persona che ha ricevuto dal proprio sovrano e/o governo il diritto di scoprire per primo terre dove altre persone vivevano già da secoli, ma senza autorizzazione ufficiale.

estate s.f. la stagione dell’anno in cui i telegiornali ci annunciano sorpresi che farà caldo, qualora non ce ne fossimo già accorti uscendo di casa o semplicemente guardando il calendario. Comincia ufficialmente col solstizio d’estate, almeno nell’emisfero boreale, e finisce sempre troppo presto o troppo tardi, a seconda delle inclinazioni personali. Rende le città ancora più inabitabili del solito.

estro s.m. 1 stimolo, ispirazione artistica (per un dato valore di arte) 2 periodo in cui si è in calore e si cerca l’accoppiamento, in un modo o nell’altro.

evasore s.m. chi commette una evasione fiscale e non è abbastanza ricco e/o famoso per rimanere impunito, pagando al massimo una multa irrisoria a fronte di somme enormi sottratte al fisco. SIN. attore, cantante, sportivo professionista, imprenditore, amministratore delegato, politico, avvocato e più o meno chiunque abbia un reddito (non necessariamente dichiarato) ad almeno sei cifre, in Italia o all’estero.

F

fake agg.invar. falso, usato soprattutto per le notizie diffuse sui social network e altra roba che gira a getto continuo in Rete, spesso accompagnate da pessimi fotomontaggi, errori ortografici, titoli di colori accesi, punti esclamativi, riferimenti a presunti esperti mondiali che nessuno aveva mai visto o sentito prima e insomma tutto l’armamentario che un tempo si riservava per il primo di aprile.

farfalla s.f. insetto dell’ordine dei lepidotteri dotato di un ottimo ufficio stampa e capace di vendere al meglio la propria immagine: grazie a questo, si è costruito una immagine molto positiva presso numerosi gruppi di ominidi, pur essendo fondamentalmente un bruco con quattro ali colorate e una bocca a proboscide.

fascista agg. e s.m. e f. ominide dagli schemi di pensiero molto semplici, capace di esprimersi solo attraverso brevi slogan imparati a memoria, di cui spesso non conosce il significato. Abitualmente si muove in branchi per aggredire prede isolate e molto più deboli di lui, di preferenza in agguati o comunque colpendo alle spalle. Di fronte a chi è più ricco e/o forte, invece, si rotola subito a pancia all’aria, un gesto simbolico attraverso cui lo riconosce come nuovo capobranco e gli giura fedeltà eterna, o almeno fino a quando non lo potrà tradire con qualcuno ancora più ricco e/o forte.

favoritismo s.m. benevolenza usata nei confronti di qualcun altro a nostro danno. Se la benevolenza è usata invece a nostro favore, allora è cosa buona e giusta e non c’è niente di male, perché lo fanno tutti e poi a noi serviva davvero, mica balle.

fede s.f. atto del credere, senza alcuna evidenza, a quanto dichiarato da un’altra persona, spesso ma non necessariamente vestita in modo strano e/o ridicolo. Per sua natura, questa credenza non può essere spiegata o giustificata in alcun modo, ma deve essere accettata così come è, in virtù della supposta autorità di chi ne parla.

fedele s.m. e f. chi decide di rinunciare all’uso del proprio cervello per credere ciecamente a storie inventate e raccontate da qualcun altro. Di preferenza, queste storie non possiedono alcun riscontro concreto nei fatti, non sono dimostrabili e in generale sono molto più affascinanti della realtà. Se poi offrono una comoda giustificazione per tutti gli egoismi del fedele e gli danno l’illusione di essere una persona nobile, pura e intelligente, tanto di guadagnato.

ferace agg. (lett.) fertile.

ferale agg. (lett.) funesto, che porta o simboleggia morte.

feticcio s.m. cosa, oggetto o essere inanimato a cui è attribuito un qualche tipo di forza magica o potere spirituale, per ragioni note solo alla mente di chi lo venera, e attorno a cui spesso si sviluppa un culto religioso o roba simile.

fiato s.m. aria emessa dai polmoni attraverso la bocca. A seconda delle abitudini alimentati e igieniche del proprietario della bocca in questione, può trasformarsi in un’arma impropria, nonché estremamente sgradevole.

fidanzato s.m. 1 (antiq.) persona con cui si è scambiata una promessa di matrimonio 2 persona con cui ci si accoppia in forma esclusiva da almeno una manciata di giorni.

filantropo s.m. persona ricca e spesso, ma non necessariamente, vecchia e calva, che ritiene di aver ormai soddisfatto tutte le proprie voglie e decide di reinvestire una piccola parte della refurtiva per migliorare la propria immagine pubblica attraverso opere di beneficenza a favore dei poveri che, a suo parere, sono più meritevoli di riceverle.

fischione s.m. 1 specie di anitra selvatica 2 (region.) improvviso e lancinante disturbo intestinale.

folla s.f. forma di vita collettiva, composta da un grande numero di ominidi raccolti in un luogo per una ragione qualunque, condivisa grossomodo da tutti, anche se magari non tutti la capiscono. La sua intelligenza è pari a quella del suo ominide più stupido, divisa per il numero dei presenti.

forfora s.f. insieme delle squame che si staccano dal cuoio capelluto e si depositano allegramente sulle spalle degli abiti, con pregevole effetto-neve.

fortuna s.f. potere sovrannaturale che regala il successo a persone che non lo meriterebbero, perché dotate di scarse capacità e infima tempra morale, nonché palesemente inferiori a noi. Per sua natura, si usa soltanto per giustificare i risultati altrui, a meno che il parlante non voglia fingersi modesto.

freelancer s.m.invar. disoccupato smart, che si arrangia a fare qualsiasi cosa per pochi spiccioli. In inglese indicava originariamente un mercenario che metteva le proprie armi (la lancia) al servizio di chi offriva di più, senza garantire alcuna fedeltà personale o alla causa. Non è cambiato molto.

fumatore s.m. suicida pigro.

funerale s.m. elaborato, variegato e spesso dispendioso complesso di riti e operazioni, tramite cui si procede allo smaltimento o allo stoccaggio dei rifiuti solidi umani, prodotti al momento della dipartita di qualcuno.

fungo s.m. pianta inferiore priva di clorofilla, che ama luoghi bui e umidi. Alcuni esemplari sono commestibili anche più di una volta; altri possono causare esperienze molto interessanti, anche se non necessariamente di lunga durata e a lieto fine.

furbo agg. di persona che sfrutta la stupidità altrui per risparmiarsi il lavoro di pensare, attività a cui spesso la natura non lo avrebbe comunque predisposto.

futuro s.m. periodo luminoso in cui tutti i desideri si realizzeranno, ci sarà pace perenne, povertà e malattia saranno dimenticate, tutti potranno mangiare a sazietà, i governi saranno resi onesti dalla nobile e pura sorveglianza dei popoli illuminati, non dovremo più lavorare e insomma il mondo sarà diventato un paradiso smart. Davvero! cfr. passato, presente.

G

galla s.f. specie di bubbone che si forma su rami e altre parti di alcuni alberi, causato da punture di insetti. Perché alcuni insetti dovrebbero decidere di pungere un pezzo di legno è un altro discorso e noi non lo affronteremo in questa sede.

gallina s.f. uccello domestico commestibile contro la propria volontà, così come lo sono anche gli ovuli che espelle dal proprio organismo. Proverbiale la sua intelligenza quasi umana.

ganghero s.m. cardine da cui escono le persone che si arrabbiano o perdono la pazienza.

gelosia s.f. ansietà tormentosa di perdere qualcosa che, se perso, dimostra all’istante che non valeva poi neppure la pena di preoccuparsi tanto di conservarlo.

genealogia s.f. scienza che studia e compila il pedigree di un essere umano.

geofagia s.f. curiosa perversione che spinge una persona a cibarsi di terra, cenere e variazioni sul tema. Meglio non farsi domande, sono cose che succedono.

ghoul s.m. demone del folklore arabo, che si nutre di cadaveri umani. SIN. leghista.

giorno s.m. periodo di tempo di ventiquattro ore, perlopiù sprecate.

giovane agg. 1 (antiq.) che è nell’età tra l’adolescenza e la maturità 2 che appartiene grossomodo alla stessa fascia di età del parlante o di una persona a lui cara, indipendentemente da cosa direbbe l’anagrafe.

giustificare v.tr. cercare di fare coincidere il fantastico mondo che abbiamo creato dentro la nostra testa col mondo che invece esiste all’esterno di essa e che non ha alcun interesse per quello che noi immaginiamo. Nei casi più comuni comporta l’invenzione di una o più scuse per spiegare come mai l’azione da noi appena compiuta non sia stupida, sbagliata o riprovevole, ma perfettamente sensata, logica e sacrosanta; se non funziona, è comunque colpa di qualcun altro.

giustizia s.f. 1 virtù per cui si dà a noi tutto ciò che riteniamo ci sia dovuto 2 situazione conforme all’insieme delle leggi al momento in vigore.

