Adriano - racconti e altro

(V)Ocabolario

Un vocabolario diversamente serio e politicamente scorretto. Leggetelo a vostro rischio e pericolo

Indice

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Nuovi vocaboli

blasfemo agg. che offende la divinità preferita del parlante in base alla suscettibilità di quest’ultimo e non della suddetta divinità.

cloud s.f.invar. in campo informatico-divulgativo, fumosa etichetta di propaganda con cui si descrive una fantomatica “nuvola” magica digitale in cui gli utenti potrebbero salvare i propri dati e documenti, così da averli a portata di mano con ogni dispositivo e in ogni momento, anche mentre vomitano collassati davanti alla tazza del gabinetto. In termini più concreti e reali, la “nuvola” è un insieme di computer controllati da altre persone, ma più spesso multinazionali esperte di evasione fiscale, che offrono un servizio consistente nell’ospitare sui propri computer i dati e documenti altrui, in cambio del diritto di farne tutto ciò che vogliono, a cominciare dal dragarli senza pudore per ricavarne la maggiore quantità possibile di informazioni da rivendere a terze parti, per scopi anche pubblicitari.

device s.m.invar. aggeggio, ma se lo dici in inglese suona molto più serio e professionale.

diploma s.m. titolo conseguito al completamento di un corso di studi. Se è stampato su carta non troppo ruvida, è utile in caso di improvvise emergenze mentre si è un bagno.

efferato agg. feroce, tipicamente umano; usato soprattutto nel descrivere azioni violente o che il parlante considera violente e che lui non commetterebbe mai, se non quando proprio lo vuole.

epitaffio s.m. iscrizione aggiunta a una lapide nel tentativo di rendere retroattive tutte le qualità che il morto in questione avrebbe magicamente ottenuto al momento (e in virtù) del decesso.

esperto s.m. persona che sa quasi tutto di un determinato argomento e quasi niente di tutti gli altri. Per ragioni misteriose, sembra possedere una tendenza innata a parlare quasi sempre di tutti gli altri argomenti.

favoritismo s.m. benevolenza usata nei confronti di qualcun altro a nostro danno. Se la benevolenza è usata invece a nostro favore, allora è cosa buona e giusta e non c’è niente di male, perché lo fanno tutti e poi a noi serviva davvero, mica balle.

ferace agg. (lett.) fertile.

ferale agg. (lett.) funesto, che porta o simboleggia morte.

innovatore s.m. persona che fa cose vecchie in abito nuovo, nascondendosi spesso dietro a parole inglesi.

luddita s.m. 1 persona che non è contraria a prescindere alla tecnologia, ma che vuole metterne in discussione le applicazioni concrete nella vita quotidiana, invece di accettarle passivamente come un evento naturale a cui non ci si può opporre. Storicamente, ludditi erano piccoli artigiani e altri lavoratori del diciannovesimo secolo britannico, che cercavano di rivendicare migliori condizioni di lavoro e di vita ricorrendo anche alla distruzione dei macchinari come alternativa più efficace allo sciopero, in una epoca in cui i lavoratori possedevano meno diritti dell’escherichia coli 2 secondo la falsificazione semplicistica di uso comune oggigiorno, persona vecchia e retrograda che rifiuta la tecnologia e non corre felice verso le magnifiche sorti e progressive col prefisso smart-, che sono chiaramente cosa bella, buona e giusta perché lo dicono tutti i colossi mondiali dell’evasione fiscale e loro sì che ne sanno, eh.

malacologia s.f. parte della zoologia che studia i molluschi, di solito contro la loro volontà.

malizia s.f. 1 disposizione altrui ad agire deliberatamente contro onestà, virtù e giustizia. Per sua natura non si applica mai al parlante, il quale agisce sempre a scopo di bene (proprio) e comunque non lo ha fatto con cattiveria 2 capacità di vedere ovunque doppi sensi di natura sessuale e ghignare di conseguenza: praticata principalmente da Freud, bambini, adolescenti e chiunque non abbia mai superato del tutto quel periodo della propria esistenza.

meriggio s.m. (lett.) le ore intorno al mezzogiorno, considerate le più calde della giornata anche se non è necessariamente vero che lo siano.

missile s.m. strumento principale con cui si esporta democrazia, si risolvono contese internazionali e si aprono nuovi mercati da sfruttare selvaggiamente, che i mercati lo vogliano oppure no.

naupatia s.f. nome utilizzato dal mal di mare quando si presenta in pubblico in giacca e cravatta.

orologio s.m. strumento atto a misurare il ritmo del meccanismo che lo fa funzionare.

ospitalità s.f.invar. l’offrire accoglienza, vitto ed eventuale alloggio a una persona che, sul piano economico, potrebbe tranquillamente permettersi di pagare sia vitto che alloggio.

paladino s.m. 1 nelle leggende, ciascuno dei dodici cavalieri che Carlo Magno avrebbe scelto come guardia del corpo personale 2 termine con cui si descrive in modo positivo un fanatico ossessionato da qualcosa.

prefica [prè-] s.f. in epoca romana, donna pagata per piangere e lamentarsi durante i funerali. Oggi, che viviamo in epoche molto più illuminate e progressiste, la professione è aperta a entrambi i sessi ed è praticata con entusiasmo su ogni mezzo di comunicazione da chiunque voglia farsi pubblicità o ricordare al mondo la propria esistenza. Anche gratis.

ricorsivo agg. di cosa che è ricorsiva.

ruga s.f. un chiaro segno che i muscoli stanno perdendo l’eterna lotta contro la forza di gravità.

sbadiglio s.m. atto involontario con il quale manifestiamo tutto il nostro interesse verso quello che ci sta accadendo attorno.

sponsor s.m.invar. operatore economico che finanzia attività sportive, culturali, di spettacolo o politiche a fini pubblicitari, per evadere le tasse o ricavare in seguito benefici di qualsiasi natura da chi sia stato finanziato.

zoofobia s.f. paura morbosa degli animali di una specie diversa dalla propria.

A

aborigeno s.m. persona che ha avuto il cattivo gusto di scoprire e abitare una terra, prima che un esploratore certificato la potesse raggiungere e scoprire ufficialmente. Per espiare questa tracotanza, deve spesso sottoporsi alle molestie e alle malattie importate da ferventi missionari.

albero s.m. pianta con fusto alto, legnoso, provvisto di rami nella parte superiore. Presso molti mammiferi, tra cui l’uomo, svolge un ruolo fondamentale nella vita sociale, fornendo un orinatoio di emergenza per gli esemplari di sesso maschile.

afa s.f. caldo opprimente, aria soffocante per il tasso abominevole di umidità. Frequente nei periodi di canicola, soprattutto in zone maledette dall’uomo come la pianura padana, può essere considerata un’altra prova indiretta della non esistenza di dio, oppure della sua fondamentale bastardaggine, a seconda dei punti di vista e delle inclinazioni personali.

aforisma s.m. saggezza masticata, digerita ed espulsa dall’intestino, spesso contraddistinta da una tinta marrone prodotta dall’azione della bile.

alto agg. di cosa diversamente bassa. CONTR. basso.

amore s.m. 1 termine accettato in pubblico e in società per descrivere il desiderio di accoppiarsi con un altro essere umano 2 abitudine ad avere attorno una certa persona, maturata nel corso del tempo, unita al desiderio che il presente stato di cose non si modifichi nell’immediato futuro 3 comoda giustificazione per qualsiasi azione ci sia venuto in mente di fare, meglio ancora se stupida e/o dannosa.

angelo s.m. postino e sguattero tuttofare della divinità nella mitologia giudaico-cristiana. Spesso è raffigurato con ali sulla schiena e un cerchietto luminoso sopra la testa, meglio noto come aureola.

anima s.f. 1 ipotetico e indimostrato principio vitale degli esseri viventi, o almeno di quegli esseri viventi che piacciono all’uomo e di solito non finiscono a tranci nel suo frigorifero 2 secondo molte religioni e fantasticherie di vario genere, parte immateriale e immortale dell’uomo (1), grazie a cui questo scimpanzé dal pelo corto pensa, vuole, agisce e vive in generale. Come poi funzionerebbe di preciso è raramente spiegato e comunque è cosa che va accettata per fede 3 (fig.) luogo socialmente accettato e riconosciuto in cui collocare affetti e sentimenti vari, perché posizionarli nelle ghiandole suona male ed è impoeticissimo.