gota s.f. termine ricercato per indicare la guancia, utilizzato principalmente da adolescenti affetti da sindrome poetica, oppure in canzoni che, secondo tradizione, dovrebbero essere cantate in spiaggia attorno a un fuoco, con accompagnamento di chitarra, come rito per propiziare l’accoppiamento tra giovani ominidi.

governance s.f.invar. gestione, soprattutto per imprese e altre attività criminali. Il ricorso all’inglese è dovuto solo alla volontà di farla sembrare una cosa più professionale e complicata. cfr. device, display, location.

grasso agg. di persona o animale in cui il tessuto adiposo è presente in quantità notevole. Un chiaro indizio del raggiungimento di questo livello, almeno negli ominidi, è la necessità di ricorrere a uno specchio per vedere ciò che si trova al di sotto del proprio ombelico.

grillo s.m. 1 insetto ortottero di colore nero, dotato di lunghe antenne e capace di grandi salti. Il maschio emette un suono stridulo particolarmente fastidioso, specie nelle notti estive 2 (fam.) pene.

grullo agg. che ha scarsa intelligenza, che si lascia ingannare. SIN. elettore italiano.

guano s.m. sostanza ricca di fosforo e azoto, utilizzabile come fertilizzante, proveniente da depositi naturali di escrementi di uccelli, come i monumenti o le automobili parcheggiate in vie alberate.

guardare v.tr. rivolgere intenzionalmente il proprio sguardo verso qualcosa/qualcuno; osservare con attenzione. cfr. vedere.

guardone s.m. persona che trae godimento dallo spiare altre persone mentre si spogliano, oppure mentre svolgono attività in cui la presenza di vestiti è sconsigliata e/o scomoda.

H

I

ibernazione s.f. strategia adottata da diverse specie animali per trascorrere in pace l’inverno e le sue festività moleste. I dettagli possono variare, ma l’idea di base è di chiudersi in casa, non aprire a nessuno e dormire fino a primavera.

ideologia s.f. sistema di convinzioni generalmente arbitrarie e spesso stupide, ma piuttosto saporite e affascinanti per chi non le esamina troppo da vicino, che compongono la base su cui poggia un movimento culturale, politico, religioso o roba simile.

ignorante agg. che non sa di non sapere.

illusione s.f. tutto ciò che contraddice il fantastico disegno che abbiamo creato dentro le nostre teste. Usata spesso in filosofia e nelle scienze, quando si incontrano elementi che non si riescono a fare rientrare in nessun aspetto di una teoria o di una ipotesi.

impalare v.tr. 1 praticare un fisting estremo 2 infilzare da parte a parte con un palo appuntito o altro oggetto equipollente. Tipo spiedino, ma di solito eseguito su un soggetto ancora vivo e raramente consenziente.

importante agg. si usa per dare risalto a cose, eventi, azioni o persone che, per qualunque motivo, vogliamo accentuare, ma per cui non sappiamo trovare un aggettivo migliore, almeno in positivo.

impunità s.f. esenzione dalla pena che sarebbe prevista per una colpa o un reato commesso. Di solito è dovuta alla ricchezza o alla fama del reo.

indecisione s.f. mancanza di sicurezza nelle proprie scelte. Credo. Però potrebbe anche essere qualcosa di diverso, adesso che ci penso bene. Non so.

indiano s.m. 1 nativo delle Indie 2 nativo delle Americhe 3 nativo della terra in cui l’esploratore di turno crede di essere arrivato, prima di accorgersi di aver tenuto la mappa al contrario.

indignazione s.f. sdegno morale che rafforza temporaneamente la nostra autostima, illudendoci di essere migliori di quello che in realtà siamo. È anche un condimento che rende più saporite tutte le vivande consumate davanti al telegiornale, nel caldo confortevole delle nostre case.

indovino s.m. persona che sostiene di saper prevedere il futuro, soprattutto dopo copiose libagioni a base di bevande derivate dall’uva.

inetto agg. e s.m. chi è privo di attitudine per svolgere un determinato compito, oppure per qualsiasi compito. SIN. grillino.

influencer s.m. e f. persona che utilizza la propria immagine per cercare di rifilarti ciarpame fisico o ideologico, da cui ricaverà soldi senza bisogno di lavorare. Fondamentalmente un piazzista digitale, ma con molta meno dignità. Erede dell’untore, utilizza tag nei suoi messaggi per diffondere la peste.

ingrato agg. persona a cui abbiamo fatto un beneficio, a prescindere dalla effettiva entità del beneficio.

innovatore s.m. persona che fa cose vecchie in abito nuovo, nascondendosi spesso dietro a parole inglesi.

insaputa s.f. usato esclusivamente in espressioni avverbiali come all’insaputa di, a mia insaputa e così via, dove serve a indicare che qualcosa è avvenuto senza la diretta conoscenza della persona a cui è riferito. Tipicamente, questa persona è un politico (o facente funzione di) che è stato appena sorpreso mentre si fregava l’argenteria.

insetto s.f. termine con cui si indicano tutte le forme di vita animale appartenenti alla classe degli insetti, più altre che vi assomigliano e in genere ci fanno schifo, come ragni e miriapodi. Occupano un ruolo fondamentale nell’ecosistema della Terra, anche solo perché forniscono la principale fonte di cibo a moltissime altre specie, ma sono brutti, ronzano, a volte pungono e hanno tante zampe, per cui gli ominidi (anche vegani) li uccidono a vista, senza scrupoli.

insulto s.m. formula moderna per esprimere dissenso nei confronti di qualcosa o qualcuno, nonché per esporre critiche costruttive. Ha sostituito formule più antiquate e palesemente inadatte allo scopo, come la discussione e il confronto tra opinioni.

integralismo s.m. tendenza tipicamente infantile a imporre la propria ideologia così come è, senza sconti o modifiche, fregandosene di tutti gli altri e dei loro eventuali diritti civili. Perché se no non vi sto più amico e porto via il pallone. Gnè!

inverno s.m. la stagione dell’anno in cui i telegiornali ci annunciano sorpresi che potrebbe fare freddo e a volte addirittura nevicare, qualora non ce ne fossimo già accorti uscendo di casa, oppure guardando il calendario. Comincia ufficialmente col solstizio di inverno, almeno nell’emisfero boreale, che poi è quello in cui viviamo noi.

invertebrato s.m. 1 privo di colonna vertebrale 2 (pl.) categoria generica in cui infilare tutte quelle forme di vita animale prive di vertebre e scheletro interno, ossia la stragrande maggioranza delle specie viventi, tipo insetti, crostacei, molluschi e così via.

ipocrisia s.f. simulazione di virtù e buoni sentimenti eseguita da chi non li possiede, al fine di fare bella figura e guadagnarsi la simpatia di altre persone. In una forma più o meno consapevole e deliberata è uno dei pilastri su cui poggia la natura umana, assieme al conformismo.

ironia s.f. strumento retorico utilizzato spesso per insultare o deridere una persona, senza che questa se ne accorga subito: consiste fondamentalmente nel dire l’opposto di ciò che si pensa, ma in modo elegante e talvolta divertente (almeno secondo il parlante).

J

K

killer s.m. alchimista che ha scoperto un modo efficace per trasformare il piombo in oro.

L

ladro s.m. persona che ruba poco, non indossa abiti eleganti ed è disapprovata nella buona società, a differenza di colleghi di alto bordo quali imprenditori, industriali, politici o amministratori delegati.

lampione s.m. lume sostenuto da una colonna di metallo, distribuito lungo le strade cittadine con la funzione di bacheca dei messaggi per canidi di sesso maschile e visibile punto di incontro sociale per ominidi di sesso femminile.

lana s.f. filamento cheratinoso secreto dai bulbi piliferi delle pecore; gli umani amano tagliarlo e usarlo per ricoprire il proprio corpo, come difesa dal freddo o semplicemente perché è bello farlo.

lapin s.m. nome d’arte del coniglio, quando è utilizzato per produrre pellicce.

latitante agg. e s.m. e f. chi decide di sottrarsi all’esecuzione di un mandato di cattura tramite la fuga, invece di fondare un proprio partito e dichiararsi perseguitato politico. Spesso questo stato di cose si protrae in attesa dell’arrivo di un governo più amico che offra la dovuta riabilitazione a quell’onesto galantuomo, puro come un angioletto.

lavoro s.m. modo in cui molte persone non ricche e non nobili cercano di procurarsi il necessario per il proprio sostentamento, ma con cui di solito finiscono solo per arricchire altri.

libertà s.f. diritto immaginario di poter fare tutto quello che vogliamo, senza doverci poi assumere la responsabilità di ciò che abbiamo fatto e pagarne le eventuali conseguenze.

limone s.m. albero con foglie sempreverdi, nonché il frutto aspro da esso prodotto. Molto amato dai poeti liguri, che lo sniffano spesso e volentieri come difesa dal male di vivere.

lobby s.f. gruppo di persone che nessuno ha mai eletto e che non appartengono al governo, ma che utilizzano la propria influenza e i propri soldi per farsi scrivere leggi su misura, oppure a beneficio dei propri “clienti” e a danno di tutto il resto della società.

location s.f.invar. luogo, ma detto in inglese sembra chissà che. cfr. device, display, governance.

locusta s.f. cavalletta che si è montata la testa e ha invitato amici e parenti a un grande buffet.

longevità s.f. prolungamento notevole della durata della vecchiaia, con dubbi benefici per chi ne è affetto e sicuri svantaggi per il governo, che è costretto a versargli la pensione per più anni di quanti se ne augurasse (zero).

lucciola s.f. 1 piccolo insetto dei coleotteri, tipico delle sere estive e caratterizzato dalla luminosità degli ultimi segmenti dell’addome 2 puttana, ma detto in forma elegante e poetica.

luddita s.m. 1 persona che non è contraria a prescindere alla tecnologia, ma che vuole metterne in discussione le applicazioni concrete nella vita quotidiana, invece di accettarle passivamente come un evento naturale a cui non ci si può opporre. Storicamente, ludditi erano piccoli artigiani e altri lavoratori del diciannovesimo secolo britannico, che cercavano di rivendicare migliori condizioni di lavoro e di vita ricorrendo anche alla distruzione dei macchinari come alternativa più efficace allo sciopero, in una epoca in cui i lavoratori possedevano meno diritti dell’escherichia coli 2 secondo la falsificazione semplicistica di uso comune oggigiorno, persona vecchia e retrograda che rifiuta la tecnologia e non corre felice verso le magnifiche sorti e progressive col prefisso smart-, che sono chiaramente cosa bella, buona e giusta perché lo dicono tutti i colossi mondiali dell’evasione fiscale e loro sì che ne sanno, eh.

M

maiale s.m. 1 dispensa che cammina 2 animale brutalmente diffamato, paragonandolo a esseri umani grassi, sporchi o dalle abitudini sessuali non apprezzate pubblicamente.

malacologia s.f. parte della zoologia che studia i molluschi, di solito contro la loro volontà.

malalingua s.f. (antiq.) persona diversa da noi, che si diverte a spettegolare sugli altri e diffondere notizie vere o false sul loro conto; noi non lo siamo mai, perché esprimiamo sempre e solo pareri oggettivi e verificabili e comunque non ci mettiamo cattiveria, quindi non c’è nulla di male.

malizia s.f. 1 disposizione altrui ad agire deliberatamente contro onestà, virtù e giustizia. Per sua natura non si applica mai al parlante, il quale agisce sempre a scopo di bene (proprio) e comunque non lo ha fatto con cattiveria 2 capacità di vedere ovunque doppi sensi di natura sessuale e ghignare di conseguenza: praticata principalmente da Freud, bambini, adolescenti e chiunque non abbia mai superato del tutto quel periodo della propria esistenza.

marionetta s.f. fantoccio costruito in legno e manovrato attraverso fili attaccati alle sue estremità, che nella variante siciliana è solitamente chiamato pupo. È confuso spesso e volentieri col burattino, per ragioni dovute forse alla limitata capienza cranica del parlante, che avrebbe dunque problemi a ricordare un numero troppo elevato di parole diverse.

matricida s.m. e f. persona che non ha gradito molto l’essere nata e lo ha fatto notare in modo assai diretto a chi l’ha partorita. Orfano fai-da-te.

matrimonio s.m. contratto di coabitazione e schiavitù reciproca stipulato tra due persone, almeno in teoria consenzienti. In caso di inadempienza, può prevedere orribili penali sul piano economico.

memoria s.f. facoltà della mente di conservare e rievocare esperienze e conoscenze passate, ma solo nel modo e nelle occasioni in cui ci fa comodo. Il suo contenuto non è fissato definitivamente, ma si modifica ogni volta che lo recuperiamo e ci dedichiamo a un qualche flashback solitario, in quanto lo coloriamo con gli stati d’animo del momento e poi ne salviamo una nuova versione modificata, che sovrascrive quella precedente.

mensa s.f. locale dove i membri di una comunità si riuniscono per consumare materiale più o meno organico, che qualcuno ha deciso di considerare cibo.

meriggio s.m. (lett.) le ore intorno al mezzogiorno, considerate le più calde della giornata anche se non è necessariamente vero che lo siano.

meritocrazia s.f. modello sociale in cui a noi, e solo a noi, sono garantiti per diritto divino tutti quei privilegi e premi che sappiamo di meritare in virtù delle nostre indiscutibili doti superiori, ma che gli altri finora ci hanno sempre malvagiamente negato, agendo di certo per puro dispetto e invidia.

metafora s.f. figura retorica con cui si esprime, sulla base di una similitudine, una cosa diversa da quella nominata: è fondamentalmente una comparazione tagliata corta, tramite amputazione a volte indolore di aggettivo e “come”.

metonimia s.f. figura retorica che consiste nell’utilizzo del nome di una cosa in sostituzione del nome di un’altra cosa a essa correlata: la causa al posto dell’effetto, l’autore al posto dell’opera, il contenitore al posto del contenuto e così via (p.e. bere un bicchiere, leggere Leopardi). La funzione principale di questa figura retorica è consentire a persone spiritose (o autopresunte tali) di esibirsi in battute di gusto assai discutibile quando noi la usiamo inconsapevolmente.

migrante s.m. e f. chi abbandona la propria terra di origine, spesso resa inabitabile da guerre, carestie, persecuzioni o dal riscaldamento globale causato da noi occidentali, e fugge all’estero in cerca di una vita migliore, o anche solo di una vita. Secondo la dottrina leghista è la causa prima di ogni male al mondo, incluse le emorroidi del loro capotribù Barbaciccio, nonché i milioni di soldi pubblici rubati dai dirigenti di quel partito e nascosti in paradisi fiscali.

milite s.m. chi fa parte di un corpo militare o militarizzato: soldato o roba simile.

milza s.f. grossa ghiandola situata nella parte superiore sinistra dell’addome, la cui unica funzione socialmente riconosciuta è di farci male quando corriamo troppo.

missile s.m. strumento principale con cui si esporta democrazia, si risolvono contese internazionali e si aprono nuovi mercati da sfruttare selvaggiamente, che i mercati lo vogliano oppure no.

mitilo s.m. mollusco marino dei lamellibranchi, commestibile perché non può opporsi, solitamente appiccicato a scogli e superfici analoghe: meglio noto come cozza.

mitridatismo s.m. assuefazione dell’organismo all’effetto di veleni, ottenuta assumendoli a piccole dosi progressive. Non provatelo a casa! Prende il nome da re Mitridate VI di Ponto, il quale avrebbe bevuto ogni giorno qualche goccia di un miscuglio di veleni, per proteggersi contro eventuali tentativi di assassinarlo tramite avvelenamento. Ma poi è morto accoltellato.

moda s.f. 1 strategia che incentiva i consumi, convincendo che oggetti perfettamente funzionanti siano ormai superati e da sostituire con oggetti nuovi e più costosi. cfr. obsolescenza 2 cosa che seguono gli altri: noi siamo sempre originali.

monarchia s.f. forma di governo in cui il potere è esercitato dai più ricchi attraverso un uomo di paglia selezionato in base al pedigree.

mondo s.m. 1 un pianeta, di solito la Terra 2 l’universo inteso come totalità di tutte le cose esistenti 3 la società umana 4 qualcosa di genericamente grande, a cui ci si riferisce in una qualche iperbole. Può essere molto piccolo, a seconda di capienza cerebrale e immaginazione del parlante 5 antico gioco di strada a cui i bambini si dedicavano in epoche pre-digitali.

monumento s.m. lussuoso ed elaborato bagno pubblico per piccioni.

morale s.f. 1 insieme di norme arbitrarie tramite cui possiamo spettegolare sul comportamento degli altri e sentirci superiori a loro 2 insegnamento contenuto in una favola, almeno secondo l’autore.

mosca s.f. insetto dei ditteri, che ha discutibili abitudini alimentari e trova molto difficile uscire al primo tentativo da una finestra aperta solo a metà.

movimento s.m. gregge di ominidi spesso raggruppati attorno a uno o più leader carismatici, di cui condividono la visione e bevono le menzogne. In questo secondo elemento troviamo l’etimologia della parola stessa: “mo’ vi mento”.

muffa s.f. insieme di funghi piccolissimi, biancastri o verdognoli, che amano svilupparsi su cibi e altro materiale organico. Commestibile se davvero lo desiderate, ma in questo caso potrebbe essere utile mantenersi nelle vicinanze di un bagno. Giusto per sicurezza.