anulare s.m. quarto dito della mano negli ominidi che non hanno subito spiacevoli incidenti. Fondamentalmente superfluo data la sua utilità quasi nulla nella vita quotidiana, deve il proprio nome alla diffusa abitudine di decorarlo con anelli, che invece potrebbero causare disagi anche dolorosi se li infilassimo su altre dita, ben più usate nei nostri svaghi domestici e non. Secondo una diversa e controversa scuola di pensiero, invece, il nome sarebbe dovuto all’orifizio in cui è inserito di preferenza.

app s.f.invar. programma di utilità variabile, che intrattiene l’utilizzatore con suoni e luci colorate, mentre gli munge una montagna di dati personali, che saranno poi rivenduti al migliore offerente perché l’utilizzatore stesso ha dato il consenso al momento della installazione (era scritto a pagina 4191 del file che non hai letto per cliccare subito OK). La suddetta suzione di dati include (ma non è limitata a) nome, cognome, data di nascita, indirizzo, foto, abitudini alimentari e di shopping, luogo in cui ci si trova, luoghi in cui ci si è trovati in qualsiasi momento della propria vita, elenco completo dei siti visitati, elenco completo delle azioni eseguite sui siti visitati, elenco completo del contenuto del dispositivo, colore delle mutande, numero di nei sul corpo, lunghezza delle ciglia e tanto altro, la cui conoscenza è palesemente indispensabile per poter garantire un corretto funzionamento di quel programma, anche quando si tratta di un semplice solitario con cui sperperare cinque minuti mentre aspetti il treno. Il sostantivo app è abbreviazione della parola applicazione, ridotta a tre sole lettere per andare incontro alle capacità mentali medie degli utilizzatori di (o utilizzati da) smartphone, il dispositivo che ne ha favorito la proliferazione.

arbitro s.m. persona che sbaglia sempre, a parte quando dà ragione a noi, ed è di conseguenza afflitta da ogni possibile difetto e complicazione familiare. Per ovviare a questa percezione comune, spesso il termine è usato in compagnia dell’aggettivo “imparziale”, a sottolineare come la persone in questione sia equa, incorruttibile e super partes, finché dà ragione a noi.

aristocratico agg. e s.m. persona il cui unico pregio è di essere stata prodotta accidentalmente dal giusto spermatozoo e/o dal giusto ovulo; spesso è molto ricca, in virtù dei reati commessi dagli antenati, ormai prescritti e riabilitati socialmente.

asino s.m. equino spesso ingiuriato e ridicolizzato senza motivo, paragonandolo a esemplari di quel buffo primate, noto come “homo sapiens”, che a insindacabile giudizio del parlante risulterebbero difettosi o malriusciti, soprattutto sul piano mentale.

assente agg. e s.m. persona di cui saranno esposti con cura tutti i vizi e i difetti possibili nonché immaginabili, mentre si raccontano con dovizia di dettagli tutti gli aneddoti più imbarazzanti e vergognosi che la riguardano.

assicurazione s.f. forma legalizzata di gioco d’azzardo, in cui il giocatore, altresì detto assicurato, scommette contro il banco, altresì detto assicuratore, che un certo evento nocivo si verificherà a proprio danno prima di una data fissata dal banco. Se l’evento nocivo si verificherà prima di quella data, il banco pagherà la posta (forse, il più tardi possibile), altrimenti il giocatore perderà l’intera puntata.

assurdo agg. di cosa contraria alle nostre opinioni e alle nostre convinzioni, per cui palesemente sbagliata.

astemio agg. e s.m. persona che si astiene dal consumo di bevande alcooliche, a volte in tutte le occasioni, a volte accettabilmente spesso.

avarizia s.f. insana e malvagia ostinazione a trattenere i soldi nelle proprie tasche, invece di permettere che defluiscano liberamente nelle nostre, dove sarebbero molto più utili al mondo. Per sua natura, è un termine sempre riferito a terze persone e mai al parlante.

avvocato s.m. persona ben vestita, pagata per tapparsi il naso e darci ragione in una particolare circostanza, di qualunque cosa si tratti.

B

baffo s.m. (spec. pl.) filamenti cheratinosi secreti dai follicoli del labbro superiore negli umani di sesso maschile. Ma anche in alcuni esemplari di sesso femminile. Molto utili per la loro funzione di trattenere il muco in caduta libera dalle narici, in assenza di fazzoletti o buone maniere.

bandiera s.f. drappo di forma perlopiù rettangolare, spesso colorato, che una razza di scimpanzé dal pelo corto ama spargere attorno a sé per marcare il proprio territorio, in modo analogo a quanto fanno i canidi con gli schizzi di urina.

barba s.f. insieme dei filamenti cheratinosi secreti dai follicoli di guance e mento negli umani di sesso maschile. Principalmente. Tra le varie funzioni svolte, rilevante è quella di raccogliere e conservare frammenti di cibo caduti dalla bocca, per consentire all’umano di nutrirsene in seguito e ridurre così lo spreco alimentare.

barbaro agg. incivile, selvaggio, primitivo, dotato di barba.

basso agg. di cosa diversamente alta. CONTR. alto.

beneficenza s.f. azione che l’autore considera arbitrariamente buona, compiuta a favore di uno o più destinatari che l’autore considera arbitrariamente meritevoli, che i destinatari lo vogliano o meno. Il suo principale scopo è di gratificare coscienza e autostima dell’autore, oltre a migliorarne l’immagine pubblica e far dimenticare tutti i reati che ha commesso in precedenza, che sta tuttora commettendo o che commetterà a breve.

bestemmia s.f. accorata invocazione del nome di una divinità, carico di sentimento e accompagnato da tutti gli epiteti che sembrano più adatti al contesto o che soddisfano la creatività dell’invocatore.

blasfemo agg. che offende la divinità preferita del parlante in base alla suscettibilità di quest’ultimo e non della suddetta divinità.

blatta s.f. scarafaggio in incognito.

bue s.m. toro sottoposto a mutilazione genitale.

bugia s.f. 1 deliberata falsificazione della realtà, perpetrata per ricavarne vantaggi personali di vario tipo, a seconda delle convinzioni e degli interessi di chi se ne serve 2 piccolo candeliere con la base a forma di piatto.

burattino s.m. fantoccio costruito grossomodo come un guanto e manovrato attraverso una forma di fisting estremo. Spesso e volentieri questo termine è utilizzato anche per riferirsi alla marionetta, che invece è un oggetto completamente diverso, che funziona in un modo completamente diverso.

C

canicola s.f. periodo dell’anno in cui si crepa di caldo.

canizza s.f. sostantivo usatissimo nel linguaggio corrente (ma anche no), indica l’abbaiare frenetico e furioso tipico di una muta di cani da caccia, lanciati all’inseguimento della preda.

capocchia s.f. estremità rotondeggiante e ingrossata di spilli e affini, su cui gli angeli amavano danzare mentre i bizantini li contavano.

carnivoro agg. di animale che si nutre di forme di vita che non sono riuscite a scappare o che non lo hanno visto in tempo.

casa s.f. edificio in cui si sperimenta la convivenza pacifica tra specie diverse, come umani, cani, gatti, topi, scarafaggi, ragni, mosche, zanzare, cimici e molto altro ancora. La convivenza è riuscita, ma resta ancora molto da lavorare sulla sua componente pacifica.

cervello s.m. parte del corpo con cui pensiamo di pensare. Spesso ma non necessariamente è collocato all’interno del cranio.

ciarlatano s.m. 1 chi tenta di vendere merci scadenti, spacciandole per buone 2 persona che sfrutta la credulità altrui a proprio vantaggio, spesso per rifilare incredibili panzane spacciandole per idee fantastiche, belle, buone e giuste. Tipici esempi di entrambe le categorie sono politici, ex comici riciclati come politici, amministratori delegati, colossi IT e affini.

cimice s.f. insetto emittero parassita dell’uomo, oppure di vegetali, a seconda della specie: sempre un parassita in ogni caso. Col suo gradevole ronzio nella nostre stanze ci ricorda che l’estate è alla fine e che noi non abbiamo chiuso bene la finestra, oppure che non abbiamo controllato a dovere il bucato. Puzza se spiaccicata.

circoncisione s.f. forma di mutilazione genitale maschile accettata e approvata socialmente. In età adulta è eseguita soprattutto su pornodivi consenzienti e uomini che aspirano a emularli, ma presso gli ebrei e altri popoli semitici persiste tuttora come antico e barbarico rito tribale, a cui sottoporre di preferenza soggetti incapaci di opporsi o esprimere una qualunque opinione in merito, come i bambini di pochi mesi. Dopotutto è tradizione.

citazione s.f. frase che avrebbe detto la persona X e che spesso è ripetuta attribuendola alla persona Y, perché in quel particolare periodo storico ha un punteggio sociale superiore rispetto a quello di X. Cosa significhi effettivamente la frase ripetuta è un dettaglio spesso ignorato e/o travisato.

cloud s.f.invar. in campo informatico-divulgativo, fumosa etichetta di propaganda con cui si descrive una fantomatica “nuvola” magica digitale in cui gli utenti potrebbero salvare i propri dati e documenti, così da averli a portata di mano con ogni dispositivo e in ogni momento, anche mentre vomitano collassati davanti alla tazza del gabinetto. In termini più concreti e reali, la “nuvola” è un insieme di computer controllati da altre persone, ma più spesso multinazionali esperte di evasione fiscale, che offrono un servizio consistente nell’ospitare sui propri computer i dati e documenti altrui, in cambio del diritto di farne tutto ciò che vogliono, a cominciare dal dragarli senza pudore per ricavarne la maggiore quantità possibile di informazioni da rivendere a terze parti, per scopi anche pubblicitari.

commestibile agg. di cosa che può essere mangiata senza causare gravi danni all’organismo, oppure i cui gravi danni all’organismo non sono ancora stati scoperti e/o resi pubblici.

complice s.m. e f. persona che collabora a un reato, facilitando, aiutando attivamente o difendendo il reo; nella sua ultima accezione può essere a volte considerata un sinonimo di avvocato difensore.

complimento s.m. forma politicamente corretta e socialmente accettata per esprimere la propria invidia nei confronti di un’altra persona.

confine s.m. linea immaginaria che separa i diritti immaginari di uno stato dai diritti immaginari di un altro stato.

conformismo s.m. atteggiamento di chi cambia il proprio comportamento per adeguarlo alle opinioni o alle azioni di altri. Pur essendo uno dei pilastri su cui poggia la società umana, è evidente che sono soltanto le altre persone a comportarsi così, mai il parlante: noi siamo sempre originali, per questo ci vestiamo come si vestono in milioni, amiamo le cose che amano in milioni, ripetiamo ciò che dicono in milioni, pensiamo ciò che pensano in milioni e siamo fondamentalmente indistinguibili da una qualunque persona pescata a caso tra i milioni che ci circondano.

conoscente s.m. e f. persona con cui intratteniamo rapporti sufficientemente stretti per poterle chiedere qualcosa in prestito, ma non sufficientemente stretti per prestarle qualcosa.

conservatore s.m. persona affezionata ai buoni vecchi mali di una volta, che guarda con sospetto ai nuovi mali del futuro.

consolazione s.f. consapevolezza che persone di gran lunga migliori di noi se la stanno passando molto peggio di noi, senza avere fatto nulla per meritarselo.

corno s.m. protuberanza ossea, a volte ramificata, che sporge in forma singola o in coppia sulla testa di varie specie animali, nonché di umani che hanno problemi col proprio partner. In questo ultimo caso, solitamente sono doppie e ramificate.

criminale agg. e s.m. e f. chi è stato sorpreso a commettere un’azione delittuosa non approvata dalla buona società.

cristianesimo s.m. religione che prende il nome dal suo fondatore mitologico e supposto primo predicatore: Gesù Cristo. Oggigiorno è diffusa principalmente come religione da supermercato, in cui i suoi fedeli pescano liberamente le regole, gli aspetti e gli insegnamenti che sono più comodi da sbandierare al momento, lasciando invece sugli scaffali tutti quelli troppo faticosi, oppure che male si adattano al modo in cui amano vivere in società e in privato.

crocifisso s.m. feticcio della religione cristiana, che dovrebbe rappresentare il suo fondatore mitico, inchiodato a due assi di legno. È spesso utilizzato dai credenti di questa religione come mezzo per marcare il proprio territorio, nonché per ricordare a se stessi quale religione professino al momento, nel caso debbano dichiararlo in pubblico per fare bella figura.

cuore s.m. muscolo cavo, situato nella parte mediana della cavità toracica, che permette la circolazione sanguigna attraverso una serie di contrazioni e dilatazioni. Per qualche ragione, questo muscolo è spesso accusato a torto delle peggiori nefandezze e più mielose banalità, soprattutto in campo poetico.

D

democrazia s.f. forma di governo in cui il potere è esercitato dai più ricchi attraverso uomini di paglia liberamente eletti dai cittadini.

device s.m.invar. aggeggio, ma se lo dici in inglese suona molto più serio e professionale.

diaria s.f. compenso giornaliero pagato a un lavoratore per un incarico fuori sede. L’ammontare del compenso è variabile a seconda del lavoro e del datore, ma l’etimologia della parola ci fornisce un suggerimento sulla sua entità più probabile: “di-aria”.

diario s.m. registrazione giornaliera o quasi di ricordi, pensieri e avvenimenti di cui possiamo parlare con noi stessi senza sentirci troppo in imbarazzo, oppure per i quali abbiamo già provveduto a inventare una buona giustificazione. Se destinato a una fruizione pubblica e non privata, pratico mezzo per alterare la nostra immagine e adattarla a quello che noi vorremmo che gli altri pensassero di noi.

diffamare v.tr. 1 creare a qualcuno una cattiva fama, raccontando menzogne sul suo conto 2 creare a qualcuno una cattiva fama, raccontando la verità sul suo conto.

dimettersi v.rifl. abbandonare volontariamente un ufficio o una carica, di solito perché la poltrona sta diventando troppo calda e una prolungata permanenza in loco potrebbe causare gravi danni alla nostra persona e/o alle nostre tasche.

dio s.m. comodo amico invisibile a cui possiamo attribuire arbitrariamente la colpa o il merito per qualsiasi cosa accada. Spesso e volentieri è invocato per motivare e giustificare le azioni più assurde e insensate.

diploma s.m. titolo conseguito al completamento di un corso di studi. Se è stampato su carta non troppo ruvida, è utile in caso di improvvise emergenze mentre si è un bagno.

dissenteria s.f. malattia epidemica dell’intestino, caratterizzata da forte divergenza di opinioni tra ciò che deve essere conservato e ciò che deve essere espulso in fretta.

dittatura s.f. forma di governo in cui il potere è esercitato dai più ricchi attraverso un uomo di paglia imposto direttamente da loro.

dizionario s.m. opera di proprietà di un parente dal nome alquanto insolito, dove sono raccolti vocaboli e locuzioni di una certa lingua.