N

narcisismo s.m. tendenza di chi è interessato unicamente alla propria persona e alle proprie attività di qualsiasi tipo e in qualsiasi campo, mentre se ne sbatte altamente del resto del mondo. Un ricorso compulsivo all’uso di selfie è un chiaro sintomo di questo disturbo, sempre più diffuso tra gli utenti di tutto ciò che è accompagnato dall’aggettivo social.

narice s.f. ciascuna delle due cavità del naso, le cui funzioni principali sono permettere la respirazione e offrire agli ominidi un passatempo rapido ed economico, grazie a un affascinante sistema di grotte aperte all’esplorazione digitale.

naupatia s.f. nome utilizzato dal mal di mare quando si presenta in pubblico in giacca e cravatta.

nazionalismo s.m. ideologia demenziale secondo cui dovremmo servire, onorare e venerare il paese in cui siamo casualmente nati, le cui indubbie qualità lo rendono per natura superiore a tutti gli altri paesi, ed esserne sempre e solo orgogliosi anche quando è un letamaio completo, perché questo è il nostro letamaio. Morte a tutti gli altri!

necrofilia s.f. attrazione morbosa e spesso sessuale per i morti e tutto ciò che li riguarda. Il culto delle reliquie ne è una variante religiosa socialmente accettata.

necromanzia s.f. arte con cui ci si immagina di poter evocare gli spiriti dei morti, per riceverne in cambio profezie o previsioni del proprio futuro. Tipo Odisseo con Tiresia nell’Odissea, ma anche le fantomatiche apparizioni di mitici personaggi religiosi per annunciare disastri e affini si possono inserire nella categoria.

neve s.f. vapore acqueo condensato nell’atmosfera sotto forma di finissimi aghetti di ghiaccio, cristallizzati attorno a un granello di polvere o altra porcheria analoga, che svolazzava allegramente sospesa nell’aria. Commestibile se bianca; se di colore differente, commestibile a proprio rischio e pericolo.

nobile agg. dotato di tempra morale così salda, da essere quasi paragonabile a noi. s.m. e f. vedi aristocratico.

nosocomio s.m. ospedale in incognito.

nostalgia s.f. desiderio vivissimo di persone, cose o luoghi lontani, dopo che una protratta distanza spaziale o temporale ha operato una profonda selezione dei nostri ricordi, conservando solo quelli positivi o comodi e rimuovendo tutto il resto. In altri termini, desiderio di ritornare a un luogo o un tempo che non è mai esistito al di fuori della nostra mente.

notizia s.f. storia che ci conferma quello che già sapevamo o sospettavamo, oppure ci informa sulla morte di qualcuno, le ultime buffe porcherie fatte da persone ricche e famose, storie commoventi di animali non umani, eccetera. Se invece ci racconta qualcosa che va contro le nostre convinzioni più irrazionali, allora è sicuramente fake: lo dice anche il tizio che abbiamo incontrato al bar ieri sera.

nullatenente agg. e s.m. e f. che, chi dichiara di non possedere alcunché, o perché effettivamente non possiede nulla, oppure perché tutto ciò che possiede è intestato ad altre persone.

O

obsolescenza s.f. lo scadimento di un oggetto che ci impone la necessità di sostituirlo, quando è causato non dal logorio materiale ma dal progresso tecnologico e/o un produttore particolarmente viscido, che vi ha rifilato un prodotto “a tempo” perché ha bisogno di continuare a vendervi nuovi modelli con cui mantenere grassi e contenti i suoi maggiori azionisti.

odio s.m. 1 spezia che rende più appetitosa la nostra minestra quotidiana, fornendoci un comodo bersaglio su cui scaricare tutte le nostre frustrazioni, proteggendoci così dalla necessità di scendere a patti con la fondamentale insignificanza della nostra patetica esistenza 2 sentimento di persistente e intensa avversione nei confronti di qualcuno o qualcosa, ma anche profonda ostilità e antipatia, di solito accompagnato dal desiderio che all’oggetto di questo sentimento accadano cose molto brutte, perché se le merita tutte.

oggettivo agg. di qualcosa che si presume dovrebbe esistere all’esterno delle nostre interpretazioni e non esserne contaminato. Se possibile, una cosa che corrisponde alla realtà dei fatti e non è stata influenzata in alcun modo dai nostri pregiudizi. In breve, un aggettivo che usiamo quasi sempre per appiccicare falsa autorevolezza all’ultimo parto delle nostre menti malate e per fingere che le cose stiano davvero così. CONTR. soggettivo.

ombelico s.m. concavità tondeggiane nell’addome, la cui funzione principale è accumulare lanugine e altre cose strane.

ombra s.f. zona di oscurità prodotta da un corpo opaco che intercetta e blocca la luce. Molto ricercata durante la stagione estiva.

omeopatia s.f. pratica basata sulla bizzarra convinzione di poter curare davvero una persona malata, somministrandole in piccolissime dosi quelle stesse sostanze che, se assunte in dosi ben maggiori, causerebbero l’insorgere della malattia in un organismo sano.

ominidi s.m.pl. famiglia di primati noti anche come grandi scimmie, che include l’uomo e i suoi cugini più intelligenti: scimpanzé, gorilla e orango, con annesse varianti locali.

onesto agg. e s.m. 1 persona che non si è ancora fatta sorprendere mentre commetteva un reato 2 persona che sostiene di non avere mai commesso un reato, al massimo qualche piccolo peccatuccio che però non conta davvero, perché dai, tanto lo fanno tutti, si sa, e comunque il passato è passato 3 persona che non ha ancora avuto l’opportunità di commettere un reato come si deve e goderselo in santa pace.

onicofagia s.f. termine colto ed elegante con cui si descrive il vizio di mangiare le unghie (proprie o anche altrui, se davvero volete), ingurgitando così le civiltà di batteri che si stavano pacificamente sviluppando nello sporco accumulato sotto di esse.

onnivoro agg. di animale di bocca buona, che non si pone troppi problemi sulla origine del cibo.

orgoglio s.m. esagerata stima di sé e dei propri meriti, reali o più spesso immaginari. Può indurre nel corpo di chi ne è affetto (noto anche come “orgoglione”) una tendenza a fluttuare in aria, gonfio dei propri gas.

origliare v.intr. semplice modo per scoprire cose che avresti preferito non sapere, incluso ciò che gli altri pensano davvero sul tuo conto. Azione da eseguire a proprio rischio e pericolo.

orinatoio s.m. luogo di pubblico accesso per orinare, spesso a pagamento se in una zona turistica o se gira così agli amministratori: dopotutto, pecunia non olet. All’occorrenza, diverse superfici non progettate inizialmente per questo scopo ne possono comunque svolgere le funzioni, a seconda della creatività dei bisognosi: alberi, pali, muri, angoli, piante in vaso e più o meno qualunque altra cosa ci sia nelle vicinanze.

orologio s.m. strumento atto a misurare il ritmo del meccanismo che lo fa funzionare.

osmosi s.f. 1 fenomeno fisico di diffusione tra due liquidi separati da membrana semipermeabile, in virtù del quale i liquidi si mescolano progressivamente, fino a raggiungere uno stato di equilibrio 2 in senso figurato, presunta capacità di assimilare conoscenze e altre doti da una persona o cosa con cui siamo in contatto, oppure che si trova nelle nostre vicinanze. Spesso praticata da studenti che si siedono in biblioteca per non studiare, sperando che il sapere si trasmetta spontaneamente a loro dai libri che li circondano.

ospitalità s.f.invar. l’offrire accoglienza, vitto ed eventuale alloggio a una persona che, sul piano economico, potrebbe tranquillamente permettersi di pagare sia vitto che alloggio.

ospizio s.m. luogo in cui scaricare quei vecchi rompipalle che non si decidono a crepare e che non sono abbastanza ricchi da meritarsi la nostra pura e disinteressata ospitalità.

ostia s.f. sottile pezzo di pane, molto simile a carta, trasformato magicamente in carne umana da uno stregone nel corso di una cerimonia e successivamente distribuito tra i seguaci, senza osservare le più basilari norme igieniche per il trattamento degli alimenti.

ovazione s.f. espulsione di un uovo accompagnata da fragorosi applausi.