E

educato agg. di persona che si comporta come diciamo noi e non ci rompe le scatole.

efferato agg. feroce, tipicamente umano; usato soprattutto nel descrivere azioni violente o che il parlante considera violente e che lui non commetterebbe mai, se non quando proprio lo vuole.

egloga s.f. antico componimento poetico di argomento pastorale, normalmente composto da chi non avrebbe mai fatto il pastore in vita propria, neppure sotto minaccia di morte.

egoismo s.m. amore esagerato di se stesso e dei propri interessi, anche a costo di danneggiare gli egoismi altrui.

egoista s.m. e f. persona che soffre di egoismo, in quanto si rifiuta di ascoltarci e fare quello che noi vorremmo che facesse, ossia qualcosa che ci tornerebbe comodo e/o utile.

elettore s.m. chi ha il diritto di votare per le persone scelte da altre persone.

epitaffio s.m. iscrizione aggiunta a una lapide nel tentativo di rendere retroattive tutte le qualità che il morto in questione avrebbe magicamente ottenuto al momento (e in virtù) del decesso.

erbivoro agg. di animale che si nutre di forme di vita incapaci di fuggire, difendersi, lamentarsi od opporsi in qualsivoglia modo, in quanto radicate al suolo e prive di voce.

eroe s.m. criminale esperto di pubbliche relazioni, o dotato di un buon agente.

escort s.f. prostituta con tariffe molto alte.

esperienza s.f. saggezza costruita sulla base di ciò che ci è accaduto in passato e che ci permette di conoscere in anticipo quali errori commetteremo di nuovo alla prima occasione utile.

esperto s.m. persona che sa quasi tutto di un determinato argomento e quasi niente di tutti gli altri. Per ragioni misteriose, sembra possedere una tendenza innata a parlare quasi sempre di tutti gli altri argomenti.

esploratore s.m. persona che ha ricevuto dal proprio sovrano e/o governo il diritto di scoprire per primo terre dove altre persone vivevano già da secoli, ma senza autorizzazione ufficiale.

estate s.f. la stagione dell’anno in cui i telegiornali ci annunciano sorpresi che farà caldo, qualora non ce ne fossimo già accorti uscendo di casa o semplicemente guardando il calendario. Comincia ufficialmente col solstizio d’estate, almeno nell’emisfero boreale, e finisce sempre troppo presto o troppo tardi, a seconda delle inclinazioni personali. Rende le città ancora più inabitabili del solito.

estro s.m. 1 stimolo, ispirazione artistica (per un dato valore di arte) 2 periodo in cui si è in calore e si cerca l’accoppiamento, in un modo o nell’altro.

evasore s.m. chi commette una evasione fiscale e non è abbastanza ricco e/o famoso per rimanere impunito, pagando al massimo una multa irrisoria a fronte di somme enormi sottratte al fisco. SIN attore, cantante, sportivo professionista, imprenditore, amministratore delegato, politico, avvocato e più o meno chiunque abbia un reddito (non necessariamente dichiarato) ad almeno sei cifre, in Italia o all’estero.

F

farfalla s.f. insetto dell’ordine dei lepidotteri dotato di un ottimo ufficio stampa e capace di vendere al meglio la propria immagine: grazie a questo, si è costruito una immagine molto positiva presso numerosi gruppi di ominidi, pur essendo fondamentalmente un bruco con quattro ali colorate e una bocca a proboscide.

favoritismo s.m. benevolenza usata nei confronti di qualcun altro a nostro danno. Se la benevolenza è usata invece a nostro favore, allora è cosa buona e giusta e non c’è niente di male, perché lo fanno tutti e poi a noi serviva davvero, mica balle.

fede s.f. atto del credere, senza alcuna evidenza, a quanto dichiarato da un’altra persona, spesso ma non necessariamente vestita in modo strano e/o ridicolo. Per sua natura, questa credenza non può essere spiegata o giustificata in alcun modo, ma deve essere accettata così come è, in virtù della supposta autorità di chi ne parla.

ferace agg. (lett.) fertile.

ferale agg. (lett.) funesto, che porta o simboleggia morte.

feticcio s.m. cosa, oggetto o essere inanimato a cui è attribuito un qualche tipo di forza magica o potere spirituale, per ragioni note solo alla mente di chi lo venera, e attorno a cui spesso si sviluppa un culto religioso o roba simile.

fiato s.m. aria emessa dai polmoni attraverso la bocca. A seconda delle abitudini alimentati e igieniche del proprietario della bocca in questione, può trasformarsi in un’arma impropria, nonché estremamente sgradevole.

filantropo s.m. persona ricca e spesso, ma non necessariamente, vecchia e calva, che ritiene di aver ormai soddisfatto tutte le proprie voglie e decide di reinvestire una piccola parte della refurtiva per migliorare la propria immagine pubblica attraverso opere di beneficenza a favore dei poveri che, a suo parere, sono più meritevoli di riceverle.

fischione s.m. 1 specie di anitra selvatica 2 (region.) improvviso e lancinante disturbo intestinale.

forfora s.f. insieme delle squame che si staccano dal cuoio capelluto e si depositano allegramente sulle spalle degli abiti, con pregevole effetto-neve.

fortuna s.f. potere sovrannaturale che regala il successo a persone che non lo meriterebbero, perché dotate di scarse capacità e infima tempra morale, nonché palesemente inferiori a noi. Per sua natura, si usa soltanto per giustificare i risultati altrui, a meno che il parlante non voglia fingersi modesto.

fumatore s.m. suicida pigro.

funerale s.m. elaborato, variegato e spesso dispendioso complesso di riti e operazioni, tramite cui si procede allo smaltimento o allo stoccaggio dei rifiuti solidi umani, prodotti al momento della dipartita di qualcuno.

furbo agg. di persona che sfrutta la stupidità altrui per risparmiarsi il lavoro di pensare, attività a cui spesso la natura non lo avrebbe comunque predisposto.

G

ganghero s.m. cardine da cui escono le persone che si arrabbiano o perdono la pazienza.

gelosia s.f. ansietà tormentosa di perdere qualcosa che, se perso, dimostra all’istante che non valeva poi neppure la pena di preoccuparsi tanto di conservarlo.

genealogia s.f. scienza che studia e compila il pedigree di un essere umano.

geofagia s.f. curiosa perversione che spinge una persona a cibarsi di terra, cenere e variazioni sul tema. Meglio non farsi domande, sono cose che succedono.

giorno s.m. periodo di tempo di ventiquattro ore, perlopiù sprecate.

giovane agg. 1 (antiq.) che è nell’età tra l’adolescenza e la maturità 2 che appartiene grossomodo alla stessa fascia di età del parlante o di una persona a lui cara, indipendentemente da cosa direbbe l’anagrafe.

giustificare v.tr. cercare di fare coincidere il fantastico mondo che abbiamo creato dentro la nostra testa col mondo che invece esiste all’esterno di essa e che non ha alcun interesse per quello che noi immaginiamo. Nei casi più comuni comporta l’invenzione di una o più scuse per spiegare come mai l’azione da noi appena compiuta non sia stupida, sbagliata o riprovevole, ma perfettamente sensata, logica e sacrosanta; se non funziona, è comunque colpa di qualcun altro.

giustizia s.f. 1 virtù per cui si dà a noi tutto ciò che riteniamo ci sia dovuto 2 situazione conforme all’insieme delle leggi al momento in vigore.

gota s.f. termine ricercato per indicare la guancia, utilizzato principalmente da adolescenti affetti da sindrome poetica, oppure in canzoni che, secondo tradizione, dovrebbero essere cantate in spiaggia attorno a un fuoco, con accompagnamento di chitarra, come rito per propiziare l’accoppiamento tra giovani ominidi.

guano s.m. sostanza ricca di fosforo e azoto, utilizzabile come fertilizzante, proveniente da depositi naturali di escrementi di uccelli, come i monumenti o le automobili parcheggiate in vie alberate.

guardone s.m. persona che trae godimento dallo spiare altre persone mentre si spogliano, oppure mentre svolgono attività in cui la presenza di vestiti è sconsigliata e/o scomoda.

H

I

illusione s.f. tutto ciò che contraddice il fantastico disegno che abbiamo creato dentro le nostre teste. Usata spesso in filosofia e nelle scienze, quando si incontrano elementi che non si riescono a fare rientrare in nessun aspetto di una teoria o di una ipotesi.

impalare v.tr. 1 praticare un fisting estremo 2 infilzare da parte a parte con un palo appuntito o altro oggetto equipollente. Tipo spiedino, ma di solito eseguito su un soggetto ancora vivo e raramente consenziente.

impunità s.f. esenzione dalla pena che sarebbe prevista per una colpa o un reato commesso. Di solito è dovuta alla ricchezza o alla fama del reo.

indecisione s.f. mancanza di sicurezza nelle proprie scelte. Credo. Però potrebbe anche essere qualcosa di diverso, adesso che ci penso bene. Non so.

indiano s.m. 1 nativo delle Indie 2 nativo delle Americhe 3 nativo della terra in cui l’esploratore di turno crede di essere arrivato, prima di accorgersi di aver tenuto la mappa al contrario.

indignazione s.f. sdegno morale che rafforza temporaneamente la nostra autostima, illudendoci di essere migliori di quello che in realtà siamo. È anche un condimento che rende più saporite tutte le vivande consumate davanti al telegiornale, nel caldo confortevole delle nostre case.

indovino s.m. persona che sostiene di saper prevedere il futuro, soprattutto dopo copiose libagioni a base di bevande derivate dall’uva.

ingrato agg. persona a cui abbiamo fatto un beneficio.

innovatore s.m. persona che fa cose vecchie in abito nuovo, nascondendosi spesso dietro a parole inglesi.

insulto s.m. formula moderna per esprimere dissenso nei confronti di qualcosa o qualcuno, nonché per esporre critiche costruttive. Ha sostituito formule più antiquate e palesemente inadatte allo scopo, come la discussione e il confronto tra opinioni.

inverno s.m. la stagione dell’anno in cui i telegiornali ci annunciano sorpresi che potrebbe fare freddo e a volte addirittura nevicare, qualora non ce ne fossimo già accorti uscendo di casa, oppure guardando il calendario. Comincia ufficialmente col solstizio di inverno, almeno nell’emisfero boreale, che poi è quello in cui viviamo noi.

ipocrisia s.f. simulazione di virtù e buoni sentimenti eseguita da chi non li possiede, al fine di fare bella figura e guadagnarsi la simpatia di altre persone. In una forma più o meno consapevole e deliberata è uno dei pilastri su cui poggia la natura umana, assieme al conformismo.

ironia s.f. strumento retorico utilizzato spesso per insultare o deridere una persona, senza che questa se ne accorga subito: consiste fondamentalmente nel dire l’opposto di ciò che si pensa, ma in modo elegante e talvolta divertente (almeno secondo il parlante).

J

K

killer s.m. alchimista che ha scoperto un modo efficace per trasformare il piombo in oro.

L

ladro s.m. persona che ruba poco, non indossa abiti eleganti ed è disapprovata nella buona società, a differenza di colleghi di alto bordo quali imprenditori, industriali o amministratori delegati.

lana s.f. filamento cheratinoso secreto dai bulbi piliferi delle pecore; gli umani amano tagliarlo e usarlo per ricoprire il proprio corpo, come difesa dal freddo o semplicemente perché è bello farlo.

lapin s.m. nome d’arte del coniglio, quando è utilizzato per produrre pellicce.

lavoro s.m. modo in cui molte persone non ricche e non nobili cercano di procurarsi il necessario per il proprio sostentamento.

libertà s.f. diritto immaginario di poter fare tutto quello che vogliamo, senza doverci poi assumere la responsabilità di ciò che abbiamo fatto e pagarne le eventuali conseguenze.

lucciola s.f. 1 piccolo insetto dei coleotteri, tipico delle sere estive e caratterizzato dalla luminosità degli ultimi segmenti dell’addome 2 puttana, ma detto in forma elegante e poetica.

luddita s.m. 1 persona che non è contraria a prescindere alla tecnologia, ma che vuole metterne in discussione le applicazioni concrete nella vita quotidiana, invece di accettarle passivamente come un evento naturale a cui non ci si può opporre. Storicamente, ludditi erano piccoli artigiani e altri lavoratori del diciannovesimo secolo britannico, che cercavano di rivendicare migliori condizioni di lavoro e di vita ricorrendo anche alla distruzione dei macchinari come alternativa più efficace allo sciopero, in una epoca in cui i lavoratori possedevano meno diritti dell’escherichia coli 2 secondo la falsificazione semplicistica di uso comune oggigiorno, persona vecchia e retrograda che rifiuta la tecnologia e non corre felice verso le magnifiche sorti e progressive col prefisso smart-, che sono chiaramente cosa bella, buona e giusta perché lo dicono tutti i colossi mondiali dell’evasione fiscale e loro sì che ne sanno, eh.

M

maiale s.m. 1 dispensa che cammina 2 animale brutalmente diffamato, paragonandolo a esseri umani grassi, sporchi o dalle abitudini sessuali non apprezzate pubblicamente.

malacologia s.f. parte della zoologia che studia i molluschi, di solito contro la loro volontà.

malalingua s.f. (antiq.) persona diversa da noi, che si diverte a spettegolare sugli altri e diffondere notizie vere o false sul loro conto; noi non lo siamo mai, perché esprimiamo sempre e solo pareri oggettivi e verificabili e comunque non ci mettiamo cattiveria, quindi non c’è nulla di male.

malizia s.f. 1 disposizione altrui ad agire deliberatamente contro onestà, virtù e giustizia. Per sua natura non si applica mai al parlante, il quale agisce sempre a scopo di bene (proprio) e comunque non lo ha fatto con cattiveria 2 capacità di vedere ovunque doppi sensi di natura sessuale e ghignare di conseguenza: praticata principalmente da Freud, bambini, adolescenti e chiunque non abbia mai superato del tutto quel periodo della propria esistenza.

marionetta s.f. fantoccio costruito in legno e manovrato attraverso fili attaccati alle sue estremità, che nella variante siciliana è solitamente chiamato pupo. È confuso spesso e volentieri col burattino, per ragioni dovute forse alla limitata capienza cranica del parlante, che avrebbe dunque problemi a ricordare un numero troppo elevato di parole diverse.

matricida s.m. e f. persona che non ha gradito molto l’essere nata e lo ha fatto notare in modo assai diretto a chi l’ha partorita. Orfano fai-da-te.

matrimonio s.m. contratto di coabitazione e schiavitù reciproca stipulato tra due persone, almeno in teoria consenzienti. In caso di inadempienza, può prevedere orribili penali sul piano economico.

memoria s.f. facoltà della mente di conservare e rievocare esperienze e conoscenze passate, ma solo nel modo e nelle occasioni in cui ci fa comodo. Il suo contenuto non è fissato definitivamente, ma si modifica ogni volta che lo recuperiamo e ci dedichiamo a un qualche flashback solitario, in quanto lo coloriamo con gli stati d’animo del momento e poi ne salviamo una nuova versione modificata, che sovrascrive quella precedente.

mensa s.f. locale dove i membri di una comunità si riuniscono per consumare materiale più o meno organico, che qualcuno ha deciso di considerare cibo.

meriggio s.m. (lett.) le ore intorno al mezzogiorno, considerate le più calde della giornata anche se non è necessariamente vero che lo siano.

metafora s.f. figura retorica con cui si esprime, sulla base di una similitudine, una cosa diversa da quella nominata: è fondamentalmente una comparazione tagliata corta, tramite amputazione a volte indolore di aggettivo e “come”.

metonimia s.f. figura retorica che consiste nell’utilizzo del nome di una cosa in sostituzione del nome di un’altra cosa a essa correlata: la causa al posto dell’effetto, l’autore al posto dell’opera, il contenitore al posto del contenuto e così via (p.e. bere un bicchiere, leggere Leopardi). La funzione principale di questa figura retorica è consentire a persone spiritose (o autopresunte tali) di esibirsi in battute di gusto assai discutibile quando noi la usiamo inconsapevolmente.

milite s.m. chi fa parte di un corpo militare o militarizzato: soldato o roba simile.

milza s.f. grossa ghiandola situata nella parte superiore sinistra dell’addome, la cui unica funzione socialmente riconosciuta è di farci male quando corriamo troppo.

missile s.m. strumento principale con cui si esporta democrazia, si risolvono contese internazionali e si aprono nuovi mercati da sfruttare selvaggiamente, che i mercati lo vogliano oppure no.

mitilo s.m. mollusco marino dei lamellibranchi, commestibile perché non può opporsi, solitamente appiccicato a scogli e superfici analoghe: meglio noto come cozza.

mitridatismo s.m. assuefazione dell’organismo all’effetto di veleni, ottenuta assumendoli a piccole dosi progressive. Non provatelo a casa! Prende il nome da re Mitridate VI di Ponto, il quale avrebbe bevuto ogni giorno qualche goccia di un miscuglio di veleni, per proteggersi contro eventuali tentativi di assassinarlo tramite avvelenamento. Ma poi è morto accoltellato.

moda s.f. 1 strategia che incentiva i consumi, convincendo che oggetti perfettamente funzionanti siano ormai superati e da sostituire con oggetti nuovi e più costosi. 2 cosa che seguono gli altri: noi siamo sempre originali.

monarchia s.f. forma di governo in cui il potere è esercitato dai più ricchi attraverso un uomo di paglia selezionato in base al pedigree.

monumento s.m. lussuoso ed elaborato bagno pubblico per piccioni.

morale s.f. 1 insieme di norme arbitrarie tramite cui possiamo spettegolare sul comportamento degli altri e sentirci superiori a loro 2 insegnamento contenuto in una favola, almeno secondo l’autore.

mosca s.f. insetto dei ditteri, che ha discutibili abitudini alimentari e trova molto difficile uscire al primo tentativo da una finestra aperta solo a metà.