P

pacchia s.f. 1 grande abbuffata 2 (fam.) vita condotta in modo comodo e spensierato. La fine di quella altrui è spesso invocata da grassi parassiti sociali la cui pacchia prosegue ininterrotta da anni.

paladino s.m. 1 nelle leggende, ciascuno dei dodici cavalieri che Carlo Magno avrebbe scelto come guardia del corpo personale 2 termine con cui si descrive in modo positivo un fanatico ossessionato da qualcosa.

parricida s.m. e f. persona che non ha gradito molto l’essere nata e lo ha fatto notare in modo assai diretto a chi ha collaborato a produrla. Orfano fai-da-te.

parsimonia s.f. saggia e lungimirante scelta di trattenere i soldi nelle nostre tasche, invece di lasciare che altri se ne approprino per fini sicuramente malvagi e impuri. Per sua natura, è un termine sempre riferito al parlante e mai a terze persone.

passato s.m. mitica età dell’oro in cui ogni cosa funzionava meglio, il cibo era più buono, i giovani rispettavano gli anziani, nel quartiere ci si conosceva tutti, non c’era bisogno di chiudere a chiave le porte, i governi erano più onesti, i treni arrivavano in orario, le mezze stagioni esistevano ancora, gli uomini erano veri uomini, le donne erano vere donne e le piccole creature pelose di Alpha Centauri erano vere piccole creature pelose di Alpha Centauri. E così via. cfr. futuro, presente.

pecora s.f. mammifero ruminante allevato per il latte, la lana e la carne. Per la sua natura mite e la propensione a lasciarsi spingere dove vogliono il pastore e i cani, la religione cristiana lo ha eletto a modello di fedele ideale: un decerebrato che obbedisce ai preti. Lo stesso vale in molti partiti di estrema destra, col capo urlatore al posto del prete. Celebre la sua posizione.

perdere v.tr. 1 rimanere privo di qualcosa che, te lo giuro, l’avevo messo lì, si vede che qualcuno lo ha spostato senza dirmelo 2 sciupare, adoperare inutilmente 3 non vincere // -ersi v.rifl.pron. essere temporaneamente incerti sulla propria collocazione spaziale, pur mantenendo spesso la certezza della propria collocazione esistenziale all’interno della realtà, che può coincidere con l’immersione in materiale organico di scarto.

perdonare v.tr. astenersi temporaneamente dal punire un danno o una offesa che qualcuno ci ha causato, al solo scopo di poterglielo rinfacciare alla prima occasione utile.

perla s.f. granello di polvere o altro corpo estraneo, introdotto nel guscio di un mollusco marino e da quest’ultimo ricoperto di secrezioni mucose durante la propria agonia. Per ragioni non chiare, pare essere molto apprezzato dagli umani, soprattutto di sesso femminile.

permalosità s.f. caratteristica che possiedono solo le altre persone e che le porta a reagire male ai nostri scherzi più simpatici e intelligenti.

permaloso agg. di persona che, per motivi misteriosi, non gradisce i nostri scherzi o le nostre battute. Per sua natura, è un aggettivo che non si riferisce mai al parlante.

persona s.f. un individuo qualunque appartenenze alla specie umana, senza distinzione di sesso, età, censo o altro ancora. Che anticamente questa parola indicasse una maschera indossata dagli attori a teatro, poi, può dirci molto su come noi stessi ci consideriamo, anche solo a livello inconscio.

peto s.m. scoreggia, ma meno volgare.

piazzista s.m. e f. rappresentante di una o più ditte, che provvede al collocamento e alla propaganda dei prodotti presso i clienti. Se in passato l’attività poteva comportare uno spostamento di porta in porta per molestare le persone, oggigiorno è svolta principalmente attraverso computer e aggeggi smart e chi la pratica preferisce farsi chiamare influencer, perché in inglese sembra più fico.

pidocchio s.m. 1 piccolo insetto dal corpo piatto, che vive come parassita tra i capelli degli umani, nutrendosi di sangue 2 (fig.) persona estremamente avara, che si rifiuta di darci i soldi che le abbiamo chiesto o di comprarci quello che vorremmo.

pioggia s.f. precipitazione di acqua dal cielo, per condensazione del vapore acqueo nelle nubi. Pur essendo un fenomeno del tutto normale e piuttosto frequente, almeno in zone non desertiche, negli ultimi anni è diventato anche sinonimo di catastrofe naturale, specie in quei territori che sono stati urbanizzati utilizzando parti dell’anatomia umana non originariamente preposte alla progettazione e realizzazione di aree urbane: quasi tutta l’Italia, in pratica.

pirateria s.f. 1 variante del commercio che richiede meno fatture, meno certificati e meno carta bollata in generale 2 in contesti digitali, utilizzo di un qualche bene virtuale senza averlo acquistato virtualmente dai suoi rivenditori virtuali ufficiali, i quali comunque non ti venderebbero davvero il bene, ma si limiterebbero ad affittartelo con un contratto-capestro e prezzi gonfiatissimi.

plutocrazia s.f. sistema politico e sociale in cui i più ricchi detengono il predominio nella vita pubblica ed esercitano il potere politico ed economico, facendo prevalere sempre i propri interessi a danno di tutta la collettività. Ogni forma di governo attuale rientra di fatto in questa categoria, con sfumature differenti a seconda delle tradizioni culturali locali: monarchia, democrazia, dittatura e il resto della banda.

polpetta s.f. pietanza di piccole dimensioni, forma tondeggiante e schiacciata, preparata mischiando gli avanzi dei giorni precedenti, più tutto ciò che passava di lì e non è fuggito in tempo. Spesso è ricoperta da una impanatura, a preservare la salute mentale di chi la mangerà.

polvere s.f. sostanza magica che si genera in continuazione, costringendoci a pulire le superfici di casa quando vogliamo fare bella figura con gli ospiti. Lo spazio sotto ai letti ne è uno dei maggiori produttori.

popolo s.m. entità fantastica che è immaginata abitare un paese e che non ha alcuna relazione con il concreto insieme degli ominidi che vi risiedono. Spesso è invocata da stregoni e altri ciarlatani che si esibiscono in pubblico, nella convinzione che il magico tocco di questa entità possa nobilitare in un attimo qualunque cosa stiano dicendo. Particolarmente famosa è la sua Volontà, invocata solo nelle occasioni in cui coincide con quanto pensiamo o vogliamo noi; in tutti gli altri casi è palesemente il risultato di un broglio, un inganno o il prodotto di povere menti inferiori, che non sanno pensare pensieri elevati come quelli del parlante.

populismo s.m. 1 atteggiamento ideologico che mira a intontire il popolo convincendolo di essere la sola parte sana della società e così via, mentre tutti gli altri sono brutti e cattivi. A parte noi, che se ci votate poi vi faremo regali fantastici e miglioreremo la vostra vita, perché siamo come voi, mica una élite, quindi vi potete fidare. Davvero, eh! 2 (antiq.) movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra Ottocento e Novecento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita della classe contadina attraverso una intensa opera di propaganda da parte degli intellettuali, più qualche sana azione rivoluzionaria, tipo sparare a qualcuno.

porca s.f. 1 la striscia di terra rialzata lasciata dall’aratro, tra un solco e l’altro 2 donna dalla morale e dalle abitudini sessuali molto biasimate in pubblico, ma molto apprezzate in privato.

porco s.m. 1 vedi maiale, ma più offensivo 2 nella religione cristiana, il più diffuso epiteto con cui è invocata quotidianamente la divinità.

povero agg. che ha scarsità di qualcosa. s.m. persona pigra e sfaccendata, che si ostina a deturpare l’estetica delle città e importunare la gente perbene (cioè dotata di reddito superiore a una certa soglia, oppure il parlante). Nemico pubblico numero uno dei ricchi, da eliminare con ogni mezzo possibile.

prefica [prè-] s.f. in epoca romana, donna pagata per piangere e lamentarsi durante i funerali. Oggi, che viviamo in epoche molto più illuminate e progressiste, la professione è aperta a entrambi i sessi ed è praticata con entusiasmo su ogni mezzo di comunicazione da chiunque voglia farsi pubblicità o ricordare al mondo la propria esistenza. Anche gratis.

pregiudicato s.m. persona che ha già riportato una o più condanne penali.

prepotente agg. vigliacco che usa la forza per far valere la propria volontà, ma solo nei casi in cui ha la certezza di poterla fare franca e uscirne illeso e possibilmente vincitore. SIN. fascista, leghista.

presente s.m. periodo di estrema degenerazione, in cui niente funziona come si deve. cfr. futuro, passato.

prezzo s.m. quantità di denaro necessaria per procurarsi un bene, calcolata sommando il costo di produzione del bene, la disonestà e avidità del produttore, la disonestà e avidità del venditore, la stupidità dell’acquirente, più varie ed eventuali.

primate s.m. arcivescovo che ha il primato ecclesiastico in una regione; è chiamato così in quanto di solito appartiene all’ordine omonimo (primati), a meno che in quella regione non siano successe cose molto insolite.

primati s.m.pl. ordine di mammiferi comprendente scimmie e ominidi. Sì, anche noi.

privatizzare v.tr. trasferire a proprietà privata i profitti derivanti da un bene o un servizio pubblico, di solito mantenendo a carico della comunità tutti i suoi debiti e le spese. Nella maggior parte dei casi questa azione è seguita da un aumento dei prezzi e un peggioramento nella qualità dei servizi.

privilegio s.m. legge ad personam. Un diritto speciale che scavalca la legge valida per tutti gli altri e si applica solo a una persona o a un gruppo. Una legge fatta su misura, a vantaggio di chi la riceve, e che per questo rende il suo destinatario superiore ai luridi pezzenti che hanno la sfacciataggine di voler esistere nelle vicinanze del Prescelto.

problema s.m. qualsiasi situazione che, in pubblico o in privato, presenti difficoltà che dovranno essere risolte da altri. Perché, insomma, voglio dire, non dovremo mica pensare a tutto noi, no? Fate qualcosa anche voi, per una volta! Datevi una mossa.

progressista s.m. persona che disprezza i vecchi mali del passato e guarda con entusiasmo ai nuovi mali che il futuro gli porterà.

prostituta s.f. dispensatrice di affetto negoziabile. Donna che fa sesso per soldi e dispone di un apposito tariffario, a differenza di quelle che sposano milionari vecchi e obesi per amore (3).

proverbio s.m. cosa che diceva mio nonno; formuletta precompilata e precotta, comoda da usare quando non si ha voglia di pensare in proprio o non si sa come riempire un discorso.

pubblicità s.f. il complesso dei sistemi e dei mezzi con si inculca nel pubblico la convinzione che soltanto un determinato prodotto potrà soddisfare un bisogno vitale che, fino a poco prima, nessuno sapeva nemmeno di possedere.

pupazzo s.m. fantoccio con disturbi psichici.

purga s.f. medicamento che provoca un rapido e terminale svuotamento dell’intestino. In varianti più metaforiche, è spesso utilizzata da regimi dispotici per espellere il dissenso, anche se in questo caso è incerto a chi spetti davvero il ruolo più scatologico.