N

narice s.f. ciascuna delle due cavità del naso, le cui funzioni principali sono permettere la respirazione e offrire agli ominidi un passatempo rapido ed economico, grazie a un affascinante sistema di grotte aperte all’esplorazione digitale.

naupatia s.f. nome utilizzato dal mal di mare quando si presenta in pubblico in giacca e cravatta.

necrofilia s.f. attrazione morbosa e spesso sessuale per i morti e tutto ciò che li riguarda. Il culto delle reliquie ne è una variante religiosa socialmente accettata.

neve s.f. vapore acqueo condensato nell’atmosfera sotto forma di finissimi aghetti di ghiaccio, cristallizzati attorno a un granello di polvere o altra porcheria analoga, che svolazzava allegramente sospesa nell’aria. Commestibile se bianca; se di colore differente, commestibile a proprio rischio e pericolo.

nobile agg. dotato di tempra morale così salda, da essere quasi paragonabile a noi. s.m. e f. vedi aristocratico.

nosocomio s.m. ospedale in incognito.

nostalgia s.f. desiderio vivissimo di persone, cose o luoghi lontani, dopo che una protratta distanza spaziale o temporale ha operato una profonda selezione dei nostri ricordi, conservando solo quelli positivi o comodi e rimuovendo tutto il resto. In altri termini, desiderio di ritornare a un luogo o un tempo che non è mai esistito al di fuori della nostra mente.

nullatenente agg. e s.m. e f. che, chi dichiara di non possedere alcunché, o perché effettivamente non possiede nulla, oppure perché tutto ciò che possiede è intestato ad altre persone.

O

ombelico s.m. concavità tondeggiane nell’addome, la cui funzione principale è accumulare lanugine e altre cose strane.

ombra s.f. zona di oscurità prodotta da un corpo opaco che intercetta e blocca la luce. Molto ricercata durante la stagione estiva.

omeopatia s.f. pratica basata sulla convinzione di poter curare davvero una persona malata, somministrandole in piccolissime dosi quelle stesse sostanze che, se assunte in dosi ben maggiori, causerebbero l’insorgere della malattia in un organismo sano.

onicofagia s.f. termine colto ed elegante con cui si descrive il vizio di mangiare le unghie (proprie o anche altrui, se davvero volete), ingurgitando così le civiltà di batteri che si stavano pacificamente sviluppando nello sporco accumulato sotto di esse.

onnivoro agg. di animale di bocca buona, che non si pone troppi problemi sulla origine del cibo.

orinatoio s.m. luogo di pubblico accesso per orinare, spesso a pagamento se in una zona turistica o se gira così agli amministratori: dopotutto, pecunia non olet. All’occorrenza, diverse superfici non progettate inizialmente per questo scopo ne possono comunque svolgere le funzioni, a seconda della creatività dei bisognosi: alberi, pali, muri, angoli, piante in vaso e più o meno qualunque altra cosa ci sia nelle vicinanze.

orologio s.m. strumento atto a misurare il ritmo del meccanismo che lo fa funzionare.

ospitalità s.f.invar. l’offrire accoglienza, vitto ed eventuale alloggio a una persona che, sul piano economico, potrebbe tranquillamente permettersi di pagare sia vitto che alloggio.

ostia s.f. sottile pezzo di pane, molto simile a carta, trasformato magicamente in carne umana da uno stregone nel corso di una cerimonia e successivamente distribuito tra i seguaci, senza osservare le più basilari norme igieniche per il trattamento degli alimenti.

ovazione s.f. espulsione di un uovo accompagnata da fragorosi applausi.

P

paladino s.m. 1 nelle leggende, ciascuno dei dodici cavalieri che Carlo Magno avrebbe scelto come guardia del corpo personale 2 termine con cui si descrive in modo positivo un fanatico ossessionato da qualcosa.

parricida s.m. e f. persona che non ha gradito molto l’essere nata e lo ha fatto notare in modo assai diretto a chi ha collaborato a produrla. Orfano fai-da-te.

parsimonia s.f. saggia e lungimirante scelta di trattenere i soldi nelle nostre tasche, invece di lasciare che altri se ne approprino per fini sicuramente malvagi e impuri. Per sua natura, è un termine sempre riferito al parlante e mai a terze persone.

perdonare v.tr. astenersi temporaneamente dal punire un danno o una offesa che qualcuno ci ha causato, al solo scopo di poterglielo rinfacciare alla prima occasione utile.

perla s.f. granello di polvere o altro corpo estraneo, introdotto nel guscio di un mollusco marino e da quest’ultimo ricoperto di secrezioni mucose, durante la propria agonia. Per ragioni non chiare pare essere molto apprezzato dagli umani, soprattutto di sesso femminile.

permalosità s.f. caratteristica che possiedono solo le altre persone e che le porta a reagire male ai nostri scherzi più simpatici e intelligenti.

permaloso agg. di persona che, per motivi misteriosi, non gradisce i nostri scherzi o le nostre battute. Per sua natura, è un aggettivo che non si riferisce mai al parlante.

peto s.m. scoreggia, ma meno volgare.

pidocchio s.m. 1 piccolo insetto dal corpo piatto, che vive come parassita tra i capelli degli umani, nutrendosi di sangue 2 (fig.) persona estremamente avara, che si rifiuta di darci i soldi che le abbiamo chiesto o di comprarci quello che vorremmo.

pioggia s.f. precipitazione di acqua dal cielo, per condensazione del vapore acqueo nelle nubi. Pur essendo un fenomeno del tutto normale e piuttosto frequente, almeno in zone non desertiche, negli ultimi anni è diventato anche sinonimo di catastrofe naturale, specie in quei territori che sono stati urbanizzati utilizzando parti dell’anatomia umana non originariamente preposte alla progettazione e realizzazione di aree urbane: quasi tutta l’Italia, in pratica.

polpetta s.f. pietanza di piccole dimensioni, forma tondeggiante e schiacciata, preparata mischiando gli avanzi dei giorni precedenti, più tutto ciò che passava di lì e non è fuggito in tempo. Spesso è ricoperta da una impanatura, a preservare la salute mentale di chi la mangerà.

polvere s.f. sostanza magica che si genera in continuazione, costringendoci a pulire le superfici di casa quando vogliamo fare bella figura con gli ospiti. Lo spazio sotto ai letti ne è uno dei maggiori produttori.

popolo s.m. entità fantastica che è immaginata abitare un paese e che non ha alcuna relazione con il concreto insieme degli ominidi che vi abitano. Spesso è invocata da stregoni e altri ciarlatani che si esibiscono in pubblico, nella convinzione che il magico tocco di questa entità possa nobilitare in un attimo qualunque cosa stiano dicendo. Particolarmente famosa è la sua Volontà, invocata solo nelle occasioni in cui coincide con quanto pensiamo o vogliamo noi; in tutti gli altri casi è palesemente il risultato di un broglio, un inganno o il prodotto di povere menti inferiori, che non sanno pensare pensieri elevati come quelli del parlante.

porca s.f. 1 la striscia di terra rialzata lasciata dall’aratro, tra un solco e l’altro 2 donna dalla morale e dalle abitudini sessuali molto biasimate in pubblico, ma molto apprezzate in privato.

porco s.m. 1 vedi maiale, ma più offensivo 2 nella religione cristiana, il più diffuso epiteto con cui è invocata quotidianamente la divinità.

povero agg. che ha scarsità di qualcosa. s.m. persona pigra e sfaccendata, che si ostina a deturpare l’estetica delle città e importunare la gente perbene (cioè dotata di reddito superiore a una certa soglia, oppure il parlante).

prefica [prè-] s.f. in epoca romana, donna pagata per piangere e lamentarsi durante i funerali. Oggi, che viviamo in epoche molto più illuminate e progressiste, la professione è aperta a entrambi i sessi ed è praticata con entusiasmo su ogni mezzo di comunicazione da chiunque voglia farsi pubblicità o ricordare al mondo la propria esistenza. Anche gratis.

primate s.m. arcivescovo che ha il primato ecclesiastico in una regione; è chiamato così in quanto di solito appartiene all’ordine omonimo (primati), a meno che in quella regione non siano successe cose molto insolite.

primati s.m.pl. ordine di mammiferi comprendente scimmie e ominidi. Sì, anche noi.

privatizzare v.tr. trasferire a proprietà privata i profitti derivanti da un bene o un servizio pubblico, di solito mantenendo a carico della comunità tutti i suoi debiti e le spese. Nella maggior parte dei casi questa azione è seguita da un aumento dei prezzi e un peggioramento nella qualità dei servizi.

progressista s.m. persona che disprezza i vecchi mali del passato e guarda con entusiasmo ai nuovi mali che il futuro gli porterà.

prostituta s.f. dispensatrice di affetto negoziabile. Donna che fa sesso per soldi e dispone di un apposito tariffario, a differenza di quelle che sposano milionari vecchi e obesi per amore (3).

proverbio s.m. cosa che diceva mio nonno; formuletta precompilata e precotta, comoda da usare quando non si ha voglia di pensare in proprio o non si sa come riempire un discorso.

pubblicità s.f. il complesso dei sistemi e dei mezzi con si inculca nel pubblico la convinzione che soltanto un determinato prodotto potrà soddisfare un bisogno vitale che, fino a poco prima, nessuno sapeva nemmeno di possedere.

pupazzo s.m. fantoccio con disturbi psichici.

Q

quaglia s.f. uccello migratore con coda corta e piume scure, maculate; commestibile contro la propria volontà. Celebre per il suo salto.

questua s.f. raccolta di elemosina, mascherata dietro una parola insolita per farla suonare più elegante.

R

ragazzo s.m. 1 (antiq.) giovinetto che non ha ancora raggiunto l’età della pubertà 2 persona che appartiene grossomodo alla stessa fascia di età del parlante e che quindi non può per natura essere vecchia 3 (fam.) persona di sesso maschile con cui ci si accoppia quando si è più giovani.

ragnatela s.f. secrezione anale del ragno, con la quale quest’ultimo si procura il cibo e occupa militarmente gli angoli meno frequentati e dunque meno puliti delle nostre case.

ragno s.m. coinquilino peloso a otto zampe che è sempre vicino a noi, soprattutto quando non lo vediamo: il suo nemico naturale è la scopa.

ramarro s.m. grossa lucertola di colore verde, impronunciabile per i nativi di Parma e dintorni.

reddito s.m. 1 misura principale della rispettabilità di una persona in società 2 l’utile che si ricava da un mestiere, una professione, un crimine.

religione s.f. avanzata forma di alchimia, che consente di trasformare la superstizione in oro.

reliquia s.f. ciò che resta di qualcosa. Nell’uso comune indica di solito i frammenti del cadavere di una qualche persona, che secondo una qualche religione sarebbe stata santa: come premio per la sua supposta santità, i suoi fedeli ne hanno smembrato il corpo, sparpagliandolo in varie città. Che tutto ciò un tempo accadesse anche ad alcune categorie di criminali ci può dire molto sulla natura della santità e della religione in generale, oltre che sulla natura umana.

responsabile agg. e s.m. e f. di chi deve rendere ragione delle azioni proprie o altrui, anche su un piano giuridico. Come sostantivo, può indicare anche il colpevole di un’azione.

responsabilità s.f.invar. il poter essere chiamati a rispondere degli effetti (spesso) dannosi delle azioni proprie o altrui, a seconda del contesto. Di solito è usata in una simpatica variante del ballo della scopa, in cui tutti i partecipanti cercano di rifilarla a qualcun altro, fino a che l’ultimo rimasto se la deve pigliare.

ricco agg. che possiede qualcosa in abbondanza. s.m. persona che ha accumulato molto più denaro di quanto ne potrà mai spendere in almeno tre generazioni, grazie all’intelligenza e al duro lavoro degli altri, oppure grazie ai reati commessi dai suoi avi.

ricorsivo agg. di cosa che è .

risacca s.f. moto di ritorno dell’onda, quando si è infranta contro un ostacolo. Che alcuni popoli abbiano avvertito il bisogno di dare un nome a questo fenomeno può fornirci interessanti squarci della loro psicologia, anche se forse è meglio che certi particolari rimangano nell’oscurità.

rivoluzione s.f. in politica, sostituzione improvvisa e spesso, ma non necessariamente, cruenta di una forma di malgoverno con una nuova forma di malgoverno.

rottamare v.tr. sostituire una parte politica avversa, dopo averla accusata di ogni empietà e di essere vecchia, per poi cominciare subito a fare le stesse cose che faceva la parte politica appena sostituita.

ruga s.f. un chiaro segno che i muscoli stanno perdendo l’eterna lotta contro la forza di gravità.

S

sacrificio s.m. mazzetta offerta a una divinità con la speranza di riceverne in cambio un “favore”, oppure per ringraziarla di un “favore” già ricevuto.

santo agg. e s.m. peccatore morto e sepolto, riabilitato da una successiva interpretazione dei suoi atti compiuta da giudici conniventi e/o interessati.

satira s.f. composizione letteraria di antica origine, in cui vizi e difetti dei nemici dell’autore sono ridicolizzati e derisi senza pietà. Un tempo questa composizione doveva anche indurre al riso i suoi fruitori, ma oggigiorno questa caratteristica è andata definitivamente perduta, in quanto desueta, ed è stata sostituita dal più moderno insulto.

sbadiglio s.m. atto involontario con il quale manifestiamo tutto il nostro interesse verso quello che ci sta accadendo attorno.

scoiattolo s.m. grosso topo dalla coda folta, che vive sugli alberi e ricopre spesso ruoli positivi e simpatici in storie e cartoni animati, in quanto ha saputo procurarsi un PR migliore rispetto a molti altri roditori.

scoreggia s.f. emissione rumorosa e sgradevole (per i nasi altrui) di gas intestinali prodotti dalla fermentazione del cibo che abbiamo precedentemente ingerito. Testarne l’infiammabilità in un buffo esperimento scientifico pare essere un rito molto diffuso tra la gioventù di numerose zone d’Italia, e non solo.

scrupolo s.m. 1 antica unità di misura, pari alla ventiquattresima parte di un’oncia e usata per lo più in farmacia e affini 2 dubbio, timore di avere agito male, preoccupazione 3 cura, attenzione estrema nel fare qualcosa, tendente a una forma blanda di comportamento ossessivo-compulsivo.

scrupoloso agg. persona estremamente pignola, che controlla ogni briciola (da scrupolo 1) e che tende per questo a urtare i nervi di chiunque le stia attorno.

sentimento s.m. secrezione ghiandolare che, una volta immessa nella circolazione sanguigna, altera il normale funzionamento di un organismo. Numerosi ominidi tendono a prendere troppo sul serio questo fenomeno del tutto naturale, spesso associandolo a una fantomatica anima, oppure ad attività cardiache anomale, anche quando la suddetta secrezione ghiandolare non causa un’accelerazione o un rallentamento dei suoi battiti.