Q

quaglia s.f. uccello migratore con coda corta e piume scure, maculate; commestibile contro la propria volontà. Celebre il suo salto.

questua s.f. raccolta di elemosina, mascherata dietro una parola insolita per farla suonare più elegante.

R

ragazzo s.m. 1 (antiq.) giovinetto che non ha ancora raggiunto l’età della pubertà 2 persona che appartiene grossomodo alla stessa fascia di età del parlante e che quindi non può per natura essere vecchia 3 (fam.) persona di sesso maschile con cui ci si accoppia quando si è giovani.

ragnatela s.f. secrezione anale del ragno, con la quale quest’ultimo si procura il cibo e occupa militarmente gli angoli meno frequentati e dunque meno puliti delle nostre case.

ragno s.m. coinquilino peloso a otto zampe che è sempre vicino a noi, soprattutto quando non lo vediamo: il suo nemico naturale è la scopa.

ramarro s.m. grossa lucertola di colore verde, impronunciabile per i nativi di Parma e dintorni.

realtà s.f. 1 qualità posseduta da ciò che dovrebbe esistere effettivamente e concretamente, al di là di tutte le nostre fantasie e rappresentazioni. Almeno in teoria. Di fatto, è attributo che assegniamo di preferenza a ciò che ci piacerebbe esistesse davvero, o che esiste solo nella nostra mente malata 2 insieme di tutte le fantasie che ci avvolgono come un bozzolo durante il corso della nostra esistenza e con cui ci proteggiamo dal dover contemplare ciò che noi siamo davvero.

reddito s.m. 1 misura principale della rispettabilità di una persona all’interno della società 2 l’utile che si ricava da un mestiere, una professione, un crimine.

religione s.f. avanzata forma di alchimia, che consente di trasformare la superstizione in oro.

reliquia s.f. ciò che resta di qualcosa. Nell’uso comune indica di solito i frammenti del cadavere di una qualche persona, che secondo una qualche religione sarebbe stata santa: come premio per la sua supposta santità, i suoi fedeli ne hanno smembrato il corpo, sparpagliandolo in varie città. Che tutto ciò un tempo accadesse anche ad alcune categorie di criminali ci può dire molto sulla natura della santità e della religione in generale, oltre che sulla natura umana.

responsabile agg. e s.m. e f. di chi deve rendere ragione delle azioni proprie o altrui, anche su un piano giuridico. Come sostantivo, può indicare anche il colpevole di un’azione.

responsabilità s.f.invar. il poter essere chiamati a rispondere degli effetti (spesso) dannosi delle azioni proprie o altrui, a seconda del contesto. Di solito è usata in una simpatica variante del ballo della scopa, in cui tutti i partecipanti cercano di rifilarla a qualcun altro, fino a che l’ultimo rimasto se la deve pigliare.

ricco agg. che possiede qualcosa in abbondanza. s.m. persona che ha accumulato molto più denaro di quanto ne potrà mai spendere in almeno tre generazioni, grazie all’intelligenza e al duro lavoro degli altri, oppure grazie ai reati commessi dai suoi avi.

ricorsivo agg. di cosa che è ricorsiva.

riforma s.f. il modificare uno stato di cose per migliorarne il funzionamento, ossia renderlo più conforme agli interessi personali di chi ordina la riforma.

ripetizione s.f. 1 atto del ripetere 2 nella comunicazione quotidiana tra ominidi, modo per attribuire verità a una qualche affermazione, in assenza di prove e per quanto assurda o stupida l’affermazione sia. Sostituisce argomentazioni e spiegazioni. Probabile causa del fenomeno è la capienza limitata del cervello umano: se lo si bombarda più e più volte con la stessa frase, alla fine la frase occuperà l’intero spazio disponibile e tutto il resto sarà di conseguenza cancellato e/o sovrascritto.

risacca s.f. moto di ritorno dell’onda, quando si è infranta contro un ostacolo. Che alcuni popoli abbiano avvertito il bisogno di dare un nome a questo fenomeno può fornirci interessanti squarci della loro psicologia, anche se forse è meglio che certi particolari rimangano nell’oscurità.

rivoluzione s.f. in politica, sostituzione improvvisa e spesso, ma non necessariamente, cruenta di una forma di malgoverno con una nuova forma di malgoverno.

rottamare v.tr. sostituire una parte politica avversa, dopo averla accusata di ogni empietà e di essere vecchia, per poi cominciare subito a fare le stesse cose che faceva la parte politica appena sostituita.

ruga s.f. un chiaro segno che i muscoli stanno perdendo l’eterna lotta contro la forza di gravità.

rumore s.m. qualsiasi perturbazione sonora sgradevole all’orecchio, prodotta sempre e solo da altri, spesso per puro dispetto nei nostri confronti. Noi ovviamente non ne produciamo mai, perché siamo il silenzio personificato. I nostri vicini, invece...

S

sacrificio s.m. mazzetta offerta a una divinità con la speranza di riceverne in cambio un “favore”, oppure per ringraziarla di un “favore” già ricevuto.

santo agg. e s.m. peccatore morto e sepolto, riabilitato da una successiva interpretazione dei suoi atti compiuta da giudici conniventi e/o interessati.

satira s.f. composizione letteraria di antica origine, in cui vizi e difetti dei nemici dell’autore sono ridicolizzati e derisi senza pietà. Un tempo questa composizione doveva anche indurre al riso i suoi fruitori, ma oggigiorno questa caratteristica è andata definitivamente perduta, in quanto desueta, ed è stata sostituita dal più moderno insulto.

sbadiglio s.m. atto involontario con il quale manifestiamo tutto il nostro interesse verso quello che ci sta accadendo attorno.

scacciapensieri s.m. strumento di tortura che si inserisce tra i denti e si colpisce ripetutamente con un dito. Ha la duplice funzione di torturare sia chi lo sta usando, il quale rischia di continuo gli incisivi, sia chi è costretto a sentire il rumore prodotto.

scarafaggio s.m. insetto dal corpo ovale, piatto, scuro, con lunghissime antenne filiformi e molto, molto coriaceo. Forma di vita dominante nelle case umane, in alcuni paesi è riuscito anche a salire al governo, riunendosi in movimenti e leghe. Può capitare che un commesso viaggiatore si svegli e scopra di essersi trasformato in uno di essi, per ragioni misteriose ma simboliche.

scatologia s.f. tutto ciò che si occupa del destino ultimo degli escrementi dopo la loro espulsione dall’organismo che li ha prodotti. Da non confondersi con escatologia, nonostante le chiare affinità.

schiavo agg. e s.m. dipendente smart.

scoiattolo s.m. grosso topo dalla coda folta, che vive sugli alberi e ricopre spesso ruoli positivi e simpatici in storie e cartoni animati, in quanto ha saputo procurarsi un PR migliore rispetto a molti altri roditori.

scomunica s.f. censura ecclesiastica in virtù della quale la Chiesa (e in subordine dio) non ti sta più amica e tu perdi tutti i supposti benefici spirituali e materiali che ti verrebbero dall’appartenete alla sua congrega.

scoreggia s.f. emissione rumorosa e sgradevole (per i nasi altrui) di gas intestinali prodotti dalla fermentazione del cibo che abbiamo precedentemente ingerito. Testarne l’infiammabilità in un buffo esperimento scientifico pare essere un rito molto diffuso tra la gioventù di numerose zone d’Italia, e non solo.

scrupolo s.m. 1 antica unità di misura, pari alla ventiquattresima parte di un’oncia e usata per lo più in farmacia e affini 2 dubbio, timore di avere agito male, preoccupazione 3 cura, attenzione estrema nel fare qualcosa, tendente a una forma blanda di comportamento ossessivo-compulsivo.

scrupoloso agg. persona estremamente pignola, che controlla ogni briciola (da scrupolo 1) e che tende per questo a urtare i nervi di chiunque le stia attorno.

selfie s.m. fotografia scattata a se stessi, di solito tramite l’uso di uno smartphone, in cui il soggetto avrà immancabilmente l’espressione di un nasello ritardato. Quando gli va molto bene. Se il selfie è condiviso con altri, specie attraverso social network, normalmente è accompagnato da una quantità imprecisata di tag, a volte esplicativi e a volte messi a casaccio. Tre sono le ragioni principali per cui si ricorre a questa fotografia usa e getta: per fare pubblicità a qualcosa/qualcuno; per suscitare invidia negli altri; per mostrare la “merce” a osservatori interessati ad accoppiarsi.

sentimento s.m. secrezione ghiandolare che, una volta immessa nella circolazione sanguigna, altera il normale funzionamento di un organismo. Numerosi ominidi tendono a prendere troppo sul serio questo fenomeno del tutto naturale, spesso associandolo a una fantomatica anima, oppure ad attività cardiache anomale, anche quando la suddetta secrezione ghiandolare non causa un’accelerazione o un rallentamento dei suoi battiti.

seta s.f. secrezione anale di alcuni bachi, che la utilizzano per avvolgersi e ripararsi durante una fase assai delicata e personale della propria esistenza. Molti esemplari di ominidi amano raccoglierne i filamenti e utilizzarli per avvolgere se stessi a imitazione dell’insetto, incuranti del fatto che in quel modo si stanno ricoprendo il corpo con sostanze organiche uscite dal culo di un verme.

sfortuna s.f. unica spiegazione per i nostri insuccessi. Potere sovrannaturale che ci impedisce di ottenere i risultati che meriteremmo in virtù delle nostre indicibili capacità e della nostra suprema tempra morale. Per sua natura, non può mai essere causata da un errore di chi la invoca.

sharing agg. 1 abbinato a un sostantivo indicante un bene fisico, significa di solito che permettiamo ad altri di utilizzare una cosa di nostra proprietà ricavandone in cambio pochi spiccioli al massimo, mentre una multinazionale parassitaria ne approfitta rastrellando miliardi alla faccia nostra, senza pagare un centesimo di tasse 2 abbinato a un bene non fisico, come un file di testo o audio, indica la pirateria (2), il male assoluto che sta distruggendo l’universo, almeno secondo qualche manciata di corporazioni straricche che non pagano le tasse.

sicurezza s.f. spauracchio moderno in nome del quale si distruggono una dopo l’altra tutte le libertà e i diritti individuali conquistati nel corso dei secoli precedenti, agitando lo spettro di pericoli nulli e orrori indicibili, pronti a ghermire chiunque osi uscire di casa. Siccome il solo modo per garantire a tutti una sicurezza assoluta consiste nell’incatenare l’intera popolazione in celle d’isolamento, dove potrà essere sorvegliata a vista ventiquattro ore su ventiquattro, l’obiettivo di quei governi che la inseguono è di rendere la vita dei propri cittadini il più possibile simile a quella di carcerati. Ma per il loro bene, sia chiaro. Funziona ancora meglio dopo aver individuato e pubblicizzato un qualunque nemico di comodo, da costruire come il nuovo babau.

siepe s.f. fila di arbusti disposti a recinzione di un terreno, oppure come semplice linea di confine. A volte ostacola la visuale di poeti gobbi marchigiani.

silenzio s.m. assenza di suoni e rumori che siano degni di nota per la persona che utilizza questa parola. Di per sé è una condizione artificiale, esistendo solo raramente in natura.

simbolo s.m. oggetto concreto che rappresenta un concetto astratto, la cui funzione è più o meno equivalente a quella di un promemoria o un post-it: guardandolo, noi ci ricordiamo del concetto importante a cui si riferisce. Quando poi a diventare importante è l’oggetto in quanto tale e si perde di vista il concetto a cui si dovrebbe riferire, allora il simbolo si trasforma in feticcio.

simpatico agg. 1 di persona a cui non sappiamo quale altro pregio attribuire nel descriverla a terzi 2 di persona il cui aspetto fisico ci disgusta, ma che non vogliamo offendere.

sirena s.f. 1 dispositivo che emette suoni prolungati e acuti, utilizzato di solito come avviso, come allarme, oppure per semplice sadismo 2 nella mitologia greca, creatura dal corpo di uccello e la testa di donna, che viveva su piccole isole e attirava i marinai col suo splendido canto, per cibarsi poi dei loro cadaveri quando le navi si sfracellavano sugli scogli attorno all’isola. Durante l’epoca ellenistica il suo aspetto è stato aggiornato aggiungendo anche un petto di donna, per garantire agli artisti una scusa in più per usare modelle nude.

smart agg.invar. di oggetto che può dare l’impressione di essere intelligente, eseguendo in modo rapido comandi che non presuppongono intelligenza in chi lo usa. Spesso ha il vizio di spiare e schedare il proprio utente.

smartphone s.m. lo strumento di sorveglianza e raccolta dati personali più apprezzato socialmente. Funziona come il braccialetto elettronico di un carcerato, ma costa molto di più.

social agg.invar. che utilizza la Rete come luogo per mettersi in vetrina e regalare tutti i propri dati personali a una o più multinazionali, che se ne serviranno sia come merce, sia per aumentare ancora di più il controllo già esercitato sui propri utenti e manipolare le loro vite in modo più efficiente.

soddisfazione s.f. stato d’animo indotto dalla contemplazione dell’infelicità altrui.

soggettivo agg. relativo al singolo individuo, in contrapposizione alla realtà che dovrebbe essere condivisa da tutti. Ammesso che ce ne sia una. Si usa per indicare dati ed esperienze a cui non si può attribuire un valore indipendente dal giudizio di chi le sta vivendo, in quanto non misurabili da chi è all’esterno, e dunque la cui rilevanza è arbitraria e molto, molto dubbia. CONTR. oggettivo.

sogno s.m. peto cerebrale, prodotto solitamente durante il sonno.

solo agg. persona che frequenta pessime compagnie.

soluzione s.f. il modo con cui si risolve un problema o una situazione difficile. Consiste di solito nel trovare qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa, indipendentemente dalla realtà, per poi lavarsene le mani e recitare il ruolo di santo martire, vittima di un destino iniquo e della malvagità altrui.

sovranismo s.m. ideologia che inneggia alla difesa o alla riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno stato, così da poterla poi svendere al boss straniero che offre di più, di preferenza russo e mafioso. Acerrimo nemico di tutto ciò che aspira a essere sovranazionale e che vorrebbe guardare al di fuori dei propri confini e del proprio orticello. Sotto un profilo psicologico è probabimente una forma di agorafobia collettiva, mista a nostalgia.

spia s.f. 1 chi riferisce di nascosto informazioni segrete 2 (pop.) persona la cui madre non si chiama Maria 3 indicatore luminoso che si accende quando un dispositivo si trova in un determinato stato di funzionamento.

spiccagnolo agg. di frutto la cui polpa si stacca con facilità dal nocciolo. Uno degli aggettivi più usati della lingua italiana contemporanea. Non è vero.

spigolo s.m. linea di intersezione tra due superfici contigue, contro cui molti ominidi hanno la tendenza a sbattere il dito più piccolo del piede, soprattutto quando non guardano dove stiano andando. Spesso questo incidente è seguito da una bestemmia.

stella s.f. corpo celeste di forma grossomodo sferica, costituito da miliardi e miliardi di tonnellate di gas incandescente, la cui massa è così elevata da distorcere lo spazio attorno a sé per svariati milioni di chilometri in ogni direzione. Per un qualche motivo ancora da chiarire, molti ominidi considerano un complimento essere paragonati a questa colossale centrale nucleare orbitante; altri ominidi tendono invece ad attribuirle inspiegabili poteri magici, uniti alla capacità di indicare il futuro e influenzare le attività di piccole forme di vita che arrancano su pianeti distanti milioni di miliardi di chilometri (come minimo) dalla stella stessa e che morirebbero vaporizzate in un attimo se mai vi si dovessero avvicinare.

stilita s.m. persona affetta da gravi disordini mentali, che si ritira a vivere sulla sommità di una colonna. Non ci è dato sapere in quanti sopravvivano alla prima notte di sonno.

struzzo s.m. uccello corridore africano di grossa taglia, almeno in relazione a tutti gli altri pennuti ancora in vita. Proverbiale la sua presunta abitudine di infilare la testa sotto la sabbia, metafora della esistenza umana nel suo complesso, specie quando confrontata da una realtà non gradita.

stupido agg. di persona che la pensa o agisce in modo diverso da noi e che soprattutto non vuole darci ragione: è pertanto evidente che deve soffrire di un grave malfunzionamento cerebrale.

suicidio s.m. suprema forma di bricolage.