seta s.f. secrezione anale di alcuni bachi, che la utilizzano per avvolgersi e ripararsi durante una fase assai delicata e personale della propria esistenza. Molti esemplari di ominidi amano raccoglierne i filamenti e utilizzarli per avvolgere se stessi a imitazione dell’insetto, incuranti del fatto che in quel modo si stanno ricoprendo il corpo con sostanze organiche uscite dal culo di un verme.

sfortuna s.f. unica spiegazione per i nostri insuccessi. Potere sovrannaturale che ci impedisce di ottenere i risultati che meriteremmo in virtù delle nostre indicibili capacità e della nostra suprema tempra morale. Per sua natura, non può mai essere causata da un errore di chi la invoca.

silenzio s.m. assenza di suoni e rumori che siano degni di nota per la persona che utilizza questa parola. Di per sé è una condizione artificiale, esistendo solo raramente in natura.

simbolo s.m. oggetto concreto che rappresenta un concetto astratto, la cui funzione è più o meno equivalente a quella di un promemoria o un post-it: guardandolo, noi ci ricordiamo del concetto importante a cui si riferisce. Quando poi a diventare importante è l’oggetto in quanto tale e si perde di vista il concetto a cui si dovrebbe riferire, allora il simbolo si trasforma in feticcio.

smart agg.invar. di oggetto che può dare l’impressione di essere intelligente, eseguendo in modo rapido comandi che non presuppongono intelligenza in chi lo usa. Spesso ha il vizio di spiare e schedare il proprio utente.

smartphone s.m. lo strumento di sorveglianza e raccolta dati personali più apprezzato socialmente. Funziona come il braccialetto elettronico di un carcerato, ma costa molto di più.

soddisfazione s.f. stato d’animo indotto dalla contemplazione dell’infelicità altrui.

sogno s.m. peto cerebrale, prodotto solitamente durante il sonno.

solo agg. persona che frequenta pessime compagnie.

spiccagnolo agg. di frutto la cui polpa si stacca con facilità dal nocciolo. Uno degli aggettivi più usati della lingua italiana contemporanea. Non è vero.

spigolo s.m. linea di intersezione tra due superfici contigue, contro cui molti esemplari di ominide hanno la tendenza a sbattere il dito più piccolo del piede, soprattutto quando non guardano dove stiano andando. Spesso questo incidente è seguito da una bestemmia.

sbadiglio s.m.invar. operatore economico che finanzia attività sportive, culturali, di spettacolo o politiche a fini pubblicitari, per evadere le tasse o ricavare in seguito benefici di qualsiasi natura da chi sia stato finanziato.

stella s.f. corpo celeste di forma grossomodo sferica, costituito da miliardi e miliardi di tonnellate di gas incandescente, la cui massa è così elevata da distorcere lo spazio attorno a sé per svariati milioni di chilometri in ogni direzione. Per un qualche motivo ancora da chiarire, molti ominidi considerano un complimento essere paragonati a questa colossale centrale nucleare orbitante; altri ominidi tendono invece ad attribuirle inspiegabili poteri magici, uniti alla capacità di indicare il futuro e influenzare le attività di piccole forme di vita che arrancano su pianeti distanti milioni di miliardi di chilometri (come minimo) dalla stella stessa e che morirebbero vaporizzate in un attimo se mai vi si dovessero avvicinare.

stilita s.m. persona affetta da gravi disordini mentali, che si ritira a vivere sulla sommità di una colonna. Non ci è dato sapere in quanti sopravvivano alla prima notte di sonno.

stupido agg. di persona che la pensa o agisce in modo diverso da noi e che soprattutto non vuole darci ragione: è pertanto evidente che deve soffrire di un grave malfunzionamento cerebrale.

T

tassazione s.f. metodo con cui uno stato redistribuisce equamente la ricchezza interna dalle classi meno abbienti verso quelle più abbienti.

tempo s.m. successione illimitata di istanti in cui si svolgono gli eventi, ma anche misura della successione degli istanti, misura del cambiamento e più o meno tutto quello che vi pare. Quello di tempo è un concetto così vago, utilizzato per etichettare una idea ancora più vaga, che qualsiasi tipo di descrizione può andare bene, perché sarà sempre e comunque fondamentalmente priva di senso, ma suonerà molto profonda. Definitelo come preferite e tanti saluti.

totano s.m. nome comune di quegli anelli impanati che siamo soliti trovare nelle fritture miste di pesce. Per alcuni si riferirebbe anche a diversi tipi di molluschi simili al calamaro, che fornirebbero contro la propria volontà la materia prima per i suddetti anelli impanati, ma è chiaro che si tratta solo di una leggenda metropolitana.

tradizione s.f. azione che si continua a ripetere perché una volta si faceva così, anche se ormai è diventata superflua, inutile, dannosa o stupida.

U

unghia s.f. formazione cornea dell’epidermide che riveste l’estremità delle dita, gentilmente fornita dall’evoluzione come pratico strumento per grattarci in modo più efficace, come antistress sempre a portata di mano, o infine come riserva alimentare di emergenza.

uomo s.m. 1 scimpanzé dal pelo corto. Mediamente 2 scimpanzé dal pelo corto, di sesso maschile.

uxoricida s.m. e f. persona che ha scelto un’alternativa più rapida ed economica al divorzio.

V

vampiro s.m. 1 in molte credenze popolari, spettro che di notte abbandonerebbe la propria tomba, per assalire altri esseri umani e succhiarne il sangue. Per estensione (fig.), chiunque sia privo di una propria vita, ma possa conservarne una parvenza rubando le altrui energie vitali: imprenditore, politico, colosso IT 2 dall’Ottocento in poi, figura utilizzata in campo letterario (stiracchiando al limite il significato dell’aggettivo “letterario”) per incarnare le fantasie erotiche più represse di un autore (o autrice) e di chi ne legge le opere.

vegetariano agg. vedi erbivoro, ma riferito a un umano.

vendetta s.f. danno morale o materiale che si arreca a qualcuno, per ripagarlo di un danno morale o materiale che, secondo noi, quella persona ci avrebbe causato. Per sua natura, tende facilmente a innescare una reazione a catena totalmente priva di senso, ammesso e non concesso che all’inizio ne possedesse uno. Praticata con entusiasmo dai bambini in età prescolare, sotto il titolo di “dare indietro”.

vespasiano s.m. bagno pubblico, principalmente un orinatoio, ma non ci sono limiti alla creatività umana. Chiamato così in onore dell’imperatore romano che ne avrebbe tassato l’utilizzo per fare cassa, in modo analogo a quanto avviene oggi nelle stazioni ferroviarie e in altri luoghi analoghi, dove devi pagare anche per pisciare.

vicino s.m. 1 persona la cui erba è sempre più verde 2 persona che si diverte a causare ogni rumore possibile e immaginabile al solo scopo di infastidire noi, che invece siamo il silenzio personificato.

vista s.f. senso esercitato dal cervello, il quale ricostruisce soggettivamente una certa immagine del cosiddetto mondo esterno, basandosi sulle impressioni luminose raccolte dagli occhi e aggiungendo a volte del suo.

vita s.f. 1 conservante naturale che impedisce al corpo di decomporsi 2 la cosa più a buon mercato sulla Terra e forse anche nel resto dell’universo.

vocabolario s.m. vedi dizionario, ma non appartiene ad alcun parente.

voyeur s.m. guardone, ma detto in modo elegante e raffinato, quasi trasformato in una cosa bella.

W

X

Y

Z

zanzara s.f. 1 entità che si ingrassa col sangue di altri esseri viventi e non è quotata in borsa 2 prova indiretta della non esistenza di dio, o al limite della sua profonda malvagità.

zecca s.f. 1 insetto che produce denaro per conto di uno stato 2 vedi zanzara, 1.

zoofobia s.f. paura morbosa degli animali di una specie diversa dalla propria.

zooiatra s.m. e f. veterinario in incognito.

zucchero s.m. causa prima di carie e obesità. Se la prima lettera è maiuscola, può causare anche seri danni all’udito.