T

tabacco s.m. pianta da cui si ricava la droga più accettata in società, nonché acquistabile legalmente più o meno ovunque nel mondo, anche da minorenni se il tabaccaio è compiacente o se si utilizza la scusa giusta, ossia che è per i genitori. Per estensione, è anche il nome della droga stessa.

tag s.m. etichetta costituita solitamente dal carattere # o affini, che si appiccica davanti a una parola o a una breve espressione per fare capire a una piattaforma digitale e ai suoi utenti che, ehi, questa è una parola particolare, chiaro? Quindi evidenziala come si deve, con un bel link e tutto il resto, che mi serve per dare visibilità al mio inutile post sulla lunghezza dei peli del naso.

tassazione s.f. metodo con cui uno stato redistribuisce equamente la ricchezza interna dalle classi meno abbienti verso quelle più abbienti.

tatuaggio s.m. disegno indelebile tracciato sulla pelle tramite iniezione di sostanze coloranti o altre tecniche. Presso alcune tribù di ominidi è utilizzato per indicare la propria appartenenza a un clan o ad altri tipi di gruppo, ma può anche svolgere funzione di promemoria, passatempo, pubblicità, rito iniziatico, o anche solo testimonianza di quella volta in cui avevi bevuto davvero l’impossibile. Versione indossabile dei graffiti da bagno pubblico.

tempo s.m. successione illimitata di istanti in cui si svolgono gli eventi, ma anche misura della successione degli istanti, misura del cambiamento e più o meno tutto quello che vi pare. Quello di tempo è un concetto così vago, utilizzato per etichettare una idea ancora più vaga, che qualsiasi tipo di descrizione può andare bene, perché sarà sempre e comunque fondamentalmente priva di senso, ma suonerà molto profonda. Definitelo come preferite e tanti saluti.

terrone s.m. (spreg.) persona proveniente dalle regioni meridionali dell’Italia. Fino a pochi anni fa i leghisti lo consideravano la causa di tutti i mali nel mondo; di recente si sono accorti che anche lui può votare e raramente vota per loro, così hanno cambiato bersaglio per il loro odio e disprezzo, puntando su una categoria che ancora non ha diritto di voto: il migrante.

totano s.m. nome comune di quegli anelli impanati che siamo soliti trovare nelle fritture miste di pesce. Per alcuni si riferirebbe anche a diversi tipi di molluschi simili al calamaro, che fornirebbero contro la propria volontà la materia prima per i suddetti anelli impanati, ma è chiaro che si tratta solo di una leggenda metropolitana.

tradizione s.f. azione che si continua a ripetere perché una volta si faceva così, anche se ormai è diventata superflua, inutile, dannosa o stupida.

troll s.m.invar. 1 nel folklore scandinavo, creatura dalle caratteristiche fisiche e abitudini variabili a seconda di regione, periodo e storia in cui compare: può essere gigantesco, nano, abitare nei boschi, sotto i ponti, sulle montagne, dentro le montagne, e così via. In genere non è favorevole agli umani, ma vi sono eccezioni 2 in internet e dintorni, utente che interviene in discussioni e in comunità con messaggi e atteggiamenti provocatori, offensivi e/o insensati, al solo scopo di impedire le normali interazioni tra i partecipanti. Se il contesto è politico, spesso sta facendo gli interessi di un celebre boss mafioso russo.

trust s.m.invar. coalizione di imprese e altre società criminali che si fondono per costituire un complesso economico a direzione unitaria, allo scopo di ridurre i costi di produzione, controllare meglio il mercato, eliminare la concorrenza e sodomizzare meglio quei fessi dei loro clienti.

U

unghia s.f. formazione cornea dell’epidermide che riveste l’estremità delle dita, gentilmente fornita dall’evoluzione come pratico strumento per grattarci in modo più efficace, come antistress sempre a portata di mano, o infine come riserva alimentare di emergenza.

untore s.m. in passato, persona che era ritenuta colpevole di diffondere la peste ungendo con sostanze infette le porte e i muri delle case. Antenato virtuale dello influencer.

uomo s.m. 1 scimpanzé dal pelo corto. Mediamente 2 scimpanzé dal pelo corto, di sesso maschile.

utente s.m. e f. persona che si serve di qualcosa, come un oggetto o un servizio, pubblico o meno. In ambiente informatico e digitale si riferisce solitamente a chi crede di stare facendo uso di un servizio, mentre in realtà è il servizio a fare uso dell’utente per fini pubblicitari nel migliore dei casi, trasformandolo così in “usato”. Esempi tipici ne sono tutti gli aggeggi che contengono la parola “smart” nel nome, le piattaforme raggruppate sotto l’etichetta “social network”, i programmi e sistemi operativi proprietari, colossi della ricerca web, colossi del commercio web e insomma quasi tutto ciò con cui avete a che fare nel web.

uxoricida s.m. e f. persona che ha scelto un’alternativa più rapida ed economica al divorzio.

V

vampiro s.m. 1 in molte credenze popolari, spettro che di notte abbandonerebbe la propria tomba, per assalire altri esseri umani e succhiarne il sangue. Per estensione (fig.), chiunque sia privo di una propria vita, ma possa conservarne una parvenza rubando le altrui energie vitali: imprenditore, politico, colosso IT 2 dall’Ottocento in poi, figura utilizzata in campo letterario (stiracchiando al limite il significato dell’aggettivo “letterario”) per incarnare le fantasie erotiche più represse di un autore (o autrice) e di chi ne legge le opere.

vecchio agg. e s.m. 1 persona nata almeno due decenni pieni prima di noi; almeno tre se abbiamo già raggiunto i trenta 2 persona che odia tutti, specialmente i giovani. E quelli che fanno rumore. E che non lo rispettano. E che calpestano le aiuole. E che suonano alla porta. E ascoltano la musica. E i cani che abbaiano. E le auto che strombazzano coi clacson. E più o meno qualunque altra forma di vita, a seconda delle fasce orarie e di come si è svegliato quel giorno 3 persona che attacca bottone all’improvviso per strada o alla fermata di un mezzo pubblico e ti racconta tutta la storia della sua vita, perché non sa come far passare il tempo in attesa del prossimo telegiornale.

vedere v.tr. percepire una forma che ricade all’interno del proprio campo visivo. cfr. guardare.

vegano s.m. vegetariano estremista.

vegetariano agg. vedi erbivoro, ma riferito a un umano.

vendetta s.f. danno morale o materiale che si arreca a qualcuno, per ripagarlo di un danno morale o materiale che, secondo noi, quella persona ci avrebbe causato. Per sua natura, tende facilmente a innescare una reazione a catena totalmente priva di senso, ammesso e non concesso che all’inizio ne possedesse uno. Praticata con entusiasmo dai bambini in età prescolare, sotto il titolo di “dare indietro”.

verità s.f. cosa che noi diciamo sempre, perché siamo persone profondamente sincere, a differenza degli altri. Se a volte può sembrare che abbiamo detto qualcosa di falso, significa che è la realtà a essere bugiarda, non noi.

verme s.m. invertebrato dal corpo molle, contrattile, privo di arti e diviso per lo più in segmenti. Si dedica di tanto in tanto alla pesca contro la propria volontà. Proverbiale il suo alto profilo morale, in virtù del quale è spesso paragonato agli ominidi al vertice della società, o almeno che galleggiano a pelo d’acqua.

vespasiano s.m. bagno pubblico, principalmente un orinatoio, ma non ci sono limiti alla creatività umana. Chiamato così in onore dell’imperatore romano che ne avrebbe tassato l’utilizzo per fare cassa, in modo analogo a quanto avviene oggi nelle stazioni ferroviarie e in altri luoghi analoghi, dove devi pagare anche per pisciare.

vicino s.m. 1 persona la cui erba è sempre più verde 2 persona che si diverte a causare ogni rumore possibile e immaginabile al solo scopo di infastidire noi, che invece siamo il silenzio personificato.

vista s.f. senso esercitato dal cervello, il quale ricostruisce soggettivamente una certa immagine del cosiddetto mondo esterno, basandosi sulle impressioni luminose raccolte dagli occhi e aggiungendo a volte del suo.

vita s.f. 1 conservante naturale che impedisce al corpo di decomporsi 2 la cosa più a buon mercato sulla Terra e forse anche nel resto dell’universo.

vocabolario s.m. vedi dizionario, ma non appartiene ad alcun parente.

voyeur s.m. guardone, ma detto in modo elegante e raffinato, quasi trasformato in una cosa bella.

W

X

xenofobia s.f. 1 versione per adulti della paura dell’Uomo Nero 2 strategia per indirizzare l’odio delle masse verso un bersaglio di comodo, possibilmente povero e piacevole da percepire come inferiore a sé, per distogliere l’attenzione dai veri colpevoli di un problema sociale, cioè chi finanzia gli istigatori all’odio.

Y

Z

zanzara s.f. 1 entità che si ingrassa col sangue di altri esseri viventi e non è quotata in borsa 2 prova indiretta della non esistenza di dio, o al limite della sua profonda malvagità.

zecca s.f. 1 insetto che produce denaro per conto di uno stato 2 vedi zanzara, 1.

zigare v.intr. verso emesso dal coniglio. Come tutti ben sanno.

zoofobia s.f. paura morbosa degli animali di una specie diversa dalla propria.

zooiatra s.m. e f. veterinario in incognito.

zucchero s.m. causa prima di carie e obesità per gli ominidi di tutto il mondo. Se la iniziale è maiuscola, può causare anche seri danni all’udito.